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Il gruppo che controlla Zara aveva appena archiviato un semestre con ricavi in crescita del 7,6% e comunicato un ulteriore +9% fra il primo Agosto e il 7 Settembre: esattamente quello che si vuole sentirsi dire da un rivenditore di abbigliamento in un anno in cui i consumatori europei tirano la cinghia. Per capire perché, seguiamo il viaggio di una maglietta. Quella che a Zara costa diciannove euro e novanta, e che sta nell’assortimento sotto i cinquanta euro su cui il gruppo ha costruito la propria]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 Settembre <strong>Inditex</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/itx_mc_dark_full_1920_20260917023603320/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha scoperto che vendere di più non basta più. Il gruppo che controlla Zara aveva appena archiviato un semestre con ricavi in crescita del 7,6% e comunicato un ulteriore +9% fra il primo Agosto e il 7 Settembre: esattamente quello che si vuole sentirsi dire da un rivenditore di abbigliamento in un anno in cui i consumatori europei tirano la cinghia.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260917_ITXMC.png" alt="image" title="Grafico Inditex"></div><p>Per capire perché, seguiamo il viaggio di una maglietta. Quella che a Zara costa diciannove euro e novanta, e che sta nell'assortimento sotto i cinquanta euro su cui il gruppo ha costruito la propria fortuna, prima dell'appendino ha attraversato qualche migliaio di chilometri dentro un container. Il container va a gasolio, il gasolio viene dal petrolio, e il petrolio sta sopra i cento dollari perché a Hormuz e nel Mar Rosso si combatte. A dirlo, del resto, è stato <strong>Andres Sanchez</strong>, direttore finanziario del gruppo, che in conference call ha attribuito la compressione dei margini all'<strong>aumento dei costi di trasporto e produzione</strong> dovuto alla guerra in Medio Oriente.</p><p>Il risultato è un semestre a due velocità. I <strong>ricavi salgono a 19,8 miliardi</strong>, il margine lordo migliora di quaranta punti base al 58,7% e l'utile netto cresce del 6,8% a tre miliardi. Ma l'<strong>EBIT si ferma a 3,8 miliardi</strong> contro i 3,92 che il consenso aspettava, e nel solo secondo trimestre il margine lordo scende al 56,7% dei ricavi. Le spese operative, intanto, crescono dell'8,3%, cioè più dei ricavi.</p><p>C'è poi un numero che quasi nessuno ha guardato, e spiega la reazione del mercato meglio di tutti gli altri. Rivedendo le stime dopo la trimestrale, <strong>Barclays </strong>ha alzato le previsioni di fatturato e tagliato quelle sull'utile per azione di quasi il 3%. Che cosa sta facendo un gruppo che vende di più e guadagna di meno per azione? Sta spendendo. Negli ultimi due anni il gruppo ha destinato €1,8 miliardi agli impianti logistici e ha appena annunciato altri €200 milioni straordinari per la nuova sede. Quegli investimenti tornano nel conto economico sotto forma di ammortamenti, cioè della quota annuale con cui il costo di un impianto viene distribuito lungo la sua vita utile. Gli ammortamenti non si vedono nelle vendite ma entrano nei margini. Aggiungiamo però la sola cosa che nessuno si è preso la briga di contestare.<strong> Non è un problema di domanda.</strong></p> <p>Sul multiplo conviene procedere per gradi, perché il numero grezzo è ingannevole. A 23,26× gli utili attesi NTM, Inditex tratta a più del doppio della mediana del proprio paniere, ferma a 10,41×. Chi si fermasse qui direbbe che il titolo è carissimo. Quel paniere, però, contiene <strong>Gap</strong> a 7,94×, <strong>Kingfisher </strong>a 11,78× e <strong>JD Sports </strong>a 7,20×, cioè insegne mature che il mercato prezza per quello che sono. L'unico comparabile che fa lo stesso mestiere con la stessa macchina operativa è <strong>TJX</strong>, il gruppo americano di <strong>TK Maxx</strong>, e quota 22,71×: un premio del 2%, non del 123%. Storicamente Inditex ha oscillato fra 20,88× di Luglio scorso e 25,93× di Gennaio, e adesso sta nel mezzo.</p><p>Fra le due letture del modello ci sono invece sei euro e mezzo, che su un titolo da cinquanta sono difficili da ignorare. Il <strong>LEADING </strong>si ferma a <strong>€48,52</strong>; il <strong>CASCADE</strong> arriva a <strong>€55,01</strong>. La distanza dice una cosa sola: al prezzo di Giovedì il mercato paga tredici punti sopra quello che i conti giustificano da soli, e li paga perché considera permanenti una crescita e una redditività che nessun modello di flussi scontati può dare per acquisite a quindici anni. Il costo del capitale implicito nella quotazione è del 6,2%, con una crescita terminale del 2,0% e un free cash flow atteso che rende il 4,0%. Il rapporto risk/reward, calcolato a mano perché in questo run le metriche di timing sono a zero, non sta nemmeno in piedi, dato che il prezzo è finito sotto il valore strutturale e il conto degenera. Restano accesi tre segnali insieme: il divario fra i motori, l'incertezza elevata e la divergenza dalla Street.</p><p>Gli analisti, dal canto loro, non hanno dubbi. Ventiquattro case coprono il titolo e venti hanno una raccomandazione positiva, contro le tredici su ventitré di quattordici mesi fa. Il <strong>target price medio sta a €60,58 </strong>e il <strong>mediano a €61</strong>, il che porta il <strong>Target/Close Ratio a 116</strong>. <strong>Barclays </strong>ha confermato l'<strong>overweight</strong> limando l'obiettivo da €62,5 a <strong>€61</strong>, <strong>BofA </strong>sta a <strong>€65</strong>, <strong>Jefferies </strong>a <strong>€67</strong>. È un consenso compatto, e i consensi compatti restano quello che sono, un'ipotesi condivisa da molti e verificata da nessuno.</p><p>Le date, invece, sono utili. I conti del terzo trimestre arrivano fra settantasette giorni, all'inizio di Dicembre, e diranno se il +9% di Agosto e Settembre era la stagione o la tendenza. A Marzo arriverà il nuovo piano triennale sugli spazi, che secondo BofA poggerà sulle insegne minori, da <strong>Lefties </strong>a <strong>Oysho</strong>. La guidance sul margine lordo resta stabile per il 2026, più o meno cinquanta punti base, e il modello indica nel ritorno di capitale agli azionisti, dividendo o buyback, il catalizzatore da sorvegliare.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Industria de Diseño Textil (ITX) – 17/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs gen. 2026</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€52,40</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4,7%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €55,00 di Gennaio, e −7,2% dai €56,44 di Luglio</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€164,41B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4,0%</td><td>Da €171,31B a fine esercizio</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€160,21B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,2%</td><td>EV/MCap 0,97x, cassa netta impl. €4,20B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Apparel Retail</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>23,26x</td><td>10,41x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +123,4% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>12,76x</td><td>6,27x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +103,5% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>3,60x</td><td>0,72x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +400%, il più ampio del quadro</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>25,18x</td><td>9,46x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +166,2%, FCF yield 4,0%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs gen. 2026</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>3,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,4pp</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da 3,4% di Gennaio</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>2,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 2,1% a fine esercizio</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€2,01</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,3%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €1,89, cedola in crescita costante</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>4,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,3pp</td><td>Da 3,7% di Gennaio</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€6,53B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €6,35B di Gennaio</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€60,58</td><td>24 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +15,6% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€61,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +16,4% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€67,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +27,9% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€41,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −20,8%, fermo da oltre un anno</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs gen. 2026</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>13</td><td>52,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Gennaio</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>7</td><td>28,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3 vs Gennaio</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>3</td><td>12,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4 vs Gennaio</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>4,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-thumbs-down"></i> Sell</td><td>1</td><td>4,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Gennaio</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€53,67</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +2,4% | DQS 0,85 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs gen. 2026</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€44,52B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €41,99B, stime in salita costante</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€12,56B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,7%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 28,2%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€9,07B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 20,4%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€2,01</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,3%</td><td>Da €1,89 di Gennaio</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€6,53B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,8%</td><td>FCF/EBITDA 52,0%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Apparel Retail</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-shirt"></i> <strong>Inditex (ITX)</strong></td><td>23,26x</td><td>€164,41B</td><td>3,60x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tags"></i> TJX Companies (TJX)</td><td>22,71x</td><td>$135,12B</td><td>2,18x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-truck-fast"></i> Zalando (ZAL)</td><td>12,66x</td><td>€5,18B</td><td>0,36x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-store"></i> The Gap (GAP)</td><td>7,94x</td><td>$7,09B</td><td>0,66x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shoe-prints"></i> JD Sports Fashion (JD.)</td><td>7,20x</td><td>£3,67B</td><td>0,55x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-feather"></i> American Eagle (AEO)</td><td>8,33x</td><td>$2,48B</td><td>0,72x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 17/09/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> ha portato il giudizio a "<strong>Hold</strong>" Mercoledì 16 Settembre, scendendo da Accumulate, e il suo obiettivo a dodici mesi, <strong>€53,67</strong>, sta poco più di un euro sopra la chiusura di Giovedì. In breve: non c'è più spazio sufficiente per comprare e non c'è nulla che spinga a vendere. Il che, per un gruppo che ha appena aumentato le vendite del 9% mentre il suo settore arretra, è forse il verdetto più severo possibile.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Novo Nordisk taglia il nome, la Street taglia le stime]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/novo-nordisk-taglia-il-nome-la-street-taglia-le-stime-20260916030029213/</link> <pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:01:10 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260916183827-91055d15-fefe-42c3-a0e8-6d2a8cb5718b.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/novo-nordisk-taglia-il-nome-la-street-taglia-le-stime-20260916030029213/</guid> <description><![CDATA[Le fusioni allungano i nomi, le guerre commerciali li accorciano. Nel 1923 nasceva a Copenaghen Nordisk Insulinlaboratorium, due anni dopo alcuni suoi ex dipendenti fondavano la rivale Novo, e nel 1989 le due case si sono fuse tenendo nel nome la memoria di entrambe. Lunedì 14 Settembre Novo Nordisk ha deciso che nell’uso quotidiano ne basterà la prima metà, mentre Eli Lilly sta già togliendo “Eli” dai materiali di marketing. I due rivali dei farmaci per l’obesità si presenteranno con un solo nome. Sul mercato, però, il vantaggio è di Lilly: nel secondo trimestre, secondo IQVIA, aveva il 60,9%]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le fusioni allungano i nomi, le guerre commerciali li accorciano. Nel 1923 nasceva a Copenaghen Nordisk Insulinlaboratorium, due anni dopo alcuni suoi ex dipendenti fondavano la rivale Novo, e nel 1989 le due case si sono fuse tenendo nel nome la memoria di entrambe. Lunedì 14 Settembre Novo <strong>Nordisk</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/novo-b_co_dark_full_1920_20260916030029213/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha deciso che nell'uso quotidiano ne basterà la prima metà, mentre <strong>Eli Lilly</strong> sta già togliendo "Eli" dai materiali di marketing. I due rivali dei farmaci per l'obesità si presenteranno con un solo nome. Sul mercato, però, il vantaggio è di Lilly: nel secondo trimestre, secondo IQVIA, aveva il 60,9% delle vendite, contro il 38,8% di Novo.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260916_NOVOBCO.png" alt="image" title="Grafico Novo Nordisk"></div><p>Il toro del logo adesso guarda a destra, e l'amministratore delegato <strong>Mike Doustdar</strong>, che spinge per un gruppo più snello, presenterà la strategia al Capital Markets Day di Lunedì 21 Settembre. <strong>Evan Seigerman</strong>, analista di <strong>BMO Capital Markets</strong>, ha messo le mani avanti: "<em>un nome nuovo serve a poco senza un cambio di strategia vero. Cosa può mostrare Doustdar che il mercato non abbia già scontato?</em>"</p><p>La risposta più scomoda è arrivata tre giorni prima del "<em>rebranding</em>". Venerdì 11 Settembre <strong>Morgan Stanley </strong>ha portato il titolo a <strong>Underweight</strong>, con un <strong>target price di $40 </strong>sull'ADR, <strong>circa DKK250</strong>, convinta che la crescita resterà fiacca e che la scadenza dei brevetti sulla semaglutide, la molecola di Ozempic, Wegovy e Rybelsus, pesi più di quanto il prezzo riconosca. Nel primo semestre quei franchise valevano circa DKK112,2 miliardi di vendite rettificate, il 75,5% del totale, e le protezioni principali scadono intorno al 2031 in Europa e al 2032 negli Stati Uniti.</p><p>Guardiamo gli utili, dove quella scadenza si vede già. Chi prende il P/E trailing trova Novo a 10,53×, un multiplo da titolo dimenticato. Chi prende il forward trova 13,99×: la Street si aspetta che l'EPS scenda da DKK26,20 degli ultimi dodici mesi a 19,72 dei prossimi dodici, quasi un quarto in meno. Da un anno, poi, le stime scivolano. A fine Settembre 2025 l'EPS atteso era a DKK23,66, e da allora ha perso il 16,7%, mentre il titolo passava da DKK344,65 a 272,60, il 20,9% in meno. Nello stesso periodo il P/E forward si è limato appena, da 14,57× a 13,99×. Il che significa che la discesa l'hanno fatta quasi per intero i conti attesi, non un mercato più severo.</p> <p>Chi compra ha dalla sua la cassa. Il <strong>FCF yield atteso</strong>, cioè il free cash flow dei prossimi dodici mesi in rapporto alla capitalizzazione, <strong>è salito al 5,4% </strong>dal 3,8% di fine Giugno, e il free cash flow levered degli ultimi dodici mesi è tornato a DKK37,7 miliardi dopo due trimestri in rosso. Su questi flussi il <strong>dividend yield atteso del 4,0% resta coperto</strong>, e fra i catalizzatori possibili il modello indica proprio un'accelerazione di buyback e dividendi.</p><p>Sulla Street l'entusiasmo si è ritirato in buon ordine. A fine Giugno 2025 i giudizi positivi erano quattordici, oggi sono cinque, contro sedici Hold e quattro fra Underperform e Sell. Il <strong>target price medio dei ventitré analisti sta a DKK310,17</strong>, con un range largo, da 203 a 457. Il Target<strong>/Close Ratio è a 113,8, contro 100,2</strong> alla fine del Giugno scorso. Da allora la Street ha limato gli obiettivi dell'1,6% e il titolo ha ceduto il 13,4%: gli analisti difendono la valutazione, e non la consigliano più.</p><p>Sul valore le due letture del modello finiscono a pochi passi l'una dall'altra. Il <strong>LEADING</strong>, che costruisce il valore dal basso, si ferma a <strong>DKK304,23</strong>, e il <strong>CASCADE</strong>, che parte dal prezzo e ne ricava le condizioni implicite, arriva a <strong>DKK293,98</strong>, il 3,4% più in basso. Due strade indipendenti che finiscono vicine bastano a dire che il valore è quello. Più istruttivo è quello che il CASCADE legge nel prezzo, un costo del capitale implicito del 15% con una crescita terminale al 3,2%, su un modello che usa come input i valori realizzati, crescita al 2,1% e operating margin al 42,5%. Quindici punti sono il rendimento che si pretende da un'azienda rischiosa, non da una che trattiene quarantadue centesimi di utile operativo su ogni corona di ricavi. I motivi di quel premio sono tre, e conviene separarli perché hanno scadenze diverse: <strong>la quota persa a favore di Lilly</strong>, che si misura trimestre per trimestre; la <strong>strategia ancora da raccontare</strong>, che ha una data; <strong>i brevetti, lontani cinque o sei anni </strong>ma già dentro le stime. Mercoledì il titolo ha chiuso a DKK272,60, in calo dell'1,2%. Sotto entrambi.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Novo Nordisk A/S (NOVO B) – 16/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>DKK272,60</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −16,2%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da DKK325,25 Q4, e −38,0% dai DKK439,60 di Giugno 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>DKK1.220,27B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −15,6%</td><td>Da DKK1.445,24B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>DKK1.315,41B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −13,1%</td><td>EV/MCap 1,08x, debito netto impl. DKK95,15B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Pharmaceuticals</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>13,99x</td><td>9,94x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +40,7% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>9,14x</td><td>8,43x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +8,4% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>4,51x</td><td>2,87x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +57,1% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>18,45x</td><td>12,47x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +48,0%, FCF yield 5,4%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>4,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,4pp</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da 4,4% Q4, rendimento comunque elevato</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>4,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,6pp</td><td>Da 3,6% Q4, sopra la media del periodo</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>DKK10,95</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −23,4%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da DKK14,29 Q4, stima tagliata</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>5,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,3pp</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da 4,1% Q4, massimo del periodo</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>DKK66,15B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +11,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da DKK59,58B in Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>DKK310,17</td><td>23 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,8% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>DKK300,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,1% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>DKK457,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +67,6% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>DKK203,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −25,5% bear case</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold Schiacciante</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>4</td><td>16,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −6 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>1</td><td>4,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>16</td><td>64,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +9 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>4,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-thumbs-down"></i> Sell</td><td>3</td><td>12,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>DKK292,51</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +7,3% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>DKK291,58B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4,7%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da DKK306,00B Q4, stime tagliate</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>DKK143,92B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,1%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Margin 49,4%, marginalità ancora altissima</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>DKK122,70B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,7%</td><td>Margin 42,1%, da DKK127,41B Q4</td></tr><tr><td>NTM EPS Normalizzato</td><td>DKK19,72</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −16,7%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da DKK23,68 Q4, la revisione più marcata</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>DKK66,15B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +11,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF/EBITDA 46,0%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Pharmaceuticals</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-syringe"></i> <strong>Novo Nordisk (NOVO B)</strong></td><td>13,99x</td><td>DKK1.220,27B</td><td>4,51x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-flask"></i> Eli Lilly (LLY)</td><td>27,85x</td><td>$1.012,68B</td><td>11,45x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-microscope"></i> Roche Holding (ROG)</td><td>17,05x</td><td>CHF288,08B</td><td>5,01x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-capsules"></i> Novartis (NOVN)</td><td>14,76x</td><td>CHF216,38B</td><td>5,16x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-pills"></i> Pfizer (PFE)</td><td>9,94x</td><td>$157,03B</td><td>3,42x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-vial"></i> Sanofi (SAN)</td><td>8,41x</td><td>€88,91B</td><td>2,17x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 16/09/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> mantiene Novo su "<strong>Hold</strong>" dal 6 Febbraio, quando l'ha promossa da Reduce, e il suo <strong>target price a dodici mesi, DKK292,51</strong>, lascia un rendimento atteso del 7,3%: il valore c'è, non tanto da giustificare la fretta. A consigliare pazienza sono le metriche di breve. Lo <strong>z-score a -1,21 </strong>colloca il prezzo più di una deviazione standard sotto la sua norma recente, e la <strong>slope a -1,53 </strong>dice che il trend punta verso il basso. Il rapporto <strong>risk/reward </strong>calcolato sui livelli di Mercoledì, a 0,64, segnala <strong>meno di una corona di rendimento per ogni corona di rischio</strong>. Con un momentum contrarian e un'incertezza elevata, il modello vuole conferme prima di muoversi.</p><p>Il 21 Settembre resta l'unico catalizzatore vicino, e da come il titolo ci arriva il mercato non gli concede credito in anticipo; i conti del terzo trimestre seguiranno fra una cinquantina di giorni. Per ora a guardare a destra è soltanto il toro.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Robinhood cambia pelle e il mercato ha già fatto i conti]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/robinhood-cambia-pelle-e-il-mercato-ha-gia-fatto-i-conti-20260915041440592/</link> <pubDate>Wed, 16 Sep 2026 06:01:10 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260915224658-a2a27fe3-2d25-4d30-9db0-112181e3f32e.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/robinhood-cambia-pelle-e-il-mercato-ha-gia-fatto-i-conti-20260915041440592/</guid> <description><![CDATA[Robinhood sta diventando una società diversa da quella che il mercato conosceva. Non più soltanto una piattaforma per piccoli investitori e trading di criptovalute, ma un intermediario che sta costruendo nuove fonti di ricavo attorno alle scommesse su eventi, alla tokenizzazione e al credito. L’8 Settembre ha annunciato un accordo pluriennale con Crypto.com per instradare parte dei propri contratti attraverso una piattaforma regolata dalla Commodity Futures Trading Commission. Giovedì sono arrivati i dati operativi di Agosto e, tra Lunedì e Martedì, Robinhood è finita al centro dello scontro con AMC Entertainment sulla tokenizzazione delle azioni, rispondendo con una promessa]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Robinhood</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/hood_dark_full_1920_20260915041440592/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> sta diventando una società diversa da quella che il mercato conosceva. Non più soltanto una piattaforma per piccoli investitori e trading di criptovalute, ma un intermediario che sta costruendo nuove fonti di ricavo attorno alle <strong>scommesse su eventi</strong>, alla <strong>tokenizzazione </strong>e al <strong>credito</strong>. L'8 Settembre ha annunciato un accordo pluriennale con <strong>Crypto.com </strong>per instradare parte dei propri contratti attraverso una piattaforma regolata dalla <strong>Commodity Futures Trading Commission</strong>. Giovedì sono arrivati i dati operativi di Agosto e, tra Lunedì e Martedì, Robinhood è finita al centro dello scontro con <strong>AMC Entertainment</strong> sulla tokenizzazione delle azioni, rispondendo con una promessa precisa: chi detiene i suoi token avrà diritti di voto e potrà riscattarli uno a uno.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260915_HOOD.png" alt="image" title="Grafico Robinhood Markets"></div><p>I numeri di Agosto spiegano perché questa trasformazione sta attirando così tanto capitale. Il controvalore degli scambi in criptovalute è salito del 61% rispetto a Luglio, a $17,5 miliardi, ma rimane il 38% sotto lo stesso mese del 2025. Le scommesse su eventi, invece, sono esplose: 4,7 miliardi di contratti, circa quindici volte i 300 milioni dell'Agosto 2025. Nel secondo trimestre questa attività aveva già prodotto $156 milioni di ricavi, più di dieci volte un anno prima e, per la prima volta, più delle criptovalute come fonte di ricavi da transazione. Gli attivi sulla piattaforma sono arrivati a $384 miliardi, in crescita del 26%, mentre i prestiti a margine sono aumentati del 72%. Robinhood, quindi, cresce a tre cifre proprio nelle attività che due anni fa praticamente non esistevano.</p><p>Ed è qui che bisogna leggere la distanza fra prezzo e valore. Il <strong>LEADING</strong>, costruito esclusivamente sui fondamentali, è salito tre volte in una settimana, da $76,64 del 7 Settembre a <strong>$90,73 </strong>di Martedì. Il <strong>CASCADE</strong>, che parte invece dal prezzo di Borsa e ricava le aspettative che quel prezzo incorpora, è rimasto quasi fermo, da $115,34 a $116,82. Il divario si è così ridotto al 28,8%, ma non perché il titolo sia diventato più economico: perché i fondamentali hanno corso più velocemente. Ai $110,32 della valutazione restano circa ventuno punti percentuali fra quanto l'azienda vale sulla base dei risultati che ha già prodotto e quanto il mercato chiede per possederla. In quel premio sono comprese le aspettative sui contratti su eventi, sulla tokenizzazione e su tutte quelle attività che nel 2024 non esistevano ancora. Il prezzo, peraltro, non incorpora ipotesi fuori scala: sconta una crescita dei ricavi del 32,3%, esattamente quella realizzata, e un operating margin del 43,9%, anch'esso identico al dato effettivo, a un costo del capitale proprio implicito dell'8,6%. L'unica vera scommessa che il modello individua è una crescita terminale del 3,7%, cioè l'idea che una parte della crescita di oggi possa diventare strutturale per un'azienda i cui nuovi prodotti hanno meno di due anni.</p><p>Questo spiega anche perché il giudizio non è passato ad Accumulate. Non perché i conti abbiano deluso, ma perché il prezzo ha corso più velocemente della certezza sui conti futuri. L'obiettivo a dodici mesi è sceso da $138,49 dell'8 Settembre a $114,54 di Lunedì e il segnale di momentum è passato da rialzista a neutrale. Il modello ha quindi lasciato il giudizio invariato, nonostante nessun dato societario abbia smentito la crescita. In termini semplici, Robinhood oggi <strong>oscilla intorno al proprio fair value</strong>: non è abbastanza economica per essere un'idea forte di acquisto, ma non è nemmeno abbastanza cara da giustificare un Reduce. È il motivo per cui il sistema si ferma a Hold.</p> <p>Anche i multipli raccontano la stessa storia. A <strong>38,77× gli utili NTM </strong>Robinhood tratta al 98% sopra la mediana del proprio paniere, ferma a 19,60×. Il confronto, però, è poco pulito: nel gruppo c'è <strong>Coinbase</strong> a 180,82×, oltre a broker indiani e scandinavi con modelli di ricavo differenti, mentre la deviazione standard dei diciassette titoli arriva a quaranta punti. Più utile è il confronto con <strong>Interactive Brokers</strong>, che svolge un'attività più vicina e serve una clientela più professionale: a 30,84× gli utili, il premio di Robinhood scende al 26%. A fine Marzo, con il titolo a $69,30, Robinhood trattava a 27,53× gli utili e offriva un FCF yield atteso del 4,1%, contro il 2,7% attuale. Il mercato, quindi, non sta semplicemente riconoscendo una crescita: la sta già pagando.</p><p>Gli analisti hanno smesso di essere il principale elemento di incertezza, senza però diventare una conferma. Le coperture sono salite a ventisette e i giudizi Buy sono passati da nove a diciotto in quindici mesi. Il problema è il percorso dei target: il prezzo medio è passato da $72,88 nel Giugno 2025 a $151,33 a Dicembre, poi è sceso a $104,86 e oggi è risalito a $129,34. Il <strong>Target/Close Ratio è quindi a 117</strong>. Quando un consensus raddoppia e dimezza il proprio obiettivo nel giro di quindici mesi, più che guidare il prezzo tende a inseguirlo.</p><p>Sul rischio il modello è altrettanto chiaro. Il punteggio composito è 67,8 su 100, classe <strong>Very High</strong>, con volatilità realizzata a ventun giorni dell'88,7% contro il 54,4% dell'ultimo anno e un <strong>beta di 2,66</strong>. Il titolo resta inoltre il 54% sotto il proprio massimo, che non rivede da 336 giorni. Le metriche di timing sono tutte a zero in questo run e il rapporto risk/reward non offre un numero utile da interpretare: il prezzo è ormai sotto il valore strutturale, quindi non c'è un vero cuscinetto da misurare, ma un fair value con una distribuzione larghissima intorno.</p><p>Le prossime date possono almeno sono certe. La trimestrale è attesa il 4 Novembre, fra cinquantuno giorni, mentre prima di allora la Securities and Exchange Commission dovrebbe pubblicare l'esenzione per l'innovazione sui titoli tokenizzati, rinviata a Maggio proprio perché resta da chiarire se un soggetto terzo possa creare il token di un'azione senza il consenso dell'emittente. È il punto su cui <strong>Vlad Tenev</strong>, amministratore delegato di Robinhood, e <strong>Adam Aron</strong>, alla guida di AMC, si stanno confrontando pubblicamente. Il mercato globale dei titoli tokenizzati vale appena $2,84 miliardi: troppo poco per cambiare da solo un bilancio, ma abbastanza per decidere chi avrà un ruolo nella costruzione delle regole.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Robinhood Markets, Inc. (HOOD) – 15/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$110,32</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,5%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da $113,10 Q4, seduta chiusa a −3,50%</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$102,79B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,1%</td><td>Da $101,70B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Book Value/Share</td><td>$10,55</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,7%</td><td>Da $9,53 Q4, patrimonio in accumulo</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Broker Retail & Fintech</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>38,77x</td><td>19,60x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +97,8% vs mediana peers</td></tr><tr><td>MC/FCF Forward</td><td>37,52x</td><td>10,55x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +255,6%, FCF yield 2,7%</td></tr><tr><td>P/S Forward</td><td>17,29x</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −7,1% vs Q4 2025 (18,62x)</td></tr><tr><td>P/Book Value</td><td>10,84x</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −8,6% vs Q4, il prezzo cresce meno del patrimonio</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>0,2%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td>Rendimento marginale, capitale reinvestito</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>2,7%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td>Invariato rispetto a Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$2,74B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,9%</td><td>Da $2,71B Q4, cassa sostanzialmente ferma</td></tr><tr><td>EPS Normalizzato (NTM)</td><td>$2,95</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +11,7%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da $2,64 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Tangible Book/Share</td><td>$9,70</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,9%</td><td>Da $8,91 Q4, patrimonio quasi interamente tangibile</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$129,34</td><td>27 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +17,2% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$131,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +18,7% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$170,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +54,1% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$57,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −48,3%, forchetta molto ampia</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>18</td><td>62,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>6</td><td>20,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>3</td><td>10,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>3,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-thumbs-down"></i> Sell</td><td>1</td><td>3,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>$114,54</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +3,8% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$5,95B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,9%</td><td>Da $5,46B in Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$3,38B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,6%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 56,9%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$2,85B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,1%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Margin 48,0%, unica voce rivista al ribasso</td></tr><tr><td>NTM EPS Normalizzato</td><td>$2,95</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +11,7%</td><td>Da $2,64 in Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$2,74B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,9%</td><td>FCF/EBITDA 81,0%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Broker Retail</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>MC/FCF Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-mobile-screen-button"></i> <strong>Robinhood (HOOD)</strong></td><td>38,77x</td><td>$102,79B</td><td>37,52x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bitcoin-sign"></i> Coinbase (COIN)</td><td>180,82x</td><td>$50,51B</td><td>49,68x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Interactive Brokers (IBKR)</td><td>30,84x</td><td>$41,12B</td><td>7,09x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building-columns"></i> XP Inc. (XP)</td><td>8,45x</td><td>$9,94B</td><td>7,11x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-piggy-bank"></i> Avanza Bank (AZA)</td><td>19,60x</td><td>SEK61,62B</td><td>58,65x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-trend-up"></i> IG Group (IGG)</td><td>10,01x</td><td>£4,45B</td><td>9,55x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 15/09/2026</p></div><p>"<strong>Hold</strong>" dal 31 Luglio, quando il giudizio era risalito da Reduce, con un <strong>target price a dodici mesi di $114,54 </strong>e un rendimento atteso del 3,8%, il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> per ora non va oltre. Per alzare il giudizio servirebbe che la guidance di crescita smettesse di essere una sola promessa.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[I mercati ostaggi di Hormuz, con il dubbio sull’AI]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/i-mercati-ostaggi-di-hormuz-con-il-dubbio-sullai-20260914034431840/</link> <pubDate>Tue, 15 Sep 2026 06:00:16 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260914220316-66ab18c3-2daf-40f1-8f2c-bfa593a33079.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/i-mercati-ostaggi-di-hormuz-con-il-dubbio-sullai-20260914034431840/</guid> <description><![CDATA[Giovedì scorso alcuni droni partiti dall’Iraq hanno colpito l’East-West Pipeline, l’oleodotto che attraversa l’Arabia Saudita da est a ovest. Trasporta fino a sette milioni di barili al giorno e ha una funzione strategica: portare il greggio del Golfo al Mar Rosso senza passare per lo Stretto di Hormuz. Riyad lo ha chiuso per precauzione senza indicare una data per la riapertura. Lunedì il Brent è arrivato fino a $109,79 prima di ritracciare in area 105. Da quel momento gli effetti hanno iniziato a propagarsi lungo tutta la filiera finanziaria. Il greggio sopra i cento dollari è tornato a riflettersi sui]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì scorso alcuni droni partiti dall'Iraq hanno colpito l'<strong>East-West Pipeline</strong>, l'oleodotto che attraversa l'Arabia Saudita da est a ovest. Trasporta fino a sette milioni di barili al giorno e ha una funzione strategica: portare il greggio del Golfo al Mar Rosso senza passare per lo Stretto di Hormuz. Riyad lo ha chiuso per precauzione senza indicare una data per la riapertura. Lunedì il <strong>Brent</strong> è arrivato fino a $109,79 prima di ritracciare in area 105.</p><p>Da quel momento gli effetti hanno iniziato a propagarsi lungo tutta la filiera finanziaria. Il greggio sopra i cento dollari è tornato a riflettersi sui prezzi al consumo: l'indice americano di Agosto è salito dello 0,4% sul mese e del 3,4% sull'anno, in linea con le attese ma ancora lontano dal target del 2% della <strong>Federal Reserve</strong>. I futures sui fed funds assegnano ormai il 92% di probabilità a un rialzo di un quarto di punto nella riunione di Mercoledì, dal 3,50-3,75% attuale. Sarebbe il primo aumento dei tassi in tre anni. Sul mercato obbligazionario il decennale americano tratta al 4,961%, dopo aver toccato il 5,01% intraday, superando il massimo di Ottobre 2023, mentre il trentennale è arrivato fino al 5,38% prima di chiudere a 5,33%.</p><p>Quel 5%, più che una soglia tecnica, è il cap implicito su cui sono state costruite le valutazioni azionarie degli ultimi due anni.</p><p>Il punto, però, non è il livello del rendimento, ma la ragione per cui ci arriva. Un Treasury che sale perché l'economia accelera racconta una storia. Un Treasury che sale perché l'inflazione torna a correre, il Tesoro aumenta le emissioni o si incrina l'equilibrio del mercato obbligazionario ne racconta un'altra. <strong>Jason Ware</strong>, chief investment officer di <strong>Albion</strong>, attribuisce gran parte del movimento proprio allo squilibrio fra domanda e offerta: emissioni pubbliche e societarie stanno competendo per lo stesso capitale. Il superamento del 5%, da solo, non rappresenta il problema. Deficit elevati e inflazione vischiosa stanno spingendo verso l'alto il term premium da mesi, finora senza provocare fratture nel mercato.</p> <p>Su questo punto <strong>Wall Street </strong>appare sorprendentemente allineata. <strong>Ben Snider</strong>, chief US equity strategist di <strong>Goldman Sachs</strong>, osserva che il mercato sconta già più di tre rialzi nei prossimi dodici mesi, mentre utili e bilanci societari restano solidi. <strong>Michael Wilson</strong>, strategist di <strong>Morgan Stanley</strong>, porta l'argomento un passo oltre. La sua sintesi vale l'intera settimana: "<em>Le azioni tollerano rendimenti a lunga più vischiosi se a spingerli è una crescita nominale più forte, perché altrimenti quello che resta è soltanto un de-rating dei multipli</em>".</p><p>Anche i precedenti storici puntano nella stessa direzione. Dal 1945 l'indice americano ha attraversato dodici bear market superiori al 20%, oltre ad altre quattro correzioni fermatesi appena sotto quella soglia. Sei sono arrivati dopo un ciclo di rialzi sfociato in recessione. Soltanto due non sono stati preceduti né da una stretta monetaria né da una recessione. In altre parole, non basta una singola mossa della Fed: serve l'intero ciclo economico.</p><p>Il problema è che la crescita nominale evocata da Wilson ha oggi un nome preciso: l'<strong>intelligenza artificiale</strong>. E Lunedì mattina proprio quell'ipotesi ha iniziato a vacillare. Sabato <strong>Dario Amodei</strong>, amministratore delegato di <strong>Anthropic</strong>, ha sostenuto che il ritmo di sviluppo dei modelli dovrebbe rallentare prima di superare la capacità di controllarli. <strong>Sam Altman</strong>, alla guida di <strong>OpenAI</strong>, si è detto favorevole a valutatori esterni con accesso interno ai sistemi. <strong>Elon Musk </strong>si è accodato. <strong>Donald Trump</strong>, prevedibilmente, ha imboccato la direzione opposta: frenare l'AI, ha detto Domenica, significherebbe regalare il vantaggio competitivo alla Cina.</p><p>Il mercato ha risposto poche ore dopo. <strong>SK Hynix </strong>ha chiuso in calo di oltre il 6%, <strong>Samsung Electronics </strong>di oltre il 4% e <strong>SoftBank</strong> del 10%. In Europa <strong>ASML</strong> ha perso più del 6%, <strong>Nokia </strong>circa il 10%, <strong>Infineon </strong>quasi l'8%, e sono scesi anche <strong>Siemens Energy </strong>e <strong>Schneider Electric</strong>, che vendono gli impianti dei data center. Lo <strong>STXE 600 Tech</strong> ha lasciato il 2,12%, il <strong>Nasdaq 100 </strong>ha limitato le perdite allo 0,82%, <strong>Nvidia</strong> ha ceduto il 3,36% e il <strong>Ftse Mib</strong> è scivolato sotto i 52 mila punti.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260914_FTSEMIBMI.png" alt="image" title="Grafico Ftse Mib"></div><p>Venerdì Ware aveva scritto che le azioni sarebbero state più vulnerabili a un rallentamento degli investimenti nell'intelligenza artificiale che a un decennale sopra il 5%. Ventiquattr'ore dopo si è materializzato proprio quello scenario. Per mesi il mercato si è raccontato che rendimenti elevati non fossero un problema finché la crescita restava intatta, e che quella crescita avesse il volto dell'AI. Lunedì entrambe le condizioni hanno iniziato a incrinarsi nello stesso momento. È questo che rende una seduta negativa sul settore tecnologico più significativa del numero finale.</p><p>Esiste però una <strong>controtesi </strong>tutt'altro che marginale. <strong>Ben Barringer</strong>, responsabile globale della ricerca tecnologica di <strong>Quilter Cheviot</strong>, osserva che rallentare l'addestramento dei modelli non significa rallentarne l'inferenza, cioè il loro utilizzo quotidiano. Ed è proprio lì che la domanda continua a superare l'offerta. Se questa lettura è corretta, i ricavi del settore restano intatti e il sell-off di Lunedì diventa soprattutto un problema di sentiment.</p><p>Ma il punto, per i mercati, va oltre l'AI: è quanto a lungo la crescita potrà ancora convivere con rendimenti e aspettative di tassi più elevati. In Europa la revisione delle stime è unanime nella direzione e divisa nell'intensità. L'istituto di Francoforte non ha fornito una guidance esplicita e le banche d'investimento, dopo l'ultima riunione, si sono divise soprattutto sull'entità della stretta: la maggioranza prevede un altro rialzo a Dicembre, alcune ne vedono due entro Marzo fino al 3%, poche ritengono che il ciclo sia già concluso. Nessuna, però, arriva dove si è spinto il mercato, che continua a prezzare oltre tre rialzi entro la fine del 2027. È lo stesso divario che oggi si osserva a Washington. Ed è lì che si concentra il vero rischio di posizionamento delle prossime settimane.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Numeratore e Denominatore Sotto Attacco lo Stesso Giorno | Settembre 2026</h3><h4>I Numeri di Due Sedute</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Livello</th><th>Riferimento</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-oil-well"></i> Brent</td><td>Oltre $100</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,5% in due sedute, rientrato a $106,72 dopo il colloquio Witkoff-Ghalibaf</td></tr><tr><td><i class="fas fa-ban"></i> East-West Pipeline</td><td>5M barili/giorno</td><td>Fuori uso, riparazione stimata in 12-16 settimane</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Treasury 10 anni</td><td>4,90%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Massimo dal 2007, trentennale al 5,32%</td></tr><tr><td><i class="fas fa-gavel"></i> Rialzo Fed atteso</td><td>86,7%</td><td>Era il 58% una settimana fa</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-trend-down"></i> Indici e volatilità</td><td>S&P 500 −2,1%</td><td>Nasdaq −2,8%, VIX a 28,4, solo il 43% dei titoli sopra la media a 200 giorni</td></tr></tbody></table><h4>La Lettura moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>La lettura</th><th>Cosa la smentirebbe</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-fire"></i> <strong>Greggio sopra i cento dollari</strong></td><td>Shock di offerta, non di domanda: alimenta l'inflazione senza alimentare gli utili</td><td>Riapertura dell'East-West Pipeline o Brent sotto i $95 entro fine Ottobre</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-percent"></i> <strong>Decennale americano verso il 5%</strong></td><td>Sale per term premium ed emissioni, non per crescita: comprime i multipli invece di giustificarli</td><td>Un'asta a lunga ben coperta con il decennale che scende sotto il 4,75%</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-landmark"></i> <strong>Rialzo Fed di mercoledì</strong></td><td>Già prezzato all'86,7%: conta la conferenza, non la mossa</td><td>Un comunicato che indica una sola stretta e poi la pausa</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-microchip"></i> <strong>Frenata dell'AI</strong></td><td>Colpisce il numeratore della stessa equazione che i rendimenti colpiscono al denominatore</td><td>Guidance sul capex confermata dagli hyperscaler nei risultati del terzo trimestre</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-euro-sign"></i> <strong>Revisioni sulla Bce</strong></td><td>Le case vedono uno o due rialzi, il mercato più di tre: lo scarto è rischio di posizionamento</td><td>Un dato di inflazione europea in rientro sotto il 2,5% a Ottobre</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Goldman Sachs · Morgan Stanley · JPMorgan · Barclays · Bank of America | Settembre 2026</p></div><p>Infine le date che contano. Mercoledì la decisione della Federal Reserve, con la conferenza stampa che pesa più del quarto di punto. Il 29 Ottobre la riunione della Bce, che quasi nessuno si aspetta attiva ma che il mercato tratta come viva. Nella stessa finestra i risultati trimestrali dei grandi committenti dei data center, che diranno se il capex dell'AI sta rallentando davvero o soltanto parlando di rallentare. E ogni mattina, prima di qualunque altra cosa, il prezzo del Brent, che in questa catena resta il primo anello.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il caso MPS: sei miliardi separano Siena dall’offerta di Intesa]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mergeracquisition/il-caso-mps-sei-miliardi-separano-siena-dallofferta-di-intesa-20260913052438914/</link> <pubDate>Mon, 14 Sep 2026 06:01:10 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260913131201-5712f326-f777-43ff-9bfe-7825c3d2e9d4.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mergeracquisition/il-caso-mps-sei-miliardi-separano-siena-dallofferta-di-intesa-20260913052438914/</guid> <description><![CDATA[Il mercato ha già espresso il primo voto sull’offerta di Intesa Sanpaolo. Vale circa sei miliardi di euro. Tanto separa la valutazione di Monte dei Paschi, ferma a €36,4 miliardi, dai €30,6 miliardi impliciti nell’operazione annunciata a Giugno. Il 29 Ottobre toccherà agli azionisti confermare o smentire quel giudizio, mentre la banca senese resta contemporaneamente compratrice e preda. Conviene guardare la partita dagli occhi di quell’azionista, perché è l’unico punto di vista da cui questa storia prende davvero forma. Venerdì ha visto il titolo chiudere a €11,98, in rialzo del 2,46%. A fine Marzo la stessa azione ne valeva]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato ha già espresso il primo voto sull'offerta di Intesa Sanpaolo. Vale circa sei miliardi di euro. Tanto separa la valutazione di <strong>Monte dei Paschi</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/bmps_mi_dark_full_1920_20260913052438914/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span>, ferma a €36,4 miliardi, dai €30,6 miliardi impliciti nell'operazione annunciata a Giugno. Il 29 Ottobre toccherà agli azionisti confermare o smentire quel giudizio, mentre la banca senese resta contemporaneamente compratrice e preda.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260913_BMPSMI.png" alt="image" title="Grafico Monte dei Paschi"></div><p>Conviene guardare la partita dagli occhi di quell'azionista, perché è l'unico punto di vista da cui questa storia prende davvero forma. Venerdì ha visto il titolo chiudere a €11,98, in rialzo del 2,46%. A fine Marzo la stessa azione ne valeva 7,43. Il 61% di guadagno in cinque mesi e mezzo non è arrivato dai conti, ed è bene dirlo subito, perché è arrivato dal fatto che due gruppi diversi hanno deciso che quella banca serviva a un progetto più grande del suo.</p><p>Il primo numero che quell'azionista dovrebbe guardare non sta in nessun bilancio. L'offerta pubblica di acquisto e scambio con cui <strong>Intesa Sanpaolo</strong> punta al Monte, annunciata a Giugno, valuta la preda attorno a €30,6 miliardi. Il mercato, a fine settimana, ne prezzava €36,4. Sono sei miliardi di differenza, quasi il 19%, e la conclusione è una sola: <strong>alle condizioni attuali il mercato non crede che quell'offerta basti</strong>. Va aggiunta una cautela tecnica, perché il corrispettivo è quasi tutto in carta, 1,6 azioni Intesa più un euro per ogni titolo del Monte, e il suo valore continua a muoversi insieme alla quotazione dell'offerente.</p><p>I percorsi possibili sono due, e conviene separarli perché hanno rischi di natura diversa.</p><p>Il primo è l'<strong>adesione all'offerta di Intesa Sanpaolo</strong>. Qui i numeri esistono e sono stati messi per iscritto. Le sinergie annue ante imposte valgono €2,9 miliardi, €1,5 miliardi dai costi e €1,4 miliardi dai ricavi, e portano a un utile netto di gruppo sopra i €16 miliardi al 2029, con un ROTE oltre il 20%, un CET1 sopra il 14% e distribuzioni per €61 miliardi nel quinquennio fra dividendi e buyback. Mercoledì l'assemblea di Torino ha approvato con il 96,96% dei voti la delega per emettere fino a 5,7 miliardi di azioni nuove a servizio dell'operazione, con il 63,9% del capitale presente. La diluizione supera il 20%, e la risposta di <strong>Carlo Messina</strong>, amministratore delegato di Intesa, è che dal 2026 utile e dividendo per azione risulterebbero comunque superiori di circa l'8% rispetto allo scenario stand-alone.</p><p>Il secondo percorso è quello in cui il <strong>Monte resta il soggetto attivo</strong>. Mercoledì la banca senese ha depositato in <strong>Consob </strong>i documenti delle due offerte pubbliche di scambio su <strong>Banco BPM</strong> e <strong>Banca Generali</strong>, fissando i concambi: 1,567 azioni Monte dei Paschi di nuova emissione per ogni azione BPM e 6,958 per ogni azione Banca Generali. Anche qui il corrispettivo è interamente in carta e nessuno riceve contanti. La differenza con l'altro percorso è che, al momento, non esiste alcuna quantificazione pubblica delle sinergie, del ROTE obiettivo o della politica di dividendo del gruppo risultante.</p><p>A difesa del secondo percorso si può dire la cosa più ovvia e anche la più seria: l'offerta di Intesa è stata studiata da chi compra, non da chi vende. Un consiglio che mette sul tavolo due operazioni alternative sta facendo esattamente il proprio mestiere, cioè costringere il compratore a dimostrare di aver offerto abbastanza. Resta il fatto che un azionista chiamato a votare il 29 Ottobre avrà davanti un progetto industriale corredato di cifre e uno che, a quella data, potrebbe ancora non averle.</p> <p>E nessuno dei due percorsi è valutabile con gli strumenti dell'analisi fondamentale. È precisamente quello che dice il modello, a patto di leggerlo fino in fondo invece di fermarsi al rating.</p><p>Sette punti separano le due letture del valore, che in un caso come questo sono quasi nulla. Il <strong>LEADING</strong>, che costruisce il valore dai flussi dell'azienda e dalle stime, si ferma a <strong>€10,86</strong>; il <strong>CASCADE</strong>, che parte dalla quotazione e ne ricava le condizioni implicite, arriva a <strong>€11,69</strong>. Il fatto che conta è un altro: entrambi restano sotto il prezzo di chiusura. Fra il valore stand-alone, cioè quanto vale il Monte se cammina da solo, e la quotazione di mercato corre un 10,3%, che misura il premio di controllo già incorporato nel prezzo. I parametri che il secondo motore ricava spiegano perché il resto della cassetta degli attrezzi fatichi a inquadrare il titolo. Una crescita dei ricavi del 99% contro il 99,5% effettivo e un margine operativo del 55% contro il 54,3% realizzato, scontati a un costo del capitale proprio implicito del 10%, raccontano <strong>una banca il cui perimetro è già in trasformazione</strong>.</p><p>Lo stesso vale per il patrimonio, ed è il punto in cui i multipli diventano ingannevoli. Il <strong>rapporto fra prezzo e tangible book value per azione </strong>è passato da <strong>0,44× </strong>di fine Marzo a <strong>1,50× </strong>di Venerdì, e sembra un re-rating deciso dal mercato sulla qualità della banca. <strong>È invece aritmetica</strong>. Nello stesso arco di tempo il <strong>tangible book value </strong>per azione <strong>è sceso </strong>da €16,83 di fine Dicembre a <strong>€7,98</strong>, mentre il prezzo saliva del 61%. Il denominatore ha fatto metà del lavoro.</p><p>Gli analisti, intanto, stanno lasciando la partita. Le coperture attive sono scese da undici di fine Marzo a sei, il <strong>target price medio sta a €11,77 </strong>e quello <strong>mediano a €12,15</strong>, con un <strong>Target/Close Ratio al 98,2% contro il 138,3% di sei mesi fa</strong>. Un consensus che finisce sotto il prezzo mentre il titolo sale non esprime una bocciatura, ma ammette di non avere più una domanda a cui rispondere. Quando <a href="https://moneyfeel.it/mercato-azionario/mps-a-e869-bofa-conferma-buy-ma-i-multipli-si-allungano-20260126060150373/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-arrow-trend-up"></i> a Gennaio guardavamo <strong>Monte dei Paschi</strong> a quota €8,69</a>, le coperture erano undici, quel rapporto stava a 117,2% e il fair value del modello a €9,67. Dell'offerta di Intesa, allora, non si sapeva nulla.</p><p>Le metriche di timing, in questo run, aiutano poco, perché sono tutte a zero e il rapporto <strong>risk/reward va calcolato a mano</strong>. Il conto dà <strong>4,19</strong>, che di solito segnalerebbe un'asimmetria nettamente favorevole. Qui racconta soprattutto altro: il prezzo si è appoggiato quasi esattamente sul valore strutturale e un denominatore così sottile rende il rapporto più instabile che rassicurante. Il prezzo di downside calcolato dal modello sta a €11,51, il 4% sotto la chiusura. Il punteggio di rischio composito è 57,5 su 100, classe High, con il sotto-indice di mercato al massimo della scala e un beta di 1,39.</p><p>Sulle date, in compenso, non c'è margine di interpretazione. L'assemblea del Monte è convocata per il 29 Ottobre e dovrà pronunciarsi sulle due offerte, quella di Intesa è attesa sul mercato fra Ottobre e Novembre una volta che la Consob avrà approvato il documento, i prossimi conti cadono fra cinquantasette giorni. In mezzo c'è l'<strong>Antitrust</strong>: <strong>Saverio Valentino</strong>, presidente dell'Autorità garante dallo scorso Luglio, ha annunciato un'istruttoria approfondita sull'adeguatezza delle dismissioni già pattuite fra Intesa e Unipol, precisando però che per la legge italiana il via libera dell'Autorità non è necessario per chiudere queste operazioni. Su soglie di adesione, condizioni di efficacia e sorte di chi non aderisce non è ancora possibile scrivere nulla di definitivo, perché i documenti d'offerta sono in istruttoria e verranno pubblicati soltanto al termine.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS) – 11/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€11,98</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +31,2%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €9,13 Q4, chiusura di venerdì a +2,46%</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€36,39B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +31,2%</td><td>Da €27,74B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Book Value/Share</td><td>€8,69</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −56,5%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da €19,98 Q4, effetto delle riclassifiche post acquisizione</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Banking</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>14,35x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +23,1%</td><td>Da 11,66x Q4, massimo del periodo</td></tr><tr><td>P/S Forward</td><td>4,41x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +15,7%</td><td>Da 3,81x in Q4 2025</td></tr><tr><td>P/Book Value</td><td>1,38x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +200,0%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Da 0,46x Q4, il titolo non tratta più a sconto sul patrimonio</td></tr><tr><td>P/Tangible Book</td><td>1,50x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +177,8%</td><td>Da 0,54x Q4, tang. book €7,98/azione</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Capitale</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>6,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,5pp</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da 9,4% Q4, resta fra i più alti del comparto</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>7,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,2pp</td><td>Yield compresso dal rialzo del prezzo</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€0,83</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,5%</td><td>Da €0,86 in Q4 2025</td></tr><tr><td>EPS Normalizzato (NTM)</td><td>€0,83</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,4%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €0,78 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Tangible Book/Share</td><td>€7,98</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −52,6%</td><td>Da €16,83 Q4, stesso effetto contabile del book value</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€11,77</td><td>6 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,8%, prezzo sopra il consensus</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€12,15</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,4% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€12,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,3% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€10,10</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −15,7% bear case</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Consenso Diviso in Parti Uguali</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>2</td><td>33,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>2</td><td>33,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>2</td><td>33,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€13,18</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> ER +10,0% | DQS 0,67 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€8,25B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,4%</td><td>Da €7,28B Q4, perimetro allargato</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€4,68B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +15,4%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin operativo 56,7%</td></tr><tr><td>NTM EPS Normalizzato</td><td>€0,83</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,4%</td><td>Da €0,78 in Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,83</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,5%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Payout stimato pari al 100% dell'utile</td></tr><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>6,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,5pp</td><td>Da 9,4% in Q4 2025</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 11/09/2026</p></div><p>Sul giudizio il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> non si muove dal 27 Gennaio, quando scese da Buy: conferma Monte dei Paschi su "<strong>Accumulate</strong>", con un <strong>target price a dodici mesi di €13,18 </strong>e un rendimento atteso del 10% sulla chiusura di Venerdì. Il perimetro di questo giudizio va però dichiarato, perché è la cosa che conta di più. Il modello misura quanto vale l'impresa in continuità, non quanto incasserà chi aderisce a un'offerta. Una cosa è sapere quanto vale una banca. Un'altra è sapere quanto vale il diritto di deciderne il padrone.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[La Bce alza i tassi, il denaro lo prezza l’AI]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/la-bce-alza-i-tassi-il-denaro-lo-prezza-lai-20260911031243770/</link> <pubDate>Sat, 12 Sep 2026 06:00:14 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260911205651-aeb2457f-8c18-4696-b6da-e4dea5f65ec1.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/la-bce-alza-i-tassi-il-denaro-lo-prezza-lai-20260911031243770/</guid> <description><![CDATA[Niente di quanto è accaduto Giovedì pomeriggio a Berlino era imprevedibile. Che la Banca centrale europea avrebbe portato il tasso sui depositi al 2,50% lo davano per scontato tutti gli analisti tranne uno nel sondaggio Bloomberg della vigilia, e Christine Lagarde, presidente della Bce, ha liquidato la decisione come un “no brainer” approvato all’unanimità. Il punto è esattamente questo. L’unica cosa su cui la finanza si è trovata d’accordo in tutta la settimana è stata la mossa che contava di meno, perché il prezzo del denaro a lunga scadenza, quello che poi determina il costo del debito e qualunque modello]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Niente di quanto è accaduto Giovedì pomeriggio a Berlino era imprevedibile. Che la Banca centrale europea avrebbe portato il tasso sui depositi al 2,50% lo davano per scontato tutti gli analisti tranne uno nel sondaggio Bloomberg della vigilia, e <strong>Christine Lagarde</strong>, presidente della Bce, ha liquidato la decisione come un "<em>no brainer</em>" approvato all'unanimità. Il punto è esattamente questo. L'unica cosa su cui la finanza si è trovata d'accordo in tutta la settimana è stata la mossa che contava di meno, perché il prezzo del denaro a lunga scadenza, quello che poi determina il costo del debito e qualunque modello di valutazione, lo stanno fissando altri.</p><p>La prova più immediata sta dentro la Bce stessa. Lagarde ha detto in conferenza stampa che il Consiglio direttivo non ha discusso affatto alcun percorso futuro dei tassi, e che le prossime mosse saranno stabilite riunione per riunione, cioè che la Bce ha smesso di dare "<em>guidance</em>". Nelle quarantotto ore attorno a quella frase, però, cinque membri dello stesso Consiglio avevano esposto pubblicamente cinque posizioni diverse. Il lituano <strong>Gediminas Simkus </strong>ritiene che il 2,50% non basterà, il bulgaro <strong>Dimitar Radev </strong>considera Dicembre una riunione viva, l'irlandese <strong>Gabriel Makhlouf </strong>colloca l'inizio del territorio restrittivo sopra il 2,75%. <strong>Piero Cipollone</strong>, del comitato esecutivo, mette in guardia contro una stretta eccessiva, e <strong>Joachim Nagel</strong>, della <strong>Bundesbank</strong>, avverte che i rendimenti globali in salita complicano il quadro.</p> <p>Fra i gestori la dispersione è persino maggiore. I mercati prezzano ormai tre ulteriori rialzi entro Ottobre 2027, e sulla curva forward la stretta attesa è arrivata a circa novanta punti base, il massimo dell'intero ciclo. <strong>Sylvain Broyer</strong>, chief economist per l'area Emea di <strong>S&P Global Ratings</strong>, avverte che non è un rialzo cautelativo. Gli shock dal lato dell'offerta si moltiplicano e ora anche la domanda spinge i prezzi: in quel caso la Bce dovrà alzare fino a frenare l'economia, non solo fino a smettere di sostenerla. <strong>Konstantin Veit</strong>, gestore di <strong>PIMCO</strong>, osserva che il mercato sconta un tasso attorno al 3,25% ma che i rischi puntano semmai verso meno rialzi, perché spingersi oltre spaccherebbe il Consiglio. <strong>Nicolas Forest</strong>, responsabile degli investimenti di <strong>Candriam</strong>, è il più netto: i cinquanta punti base già scontati gli sembrano eccessivi, e proprio per questo giudica le obbligazioni sempre più attraenti.</p><p>Nelle ventiquattr'ore precedenti la riunione, <strong>Laura Cooper </strong>di <strong>Nuveen </strong>aveva scritto che l'aumento dei rendimenti rendeva difficile una nuova stretta, perché le condizioni finanziarie si erano già irrigidite da sole. Poi Giovedì la Bce ha alzato, e i rendimenti sono saliti ancora.</p><p>E c'è un terzo fronte, che nessuno ha deciso in nessuna sala riunioni. Il rendimento del Bund decennale è arrivato al 3,51%, un livello che non si vedeva dall'Aprile 2011, l'Oat francese al 4,45%, massimo dal 2008, il Bonos spagnolo al 3,96%, infine il nostrano BTP a 4.34%. Negli Stati Uniti il trentennale ha toccato il picco da Giugno 2007. La spiegazione più interessante della settimana l'ha fornita la stessa Lagarde, che ha ricordato come il fenomeno sia globale e non specifico dell'area euro, indicandone una causa che nessuna banca centrale governa: il fabbisogno di finanziamento delle attività legate all'intelligenza artificiale, in precedenza soddisfatto soprattutto sul mercato azionario, si sta spostando verso il debito e il credito privato. <strong>Più carta in offerta, a parità di domanda che la assorba, significa rendimenti più alti lungo tutta la curva</strong>. È il capex dei data center che arriva al costo del capitale, e passa sopra la testa di Francoforte.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260911_BonosRendimento10yEUR.png" alt="image" title="Grafico Bonos 10y"></div><p>Venerdì il conto dell’intelligenza artificiale è arrivato anche negli Stati Uniti. Il <strong>CPI core </strong>di Agosto ha accelerato dello 0,3% sul mese, contro lo 0,2% atteso, spingendo i futures a prezzare come quasi certo un rialzo della Federal Reserve il 15 e 16 Settembre, il primo da tre anni. Dentro il dato c’è una cifra che merita attenzione: software e accessori per computer sono rincarati del 25,4% su base annua, un vero record per la serie. Finora la corsa ai data center pesava soprattutto sui capex delle società tecnologiche. Ora il costo di quella corsa comincia a trasferirsi anche sui consumatori.</p><p>Due fra le voci più ascoltate del settore hanno usato nello stesso arco di tempo la stessa parola. <strong>Sergio Ermotti</strong>, amministratore delegato di <strong>UBS</strong>, ha parlato Giovedì di una "<em>complacency</em>" che dura da qualche anno, dicendosi "<em>sorpreso che la <strong>volatilità</strong> non sia molto più alta</em>". Venerdì <strong>Michael Hartnett</strong>, strategist <strong>di Bank of America</strong>, ha rilevato che i fondi azionari americani hanno perso $14,2 miliardi in tre settimane, il deflusso più ampio da Gennaio, e che mercati indifferenti e politica spavalda "<em>sono l'ingrediente perfetto della <strong>volatilità</strong></em>".</p><p>L'innesco, intanto, si sta indebolendo. Il <strong>Brent</strong> è sceso Venerdì a $104 dopo aver sfiorato $108, pur chiudendo un rally settimanale di oltre l'9%. Ma i rendimenti a lunga non salgono per il petrolio, ed è questo il problema.</p><div class="mf-financial-table"><h3>La BCE Alza, ma il Tratto Lungo lo Decidono Altri | Settembre 2026</h3><h4>I Rendimenti a Lunga e la Stretta Attesa</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Livello</th><th>Riferimento</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Tasso sui depositi BCE</td><td>2,50%</td><td>Deciso all'unanimità, nessuna guidance sul percorso futuro</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Bund decennale</td><td>3,51%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Massimo da Aprile 2011, OAT al 4,45% e Bonos al 3,96%</td></tr><tr><td><i class="fas fa-pizza-slice"></i> BTP decennale</td><td>4,34%</td><td>Sale con il resto della curva europea</td></tr><tr><td><i class="fas fa-forward"></i> Stretta prezzata sul forward</td><td>~90 pb</td><td>Massimo del ciclo, tre rialzi entro Ottobre 2027</td></tr><tr><td><i class="fas fa-microchip"></i> Software e accessori PC USA</td><td>+25,4% a/a</td><td>Record della serie, CPI core di Agosto a +0,3% sul mese</td></tr></tbody></table><h4>La Lettura moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>La lettura</th><th>Cosa la smentirebbe</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-server"></i> <strong>Il capex AI arriva sulla curva</strong></td><td>Il finanziamento dei data center si sposta dall'azionario al debito: più carta in offerta a parità di domanda significa rendimenti più alti, e nessuna banca centrale governa quel flusso</td><td>Un ritorno degli hyperscaler all'equity o un rallentamento delle emissioni legate all'AI</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-users"></i> <strong>Il Consiglio non ha una linea</strong></td><td>Cinque membri, cinque posizioni diverse in quarantotto ore: la fine della guidance non è scelta di metodo, è assenza di consenso sul punto d'arrivo</td><td>Una comunicazione condivisa sul livello terminale alla riunione di Ottobre</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-face-meh"></i> <strong>Mercati troppo tranquilli</strong></td><td>Ermotti parla di compiacenza e si dice sorpreso che la volatilità non sia più alta, mentre i fondi azionari USA perdono $14,2B in tre settimane, il deflusso più ampio da Gennaio</td><td>Un rientro dei flussi sull'azionario con volatilità che resta compressa</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-scale-unbalanced"></i> <strong>Comprare duration è una scommessa</strong></td><td>Chi entra ora punta su una BCE che si fermi prima delle attese, ma il tratto lungo ha smesso di dipendere da Francoforte</td><td>Una discesa dei rendimenti a lunga guidata dalle attese sui tassi ufficiali e non dall'offerta di carta</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | BCE · S&P Global Ratings · PIMCO · Candriam · Bank of America | Settembre 2026</p></div><p>Per capire quanto di tutto ciò fosse davvero prezzato bisogna guardare ai prossimi dieci giorni: l'<strong>ECB Watch Tool</strong> assegna una probabilità del 61% a un rialzo al 2,75% in Ottobre e del 48,8% all'arrivo al 3% entro Dicembre, la <strong>Federal Reserve </strong>deciderà la settimana prossima e la <strong>Bank of Japan </strong>quella dopo. Chi compra duration adesso scommette che la Bce si fermi prima di quanto il mercato creda. È una scommessa che può sembrare ragionevole, ma rischia di essere fuorviante perchè il tratto lungo della curva ha ormai smesso di dipendere da Francoforte.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Seco vola oltre il target degli analisti]]></title> <link>https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/seco-vola-oltre-il-target-degli-analisti-20260910020431214/</link> <pubDate>Fri, 11 Sep 2026 06:01:03 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260910184619-88233c02-4251-4310-a8c9-7ddd3ac1f94f.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/seco-vola-oltre-il-target-degli-analisti-20260910020431214/</guid> <description><![CDATA[L’utile netto adjusted del semestre scende del 24,7% e il titolo sale. Il free cash flow degli ultimi dodici mesi passa in negativo e il titolo sale. Il target price medio degli analisti finisce sotto la quotazione e il titolo sale ancora, del 4,79%, fino a chiudere Giovedì a €4,265. Seco ha guadagnato il 31% da fine Giugno, quando valeva €3,25. Quando succede per tre sedute di fila, il mercato sta già provando a prezzare il 2027. A muovere il prezzo sono stati tre fatti distinti. Lunedì 7 Settembre Seco e la tedesca Neura Robotics hanno annunciato una partnership]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L'utile netto adjusted del semestre scende del 24,7% e il titolo sale. Il free cash flow degli ultimi dodici mesi passa in negativo e il titolo sale. Il target price medio degli analisti finisce sotto la quotazione e il titolo sale ancora, del 4,79%, fino a chiudere Giovedì a €4,265. <strong>Seco</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/iot_mi_dark_full_1920_20260910020431214/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha guadagnato il 31% da fine Giugno, quando valeva €3,25. Quando succede per tre sedute di fila, il mercato sta già provando a prezzare il 2027.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260910_IOTMI.png" alt="image" title="Grafico Seco"></div><p><span class="blurred active">A muovere il prezzo sono stati tre fatti distinti. Lunedì 7 Settembre Seco e la tedesca <strong>Neura Robotics </strong>hanno annunciato una partnership sulla <strong>Physical AI</strong>, nella quale il gruppo italiano progetterà e produrrà i moduli di calcolo dei robot cognitivi di <strong>Neura</strong>, compreso l'<strong>umanoide 4NE1</strong>, costruiti sui processori Dragonwing di <strong>Qualcomm</strong>. Il titolo ha reagito con un rialzo di oltre il 10%. Martedì è arrivata la semestrale e ha aggiunto un altro 7%. Mercoledì, infine, <strong>Mediobanca </strong>ha alzato il <strong>target price a €4,80 </strong>da €4,20, confermando Outperform.</span> </p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[LVMH vale di più ma il mercato non ha fretta di comprarla]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/lvmh-vale-di-piu-ma-il-mercato-non-ha-fretta-di-comprarla-20260909025545933/</link> <pubDate>Thu, 10 Sep 2026 06:01:08 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260909184610-ca9b73b3-bb44-4edf-b910-40c4686829c4.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/lvmh-vale-di-piu-ma-il-mercato-non-ha-fretta-di-comprarla-20260909025545933/</guid> <description><![CDATA[Nelle boutique del lusso non si fanno mai i saldi: il prezzo pieno è metà del prodotto. In Borsa, invece, la regola non vale. E oggi l’unica cosa con il marchio Louis Vuitton che sembra in sconto è l’azione. LVMH ha chiuso ieri a €411,25, il livello più basso dal 2020, dopo aver perso il 3,6% in una sola seduta. Della capitalizzazione che nel 2023 superava i 500 miliardi di dollari restano €213 miliardi. Eppure l’utile operativo delle attività continuative dell’ultimo esercizio, €17,8 miliardi, è ancora oltre il 50% sopra il livello del 2019. A muovere il prezzo è]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nelle boutique del lusso non si fanno mai i saldi: il prezzo pieno è metà del prodotto. In Borsa, invece, la regola non vale. E oggi l'unica cosa con il marchio <strong>Louis Vuitton </strong>che sembra in sconto è l'azione. <strong>LVMH</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/mc_pa_dark_full_1920_20260909025545933/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha chiuso ieri a €411,25, il livello più basso dal 2020, dopo aver perso il 3,6% in una sola seduta. Della capitalizzazione che nel 2023 superava i 500 miliardi di dollari restano €213 miliardi. Eppure l'utile operativo delle attività continuative dell'ultimo esercizio, €17,8 miliardi, è ancora oltre il 50% sopra il livello del 2019.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260909_MCPA.png" alt="image" title="Grafico LVMH"></div><p>A muovere il prezzo è stata <strong>HSBC</strong>, che ha abbassato il giudizio a <strong>Hold </strong>da Buy e il <strong>target price a €490 </strong>dai precedenti €600. <strong>Anne-Laure Bismuth</strong>, che guida il team sul lusso della banca, si aspetta un secondo semestre più difficile del primo: il sentiment cinese non riparte e le vendite rallentano sia in Corea del Sud sia in Nord America. Nella stessa nota HSBC alza anche <strong>il beta di settore a 1,10 </strong>da 1,00, certificando che oggi il lusso viene considerato più rischioso di quanto lo fosse a Gennaio. La frase più interessante, però, è l'ultima: "<em>un titolo non si compra perché costa poco o perché i margini salgono. Si compra quando il rallentamento si interrompe e le vendite tornano ad accelerare.</em>"</p><p>Due giorni prima, sullo stesso titolo, <strong>Rothschild </strong>aveva fatto l'opposto: <strong>target price alzato a €580 </strong>da €565 e giudizio <strong>Buy </strong>confermato. Fra le due raccomandazioni passano appena quarantotto ore, ci sono novanta euro di differenza sul target e, nel frattempo, non è successo nulla di nuovo.</p><p>Dietro questo disaccordo c'è un consensus che, almeno per ora, non ha ceduto. Ventisei analisti seguono LVMH. Il <strong>target price medio è €566,58</strong>, quello mediano €580. Con la chiusura di ieri, il <strong>Target/Close Ratio è così risalito a 138 dal 99,5 di fine Dicembre</strong>. Da allora il titolo ha perso più di un terzo del suo valore. La Street, però, invece di abbassare le aspettative le ha alzate: i Buy sono passati da quindici a diciassette e i Sell sono scomparsi. Si è ristretto anche il ventaglio delle stime, con il target massimo sceso a €645 dagli €825 di qualche mese fa. Ma c'è anche un'altra possibilità: invece di vedere il prezzo salire verso i target, potremmo vedere i target scendere verso il prezzo.</p><p>Il confronto con i peers parte dai multipli. A Dicembre il P/E NTM era a 27,37×. A Giugno era già sceso a 21,16×. Oggi è a 17,78×, il livello più basso degli ultimi dieci anni secondo. Nello stesso periodo l'EV/EBITDA NTM è passato da 13,80× a 9,31×, mentre il FCF yield atteso è salito dal 3,6% al 5,9%. Il punto è che le stime sugli utili non sono peggiorate. L'EPS normalizzato dei prossimi dodici mesi è oggi €23,98 contro €23,56 di Dicembre. Il multiplo si è compresso semplicemente perché il prezzo è sceso.</p> <p>A 17,78× gli utili attesi, LVMH quota sotto la mediana del proprio paniere, ferma a 18,42×. Detto così sembrerebbe persino economica. Ma bisogna guardare chi c'è dentro quel paniere. <strong>Prada</strong> tratta a 13,71× e <strong>Nike</strong> a 22,23×: due realtà di accessible luxury e sportswear, con margini e pricing power diversi da quelli di una maison come LVMH. Il confronto più corretto è con <strong>Hermès</strong>, che tratta a <strong>30,24×</strong>, e <strong>Richemont</strong> a <strong>25,23×</strong>. Rispetto a questi due comparables, lo sconto di LVMH arriva al 41% sul primo e al 30% sul secondo.</p><p>Dal punto di vista valutativo, il modello <strong>LEADING </strong>indica <strong>€473,97</strong>. Il <strong>CASCADE </strong>sale a <strong>€493,66</strong>. I due risultati distano appena quattro punti pur partendo da approcci opposti. Entrambi restano sopra la chiusura di ieri. I numeri impliciti raccontano anche altro. Il mercato sta prezzando <strong>ricavi in calo del 2,9% </strong>l'anno, esattamente quanto il calo effettivo. Sta scontando anche un <strong>operating margin del 22,5%</strong>, identico a quello realizzato, con un costo del capitale implicito del 7,0%.</p><p>A fine Gennaio, quando <a href="https://moneyfeel.it/mercato-azionario/lvmh-scivola-a-e542-divisione-moda-delude-il-lusso-resta-sotto-pressione-20260128054913847/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-line"></i> i risultati deludenti della divisione moda avevano spinto <strong>LVMH</strong> a quota €542</a>, lo stesso valore strutturale era pari a €609. Detta in altre parole, nel prezzo non c'è nessuna catastrofe incorporata ma nemmeno una ripresa. Il target a dodici mesi, però, risponde a una domanda diversa. Non dice quanto vale l'azienda. Prova a stimare dove andrà il prezzo. E lì il <strong>momentum del titolo continua a essere fortemente contrarian</strong>.</p><p>Fra le metriche di timing, lo <strong>z-score è a -3,51</strong>: il prezzo si trova tre deviazioni standard e mezzo sotto la propria media recente, mentre la slope di breve periodo continua a puntare verso il basso. Il rapporto <strong>risk/reward</strong>, calcolato ai livelli attuali, <strong>si ferma a 0,839</strong>, quindi sotto l'unità. <strong>Il margine fra target e valore strutturale si è ormai quasi esaurito</strong>. Un catalizzatore, però, ha già una data: il terzo trimestre in autunno. Ai conti annuali completi mancano ancora circa centoquaranta giorni. Per cambiare davvero il quadro il modello chiede una <strong>crescita dei ricavi oltre il 10%</strong>, oppure altri <strong>due trimestri negativi che confermino il rallentamento</strong>. Oggi nessuno dei due scenari è realmente prezzato.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton (MC) – 09/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€414,10</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −35,8%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €645,00 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€204,19B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −36,1%</td><td>Da €319,36B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€230,73B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −33,7%</td><td>EV/MCap 1,13x, debito netto impl. €26,54B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Lusso & Fashion</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>17,78x</td><td>18,42x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −3,5% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>9,31x</td><td>9,39x</td><td><i class="fas fa-minus"></i> In linea con la mediana, −0,9%</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>2,85x</td><td>1,80x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +58,3% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>17,08x</td><td>14,32x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +19,3%, FCF yield 5,9%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>3,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,2pp</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da 2,0% Q4, massimo del periodo</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>3,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,0pp</td><td>Da 2,0% in Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€13,62</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €12,72 Q4, cedola in crescita</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>5,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,3pp</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da 3,6% Q4, il più alto del periodo</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€12,32B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €11,51B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€566,58</td><td>26 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +36,8% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€580,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +40,1% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€645,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +55,8% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€420,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> +1,4%, floor praticamente sul prezzo</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>12</td><td>46,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>5</td><td>19,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>9</td><td>34,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€411,62</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER 0,09% | DQS 0,82 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€83,10B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,8%</td><td>Da €82,43B Q4, ricavi attesi stabili</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€25,46B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 30,6%, marginalità intatta</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€18,41B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,6%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 22,2%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€13,62</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td>Da €12,72 in Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€12,32B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF/EBITDA 48,4%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Lusso & Fashion</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-champagne-glasses"></i> <strong>LVMH (MC)</strong></td><td>17,78x</td><td>€204,19B</td><td>2,85x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-horse"></i> Hermès (RMS)</td><td>30,24x</td><td>€151,09B</td><td>8,04x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-clock"></i> Richemont (CFR)</td><td>25,23x</td><td>CHF108,05B</td><td>4,33x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bag-shopping"></i> Kering (KER)</td><td>29,98x</td><td>€29,97B</td><td>2,65x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-briefcase"></i> Tapestry (TPR)</td><td>14,74x</td><td>$23,44B</td><td>3,07x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-snowflake"></i> Moncler (MONC)</td><td>18,42x</td><td>€12,50B</td><td>3,72x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 09/09/2026</p></div><p>Il rating rimane "<strong>Hold</strong>" dal 29 Gennaio, <strong>target price a dodici mesi di €411,62</strong>: appena trentasette centesimi sopra la chiusura di ieri. Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> mantiene lo stesso giudizio da sette mesi e mezzo, con dati di qualità alta e una <strong>validazione di 95 su 100</strong>. Il valore c'è, ma in Borsa conta anche trovare qualcuno disposto a pagarlo.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[La Germania cambia, la Francia entra nei derivati di Goldman e Deutsche Bank]]></title> <link>https://moneyfeel.it/economia/la-germania-cambia-la-francia-entra-nei-derivati-di-goldman-e-deutsche-bank-20260908030055485/</link> <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 06:00:20 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260908220438-c369566c-e553-493e-b630-3aeb0028bc39.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/economia/la-germania-cambia-la-francia-entra-nei-derivati-di-goldman-e-deutsche-bank-20260908030055485/</guid> <description><![CDATA[La Germania ha finalmente ritrovato la crescita. Peccato che, nello stesso momento, abbia ritrovato anche il conto della politica. Domenica scorsa Alternative für Deutschland ha raccolto il 44,6% dei voti, il miglior risultato mai ottenuto dall’estrema destra in un’elezione regionale tedesca dal dopoguerra. L’affluenza è salita al 78%, contro il 60,3% del 2021. La CDU del cancelliere Friedrich Merz è invece crollata dal 37,1% al 17,2%. Parliamo di un Land da appena due milioni di abitanti, meno del 3% della popolazione tedesca e della regione economicamente più fragile del Paese. Eppure quel voto pesa molto più della sua dimensione geografica:]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La Germania ha finalmente ritrovato la crescita. Peccato che, nello stesso momento, abbia ritrovato anche il conto della politica. Domenica scorsa <strong>Alternative für Deutschland </strong>ha raccolto il 44,6% dei voti, il miglior risultato mai ottenuto dall’estrema destra in un’elezione regionale tedesca dal dopoguerra. L’affluenza è salita al 78%, contro il 60,3% del 2021. La CDU del cancelliere <strong>Friedrich Merz</strong> è invece crollata dal 37,1% al 17,2%.</p><p>Parliamo di un <strong>Land da appena due milioni di abitanti</strong>, meno del 3% della popolazione tedesca e della regione economicamente più fragile del Paese. Eppure quel voto pesa molto più della sua dimensione geografica: arriva proprio mentre Berlino prova a convincere investitori e imprese che la lunga stagnazione è ormai alle spalle.</p><p>I numeri della ripresa, in effetti, stavano finalmente arrivando. La settimana scorsa l’<strong>Ifo tedesco ha portato all’1,4% la previsione di crescita per il 2026</strong>. Sarebbe il miglior risultato, in un anno non pandemico, dal 2017, dopo due esercizi praticamente anemici. Dietro la revisione c’è una scelta precisa: centinaia di miliardi destinati a infrastrutture e difesa, il più grande cambio di politica fiscale tedesca degli ultimi decenni.</p><p>Il mercato, quella svolta, l’aveva prezzata subito. Quando Berlino annunciò il piano da €500 miliardi, nel 2025, l’<strong>MDAX</strong> delle medie imprese balzò del 20% in poche settimane. Bastarono le promesse.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260908_MDAXI.png" alt="image" title="Grafico MDAX"></div><p>Quando è poi arrivato il momento di trasformarle in fatti, il ritmo è cambiato. L’MDAX ha guadagnato appena il 6,29% da inizio anno, meno del DAX, e l’Ifo ha calcolato che il 95% del nuovo debito è servito soprattutto a coprire il bilancio corrente, invece di finanziare nuovi investimenti. Berlino, per esempio, ha destinato oltre €2 miliardi della propria quota a piantare 700.000 alberi, mentre edilizia sociale, scuole e ospedali aspettano ancora i cantieri. Agli investitori erano state promesse infrastrutture. Per ora, la svolta resta sulla carta.</p><p>Lunedì è arrivato anche il dato che ha reso il quadro un po’ meno rassicurante. La <strong>produzione industriale tedesca è scesa dell’1,1% sul mese e dell’1,6%</strong> sull’anno, entrambe letture peggiori delle attese. In una fase politica stabile sarebbe semplicemente un dato del ciclo economico. Dentro un clima elettorale, invece, diventa rapidamente un argomento di campagna.</p><p>Lo dimostra il caso <strong>Volkswagen</strong>. Il piano di ristrutturazione che, secondo le stime più severe, potrebbe coinvolgere fino a 100.000 posti di lavoro è già entrato nel dibattito politico. <strong>Tino Chrupalla</strong>, co-leader dell’AfD, lo indica come la prova del fallimento economico del governo Merz, mentre i politologi lo definiscono un enorme catalizzatore del consenso nell’Est del Paese, dove l’industria continua a rappresentare il cuore dell’economia locale.</p><p>È qui che il voto della Sassonia-Anhalt cambia prospettiva. La domanda non riguarda più soltanto quella regione. Riguarda la capacità della Germania di approvare le riforme necessarie mentre il consenso del governo inizia a venir meno. A Bloomberg Television <strong>Jens Eisenschmidt</strong>, capo economista europeo di <strong>Morgan Stanley</strong>, ha riassunto il punto in poche parole: "<em>cambia il panorama politico, e con lui cambiano tempi e modalità delle riforme</em>". Nel frattempo, il gradimento personale di Friedrich Merz si ferma al 15%, uno dei livelli più bassi mai registrati da quando è in carica.</p><p>Il rischio, però, non resta confinato ai confini tedeschi. Negli ultimi giorni la politica europea ha cominciato a disegnare una traiettoria comune. L’AfD continua a sostenere posizioni favorevoli a un ridimensionamento dell’appoggio all’Ucraina, proprio mentre Berlino attribuisce a Mosca un attacco fallito con droni contro l’aeroporto di Lipsia. Sabato, dal palco del <strong>Forum Ambrosetti </strong>di Cernobbio, <strong>Jordan Bardella</strong>, presidente del <strong>Rassemblement National </strong>e possibile futuro primo ministro francese, ha proposto di sostituire il sostegno incondizionato a Kiev con un rapporto più transazionale, richiamando il peso del debito francese. In Italia, un sondaggio <strong>YouTrend</strong> del 4 Settembre accredita il partito di <strong>Roberto Vannacci </strong>al 7,9%, con una linea favorevole a una pace negoziata con la Russia.</p> <p>Le prime tre economie dell’Unione si ritrovano così con forze politiche in crescita che mettono in discussione l’attuale equilibrio geopolitico. Per i mercati il tema non è ideologico. Cambiano le attese sulla spesa militare, sull’energia e sul rischio sovrano dei prossimi due anni.</p><p>La parte più istruttiva, però, è osservare dove quel rischio sta finendo.</p><p>Ieri Bloomberg ha raccontato che <strong>Goldman Sachs </strong>e <strong>Deutsche Bank </strong>stanno vendendo ai clienti basket di obbligazioni francesi costruiti apposta per prendere posizione sulle presidenziali del 2027. Il meccanismo evita di comprare il singolo titolo di Stato: attraverso <strong>total return swap</strong>, gli investitori assumono esposizione a un paniere che può includere anche debito bancario subordinato. Chi si aspetta un esito favorevole ai mercati compra il paniere. Chi teme il contrario lo vende allo scoperto. Il rischio politico europeo, insomma, non è sparito dai prezzi. Ha semplicemente iniziato a parlare francese.</p><p>La conferma arriva dai premi al rischio. Nell’ultimo mese quelli delle obbligazioni bancarie d'oltralpe si sono allargati lungo quasi tutta la curva, mentre il resto del mercato subordinato seguiva il percorso opposto. Berenberg, Venerdì, ha sintetizzato il quadro con una formula difficile da ignorare: "<em>crescita debole, finanza pubblica insostenibile e prospettive politiche apertamente spaventose</em>".</p><p>In questo contesto la Banca centrale europea si prepara alla riunione di domani con un equilibrio sempre più precario. L’<strong>inflazione dell’area euro è salita al 3,3%</strong>, il livello più alto degli ultimi tre anni, anche per effetto della guerra nello Stretto di Hormuz. La componente core, però, è scesa al 2,4%, segnalando che la pressione strutturale sui prezzi continua ad attenuarsi. Alzare ancora i tassi rischierebbe così di pesare sulla crescita proprio mentre l’inflazione di fondo rallenta.</p><p><strong>Berenberg</strong> ha definito quella decisione un test di credibilità istituzionale. <strong>Joachim Nagel</strong>, presidente della <strong>Bundesbank</strong>, ha spiegato a <strong>Le Monde </strong>che il consenso verso politiche economiche irresponsabili rappresenta una delle sue maggiori preoccupazioni, citando due proposte bizzarre del dibattito europeo: l'uscita della Germania dall'euro sostenuta dall'AfD e l'ipotesi di Jean-Luc Mélenchon di cancellare il debito francese detenuto dalla BCE.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Due Milioni di Abitanti che Pesano su Tre Economie | Settembre 2026</h3><h4>I Numeri del Voto e della Ripresa Mancata</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Dato</th><th>Riferimento</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-check-to-slot"></i> AfD in Sassonia-Anhalt</td><td>44,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Record dell'estrema destra nel dopoguerra, affluenza al 78% dal 60,3% del 2021</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-trend-down"></i> CDU nello stesso Land</td><td>17,2%</td><td>Dal 37,1%, gradimento personale di Merz al 15%</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Crescita tedesca 2026</td><td>1,4% stimato</td><td>Revisione Ifo, sarebbe il miglior dato non pandemico dal 2017</td></tr><tr><td><i class="fas fa-industry"></i> Produzione industriale</td><td>−1,1% mese</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> E −1,6% sull'anno, entrambe sotto le attese</td></tr><tr><td><i class="fas fa-euro-sign"></i> Inflazione area euro</td><td>3,3%</td><td>Massimo da tre anni, ma la componente core scende al 2,4%</td></tr></tbody></table><h4>La Lettura moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>La lettura</th><th>Cosa la smentirebbe</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-hammer"></i> <strong>La promessa vale più dei cantieri</strong></td><td>Il piano da €500 miliardi ha fatto salire l'MDAX del 20% in poche settimane, l'esecuzione lo ha lasciato a +5,7% da inizio anno: il 95% del nuovo debito è finito nel bilancio corrente</td><td>Aperture di cantieri su infrastrutture e difesa nei prossimi trimestri, con l'MDAX che torna a battere il DAX</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-clock-rotate-left"></i> <strong>Il rischio è sui tempi, non sui voti</strong></td><td>Un Land da due milioni di abitanti non governa Berlino, ma sposta il calendario delle riforme: Volkswagen e i suoi tagli sono già diventati argomento di campagna nell'Est industriale</td><td>Un risultato contenuto dell'AfD al voto di Berlino e Meclemburgo il 20 Settembre</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-flag"></i> <strong>Il rischio politico parla francese</strong></td><td>Goldman e Deutsche Bank vendono panieri di bond francesi costruiti sulle presidenziali 2027, e i premi delle obbligazioni bancarie francesi si allargano mentre il resto del subordinato va nella direzione opposta</td><td>Un restringimento degli spread bancari francesi in linea con il resto del mercato europeo</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-scale-balanced"></i> <strong>La BCE fra due dati opposti</strong></td><td>Inflazione headline al 3,3% per lo shock energetico, core al 2,4% in rientro: alzare ancora significherebbe colpire la crescita mentre la pressione strutturale si attenua</td><td>Una risalita della componente core, che sposterebbe la lettura da shock esterno a domanda interna</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Ifo · Morgan Stanley · Berenberg · Eurasia Group · Bloomberg | Settembre 2026</p></div><p>Il calendario, a questo punto, accelera. Il 20 Settembre si voterà a <strong>Berlino </strong>e in <strong>Meclemburgo-Pomerania Anteriore </strong>e, secondo <strong>Eurasia Group</strong>, è lì che un terremoto regionale può trasformarsi in una crisi nazionale. La Sassonia-Anhalt conta appena due milioni di abitanti, ma, piaccia o no, il voto di Domenica è destinato a influenzare anche la geografia politica europea.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Ryanair lascia a terra gli aerei prima che rallentino gli utili]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/ryanair-lascia-a-terra-gli-aerei-prima-che-rallentino-gli-utili-20260907025119881/</link> <pubDate>Tue, 08 Sep 2026 06:00:53 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260907195717-6171d31c-5379-4f69-b261-d12a6252db88.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/ryanair-lascia-a-terra-gli-aerei-prima-che-rallentino-gli-utili-20260907025119881/</guid> <description><![CDATA[Michael O’Leary ha costruito Ryanair riempiendo gli aerei. Questa volta ha scelto di lasciarne qualcuno a terra. La compagnia irlandese ha ridotto l’obiettivo di traffico per l’esercizio 2027 da 216 a 214 milioni di passeggeri e alleggerirà il programma fra Novembre e Marzo. La decisione vale fra €70 e €100 milioni di risparmi attesi nella stagione invernale, e nasce da un calcolo preciso: proteggere i margini quando il carburante costa più dei biglietti che si riesce a vendere. Quel calcolo parte da un rapporto semplice, 80 a 20: Ryanair ha già coperto con contratti a termine l’80% del fabbisogno]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Michael O'Leary </strong>ha costruito <strong>Ryanair</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/rya_ir_dark_full_1920_20260907025119881/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> riempiendo gli aerei. Questa volta ha scelto di lasciarne qualcuno a terra.</p><p>La compagnia irlandese ha ridotto l'obiettivo di traffico per l'esercizio 2027 da 216 a 214 milioni di passeggeri e alleggerirà il programma fra Novembre e Marzo. La decisione vale fra €70 e €100 milioni di risparmi attesi nella stagione invernale, e nasce da un calcolo preciso: proteggere i margini quando il carburante costa più dei biglietti che si riesce a vendere.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260907_RYAIR.png" alt="image" title="Grafico Ryanair"></div><p>Quel calcolo parte da un rapporto semplice, 80 a 20: Ryanair ha già coperto con contratti a termine l'80% del fabbisogno di jet fuel fino a Marzo 2027 a circa $67 al barile, mentre il restante 20% andrebbe comprato sul mercato spot, dove il prezzo viaggia intorno ai $140. In estate quella differenza pesa poco, perché i biglietti la assorbono facilmente. Fra Novembre e Marzo, quando gli aerei viaggiano più vuoti e le tariffe si abbassano, diventa invece una voce di conto economico negativa, e ogni volo cancellato è carburante che non si compra al doppio del prezzo coperto.</p><p>Il resto dell'attività, intanto, continua a crescere. Fra Aprile e Ottobre il <strong>traffico aumenta di oltre il 5%</strong>, con 22,2 milioni di passeggeri nel solo mese di Agosto, il 6% in più rispetto a un anno fa. La capacità si concentra sulle rotte più redditizie e si ritira da quelle dove il rendimento si assottiglia.</p><p>La cronaca di Borsa, però, racconta una sequenza diversa. L'annuncio della riduzione dei voli aveva inizialmente convinto gli investitori e il titolo aveva reagito in rialzo, ma alla chiusura di Lunedì Ryanair si è fermata a €22,75, in calo del 2,36%: il mercato era tornato a pesare il caro carburante e il progressivo ridimensionamento delle stime sugli utili.</p><p>A quel ridimensionamento, del resto, O'Leary aveva già dato una lettura di settore. Secondo il management, compagnie meno protette sul fuel cost come <strong>Air Baltic </strong>e <strong>Wizz Air </strong>rischiano un inverno più turbolento, e il quadro si inserisce in un processo di consolidamento già avviato: <strong>easyJet</strong>, il mese scorso, ha accettato l'offerta pubblica di acquisto da £5,7 miliardi di <strong>Apollo Global Management</strong>. Chi ha comprato copertura, insomma, si è ritrovato dal lato giusto rispetto a chi ha comprato aerei.</p> <p>Per capire quanto sia cambiato il quadro basta però tornare a quattro mesi fa. <a href="https://moneyfeel.it/mercato-azionario/ryanair-226-mld-di-utile-niente-guidance-consensus-tiene-20260518080454223/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-money-bill-trend-up"></i> A Maggio, quando <strong>Ryanair</strong> chiudeva il miglior esercizio della propria storia con 2,26 miliardi di utile rettificato</a>, il titolo quotava €23,30. Oggi ne vale 22,75, praticamente lo stesso prezzo, mentre il denominatore si è mosso molto più della quotazione.</p><p>Da fine Marzo, infatti, le stime sull'utile per azione a dodici mesi sono scese da €2,25 a €1,75, il 22% in meno, mentre quelle sul margine operativo lordo calavano dell'11,4%, quelle sull'utile operativo del 26,8% e quelle sul flusso di cassa del 32,8%. Con un prezzo fermo e un denominatore che si contrae, il <strong>P/E forward è salito da 10,63× a 13,33×</strong>. Il titolo, in altre parole, è <strong>diventato un quarto più caro senza muoversi di un centesimo</strong>.</p><p>Nella stessa direzione si è mossa la cassa, e qui il cambiamento è più netto. Il free cash flow degli ultimi dodici mesi è passato a meno €218 milioni, contro i €1.589 milioni positivi di Marzo, per effetto delle consegne Boeing concentrate nello stesso periodo e del carburante pagato più caro. È la prima inversione di segno su una delle caratteristiche che il mercato ha sempre riconosciuto a Ryanair, cioè la capacità di trasformare rapidamente i ricavi in liquidità. Gli analisti, nonostante questo, continuano a sostenere il titolo: su diciotto coperture ci sono dieci Buy, sei Outperform, due Hold e nessun Sell, con un <strong>target medio fermo a €29,34</strong>, circa il 26% sopra la quotazione attuale. Anche loro, però, hanno corretto la rotta, perché a fine Marzo quello stesso obiettivo valeva €32,14 e nel frattempo è sceso del 9% mentre il prezzo restava dov'era.</p><p>Resta intatto, infine, il premio rispetto ai concorrenti: <strong>Ryanair tratta a 6,03× EV/EBITDA </strong>contro i 3,94× di easyJet, i 3,43× di IAG e i 3,28× di <strong>Lufthansa</strong>, mentre <strong>Delta Air Lines </strong>si muove a 6,60× in un mercato molto diverso. È il multiplo che il mercato ha sempre riconosciuto alla leadership operativa del gruppo nel low cost europeo, e nella settimana del taglio invernale gliel'ha riconosciuto ancora una volta.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Ryanair Holdings plc (RYA) – 07/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€23,30</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −21,2%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €29,55 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€24,21B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −22,0%</td><td>Da €31,05B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€21,59B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −27,0%</td><td>EV/MCap 0,89x, cassa netta impl. €2,62B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Airlines</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>13,33x</td><td>9,57x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +39,3% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>6,03x</td><td>5,02x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +20,1% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,33x</td><td>0,77x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +72,7% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>16,93x</td><td>6,55x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +158,5%, FCF yield 5,9%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>2,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,7pp</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da 1,8% Q4, yield salito col calo del prezzo</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>1,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,3pp</td><td>Da 1,4% in Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€0,59</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +9,3%</td><td>Da €0,54 in Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>5,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,0pp</td><td>Da 6,9% Q4, stime di cassa riviste al ribasso</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,43B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −33,0%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da €2,13B Q4, taglio consistente</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€29,34</td><td>18 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +25,9% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€29,15</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +25,1% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€34,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +45,9% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€25,70</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,3%, anche il floor sta sopra il prezzo</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>10</td><td>55,6%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>6</td><td>33,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>2</td><td>11,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€25,20</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +8,2% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€16,25B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,6%</td><td>Da €15,84B Q4, traffico ancora in crescita</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€3,58B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −8,0%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Margin 22,0%, stime in contrazione</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€1,99B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −22,7%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Margin 12,2%, il taglio più marcato</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,59</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +9,3%</td><td>Da €0,54 Q4, ritorno di capitale confermato</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,43B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −33,0%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> FCF/EBITDA 39,9%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Airlines</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-plane"></i> <strong>Ryanair (RYA)</strong></td><td>13,33x</td><td>€24,21B</td><td>1,33x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-plane-departure"></i> easyJet (EZJ)</td><td>21,50x</td><td>£5,01B</td><td>0,40x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-globe"></i> IAG (IAG)</td><td>7,00x</td><td>£18,99B</td><td>0,76x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-heart"></i> Southwest (LUV)</td><td>9,57x</td><td>$19,38B</td><td>0,66x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-plane-up"></i> Delta Air Lines (DAL)</td><td>9,77x</td><td>$52,44B</td><td>0,95x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-jet-fighter-up"></i> United Airlines (UAL)</td><td>8,45x</td><td>$36,15B</td><td>0,76x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 07/09/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> tiene Ryanair su "<strong>Hold</strong>", con un <strong>target price a dodici mesi di €25,20 </strong>e un rendimento atteso dell'8,2%. I due motori convergono, il <strong>LEADING </strong>a <strong>€27,66 </strong>e il <strong>CASCADE </strong>a <strong>€25,69</strong>, e la <strong>validazione è la più alta vista di recente</strong>, 95 su 100. Il giudizio, però, stava per essere abbassato, e il gate lo ha trattenuto perché il rapporto fra rischio e rendimento, fermo a 0,86, non raggiunge la soglia di 1,0 che serve per declassare un rating, mentre il momentum resta negativo. La scelta di ridurre i voli invernali descrive una compagnia che continua a privilegiare il margine sul volume. Il mercato, per il momento, continua a misurare soprattutto quanto costa far decollare ogni aereo.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Zegna cresce, il prezzo si avvicina al fair value]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/zegna-cresce-il-prezzo-si-avvicina-al-fair-value-20260906100417369/</link> <pubDate>Mon, 07 Sep 2026 06:00:50 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260906181518-7153b179-c7b2-4093-af01-e82ab8cdc472.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/zegna-cresce-il-prezzo-si-avvicina-al-fair-value-20260906100417369/</guid> <description><![CDATA[Ermenegildo Zegna è salita da $10,01 a $15,95 in poco più di quattro mesi, prima di ritracciare fino ai $12,56 di Venerdì. Il titolo ha perso terreno proprio mentre i fondamentali continuavano a migliorare. Il 2 Settembre il modello ha quindi portato il giudizio a Hold: a questi livelli, il mercato ha già iniziato a riconoscere quel miglioramento che a Marzo era ancora largamente ignorato. La lettura della semestrale si è fermata alla voce di bilancio che ha fatto notizia. L’utile netto è sceso a €28,4 milioni, ma il confronto incorpora un elemento che quest’anno non esiste più. Nel]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ermenegildo Zegna</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/zgn_dark_full_1920_20260906100417369/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> è salita da <strong>$10,01 </strong>a <strong>$15,95 </strong>in poco più di quattro mesi, prima di ritracciare fino ai $12,56 di Venerdì. Il titolo ha perso terreno proprio mentre i fondamentali continuavano a migliorare. Il 2 Settembre il modello ha quindi portato il giudizio a Hold: a questi livelli, il mercato ha già iniziato a riconoscere quel miglioramento che a Marzo era ancora largamente ignorato.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260906_ZGN.png" alt="image" title="Grafico Zegna"></div><p>La lettura della semestrale si è fermata alla voce di bilancio che ha fatto notizia. L'<strong>utile netto è sceso a €28,4 milioni</strong>, ma il confronto incorpora un elemento che quest'anno non esiste più. Nel primo semestre 2025 il gruppo aveva registrato €27,8 milioni di proventi non monetari legati alla rivalutazione di alcune passività su <strong>opzioni put </strong>di <strong>Thom Browne</strong>. Eliminato quell'effetto, il quadro cambia: l'<strong>EBIT rettificato sale dell'8,4% a €74,5 milioni</strong>, i ricavi crescono del 9,3% organico fino a €987,3 milioni e il margine operativo migliora di 10 punti base. La differenza non è solo contabile. È il motivo per cui il titolo dei giornali e quello dei bilanci raccontano due storie diverse.</p><p>Anche il resto della semestrale va nella stessa direzione. La <strong>crescita organica passa dal 7,4% del primo trimestre all'11% del secondo</strong>, mentre il marchio Zegna accelera dall'11,3% al 16,5%, confermandosi il motore principale del gruppo. La posizione finanziaria netta migliora per il settimo trimestre consecutivo: dal debito di €94 milioni di fine 2024 si arriva a una cassa netta di €59,6 milioni. Il canale diretto cresce del 15,8%, il wholesale arretra del 13,3%, ma per una scelta precisa: ridurre l'esposizione ai grandi magazzini ha limitato l'impatto del fallimento di <strong>Saks Global </strong>a un accantonamento di appena €10 milioni.</p><p>Sono anche i primi conti completi della nuova governance. Dal 1° Gennaio <strong>Edoardo </strong>e <strong>Angelo Zegna </strong>guidano il marchio di famiglia, <strong>Gianluca Tagliabue </strong>è amministratore delegato del gruppo e <strong>Gildo Zegna </strong>è passato alla presidenza esecutiva. La successione è arrivata mentre gli indicatori operativi miglioravano.</p> <p>Il mercato, però, ha preso un'altra strada. Dal massimo del 6 Agosto il <strong>titolo ha perso il 21%</strong>, proprio mentre le stime continuavano a salire: EBITDA a dodici mesi +4,9%, utile per azione +6,8%, flusso di cassa +3,2%. Anche il consensus si è mosso nella stessa direzione, con il <strong>target medio passato da $13,50 a $14,84 </strong>e il <strong>rapporto fra obiettivo e prezzo salito dal 103,7% al 118,2%</strong>.</p><p>Quando prezzo e fondamentali divergono, la <strong>correlazione con il settore </strong>aiuta a capire da dove arriva il movimento. Ad Agosto il lusso europeo è stato oggetto di vendite diffuse e Zegna, con una capitalizzazione di circa $3,5 miliardi e una copertura di soli dodici analisti, ha <strong>seguito il beta del comparto </strong>più che una dinamica idiosincratica. Il calo del titolo non trova infatti riscontro nei fondamentali, che nello stesso periodo hanno continuato a migliorare.</p><p>Anche le valutazioni raccontano una compressione più che una delusione. Il <strong>P/E forward è sceso da 25,74× a 23,01×</strong>, l'EV/EBITDA resta a 7,88×, ben sotto l'11,58× della mediana settoriale citata a Marzo, mentre il <strong>FCF yield è salito dal 6,9% al 7,5%</strong>. Lo stesso piano industriale oggi incorpora una valutazione meno generosa di due mesi fa.</p><p>Il cambiamento più interessante, però, riguarda le aspettative di lungo periodo. A Marzo il mercato prezzava una crescita perpetua del 4,1%. Oggi quella stima implicita è scesa al 2,7%. Significa che gli investitori hanno smesso di pagare in anticipo un recupero straordinario e hanno ricominciato a valutare la maison Biellese per ciò che produce davvero. È una semplice normalizzazione.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Ermenegildo Zegna N.V. (ZGN) – 04/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$12,56</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +22,5%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da $10,25 Q4 2025, ma −3,5% dai $13,02 di Giugno</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$3,38B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +29,7%</td><td>Da $2,60B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>$4,46B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +22,8%</td><td>EV/MCap 1,32x, debito netto impl. $1,09B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Lusso & Fashion</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>23,01x</td><td>17,91x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +28,5% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>7,88x</td><td>9,39x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −16,1% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,80x</td><td>2,50x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −28,0% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>13,26x</td><td>14,88x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −10,9%, FCF yield 7,5%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>1,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,1pp</td><td>Da 1,3% in Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>1,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,3pp</td><td>Da 1,4% Q4, effetto del rialzo del prezzo</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>$0,15</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +36,4%</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da $0,11 in Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>7,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,3pp</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da 7,2% Q4, generazione di cassa elevata</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$219,1M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +37,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da $159,1M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$14,84</td><td>12 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +18,2% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$14,76</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +17,5% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$17,34</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +38,1% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$12,22</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> −2,7%, floor quasi sul prezzo</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Moderatamente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>6</td><td>50,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>2</td><td>16,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>3</td><td>25,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>8,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>$13,53</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +7,7% | DQS 0,82 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$2,13B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,6%</td><td>Da $1,98B in Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$487,4M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,4%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 22,9%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$218,7M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +12,2%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 10,3%, sopra la soglia del 10%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>$0,15</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +36,4%</td><td>Da $0,11 in Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$219,1M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +37,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF/EBITDA 45,0%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Lusso & Fashion</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-user-tie"></i> <strong>Ermenegildo Zegna (ZGN)</strong></td><td>23,01x</td><td>$3,38B</td><td>1,80x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bag-shopping"></i> Prada (1913)</td><td>13,50x</td><td>HKD100,66B</td><td>2,24x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-snowflake"></i> Moncler (MONC)</td><td>18,38x</td><td>€12,47B</td><td>3,71x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shirt"></i> Ralph Lauren (RL)</td><td>17,91x</td><td>$20,93B</td><td>2,50x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-briefcase"></i> Tapestry (TPR)</td><td>15,31x</td><td>$24,35B</td><td>3,18x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-scissors"></i> Brunello Cucinelli (BC)</td><td>33,02x</td><td>€5,51B</td><td>4,02x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 04/09/2026</p></div><p><a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-line"></i> Fundamental Analysis Engine</a> porta così il giudizio a "<strong>Hold</strong>" dal 2 Settembre, dopo l'Accumulate che accompagnava <a href="https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/fcf-yield-al-92-ermenegildo-zegna-e-il-lusso-che-la-street-ignora-20260324055003228/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-magnifying-glass-chart"></i> l'analisi di Marzo, quando il titolo quotava $10,01</a>, <strong>con un target price a dodici mesi di $13,53 </strong>e un rendimento atteso del 7,7%. I due motori convergono: il <strong>LEADING </strong>indica <strong>$12,59</strong>, il <strong>CASCADE $13,74;</strong> <strong>validazione di 90 su 100 </strong>e un <strong>momentum </strong>ormai <strong>neutral</strong>. Il prezzo, a $12,56, è ormai vicino a quel range di fair value.</p><p>La conclusione è meno spettacolare dei titoli sull'utile, ma probabilmente più "<em>utile</em>" per chi investe. Sei mesi fa il mercato pagava soprattutto una promessa. Oggi paga un'azienda che quella promessa, almeno nei numeri, ha iniziato a mantenerla.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[La Fed parla troppo e il mercato non sa da che parte stare]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/la-fed-parla-troppo-e-il-mercato-non-sa-da-che-parte-stare-20260904023333212/</link> <pubDate>Sat, 05 Sep 2026 06:00:16 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260904193041-fac28ee9-785b-4c04-9ed2-f14ff5a5f169.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/la-fed-parla-troppo-e-il-mercato-non-sa-da-che-parte-stare-20260904023333212/</guid> <description><![CDATA[Ci sono istituzioni che parlano poco perché ogni parola pesa. E ce ne sono altre che pesano tanto, e per questo parlano moltissimo. La Federal Reserve, questa settimana, è riuscita a essere entrambe. Facciamo la cronaca. Martedì si fa ancora sentire il tono hawkish tenuto a Jackson Hole dal chairman Kevin Warsh, e il trentennale americano entra a Settembre nel peggior stretch dal 2006 mentre i global yields toccano il massimo dal 2008. JPMorgan declassa la view sull’equity americano da bullish a neutral, e Barclays, che vedeva i tassi fermi per tutto il 2026, ora prevede due rialzi. Mercoledì parla John]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono istituzioni che parlano poco perché ogni parola pesa. E ce ne sono altre che pesano tanto, e per questo parlano moltissimo. La <strong>Federal Reserve</strong>, questa settimana, è riuscita a essere entrambe.</p><p>Facciamo la cronaca. Martedì si fa ancora sentire il <strong>tono hawkish </strong>tenuto a <strong>Jackson Hole </strong>dal chairman <strong>Kevin Warsh</strong>, e il trentennale americano entra a Settembre nel peggior stretch dal 2006 mentre i global yields toccano il massimo dal 2008. <strong>JPMorgan </strong>declassa la view sull'equity americano da bullish a <strong>neutral</strong>, e <strong>Barclays</strong>, che vedeva i tassi fermi per tutto il 2026, ora <strong>prevede due rialzi</strong>.</p><p>Mercoledì parla <strong>John Williams</strong>, presidente della Fed di New York. Dice che il balzo dei rendimenti è il prodotto di un'economia forte, non un malfunzionamento del mercato. Secondo lui non è un problema, è una buona notizia.</p><p>Giovedì chiude <strong>Christopher Waller</strong>. Lascia intendere che a Settembre i rates potrebbero anche restare dove sono, e nel giro di poche ore i rendimenti restituiscono metà del rialzo accumulato nei due giorni precedenti.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260904_IRX.png" alt="image" title="Grafico 3-Month Treasury Bill Yield"></div><p>Tre membri dello stesso board, tre letture diverse, in tre giorni consecutivi, con il mercato che ogni volta si è girato dalla parte dell'ultimo che aveva parlato. Le probabilità di un rialzo al Fomc del 15 e 16 Settembre hanno intanto fatto questo percorso: 41% una settimana fa, 70% Mercoledì, giù Giovedì dopo Waller, <strong>59% ieri dopo i payroll</strong>. Più che una decisione, il mercato sta inseguendo un dibattito.</p><p>A onor del vero, entrambe le parti hanno buone ragioni. Il <strong>Brent</strong> sopra $93, spinto dalla guerra fra Stati Uniti e Iran, alimenta un'<strong>inflazione da offerta</strong>, e su quel fronte i tassi hanno sempre avuto poca presa. Poi arrivano i payroll di Agosto: 162 mila nuovi posti contro i 56 mila attesi, con la disoccupazione ferma al 4,1%. Un'economia che assume a quel ritmo non sembra aver bisogno di sostegno. Chi vota per alzare e chi preferisce aspettare guarda lo stesso Paese, ma non lo stesso grafico. Il problema è che nel frattempo qualcuno deve pur decidere cosa fare dei soldi degli altri.</p><p>Da questo punto di vista Venerdì è stata una giornata istruttiva. <strong>Luke Barrs </strong>di <strong>Goldman Sachs </strong>ha dichiarato che l'<strong>AI trade </strong>è appena cominciato e che la leadership si sta allargando oltre <strong>Nvidia</strong>. Nelle stesse ore <strong>Emmanuel Sharef </strong>di <strong>Pimco</strong>, il cui fondo bilanciato batte il 97% dei peers, si dichiara <strong>underweight </strong>sulla maggioranza dei Magnificent Seven per via delle valuation. Preferisce <strong>Asia</strong>, <strong>financials cinesi </strong>e <strong>biotech</strong>. Stesso asset, stesso giorno, due posizioni opposte.</p><p>Qui, a differenza di altre divergenze solo apparenti, il disaccordo è autentico: parlano entrambi di equity americano, e uno compra dove l'altro vende.</p> <p>C'è poi un terzo gruppo, che resta fuori dalla contesa perché guarda da un'altra prospettiva. <strong>Johanna Kyrklund </strong>di <strong>Schroders</strong>, che gestisce 1.150 miliardi di dollari, Giovedì ha comprato altri <strong>Treasury decennali</strong> portando la casa da underweight a leggero overweight sulla duration dopo anni di posizione contrarian. Fra il 4,8% e il 5%, sostiente, siamo al "<em>top of the range</em>". Lo stesso giorno <strong>Emmanuel Cau</strong>, equity strategist di <strong>Barclays</strong>, consiglia di <strong>ridurre selettivamente il beta </strong>perché gli yields sono ormai l'"<em>elephant in the room</em>". Questa volta, i due non si contraddicono affatto. Dicono la stessa cosa da due desk diversi, e cioè che <strong>finché i bond non si fermano l'equity non va da nessuna parte</strong>.</p><p>La voce più serena della settimana è arrivata da <strong>Cernobbio</strong>, e appartiene a <strong>Nouriel Roubini</strong>. Sì, proprio quel Roubini. L'economista che costruì la propria reputazione mondiale annunciando il disastro del 2008, e che oggi, davanti ai tassi tornati esattamente ai livelli di allora, si dichiara tranquillo. Il principale driver dei rendimenti reali, sostiene, non è il timore fiscale ma <strong>il boom del capex sull'intelligenza artificiale</strong>. Siamo usciti dalla stagnazione, aggiunge, e i bond rendono perché l'inflazione non è più a zero. Riconosce i rischi, li elenca, e poi li archivia.</p><p>Che dire? Quando il profeta della catastrofe è l'unico ottimista in sala, o è cambiato lui o è cambiato il mondo.</p><p>Un angolo del mercato, intanto, ha attraversato la settimana senza muoversi, ed è quello che di solito si muoveva per primo. Lo spread tra BTp e Bund è rimasto ancorato fra 81 e 84 basis points, col rendimento del decennale sceso al 4,14%. Il vecchio malato d'Europa, questa settimana, è stato il paziente più tranquillo del reparto.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Fed Divisa: Tre Voci in 72 Ore e un Mercato Senza Bussola</h3><h4>Cronaca Fed e Reazione del Mercato</h4><table><thead><tr><th>Speaker / Dato</th><th>Messaggio</th><th>Reazione</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> <strong>Kevin Warsh</strong> (Jackson Hole, Mar)</td><td>Tono hawkish; inflazione da offerta resta minaccia</td><td>30Y UST peggior streak dal 2006; global yields top dal 2008</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-info-circle"></i> <strong>John Williams</strong> (NY Fed, Mer)</td><td>Rendimenti alti = economia forte, non disfunzione</td><td>Yields restano elevati; risk-off non si attenua</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-pause-circle"></i> <strong>Christopher Waller</strong> (Gio)</td><td>Rates potrebbero restare fermi a Settembre</td><td>Yields cedono metà del rialzo in poche ore</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-chart-bar"></i> <strong>Payroll Agosto</strong></td><td>162k vs 56k attesi; disoccupazione 4,1%</td><td>Prob. hike FOMC: 41% → 70% → 59%</td></tr></tbody></table><h4>Divergenze Asset Class: Stesso Mercato, Verdetti Opposti</h4><table><thead><tr><th>Manager / Desk</th><th>Asset / Posizione</th><th>Tesi</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-robot"></i> <strong>L. Barrs (Goldman)</strong></td><td>AI trade leadership espande oltre Nvidia</td><td>Trade appena iniziato; dispersione crescente</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> <strong>E. Sharef (Pimco)</strong></td><td>Underweight Mag7; sovrappeso Asia, fintech cinesi, biotech</td><td>Valuation Mag7 esaurite; alfa fuori dagli USA</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-landmark"></i> <strong>J. Kyrklund (Schroders)</strong></td><td>Overweight Treasury 10Y a 4,8–5%</td><td>Top of range raggiunto; duration torna tattica</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-compress-arrows-alt"></i> <strong>E. Cau (Barclays)</strong></td><td>Ridurre selettivamente il beta equity</td><td>Yields sono l'elephant in the room per gli azionari</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-couch"></i> <strong>N. Roubini (Cernobbio)</strong></td><td>Tranquillo su yields ai livelli 2008</td><td>AI capex boom, non paura fiscale, guida rendimenti reali</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Settembre 2025</p></div><p>Ora, sono tre le date che restano. La <strong>Bce il 10 Settembre</strong>, il <strong>CPI americano l'11</strong>, il <strong>Fomc il 15 e il 16</strong>. E resta un dettaglio che nessuno ha voglia di calcolare. Nel solo mese di Settembre il mercato dovrà assorbire circa 200 miliardi di dollari di <strong>nuove emissioni corporate investment grade americane</strong>, dopo un Agosto già da record. <strong>Thomas Kikis </strong>di <strong>Standard Chartered </strong>ha già definito maniacale il periodo da qui a Natale.</p><p>Si dice spesso che i mercati odino l'incertezza. Non è proprio così. Con l'incertezza convivono da sempre e, a volte, ci guadagnano pure. Quello che ha innervosito questa settimana è un'altra cosa: scoprire che tre persone della stessa istituzione possono dare tre risposte diverse alla stessa domanda nel giro di settantadue ore.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Ternus eredita la migliore Apple e il multiplo più caro dell’era Cook]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/ternus-eredita-la-migliore-apple-e-il-multiplo-piu-caro-dellera-cook-20260903032149756/</link> <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 06:00:56 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260903193041-fac28ee9-785b-4c04-9ed2-f14ff5a5f169.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/ternus-eredita-la-migliore-apple-e-il-multiplo-piu-caro-dellera-cook-20260903032149756/</guid> <description><![CDATA[Quando Steve Jobs indicò il proprio successore, nell’Agosto del 2011, la reazione dei mercati fu tiepida. Al posto del visionario arrivava un uomo della logistica, quello che aveva costruito la macchina perfetta della catena di fornitura di Apple. In pochi immaginavano che sarebbe diventato il manager più redditizio della storia dell’azienda. Quindici anni dopo, Martedì scorso, Tim Cook ha passato il testimone a John Ternus con Apple in rialzo del 2.260%, che diventano 2.716% considerando i dividendi, contro il 757% dell’S&P 500. Secondo Bank of America equivale ad aver creato valore al ritmo di $32 milioni l’ora, ogni ora,]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quando <strong>Steve Jobs </strong>indicò il proprio successore, nell'Agosto del 2011, la reazione dei mercati fu tiepida. Al posto del visionario arrivava un uomo della logistica, quello che aveva costruito la macchina perfetta della catena di fornitura di Apple. In pochi immaginavano che sarebbe diventato il manager più redditizio della storia dell'azienda.</p><p>Quindici anni dopo, Martedì scorso, <strong>Tim Cook </strong>ha passato il testimone a <strong>John Ternus</strong> con <strong>Apple</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/aapl_dark_full_1920_20260903032149756/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> in rialzo del 2.260%, che diventano 2.716% considerando i dividendi, contro il 757% dell'S&P 500. Secondo <strong>Bank of America </strong>equivale ad aver creato valore al ritmo di $32 milioni l'ora, ogni ora, per quindici anni. Non male.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260903_AAPL.png" alt="image" title="Grafico Apple"></div><p>L'azienda che Ternus eredita ha cambiato scala. I ricavi sono passati da $157 miliardi nell'esercizio 2012 a $416 miliardi nell'ultimo, i servizi da $16 a $109 miliardi e la capitalizzazione da $347 miliardi a $4,7 trilioni. Dal 2012 Apple ha riacquistato oltre $840 miliardi di azioni proprie, riducendo i titoli in circolazione di quasi il 45%, mentre la cassa netta sfiora $62 miliardi.</p><p>La domanda, però, non riguarda il passato. Riguarda quanto di tutto questo sia già incorporato nel prezzo, e la risposta emerge da un confronto che passa quasi inosservato. Da Giugno dell'anno scorso il titolo è salito del 64%, da $201 a $329,92. Nello stesso periodo le stime sull'utile per azione a dodici mesi sono cresciute solo del 18%, da $7,75 a $9,16. Il risultato è che il <strong>P/E forward è passato da 27,72× a 35,48×</strong>, un'espansione di oltre un quarto. Quando Cook prese il timone, quello stesso multiplo valeva circa dodici.</p><p>Il confronto con i concorrenti rende il premio ancora più evidente. La <strong>mediana del comparto hardware tratta a 17,15× </strong>gli utili attesi, quindi Apple quota con un premio del 107%. <strong>Samsung </strong>è a 3,99×, <strong>Lenovo </strong>a 11,14×, <strong>Logitech </strong>a 17,15×, mentre solo <strong>Xiaomi </strong>si avvicina con <strong>23,42×</strong>. Anche sull'EV/EBITDA il divario è netto: 27,31× contro una mediana di 7,92×. Il free cash flow yield si ferma al 3,2%. Il mercato, insomma, da tempo non valuta più Apple come un produttore di smartphone. La paga come l'azienda che controlla un ecosistema di 2,5 miliardi di dispositivi.</p><p><a href="https://moneyfeel.it/mercato-azionario/apple-ha-vinto-la-gara-dellai-senza-scendere-in-pista-20260608061551235/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-magnifying-glass-chart"></i> A Giugno scrivevamo che il mercato trattava <strong>Apple</strong> quasi come un titolo di Stato, e che quel premio era gran parte del multiplo</a>. Nei tre mesi successivi la tesi non solo ha tenuto, <strong>si è rafforzata</strong>: il costo del capitale che il mercato sconta implicitamente è sceso ancora, dal 6,6% al 5,0%. È il tasso con cui si valuta un emittente sovrano, applicato a un'azienda che vende beni di consumo in un settore ciclico.</p> <p>Quel sovrapprezzo, va detto, ha basi solide. Apple genera oltre 100 miliardi di flusso di cassa l'anno e ne restituisce quasi tutto agli azionisti, con una conversione dell'utile in contante che nelle stime supera il 100%. Il titolo è salito del 17% nel 2026, meglio della maggior parte delle altre grandi tecnologiche, grazie a un ciclo di prodotto forte e a quote guadagnate sui rivali <strong>Android </strong>in difficoltà con la scarsità di memorie.</p><p>Ed è proprio qui che comincia il lavoro di Ternus. La stessa scarsità di componenti ha già costretto Apple ad aumentare i prezzi di <strong>MacBook </strong>e <strong>iPad </strong>a Giugno, e molti analisti si aspettano un ritocco anche sull'iPhone all'inizio del nuovo mandato. <strong>Brandon Nispel </strong>di <strong>KeyBanc</strong>, uno dei pochi a mantenere una raccomandazione Sell, riassume il nodo in una frase: "<em>se la crescita arriva dai volumi è un conto, se arriva dai listini è un altro</em>". Il mercato difficilmente paga un premio per aumenti di prezzo che non possono durare all'infinito. Il 9 Settembre, fra cinque giorni, Ternus presenterà la nuova gamma di prodotti, con il pieghevole atteso da tempo che potrebbe arrivare fino a $2.500.</p><p>Sul fronte legale, intanto, si è aperto un altro dossier. Martedì Apple ha depositato un memoriale in cui accusa <strong>OpenAI </strong>di aver distrutto prove nella causa per presunto furto di segreti industriali. Secondo l'azienda, un ex ingegnere avrebbe utilizzato uno schema circuitale riservato nel lavoro svolto presso OpenAI e avrebbe poi chiesto a una collega di cancellarne le tracce. L'udienza è fissata per il 1° Ottobre. Oggi oltre 400 ex dipendenti Apple lavorano nella società guidata da <strong>Sam Altman</strong>.</p><p>Anche il consenso degli analisti ha cambiato tono. Su 39 valutazioni, i giudizi di acquisto sono scesi da 25 a 19 in sei mesi, mentre quelli di vendita sono saliti da 1 a 3. Il target medio, $324,53, è ormai leggermente sotto il prezzo di mercato. È la prima volta in un anno che la Street non rincorre il titolo, ma resta un passo indietro.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Apple Inc. (AAPL) – 03/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$329,92</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +20,7%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da $273,40 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$4.742,52B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,4%</td><td>Da $4.039,85B Q4 – buyback riduce le azioni</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>$4.680,35B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +16,4%</td><td>EV/MCap 0,99x – cassa netta impl. $62,17B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Consumer Technology & Hardware</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>35,48x</td><td>17,15x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Forte premium +106,9% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>27,31x</td><td>7,92x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Forte premium +244,8% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>9,15x</td><td>0,68x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +1.245% – ecosystem lock-in</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>31,50x</td><td>10,24x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +207,6% – FCF yield 3,2%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>0,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,1pp</td><td>Dividendo secondario – il ritorno passa dai buyback</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>0,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,1pp</td><td>Yield compresso dal rally</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>$1,10</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,8%</td><td>Da $1,07 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>3,2%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF NTM $150,57B</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$150,57B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da $128,73B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$324,53</td><td>39 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,6% – prezzo sopra il consensus</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$335,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,5% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$400,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +21,2% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$215,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −34,8% bear case</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Buy con Hold Consistente</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>19</td><td>43,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −5 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>6</td><td>13,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>13</td><td>29,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>3</td><td>6,8%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-thumbs-down"></i> Sell</td><td>3</td><td>6,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>$369,14</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> ER +11,9% | DQS 0,81 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$511,71B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,0%</td><td>Da $452,72B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$171,38B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,5%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Margin 33,5% – limato dai $173,79B di Giugno</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$159,61B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,3%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 31,2%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>$1,10</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,8%</td><td>Da $1,07 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$150,57B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF/EBITDA 87,9%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Consumer Technology</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fab fa-apple"></i> <strong>Apple (AAPL)</strong></td><td>35,48x</td><td>$4.742,52B</td><td>9,15x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-mobile-screen"></i> Samsung (A005930)</td><td>3,99x</td><td>KRW1.593.041B</td><td>1,58x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-mobile"></i> Xiaomi (1810)</td><td>23,42x</td><td>HKD722,17B</td><td>1,14x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-laptop"></i> Lenovo (992)</td><td>11,14x</td><td>HKD379,58B</td><td>0,46x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-desktop"></i> ASUSTeK (2357)</td><td>13,64x</td><td>TWD750,19B</td><td>0,71x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-computer-mouse"></i> Logitech (LOGN)</td><td>17,15x</td><td>CHF11,33B</td><td>2,52x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 03/09/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Accumulate</strong>", posizione ereditata senza interruzioni dal 26 Febbraio, con un <strong>target price a dodici mesi di $363,59 </strong>e un rendimento atteso del 10,2%. I due motori, questa volta, non collimano: il <strong>LEADING </strong>si ferma a <strong>$280,33 </strong>e il <strong>CASCADE </strong>arriva a <strong>$323,38</strong>, il 15,4% più in alto, ed è il modello stesso a segnalare che il mercato sta prezzando più ottimismo di quanto i fondamentali implichino. Il momentum resta favorevole e il rating non si muove da sei mesi. Cook ha lasciato a Ternus l'azienda più redditizia del pianeta. Gli ha lasciato anche il multiplo più caro dei suoi quindici anni.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Prysmian, le stime salgono e il multiplo scende]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/prysmian-le-stime-salgono-e-il-multiplo-scende-20260902021909420/</link> <pubDate>Thu, 03 Sep 2026 06:00:56 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260902215923-8ef7bff2-ba62-4ea1-a1c7-8a5a9b2b17a0.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/prysmian-le-stime-salgono-e-il-multiplo-scende-20260902021909420/</guid> <description><![CDATA[Ci sono due modi di abbassare il prezzo obiettivo di un’azione, e raccontano due storie completamente diverse. Il primo è il più intuitivo: l’azienda guadagnerà meno del previsto, quindi si tagliano le stime e, con loro, il target. Il secondo è più sottile: gli utili continuano a migliorare, ma il mercato decide che valgono meno di prima. È quello che Lunedì ha fatto Jefferies con Prysmian, alzando le previsioni sull’EBITDA del 7-10% e, nello stesso tempo, riducendo il prezzo obiettivo da €180 a €164. Il titolo ha reagito con un calo fino a €117,10, salvo recuperare già Martedì e]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due modi di abbassare il prezzo obiettivo di un'azione, e raccontano due storie completamente diverse. Il primo è il più intuitivo: l'azienda guadagnerà meno del previsto, quindi si tagliano le stime e, con loro, il target. Il secondo è più sottile: gli utili continuano a migliorare, ma il mercato decide che valgono meno di prima. È quello che Lunedì ha fatto <strong>Jefferies </strong>con <strong>Prysmian</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/pry_mi_dark_full_1920_20260902021909420/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span>, alzando le previsioni sull'EBITDA del 7-10% e, nello stesso tempo, riducendo il prezzo obiettivo da €180 a €164. Il titolo ha reagito con un calo fino a €117,10, salvo recuperare già Martedì e chiudere a €119,10, in rialzo dell'1,71%.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260902_PRYMI.png" alt="image" title="Grafico Prysmian"></div><p>La chiave di questa storia è l'acquisizione annunciata il 3 Agosto. Prysmian ha rilevato l'americana <strong>Atkore </strong>per $3,8 miliardi, circa €3,3 miliardi, e Jefferies considera l'operazione riuscita. Secondo il broker, il gruppo italiano ha trovato un venditore motivato e ha chiuso l'accordo a un prezzo favorevole. Atkore è leader o co-leader in cinque categorie di prodotto, conta oltre quaranta stabilimenti in otto Paesi e realizza il 90% dei ricavi negli Stati Uniti. Le <strong>sinergie attese valgono $150 milioni</strong>, circa il 40% dell'EBITDA dell'azienda acquisita. Da qui nasce l'obiettivo più ambizioso: superare €5 miliardi di margine operativo lordo entro il 2030, con un flusso di cassa superiore a €2,5 miliardi l'anno.</p><p>Il mercato, però, guarda un'altra faccia dell'operazione. Atkore appartiene al segmento più ciclico del gruppo, quello dell'elettrificazione. E quando aumenta il peso delle attività cicliche, aumenta anche il premio per il rischio richiesto dagli investitori. Jefferies lo traduce in modo molto concreto: <strong>il multiplo fra valore d'impresa ed EBITDA scende da 16× a 14×</strong>, sia per il nuovo mix di ricavi sia per il ridimensionamento delle valutazioni del settore. Su una società che vale circa €34 miliardi, due punti di multiplo cancellano più valore di quanto le sinergie riescano a restituire nel giro di tre anni.</p><p>Nel report, poi, i punti di attenzione non mancano. Atkore è ancora interessata da un'indagine del Dipartimento di Giustizia americano, di cui Jefferies non precisa l'oggetto. Negli ultimi anni la crescita si è fermata e il precedente management non è riuscito a spostare il business verso i mercati più promettenti, come utility e data center, che oggi rappresentano invece la priorità industriale di Prysmian. Più prudente anche <strong>Banca Akros</strong>, che mantiene un giudizio neutral e un target di €130, ritenendo equilibrato il rapporto fra rischio e rendimento.</p><p><a href="https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/prysmian-corre-ancora-ma-il-margine-di-errore-si-riduce-20260504101007743/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-money-bill-trend-up"></i> A Maggio, con il titolo a €126,30, scrivevamo che <strong>Prysmian</strong> correva ancora ma che il margine di errore si stava riducendo</a>. La tesi era semplice: il mercato aveva smesso di prezzare la crescita e aveva iniziato a pretendere un'execution quasi perfetta. Allora il rapporto prezzo-utili prospettico era salito a 26,46×, contro 13,13× dell'anno precedente. Il titolo ha continuato a salire fino a €146,05 a fine Giugno. Poi <strong>ha perso il 18%</strong>.</p> <p>Il de-rating, questa volta, è arrivato tutto insieme. In appena due mesi <strong>il multiplo sugli utili attesi è sceso da 29,06× a 21,47×</strong>. Quello fra valore d'impresa ed EBITDA è passato da 15,64× a 12,22×, mentre il rapporto fra capitalizzazione e flusso di cassa è sceso da 29,89× a 21,49×. Circa un quarto in meno su tutte e tre le misure. E non perché l'azienda abbia deluso: nello stesso periodo le stime sull'EBITDA a dodici mesi sono aumentate del 7,4% e quelle sull'utile per azione dell'8,3%.</p><p>Anche il consenso degli analisti si è ribaltato. A Maggio il target medio era €106, inferiore a un titolo che allora valeva €126, e il rapporto fra prezzo obiettivo e quotazione si fermava all'84%. Oggi il <strong>target medio è salito a €155,41</strong>, mentre il titolo quota €119,10. Quel rapporto è passato al 130%. In quattro mesi le due curve si sono incrociate: prima era il mercato a correre davanti alla Street, oggi è la Street a vedere più valore del mercato.</p><p>Il modello racconta la stessa inversione. I due motori convergono: il <strong>LEADING </strong>arriva a <strong>€131,07</strong>, il <strong>CASCADE </strong>a <strong>€133,82</strong>, poco più di due punti percentuali di distanza, con una validazione di 87,5 su 100. La parte più istruttiva, però, sta nelle aspettative implicite della quotazione: <strong>crescita del 22,6% l'anno</strong>, <strong>costo del capitale dell'11,4% </strong>e <strong>margine operativo dell'8,1%</strong>, quando quello realizzato negli ultimi dodici mesi è del 9,6%. In pratica il mercato continua a chiedere a Prysmian di crescere molto, ma le attribuisce già da oggi una redditività inferiore a quella che sta dimostrando.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Prysmian S.p.A. (PRY) – 02/09/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€119,10</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +37,9%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €86,38 Q4, ma −18,5% dai €146,05 di Giugno</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€34,22B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +38,2%</td><td>Da €24,77B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€38,59B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +31,7%</td><td>EV/MCap 1,13x – debito netto impl. €4,37B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Cavi & Electrical Equipment</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>21,47x</td><td>18,28x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +17,5% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>12,22x</td><td>11,89x</td><td><i class="fas fa-minus"></i> In linea +2,8% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,63x</td><td>1,87x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −12,8% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>21,49x</td><td>11,45x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +87,7% – FCF yield 4,7%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>0,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,3pp</td><td>Yield compresso dal rally</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>0,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,1pp</td><td>Rendimento modesto</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€1,09</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,9%</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da €1,01 in Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>4,7%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Recuperato dal 3,3% di Giugno</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,59B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +38,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €1,15B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€155,41</td><td>17 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +30,5% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€164,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +37,7% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€181,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +52,0% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€90,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −24,4% floor bear case</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>10</td><td>58,8%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>1</td><td>5,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>5</td><td>29,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>5,9%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€135,31</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> ER +13,6% | DQS 0,78 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€23,68B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +14,3%</td><td>Da €20,72B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€3,16B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +20,3%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 13,3% in espansione</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€2,41B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,6%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 10,2%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€1,09</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,9%</td><td>Da €1,01 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,59B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +38,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF/EBITDA 50,4%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Cavi & Electrical Equipment</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-plug-circle-bolt"></i> <strong>Prysmian (PRY)</strong></td><td>21,47x</td><td>€34,22B</td><td>1,63x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> Schneider Electric (SU)</td><td>25,78x</td><td>€162,06B</td><td>3,83x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-lightbulb"></i> Legrand (LR)</td><td>21,16x</td><td>€35,23B</td><td>3,54x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tower-observation"></i> Hubbell (HUBB)</td><td>20,42x</td><td>$23,42B</td><td>3,91x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-water"></i> NKT A/S (NKT)</td><td>26,52x</td><td>DKK49,47B</td><td>1,79x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-cable-car"></i> Nexans (NEX)</td><td>16,95x</td><td>€6,01B</td><td>0,99x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 02/09/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> porta quindi il giudizio ad "<strong>Accumulate</strong>", dal precedente Hold assegnato a Maggio, con un <strong>target price a dodici mesi di €133,03 </strong>e un rendimento atteso dell'11,7% sulla chiusura di Martedì. Il momentum resta neutro e l'unico punto di attenzione resta la visibilità sui prossimi risultati. Quattro mesi fa il rischio era che il prezzo avesse già incorporato tutta la crescita possibile. Oggi il rischio è diverso: un'acquisizione da oltre €3 miliardi deve ancora dimostrare di meritare il multiplo che il mercato, nel frattempo, ha smesso di concedere.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Bitcoin, cronaca di un rally nato per sbaglio]]></title> <link>https://moneyfeel.it/crypto/bitcoin-cronaca-di-un-rally-nato-per-sbaglio-20260901040745471/</link> <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:00:14 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260901201008-d84bb877-3a7a-4da6-8317-2a60c0dd0f78.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/crypto/bitcoin-cronaca-di-un-rally-nato-per-sbaglio-20260901040745471/</guid> <description><![CDATA[Il 19 Agosto, alle nove del mattino a Washington, il Tesoro americano ha diramato un comunicato di poche righe. Raddoppiava i propri riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, da due a quattro miliardi di dollari per operazione. Nessuna delle parole di quel comunicato conteneva il termine bitcoin. Poche ore dopo, il bitcoin era salito dell’8%. Per capire come una cosa abbia prodotto l’altra bisogna partire da dove eravamo. A metà Agosto il mercato delle criptovalute era fermo. Bitcoin galleggiava attorno ai 63 mila dollari, la metà del record toccato a Ottobre, e i fondi americani stavano perdendo denaro]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 Agosto, alle nove del mattino a <strong>Washington</strong>, il Tesoro americano ha diramato un comunicato di poche righe. Raddoppiava i propri riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, da due a quattro miliardi di dollari per operazione. Nessuna delle parole di quel comunicato conteneva il termine bitcoin. Poche ore dopo, il <strong>bitcoin</strong> era salito dell'8%.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260901_BTCUSD.png" alt="image" title="Grafico Bitcoin"></div><p>Per capire come una cosa abbia prodotto l'altra bisogna partire da dove eravamo. A metà Agosto il mercato delle criptovalute era fermo. Bitcoin galleggiava attorno ai 63 mila dollari, la metà del record toccato a Ottobre, e i fondi americani stavano perdendo denaro da giorni: 390 milioni defluiti nella sola settimana dell'11 Agosto, il peggior dato in un mese e mezzo. <strong>Esme Pau</strong>, che alla società di sicurezza <strong>CertiK </strong>studia i flussi istituzionali, descriveva il clima con parole che vale la pena riportare: "<em>cauto, al limite del pessimista</em>".</p><p>Il giorno prima del comunicato, il 18, era successa una cosa nel mercato obbligazionario. Il <strong>rendimento del titolo di Stato americano a trent'anni</strong> aveva toccato il 5,34%, il massimo dal 2007. Chi prestava soldi al governo degli Stati Uniti a lunga scadenza pretendeva un interesse che non chiedeva da diciannove anni.</p><p>Il Tesoro ha reagito il giorno dopo. Il meccanismo del riacquisto è più semplice di quanto il nome suggerisca: lo Stato ricompra il proprio debito lungo, quello che nessuno vuole più, e per pagarlo emette debito a breve, che invece si vende bene. Non crea moneta, non è quello che fa una banca centrale. Sposta soltanto la duration, e così facendo alleggerisce la pressione sulla parte lunga della curva. I rendimenti sono scesi. E qui comincia la parte interessante.</p><p>Quando i tassi americani calano, gli attivi che non pagano interessi diventano relativamente meno svantaggiosi. Bitcoin è il caso limite: non paga niente, quindi ogni volta che il rendimento del denaro scende, il costo di tenerlo in portafoglio si abbassa. Alcuni investitori lo sanno, e comprano. Ma quel giorno a comprare non sono stati solo loro.</p><p>Sul mercato dei derivati crypto, in quel momento, c'era una quantità enorme di scommesse al ribasso. Funziona così: chi punta sul calo prende in prestito il titolo, lo vende subito, e conta di ricomprarlo più in basso restituendolo a chi glielo aveva prestato. Se il prezzo invece sale, la perdita è teoricamente illimitata, e a un certo punto il broker impone di chiudere la posizione. Chiudere significa ricomprare. E ricomprare, quando il prezzo sta già salendo, lo fa salire ancora. Si chiama "<em>short squeeze</em>", e in quelle ore ne è partito uno da tre miliardi e mezzo di dollari.</p> <p>In tre giorni bitcoin ha guadagnato il 25%, arrivando sopra i 77 mila dollari. Bloomberg, il 20 Agosto, ha scritto una frase che con il senno di poi è la più precisa di tutta la vicenda: "<em>il rally stava cercando compratori veri</em>". Fino a quel momento, in altre parole, non c'era gente che comprava bitcoin perché ci credeva. C'era gente costretta a comprarlo per non perdere di più.</p><p>I compratori veri, però, sono arrivati la settimana dopo. Nei sette giorni dal 24 Agosto i fondi americani hanno raccolto 1,92 miliardi di dollari, il massimo in dieci mesi. Da meno 390 milioni a più 1,92 miliardi in due settimane: è un cambio di view da parte di chi gestisce denaro altrui.</p><p>Il 25 Agosto la <strong>Cnbc </strong>ha dato un nome al fenomeno, e il nome è rimasto: "<em>debasement trade</em>", la scommessa sulla svalutazione. L'idea è semplice e vecchia quanto la moneta. Se non ti fidi di quanto varrà il dollaro fra un anno, compri qualcosa che il governo non può stampare. Per duemila anni è stato l'oro, e infatti l'<strong>oro</strong>, quel mese ha fatto il risultato migliore dal 1999. Ma da qualche anno, per una parte del mercato, lo è anche il bitcoin e questo lo ha spinto a toccare gli 81 mila dollari.</p><p>Poi, il 28 Agosto, è finita. A <strong>Jackson Hole </strong>il presidente della Federal <strong>Reserve Kevin Warsh </strong>ha detto due cose. La prima è che l'inflazione tornerà a target, e che la banca centrale ha ancora del lavoro da fare. La seconda, più tecnica ma più pesante, è che le condizioni finanziarie attuali non sono restrittive: cioè che il denaro, oggi, costa ancora troppo poco. Nel giro di poche ore, Bitcoin è capitolato sotto gli 79 mila dollari.</p><p>È lo stesso discorso con cui si chiudeva <a href="https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-malato-deuropa-cambia-indirizzo-20260828033125551/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-line"></i> il nostro articolo di Venerdì sui tassi europei</a>. Un intervento di venti minuti, due mercati, due direzioni opposte: in Europa ha spinto in alto i rendimenti dei titoli di Stato, nel mondo cripto ha spento un rally.</p><p>Nel frattempo, e questa è la parte che nessuno ha collegato, il quadro regolamentare americano si sgretolava. Il 27 Agosto gli investitori istituzionali hanno dichiarato che il <strong>Clarity Act</strong>, la legge che dovrebbe finalmente stabilire chi vigila su cosa nei mercati delle criptovalute, non passerà entro il 2026. I forward gli assegnano il 14% di probabilità di diventare legge entro Dicembre, contro l'oltre 80% di inizio anno. Bitcoin, quel giorno, era a 80 mila dollari: saliva mentre la sua infrastruttura legale si allontanava in un binario morto.</p><p>Una parte di questa storia, curiosamente, passa dall'Italia. <strong>Giancarlo Devasini</strong>, 62 anni, di Casale Monferrato, chirurgo plastico prima di occuparsi di informatica, è secondo <strong>Forbes </strong>l'uomo più ricco del Paese con 89,3 miliardi di dollari, quasi il doppio di <strong>Giovanni Ferrero</strong>. Non è diventato ricco comprando bitcoin. È diventato ricco costruendo <strong>Tether</strong>, la società che emette USDT, la moneta digitale ancorata al dollaro attraverso cui passa la maggior parte degli scambi in cripto. E Tether, per garantire quella moneta, tiene in cassa oltre 122 miliardi di dollari di titoli di Stato americani. È lo stesso debito da cui è partita questa storia il 19 Agosto.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Bitcoin ad Agosto: Due Settimane Decise Altrove | Agosto 2026</h3><h4>La Cronologia in Cifre</h4><table><thead><tr><th>Data</th><th>Bitcoin</th><th>Cosa è successo</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-arrow-trend-down"></i> 17 Agosto</td><td>$63.000</td><td>Metà del record di Ottobre – deflussi ETF per $390M, peggior settimana da sei</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building-columns"></i> 19 Agosto</td><td>+8% in poche ore</td><td>Il Tesoro USA raddoppia i riacquisti da $2B a $4B – il trentennale era al 5,34%</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> 19-22 Agosto</td><td>+25% in tre giorni</td><td>Short squeeze da $3,5B sui derivati: riacquisti forzati, non domanda</td></tr><tr><td><i class="fas fa-sack-dollar"></i> 25 Agosto</td><td>$81.000</td><td>ETF USA raccolgono $1,92B in una settimana, massimo in dieci mesi</td></tr><tr><td><i class="fas fa-gavel"></i> 28 Agosto</td><td>Sotto $80.000</td><td>Warsh a Jackson Hole: condizioni finanziarie non restrittive</td></tr></tbody></table><h4>La Lettura moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>La lettura</th><th>Cosa la smentirebbe</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-percent"></i> <strong>Il prezzo lo fanno i tassi</strong></td><td>Il rally nasce dal Tesoro e muore da Jackson Hole: le probabilità di rialzo Fed a Settembre sono passate dal 35% al 58%, e con tassi alti tenere dollari rende. Bitcoin no</td><td>Una tenuta sopra $78.000 anche con la Fed che alza a metà mese</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-people-carry-box"></i> <strong>Squeeze prima, domanda poi</strong></td><td>La prima gamba è stata copertura forzata; i $1,92B di ETF sono arrivati dopo. Il debasement trade è reale – l'oro ha chiuso il miglior mese dal 1999 – ma è nato su un movimento tecnico</td><td>Flussi ETF che restano positivi in una settimana senza catalizzatori macro</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-scale-balanced"></i> <strong>La regolamentazione sfila</strong></td><td>Il Clarity Act è sceso da oltre l'80% al 14% di probabilità di firma entro Dicembre, e il prezzo quel giorno non se n'è accorto: la struttura normativa conta meno della liquidità</td><td>Una reazione marcata al voto del Senato del 15 Settembre</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Bloomberg · CNBC · CertiK · Nexo | Agosto 2026</p></div><p>Restano i numeri di oggi. Bitcoin sta a 77.465 dollari. Ieri ha tenuto sopra i 78 mila mentre nuovi raid americani sull'Iran spingevano il <strong>Brent</strong> su del 5% e mandavano in rosso Wall Street e perfino l'oro<strong>. Iliya Kalchev </strong>di <strong>Nexo </strong>ha osservato che una Fed più dura e un'escalation militare raramente arrivano nella stessa settimana, e che reggere a entrambe dice più del rialzo di Agosto. Il 31, intanto, la <strong>Strategy </strong>di <strong>Michael Saylor </strong>è tornata a comprare dopo dieci settimane di pausa: 370 milioni in sette giorni.</p><p>Le prossime date, a questo punto, sono quattro. L'<strong>occupazione americana Venerdì</strong>, l'<strong>inflazione l'11 Settembre</strong>, il <strong>voto del Senato sul Clarity Act il 15</strong> e la <strong>riunione della Fed a metà mese</strong>. In mezzo c'è il numero che riassume tutto, cioè le probabilità di un rialzo dei tassi a Settembre, passate dal 35% a circa il 58% in due settimane. Ad Agosto bitcoin è salito del 26% sulla scommessa di un dollaro più debole. Oggi la Fed manda il segnale opposto: con tassi più alti, tenere dollari torna a offrire rendimento. Bitcoin, invece, non paga interessi.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Kratos, i conti accelerano e la cassa frena]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/kratos-i-conti-accelerano-e-la-cassa-frena-20260831022021134/</link> <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 06:00:58 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/immagine_20260831182053-7ac832af-d040-4dad-b94f-c271aec59814.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/kratos-i-conti-accelerano-e-la-cassa-frena-20260831022021134/</guid> <description><![CDATA[L’11 Gennaio Kratos valeva $113,70 e su queste pagine scrivevamo che la valutazione correva più veloce dei fondamentali. Oggi quota $50,75, il 55% in meno. La parte interessante, però, non è il crollo del prezzo. È quello che è successo nel frattempo ai conti: hanno cominciato a correre davvero, e la distanza fra mercato e fondamentali si è ridotta da entrambe le parti. Dentro l’azienda, in undici mesi, è cambiato parecchio. Le stime sui ricavi a dodici mesi sono passate da $1,39 a $1,98 miliardi, il 42% in più. Quelle sull’EBITDA sono salite da $137 a $207 milioni, il]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L'11 Gennaio <strong>Kratos</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/ktos_dark_full_1920_20260831022021134/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> valeva $113,70 e su queste pagine scrivevamo che la valutazione correva più veloce dei fondamentali. Oggi quota $50,75, il 55% in meno. La parte interessante, però, non è il crollo del prezzo. È quello che è successo nel frattempo ai conti: hanno cominciato a correre davvero, e la distanza fra mercato e fondamentali si è ridotta da entrambe le parti.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/09/20260831_KTOS.png" alt="image" title="Grafico Kratos"></div><p>Dentro l'azienda, in undici mesi, è cambiato parecchio. Le stime sui ricavi a dodici mesi sono passate da $1,39 a <strong>$1,98 miliardi</strong>, il 42% in più. Quelle sull'<strong>EBITDA sono salite da $137 a $207 milioni</strong>, il 51%, mentre l'utile per azione atteso è cresciuto da $0,65 a $0,93. Nel frattempo il fatturato realizzato negli ultimi dodici mesi è aumentato del 31%. Anche il portafoglio ordini racconta la stessa storia: <strong>$2,08 miliardi di backlog</strong>, un rapporto ordini-fatturato di 1,3 a uno e una pipeline di commesse ancora da aggiudicare pari a $15 miliardi.</p><p>La trimestrale del 5 Agosto ha confermato questa traiettoria, ma ha spiegato anche perché il mercato continui a tenere il titolo sotto osservazione. I ricavi hanno raggiunto $458,8 milioni contro $411 milioni attesi, l'utile rettificato è arrivato a $0,21 per azione contro $0,13, mentre la crescita organica si è attestata al 19,1%. Il dettaglio, però, cambia la lettura. Quei 21 centesimi sono un dato rettificato; l'utile calcolato secondo i principi contabili americani è rimasto fermo a 2 centesimi, esattamente come un anno prima. E il motore della crescita non sono stati i droni, cresciuti dell'8%, ma i servizi governativi: satelliti, elettronica e sistemi di addestramento.</p><p>C'è poi una voce che negli ultimi due anni ha pesato più di qualunque altra: <strong>la cassa</strong>. Kratos continua a <strong>bruciare liquidità </strong>e, nei primi sei mesi del 2026, ha assorbito oltre $75 milioni per finanziare l'espansione industriale. Qui, però, emerge il dato che passa quasi inosservato. Le stime sul flusso di cassa dei prossimi dodici mesi sono migliorate da -$115,8 milioni di fine Giugno a -$12,6 milioni oggi. <strong>Significa recuperare $103 milioni in appena due mesi</strong>. Non è ancora cassa positiva, ma è la <strong>prima volta che l'emorragia si avvicina davvero alla chiusura</strong>.</p><p>Una parte di quella spesa, del resto, è intenzionale. L'amministratore delegato <strong>Eric DeMarco </strong>ha ordinato componenti per 3.000 turbogetti Spartan da consegnare nel 2027, altri 5.000 per il 2028, e prevede che il solo comparto ipersonico passi da $400 milioni di ricavi quest'anno a $700 milioni nel 2027. La joint venture al 50% con <strong>General Electric</strong> sui turbofan dovrebbe entrare in produzione nel 2028. Sono investimenti che si fanno quando gli ordini esistono già, non quando si spera che arrivino.</p> <p>Anche i multipli raccontano una doppia storia. A Gennaio Kratos trattava a 159,94× gli utili prospettici; oggi è <strong>scesa a 56,16×</strong>. Sul <strong>rapporto fra valore d'impresa ed EBITDA il multiplo è passato da 128,77× a 41,16×</strong>, mentre sui ricavi è sceso da 12,49× a 4,31×. È un <strong>de-rating di circa due terzi su tutte e tre le misure</strong>, il risultato naturale di un prezzo che scende mentre gli utili attesi crescono.</p><p>Il confronto con il settore, però, resta severo. La mediana dell'aerospazio e difesa quota 27,45× gli utili attesi, quindi Kratos tratta ancora a circa il doppio. <strong>Lockheed Martin</strong> è a 18,21×, <strong>Northrop Grumman</strong> a 18,64×, L3Harris a 21,20×, RTX a 28,71×, e perfino <strong>General Electric</strong>, la più cara fra i grandi del comparto, si ferma a 40,81×. Sull'EBITDA il premio arriva al 166%. Per un'azienda ancora sostanzialmente in pareggio operativo è più una scommessa che una valutazione.</p><p>Davanti a un caso del genere il modello ha fatto una cosa che gli capita raramente. La <strong>valutazione costruita sui fondamentali si ferma a $37,14</strong>, il 27% sotto il prezzo di mercato. Quella che parte invece dalla quotazione e ne ricava le aspettative implicite arriva a $69,67, il 37% sopra. Fra le due c'è un divario dell'88%, tanto ampio da spingere il motore a disattivare il proprio indicatore di divergenza: oltre una certa soglia il confronto smette di aggiungere informazione. I parametri impliciti spiegano il paradosso. Il mercato sconta una crescita del 30,5% annuo, un margine operativo dell'1%, cioè quello reale, ma applica un costo del capitale del 6,18%. Per una società che cresce del 30% continuando a bruciare cassa, è un tasso sorprendentemente indulgente.</p><p>Gli analisti, invece, hanno pochi dubbi. Su 21 stime raccolte ci sono 14 Buy, 5 Outperform, 2 Hold e nessuna raccomandazione di vendita. Il target medio è $105,62, pari al 208% del prezzo attuale. Un anno fa la Street vedeva il titolo sotto la quotazione di allora; oggi lo vede oltre il doppio di quella attuale.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Kratos Defense & Security Solutions (KTOS) – 31/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$50,75</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −34,7%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da $77,70 Q4 – sgonfiato il rally di Gennaio</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$9,76B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −25,6%</td><td>Scende meno del prezzo – capitale raccolto sul mercato</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>$8,52B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −32,9%</td><td>EV/MCap 0,87x – cassa netta impl. $1,24B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Aerospace & Defense</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>56,16x</td><td>27,45x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +104,6% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>41,16x</td><td>15,46x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +166,2% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>4,31x</td><td>3,39x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +27,1% – il più contenuto dei quattro</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>(777,48x)</td><td>24,73x</td><td><i class="fas fa-times-circle"></i> FCF forward negativo – confronto non significativo</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> –</td><td>Nessun dividendo – capitale reinvestito in R&D</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> –</td><td>Nessun dividendo distribuito</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> –</td><td>Non applicabile</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>(0,1%)</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,3pp</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Ancora negativo, ma quasi in pareggio</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$(12,6M)</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +76,6%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Perdita ridotta da $(53,8M) Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$105,62</td><td>21 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +108,1% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$104,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +104,9% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$150,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +195,6% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$60,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +18,2% – anche il floor è sopra il prezzo</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>14</td><td>66,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>5</td><td>23,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>2</td><td>9,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>$54,47</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +7,3% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$1,98B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +31,9%</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> Da $1,50B Q4 – crescita confermata</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$206,9M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +41,7%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 10,5% in espansione</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$47,9M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −18,0%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Margin 2,4% – il vero punto debole</td></tr><tr><td>NTM EPS Normalizzato</td><td>$0,93</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +31,0%</td><td>Da $0,71 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$(12,6M)</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +76,6%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Vicino al pareggio di cassa</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Aerospace & Defense</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-helicopter"></i> <strong>Kratos Defense (KTOS)</strong></td><td>56,16x</td><td>$9,76B</td><td>4,31x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-plane-departure"></i> General Electric (GE)</td><td>40,81x</td><td>$355,45B</td><td>6,97x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-satellite"></i> RTX Corporation (RTX)</td><td>28,71x</td><td>$285,33B</td><td>3,19x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shield-halved"></i> Lockheed Martin (LMT)</td><td>18,21x</td><td>$130,13B</td><td>1,76x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shield"></i> BAE Systems (BA.)</td><td>22,76x</td><td>£57,88B</td><td>1,81x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-jet-fighter"></i> Northrop Grumman (NOC)</td><td>18,64x</td><td>$77,51B</td><td>2,02x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tower-broadcast"></i> L3Harris (LHX)</td><td>21,20x</td><td>$48,94B</td><td>2,45x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-ship"></i> ST Engineering (S63)</td><td>31,37x</td><td>SGD33,19B</td><td>2,79x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-gears"></i> Curtiss-Wright (CW)</td><td>37,03x</td><td>$22,03B</td><td>5,74x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 31/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> mantiene Kratos su "<strong>Hold</strong>", giudizio assegnato il 6 Maggio al posto di Reduce, con un <strong>target price a dodici mesi di $55,81 </strong>e un rendimento atteso del 10%. Il rating si è stabilizzato perché il rapporto fra rischio e rendimento, fermo a 0,71, resta sotto la soglia di 1,0 necessaria per modificare il giudizio. Il momentum, intanto, continua a puntare verso il basso. <a href="https://moneyfeel.it/mercato-azionario/kratos-accende-lentusiasmo-ma-la-valutazione-corre-piu-veloce-dei-fondamentali-20260111085952664/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-magnifying-glass-chart"></i> A Gennaio scrivevamo che la valutazione di <strong>Kratos</strong> correva più veloce dei fondamentali</a>. Oggi corrono alla stessa velocità, e questa è la buona notizia. La cattiva è che corrono ancora entrambe più veloci della cassa.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Veolia non ha fatto niente di male]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/veolia-non-ha-fatto-niente-di-male-20260830035116160/</link> <pubDate>Mon, 31 Aug 2026 06:00:59 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260830112702-fa10f547-125e-4e4a-8886-fa702be9727f.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/veolia-non-ha-fatto-niente-di-male-20260830035116160/</guid> <description><![CDATA[Niente. A guardare i conti di Veolia, il ribasso del titolo non si spiega. In undici mesi le stime sull’EBITDA a dodici mesi sono salite del 5,2%, quelle sull’utile operativo del 7,5%, l’utile per azione atteso è passato da €2,32 a €2,50 e il dividendo previsto da €1,59 a €1,70. Eppure, da Luglio, il gruppo francese dell’acqua e dei rifiuti è sceso da €37,66 a €32,85, perdendo il 13%. È uno di quei casi in cui prezzo e fondamentali prendono strade opposte, e vale la pena capire perché. Il nostro modello ha registrato questo scollamento e il 27 Agosto]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Niente. A guardare i conti di <strong>Veolia</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/vie_pa_dark_full_1920_20260830035116160/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span>, il ribasso del titolo non si spiega. In undici mesi le stime sull'<strong>EBITDA a dodici mesi sono salite del 5,2%</strong>, quelle sull'utile operativo del 7,5%, l'utile per azione atteso è passato da €2,32 a €2,50 e il dividendo previsto da €1,59 a €1,70. Eppure, da Luglio, il gruppo francese dell'acqua e dei rifiuti è sceso da €37,66 a €32,85, perdendo il 13%. È uno di quei casi in cui prezzo e fondamentali prendono strade opposte, e vale la pena capire perché.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260830_VIEPA.png" alt="image" title="Grafico Veolia"></div><p>Il nostro modello ha registrato questo scollamento e il 27 Agosto ha abbassato il giudizio da Accumulate a Hold. Il passaggio, però, racconta qualcosa di diverso da un peggioramento dell'azienda. Uno dei due motori di valutazione parte dai bilanci e arriva a un valore di €45,19 per azione. L'altro parte invece dalla quotazione di mercato ed estrae le condizioni implicite incorporate nel prezzo, fermandosi a €36,36. Quando il titolo scende, anche questa seconda valutazione scende con lui. Il declassamento, quindi, non dice che Veolia valga meno: registra semplicemente che il mercato la sta pagando meno.</p><p>Il divario fra le due letture, pari al 19,6%, misura lo sconto che il mercato sta applicando rispetto a quanto raccontano i conti. Il dato più interessante, però, è un altro: il costo del capitale implicito ricavato dalla quotazione è salito al 12,45%. Per una società che gestisce servizi idrici e ambientali in concessione, con contratti pluriennali e ricavi indicizzati, è un livello più vicino a quello di un'impresa ciclica e fortemente indebitata che a quello di una utility regolata. Ancora più sorprendente è il tasso di crescita implicito: appena lo 0,7% l'anno, mentre gli analisti continuano ad alzare le stime di circa il 7%.</p><p>Per capire da dove nasca questo sconto bisogna smettere di guardare Veolia e osservare il Paese in cui è quotata. <a href="https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-malato-deuropa-cambia-indirizzo-20260828033125551/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-money-bill-trend-up"></i> Sabato scorso abbiamo raccontato come il ruolo di <strong>malato d'Europa</strong> abbia cambiato indirizzo</a>, con il decennale francese sopra il 4% per la prima volta in quasi vent'anni e lo spread sui Bund a 86 punti base, a un soffio dai massimi dal 2012. Il debito pubblico francese vale il 117% del Pil, il Paese voterà il 18 Aprile e il 2 Maggio e nessuno dei principali candidati promette una vera riduzione della spesa.</p> <p>Questa rotazione si vede anche nei flussi degli investitori. <strong>Barings </strong>e <strong>Carmignac Gestion </strong>hanno aumentato l'esposizione al debito italiano negli ultimi mesi. <strong>Marie-Anne Allier </strong>di <strong>Carmignac </strong>ha spiegato di farlo dall'inizio dell'anno, accompagnando l'operazione con posizioni short sul debito francese. Secondo <strong>Youness Boukakiou</strong>, trader sui tassi di <strong>Natixis</strong>, l'acquisto di titoli italiani fra tre e dieci anni è diventato una delle operazioni più diffuse dell'estate, mentre molti investitori stanno evitando la Francia. <strong>Larissa de Barros Fritz </strong>di <strong>ABN Amro </strong>aggiunge un dato che aiuta a leggere questa dinamica: appena il 9% dei titoli di Stato italiani è detenuto fuori dall'Eurozona, contro il 26% di quelli francesi.</p><p>E qui arriva il passaggio che nessuna fonte racconta, perché appartiene più alla meccanica dei trading desk che alla cronaca finanziaria. Chi vende protezione sul debito di un Paese attraverso i <strong>credit default swap </strong>deve poi coprire quella posizione. Se non trova abbastanza titoli di Stato da "<em>shortare</em>", la pressione si sposta prima sulle banche e assicurazioni, che di quel debito sono le principali detentrici, e poi sull'intero indice azionario. Da quel momento la correlazione fa il resto, trascinando anche società che con la finanza pubblica hanno poco a che vedere. È una lettura tecnica, e come tale va presa.</p><p>A sostegno, però, c'è un fatto documentato. A fine Luglio le tre grandi banche francesi hanno pubblicato trimestrali molto solide: <strong>Bnp Paribas</strong> ha chiuso con un utile netto di €4,3 miliardi, in crescita del 33,4%; <strong>Société Générale</strong> ha raggiunto €1,79 miliardi, con un aumento del 25% e un piano di riacquisto di azioni da €1,5 miliardi; <strong>Crédit Agricole</strong> ha registrato €2,78 miliardi. Se il comparto bancario francese è stato venduto, i conti da soli non bastano a spiegarlo.</p><p>Resta comunque una zona grigia. Su Veolia, nelle ultime settimane, la copertura degli analisti è stata quasi inesistente: soltanto <strong>Royal Bank of Canada </strong>ha ritoccato al rialzo il target il 19 Agosto confermando <strong>Outperform</strong>. Nessun altro si è mosso. Il silenzio è coerente con l'idea che il movimento dipenda più dal contesto che dalla società, ma rende anche impossibile escludere del tutto che qualcosa stia ancora sfuggendo.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Veolia Environnement SA (VIE) – 28/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€32,85</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,5%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €29,72 Q4 – ma −9,9% dai massimi di Giugno</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€24,06B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,7%</td><td>Da €21,73B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€50,95B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +14,3%</td><td>EV/MCap 2,12x – debito netto impl. €26,90B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Utilities & Environmental Services</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>13,16x</td><td>12,26x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +7,3% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>6,65x</td><td>7,54x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −11,8% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,08x</td><td>1,34x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −19,4% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>17,22x</td><td>20,76x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −17,1% – FCF yield 5,8%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>5,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,2pp</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Rendimento elevato e stabile</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>4,6%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> −0,1pp</td><td>In linea con la media storica</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€1,70</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,6%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €1,61 Q4 – stime in salita</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>5,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,2pp</td><td>Da 7,0% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,40B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −8,6%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Da €1,53B Q4 – in recupero dal minimo di Giugno</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€39,35</td><td>18 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +19,8% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€40,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +21,8% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€45,30</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +37,9% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€33,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> +0,5% – floor sul prezzo corrente</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>10</td><td>55,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>3</td><td>16,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>5</td><td>27,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€34,84</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +6,1% | DQS 0,82 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€47,12B</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td>Da €47,11B Q4 – ricavi piatti</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€7,66B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 16,3% in espansione</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€4,18B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 8,9%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€1,70</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,6%</td><td>Da €1,61 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,40B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −8,6%</td><td>Da €1,53B Q4 – FCF/EBITDA 18,2%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Utilities & Environmental</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-recycle"></i> <strong>Veolia (VIE)</strong></td><td>13,16x</td><td>€24,06B</td><td>1,08x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-oil-well"></i> TAQA (TAQA)</td><td>35,05x</td><td>AED299,08B</td><td>6,25x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tower-broadcast"></i> National Grid (NG.)</td><td>13,06x</td><td>£58,22B</td><td>5,28x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> Engie (ENGI)</td><td>11,86x</td><td>€59,58B</td><td>1,55x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-plug"></i> E.ON (EOAN)</td><td>15,23x</td><td>€46,61B</td><td>1,12x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-fire-flame-simple"></i> Centrica (CNA)</td><td>12,67x</td><td>£7,04B</td><td>0,32x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-water"></i> A2A (A2A)</td><td>11,22x</td><td>€7,33B</td><td>0,97x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-industry"></i> Sembcorp (U96)</td><td>10,38x</td><td>SGD10,70B</td><td>2,71x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-trash"></i> Hera (HER)</td><td>11,71x</td><td>€5,61B</td><td>0,81x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-faucet"></i> ACEA (ACE)</td><td>13,40x</td><td>€4,48B</td><td>2,97x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 28/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> mantiene quindi il giudizio "<strong>Hold</strong>", assegnato il 27 Agosto al posto di Accumulate, con un <strong>target price a dodici mesi di €34,84 </strong>e un rendimento atteso del 6,1%. La validazione resta elevata, a <strong>90 su 100</strong>, mentre il <strong>momentum </strong>è passato <strong>da bullish a neutral</strong>, contribuendo al downgrade del rating. Il consenso della Street, invece, continua a raccontare una storia più ottimista: 18 analisti coprono il titolo, con 10 Buy, 3 Outperform e 5 Hold. Il <strong>target price medio è di €39,35</strong>, quasi il 20% sopra la quotazione, mentre quello mediano sale a €40.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il malato d’Europa cambia indirizzo]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-malato-deuropa-cambia-indirizzo-20260828033125551/</link> <pubDate>Sat, 29 Aug 2026 06:00:15 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260828210114-b88880f4-abbc-471d-818b-1b82c2a39a15a.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-malato-deuropa-cambia-indirizzo-20260828033125551/</guid> <description><![CDATA[In Europa c’è sempre un nuovo “PIG“. Per vent’anni, nel lessico dei mercati, quel ruolo è toccato quasi sempre all’Italia. Stavolta, almeno se si guardano i numeri invece delle abitudini, parla francese. Mercoledì il decennale transalpino ha superato il 4% per la prima volta in quasi vent’anni e il premio che Parigi paga rispetto alla Germania è salito a 86 punti base, a un soffio dai massimi del 2012. Il debito pubblico vale il 117% del Pil e continua a crescere. Il deficit dovrebbe scendere dal 5,1% al 5%, ma lo stesso governo, prima della pausa estiva, aveva già ammesso]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In Europa c'è sempre un nuovo "<em>PIG</em>". Per vent'anni, nel lessico dei mercati, quel ruolo è toccato quasi sempre all'Italia. Stavolta, almeno se si guardano i numeri invece delle abitudini, parla francese.</p><p>Mercoledì il decennale transalpino ha superato il 4% per la prima volta in quasi vent'anni e il premio che Parigi paga rispetto alla Germania è salito a 86 punti base, a un soffio dai massimi del 2012. Il <strong>debito pubblico vale il 117% del Pil </strong>e continua a crescere. Il deficit dovrebbe scendere dal 5,1% al 5%, ma lo stesso governo, prima della pausa estiva, aveva già ammesso che centrare quell'obiettivo sarebbe stato difficile.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260828_SpreadFrancia10yItalia10yEUR.png" alt="image" title="Grafico Spread 10y Francia vs Italia"></div><p>Nella stessa settimana il Tesoro italiano ha collocato <strong>quattro miliardi di BTp a dieci anni al 4,10%</strong>, il rendimento più alto dal 2023. Sembrerebbe una cattiva notizia, e in parte lo è, perché quel tasso finisce nei conti dello Stato e poi, a cascata, nei mutui. Lo spread, però, è rimasto fermo fra gli 80 e gli 83 punti base, sotto i livelli di inizio settimana. La differenza è sostanziale: l'Italia paga di più perché paga di più tutta l'Eurozona, non perché il mercato la consideri più rischiosa. E dire che una decina di anni fa sarebbe stata una frase difficile da immaginare.</p><p>Va detto subito: non è una guarigione. Il debito italiano è sempre lì, la crescita anemica pure, e il merito di questo sorpasso non è di Roma. È che a Parigi si voterà il 18 Aprile e il 2 Maggio, che il <strong>Parlamento è bloccato</strong>, che il premier <strong>Sébastien Lecornu </strong>ha promesso di non aumentare le tasse ma di trovare "<em>risparmi strutturali</em>", e che nessuno dei principali candidati alla presidenza mette davvero in discussione la spesa pubblica. <strong>Allianz </strong>stima che, senza interventi, il deficit francese salirebbe al 5,6%.</p><p>Poi c'è il calendario, che in queste settimane assomiglia a una sequenza di esami universitari. <strong>Fitch </strong>si è pronunciata proprio Venerdì confermando <strong>A+ con outlook stabile</strong>. <strong>Scope </strong>e <strong>DBRS </strong>arriveranno il 18 Settembre, <strong>Moody's</strong> il 23 Ottobre, <strong>Standard & Poor's </strong>il 27 Novembre. Cinque giudizi in tre mesi, mentre nel frattempo aumentano le posizioni ribassiste sul debito francese. Lecornu, su X, ha scritto che l'assenza di un bilancio "<em>creerebbe disordine e instabilità finanziaria</em>".</p><p>Quando è il primo ministro a dover rassicurare i mercati, di solito è perché il mercato ha già espresso il suo verdetto.</p> <p>A far salire la febbre, però, non è solo Parigi. Sono anche le banche centrali, che questa settimana hanno parlato quasi all'unisono. <strong>Isabel Schnabel</strong>, Mercoledì: i tassi devono salire ancora<strong>. Mārtiņš Kazaks</strong>, Venerdì: un rialzo a Settembre resta "<em>una possibilità concreta</em>". In mezzo, i verbali della BCE di Luglio raccontano che una parte del Consiglio non si sarebbe opposta a una nuova stretta.</p><p>Eppure gli stessi verbali contengono anche il rovescio della medaglia. L'aumento dell'inflazione, scrivono, è "<em>quasi interamente</em>" dovuto all'energia, con "<em>un contributo praticamente nullo da parte della domanda aggregata</em>". In altre parole, i prezzi salgono perché <strong>costa di più il gas</strong>, non perché gli europei spendono troppo. E i tassi, sul prezzo del gas, hanno sempre avuto un'efficacia limitata.</p><p>Nel frattempo l'<strong>inflazione francese è risalita al 2,4% </strong>mentre il Pil restava fermo. Quella spagnola è balzata al 4,3%. <strong>Morgan Stanley </strong>stima che ad Agosto l'inflazione dell'Eurozona toccherà il 3,3%, il livello più alto dal 2023.</p><p>Venerdì pomeriggio, da <strong>Jackson Hole</strong>, <strong>Kevin Warsh </strong>ha mandato un messaggio simile anche agli Stati Uniti. L'inflazione, ha detto, non sta rallentando in modo significativo e, se non lo farà, "<em>abbiamo del lavoro da fare</em>". Poi ha aggiunto una frase destinata a pesare più della prima: "<em>sono qui impegnato a una disciplina, non a una decisione</em>". In poche ore le <strong>probabilità di un rialzo della Fed a Settembre sono passate dal 36% a oltre il 50%</strong>.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Il Malato d'Europa Parla Francese | Agosto 2026</h3><h4>I Numeri del Sorpasso</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Dato</th><th>Riferimento</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-monument"></i> OAT francese 10 anni</td><td>Oltre 4%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Prima volta in quasi vent'anni – spread sul Bund a 86 pb, vicino ai massimi 2012</td></tr><tr><td><i class="fas fa-scale-unbalanced"></i> Conti pubblici Francia</td><td>117% del Pil</td><td>Deficit atteso dal 5,1% al 5,0% – Allianz stima 5,6% senza interventi</td></tr><tr><td><i class="fas fa-pizza-slice"></i> BTp italiano 10 anni</td><td>4,10%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Massimo dal 2023, ma spread fermo fra 80 e 83 pb</td></tr><tr><td><i class="fas fa-fire"></i> Inflazione area euro</td><td>3,3% attesa</td><td>Stima Morgan Stanley per agosto, massimo dal 2023 – Francia 2,4%, Spagna 4,3%</td></tr><tr><td><i class="fas fa-calendar-check"></i> Il calendario</td><td>5 rating in 3 mesi</td><td>Scope e DBRS il 18/9, Moody's il 23/10, S&P il 27/11 · BCE 10/9, Fed 15-16/9</td></tr></tbody></table><h4>La Lettura moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>La lettura</th><th>Cosa la smentirebbe</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-right-left"></i> <strong>Il sorpasso non è merito di Roma</strong></td><td>L'Italia paga di più perché paga tutta l'Eurozona, non per rischio proprio: il debito e la crescita restano dove erano</td><td>Un allargamento dello spread BTp oltre la fascia 80-83 pb mentre l'OAT resta fermo</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-landmark-flag"></i> <strong>Il problema francese è politico</strong></td><td>Non è la contabilità a preoccupare, è il voto del 18 aprile e del 2 maggio con un Parlamento bloccato e nessun candidato che tocchi la spesa</td><td>Un bilancio approvato con risparmi verificabili prima dei giudizi di ottobre e novembre</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-gas-pump"></i> <strong>Rialzi contro un'inflazione da gas</strong></td><td>I verbali BCE dicono che l'aumento è "quasi interamente" energia, con contributo nullo della domanda: sul prezzo del gas i tassi possono poco</td><td>Una risalita dell'inflazione di fondo, che segnalerebbe domanda e non solo energia</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-gavel"></i> <strong>Warsh sposta il baricentro</strong></td><td>"Disciplina, non una decisione": in poche ore la probabilità di un rialzo Fed a settembre è passata dal 36% a oltre il 50%</td><td>Un dato d'inflazione americana in rallentamento l'11 settembre</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | BCE · Morgan Stanley · Allianz · Fitch | Agosto 2026</p></div><p>Le prossime date sono già segnate: BCE il 10 Settembre, inflazione americana l'11, Federal Reserve il 15 e 16.</p><p>In Europa c'è sempre un malato, si diceva. La novità è che stavolta non è quello che tutti si aspettavano. E a peggiorarne la cartella clinica, più ancora del debito, è il calendario politico.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[AMD perde terreno, il mercato applaude Nvidia]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/amd-perde-terreno-il-mercato-applaude-nvidia-20260827032035047/</link> <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 06:00:53 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260827214426-9cbb6928-647f-48a9-8fba-0ef61c43439f.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/amd-perde-terreno-il-mercato-applaude-nvidia-20260827032035047/</guid> <description><![CDATA[Mercoledì sera Nvidia ha pubblicato la trimestrale più grande della sua storia. Il giorno dopo il mercato ha applaudito quasi tutto il settore, ma non AMD. Il concorrente più diretto ha chiuso in calo proprio mentre la domanda di intelligenza artificiale riceveva la conferma più forte possibile. Per capire bisogna partire da Nvidia. I ricavi sono arrivati a 96,2 miliardi di dollari, il 106% in più di un anno fa, con i data center saliti a 89 miliardi, un utile netto di 59,7 miliardi e un margine lordo del 75%. La novità vera, però, è stata un’altra: per la]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì sera <strong>Nvidia</strong> ha pubblicato la trimestrale più grande della sua storia. Il giorno dopo il mercato ha applaudito quasi tutto il settore, ma non <strong>AMD</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/amd_dark_full_1920_20260827032035047/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span>. Il concorrente più diretto ha chiuso in calo proprio mentre la domanda di intelligenza artificiale riceveva la conferma più forte possibile.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260827_AMD.png" alt="image" title="Grafico AMD"></div><p>Per capire bisogna partire da Nvidia. <strong>I ricavi sono arrivati a 96,2 miliardi di dollari</strong>, il 106% in più di un anno fa, con i <strong>data center saliti a 89 miliardi</strong>, un utile netto di 59,7 miliardi e un margine lordo del 75%. La novità vera, però, è stata un'altra: per la prima volta il gruppo ha indicato una previsione per l'intero anno fiscale 2028, parlando di una crescita del 70% contro il 44% atteso dagli analisti. In premercato il titolo è balzato del 7,80.%.</p><p>La reazione iniziale è sembrata quella che ci si aspetterebbe da un settore che riceve una notizia del genere. Marvell è salita del 5,7%, Arm del 4,7%, Micron del 4,5% e Intel del 3%. AMD si è fermata all'1,7%, poi ha restituito tutto e ha chiuso a 471,25 dollari contro i 480,93 della vigilia, in calo dell'1,97%. In pratica: il mercato dei chip per l'intelligenza artificiale ha appena ricevuto la conferma più forte possibile che la domanda continua ad accelerare, ma il secondo produttore mondiale di GPU ha perso terreno.</p><p>Le spiegazioni possibili sono tre, anche se nessuna viene dichiarata apertamente. La prima è la più semplice: <strong>AMD aveva già corso parecchio</strong>. Martedì aveva guadagnato oltre il 4% dopo l'upgrade di <strong>Raymond James </strong>e Mercoledì aveva aggiunto un altro 4,9%. La seconda arriva dalle parole di <strong>Jensen Huang</strong>, che ha insistito soprattutto sulla scarsità dell'offerta: TSMC e i produttori di memorie continuano a non stare dietro agli ordini. Se il mercato cresce perché manca capacità produttiva, non è detto che il secondo operatore conquisti automaticamente più spazio. La terza, forse la più interessante, è emersa nelle note degli analisti di Giovedì: la vera minaccia al quasi monopolio di Nvidia non arriva da AMD, ma dai <strong>chip progettati direttamente dagli stessi hyperscaler</strong>.</p><p>In realtà questo copione era già andato in scena poche settimane prima. Il 4 Agosto AMD aveva pubblicato <strong>ricavi record per 11,54 miliardi di dollari</strong>, il 50,1% in più rispetto all'anno precedente, con un utile per azione rettificato di 1,66 dollari, quasi triplicato. I data center avevano superato i 6,7 miliardi e rappresentano ormai il 58% del fatturato, mentre la guidance sul trimestre in corso, intorno ai 13 miliardi, aveva battuto le attese. Eppure il mercato si era fermato su un'altra riga del bilancio. Dopo i conti il titolo aveva perso quasi il 9% nell'after hours e un altro 7% il giorno successivo, semplicemente perché gli investimenti trimestrali erano esplosi a 808 milioni di dollari contro i 282 dell'anno precedente. Un aumento del 187%.</p> <p>Anche i multipli raccontano una storia che vale la pena guardare con attenzione. AMD tratta a <strong>43,30× gli utili attesi</strong>, mentre la mediana del settore dei semiconduttori si ferma a 23,35×. Il premio è dell'85%, e per un titolo di crescita non sarebbe neppure sorprendente. Il confronto che cambia prospettiva, però, è con Nvidia: il leader di mercato, dopo aver appena promesso una crescita del 70%, tratta a <strong>18,17× gli utili</strong>. AMD costa quasi due volte e mezza chi domina lo stesso mercato. La distanza resta ampia anche sull'EBITDA, dove AMD quota a 36,23× contro i 14,35× di Nvidia. Sul rendimento della cassa attesa il divario è ancora più netto: AMD promette appena l'1,1%, perché gli investimenti stanno assorbendo gran parte di quello che i clienti pagano.</p><p>C'è però un movimento che racconta una storia diversa e che passa quasi inosservato. Due mesi fa il titolo valeva 521 dollari e trattava a 59,82× gli utili prospettici. Oggi quota 475 dollari e tratta a 43,30×. Il prezzo è sceso del 9%, ma il multiplo si è contratto del 28%. La spiegazione sta tutta nel denominatore: in appena otto settimane le stime sull'utile per azione a dodici mesi sono salite da 8,72 a 11,11 dollari, il 27% in più. In altre parole, AMD non si sta sgonfiando. Sta riempiendo quel multiplo con utili che crescono più in fretta del prezzo.</p><p>Gli analisti, intanto, si sono mossi nella direzione opposta al mercato. A fine Giugno il target medio era di 500,40 dollari, sotto la quotazione di allora. Oggi è salito a 613,84 dollari, il 23% in più, mentre il titolo ha perso il 9%. Il <strong>rapporto fra target e prezzo è passato dal 96% al 128%</strong>. Su quarantanove valutazioni, trentanove consigliano di comprare, undici restano neutrali e nessuno suggerisce di vendere.</p><p>Il modello aggiunge un dettaglio che gli analisti non mettono nero su bianco. I due motori convergono, con il <strong>LEADING </strong>a <strong>483,10 dollari </strong>e il <strong>CASCADE </strong>a <strong>515,69</strong>, meno di sette punti percentuali di distanza. Il numero più curioso, però, è il costo del capitale implicito ricavato dal CASCADE: appena il 6,55%. Per una società di semiconduttori, ciclica per definizione e con un titolo triplicato in quattordici mesi, è un tasso di sconto che ricorda più quello di un'utility regolata che quello di un produttore di chip. Il mercato chiede ad AMD una crescita del 50,1% l'anno e, nello stesso tempo, la finanzia come se vendesse elettricità.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Advanced Micro Devices (AMD) – 27/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$475,07</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +121,0%</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> Da $214,99 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$785,11B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +124,3%</td><td>Da $350,01B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>$776,27B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +124,0%</td><td>EV/MCap 0,99x – cassa netta impl. $8,84B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Semiconductors</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>43,30x</td><td>23,35x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +85,4% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>36,23x</td><td>19,17x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +89,0% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>11,52x</td><td>6,41x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +79,7% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>88,23x</td><td>25,75x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +242,6% – FCF yield 1,1%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> –</td><td>Nessun dividendo distribuito</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> –</td><td>Nessun dividendo distribuito</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> –</td><td>Capitale reinvestito nella crescita</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>1,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,9pp</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Da 2,0% Q4 – effetto prezzo</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$8,90B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +24,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da $7,13B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$613,84</td><td>49 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +29,2% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$610,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +28,4% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$1.250,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +163,1% bull case estremo</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$365,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −23,2% floor bear case</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>39</td><td>72,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>4</td><td>7,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>11</td><td>20,4%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>$554,98</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> ER +16,8% | DQS 0,80 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$67,37B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +66,7%</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> Da $40,40B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$21,42B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +121,6%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 31,8%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$21,20B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +105,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 31,5%</td></tr><tr><td>NTM EPS Normalizzato</td><td>$11,11</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +100,2%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da $5,55 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$8,90B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +24,8%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> FCF/EBITDA 41,5% – conversione in ritardo</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Semiconductors</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-microchip"></i> <strong>AMD (AMD)</strong></td><td>43,30x</td><td>$785,11B</td><td>11,52x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-cube"></i> NVIDIA (NVDA)</td><td>18,17x</td><td>$5.078,08B</td><td>9,76x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tower-cell"></i> Broadcom (AVGO)</td><td>22,54x</td><td>$1.691,75B</td><td>12,22x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-memory"></i> SK hynix (A000660)</td><td>4,07x</td><td>KRW1.230,32B</td><td>2,47x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-lightbulb"></i> ASML (ASML)</td><td>30,76x</td><td>€575,16B</td><td>10,90x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-industry"></i> Intel (INTC)</td><td>53,11x</td><td>$463,66B</td><td>7,43x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-screwdriver-wrench"></i> Lam Research (LRCX)</td><td>33,08x</td><td>$391,51B</td><td>11,21x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-layer-group"></i> Applied Materials (AMAT)</td><td>27,20x</td><td>$380,74B</td><td>8,56x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> Texas Instruments (TXN)</td><td>27,05x</td><td>$239,06B</td><td>10,45x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-network-wired"></i> Marvell (MRVL)</td><td>53,43x</td><td>$214,94B</td><td>16,92x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 27/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-line"></i> Fundamental Analysis Engine</a> mantiene "<strong>Accumulate</strong>", il giudizio che dal 30 Luglio ha sostituito Buy, con un <strong>target price a dodici mesi di 561,83 dollari </strong>e un rendimento atteso del 18,3% sulla chiusura di Giovedì. Il <strong>momentum resta favorevole</strong>, con un punteggio del 52% che aggiunge il 9,3% all'obiettivo, mentre la qualità dei dati rimane alta, con una validazione di 82,5 su 100.</p><p>Quel declassamento, però, era arrivato cinque giorni prima della trimestrale del 4 Agosto e del crollo che ne era seguito. Mercoledì Nvidia ha detto che il mercato dell'intelligenza artificiale crescerà del 70%. Giovedì il mercato ha risposto che la domanda non è più quanto crescerà quel mercato, ma quanta parte di quel 70% finirà davvero nelle mani di AMD.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Hugo Boss, il titolo resta in stand-by]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/hugo-boss-il-titolo-resta-in-stand-by-20260826030826295/</link> <pubDate>Thu, 27 Aug 2026 06:01:06 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260826184228-ff63e3d8-40ee-4b6b-b019-f80550ea3307.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/hugo-boss-il-titolo-resta-in-stand-by-20260826030826295/</guid> <description><![CDATA[A Giugno del 2025 Hugo Boss valeva 39 euro. A Dicembre ne valeva 36. Oggi ne vale 38. In quattordici mesi il titolo si è mosso dentro una fascia larga meno di quattro euro e mezzo e, alla fine del giro, si ritrova quasi esattamente dov’era partito, con un saldo negativo del 3%. Non è un titolo che scende né uno che sale. È un titolo che aspetta. La domanda, allora, è che cosa stia aspettando. La risposta più interessante arriva da chi ha provato a smuoverlo. Il 18 Agosto Frasers Group, il gruppo britannico controllato da Mike Ashley]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A Giugno del 2025 <strong>Hugo Boss</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/boss_de_dark_full_1920_20260826030826295/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> valeva 39 euro. A Dicembre ne valeva 36. Oggi ne vale 38. In quattordici mesi il titolo si è mosso dentro una fascia larga meno di quattro euro e mezzo e, alla fine del giro, si ritrova quasi esattamente dov'era partito, con un saldo negativo del 3%.</p><p>Non è un titolo che scende né uno che sale. È un titolo che aspetta.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260826_BOSSDE.png" alt="image" title="Grafico Hugo Boss"></div><p>La domanda, allora, è che cosa stia aspettando. La risposta più interessante arriva da chi ha provato a smuoverlo.</p><p>Il 18 Agosto <strong>Frasers Group</strong>, il gruppo britannico controllato da <strong>Mike Ashley </strong>e già proprietario di <strong>Sports Direct </strong>e <strong>House of Fraser</strong>, ha comunicato l'esito della propria offerta pubblica sulla griffe tedesca: la quota è salita a quasi il 48% del capitale, ma soltanto il 17,6% degli azionisti ha aderito. Il controllo pieno, quello che si conquista con la maggioranza assoluta, è rimasto fuori portata per un soffio.</p><p>Il numero che spiega tutto, però, non è il 48%. È il prezzo dell'offerta: <strong>€38 per azione in contanti</strong>, appena il 4% sopra la chiusura precedente. Per una società che si vuole comprare per intero, quattro punti di premio sono poco più di una formalità. Il consiglio di Hugo Boss lo aveva detto agli azionisti prima ancora della scadenza, invitandoli a respingere l'offerta perché non rifletteva il valore della società. <strong>Bloomberg </strong>è arrivata alla stessa conclusione da un'altra strada, osservando che con un premio così esiguo forse l'obiettivo di Frasers non era mai stato il controllo, ma il consolidamento di una posizione da <strong>azionista attivista</strong>.</p><p>A questo punto conviene guardare dove quota oggi il titolo: €38,13, appena un decimo di punto sopra il prezzo offerto da Frasers. Nove giorni dopo il fallimento dell'operazione, il mercato paga praticamente la stessa cifra che avrebbe pagato il compratore. Una conclusione poco lusinghiera per entrambi: quell'offerta coincideva con il valore di mercato, invece di superarlo.</p><p>Il verdetto della borsa sulle due società coinvolte, del resto, è molto diverso e vale la pena riportarlo per intero. Da inizio anno le azioni <strong>Frasers</strong>, quotate a Londra, hanno guadagnato il 23%, mentre quelle di Hugo Boss, a Francoforte, si sono fermate al 5,67%. Il compratore mancato è stato premiato. Il bersaglio no.</p><p>Chi guarda i multipli, però, trova un quadro difficile da conciliare con questa immobilità. Sui ricavi attesi Hugo Boss tratta a 0,87× contro una mediana di comparabili del lusso e dell'abbigliamento ferma a 1,64×. Sull'EBITDA sta a 4,98× contro 9,89×, cioè la metà esatta. Sugli utili prospettici quota a 12,88× contro 18,25×, il 29% in meno. Il confronto che conta davvero, però, è con <strong>adidas</strong>, l'altra grande tedesca del settore, che tratta a 14,50× gli utili e 7,65× l'EBITDA. Anche lì Hugo Boss costa meno, e di parecchio. C'è poi il numero che di solito chiude qualunque discussione: il rendimento della cassa attesa nei prossimi dodici mesi, salito al 17,5% contro il 13% di quattordici mesi fa. Un'azienda che promette quasi un quinto in flussi di cassa non è, di norma, un'azienda che il mercato lascia immobile per due anni.</p><p>A questo punto il modello dice la cosa che vale l'intero articolo. La lettura costruita sui soli fondamentali, il <strong>LEADING</strong>, arriva a <strong>€54,06</strong>, il 42% sopra il prezzo di oggi. Quella che parte dal mercato e ne estrae le condizioni implicite, il <strong>CASCADE</strong>, si ferma a <strong>€39,67</strong>. Fra le due c'è una distanza del 26,6% e, in casi come questo, la spiegazione tende a essere sempre la stessa: il mercato applica uno sconto di rischio che i bilanci, da soli, non giustificano.</p><p>Quel rischio, per una volta, ha un nome e anche un numero. Fra i parametri che il CASCADE ricava dalla quotazione, il <strong>margine operativo implicito è del 5,0%</strong>, mentre quello realizzato negli ultimi dodici mesi è del 9,1%. In altre parole, il mercato non sta scommettendo che Hugo Boss cresca poco. Sta scommettendo che la sua redditività si dimezzi nel giro di qualche esercizio.</p><p>Qualche ragione, a dire il vero, c'è. <strong>Daniel Grieder</strong>, amministratore delegato dal 2021, è al secondo tentativo di rilancio, con chiusure di negozi e una semplificazione dell'assortimento, mentre l'abbigliamento femminile resta debole e la domanda cinese continua a essere fiacca. Bloomberg Intelligence ha osservato che i conti del secondo trimestre non hanno ancora segnalato un cambio di rotta duraturo, e questo rende l'interesse di Frasers più comprensibile. Un investitore che entra al 48% in un'azienda a metà di un risanamento compra soprattutto il diritto di dire la propria su come quel risanamento debba essere portato avanti.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Hugo Boss AG (BOSS) – 26/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€38,13</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,5%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €36,15 Q4 – dentro il range degli ultimi due anni</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€2,63B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,6%</td><td>Da €2,49B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€3,45B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4,7%</td><td>EV/MCap 1,31x – debito netto impl. €811,0M in calo</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Luxury & Apparel</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>12,88x</td><td>18,25x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −29,4% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>4,98x</td><td>9,89x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −49,6% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>0,87x</td><td>1,64x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −47,0% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>5,70x</td><td>16,92x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −66,3% – FCF yield 17,5%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>0,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,1pp</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da 3,3% Q4 – dividendo praticamente azzerato</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>0,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,8pp</td><td>Da 3,9% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€0,07</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −94,1%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da €1,18 Q4 – ritorno agli azionisti sospeso</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>17,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,2pp</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da 15,3% Q4 – generazione di cassa robusta</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€462,2M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +21,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €382,0M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€40,61</td><td>11 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,5% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€39,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,3% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€50,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +32,4% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€37,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,0% – forchetta molto stretta</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold Netta</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>2</td><td>16,7%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>1</td><td>8,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>9</td><td>75,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€38,89</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +1,9% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€3,97B</td><td><i class="fas fa-minus"></i> +0,2%</td><td>Da €3,96B Q4 – top line ferma</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€691,5M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4,0%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Margin 17,4% – stime limate</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€329,8M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,0%</td><td>Margin 8,3% – sotto la doppia cifra</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,07</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −94,1%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da €1,18 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€462,2M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +21,0%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF/EBITDA 66,8%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Luxury & Apparel</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-user-tie"></i> <strong>Hugo Boss (BOSS)</strong></td><td>12,88x</td><td>€2,63B</td><td>0,87x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-gem"></i> LVMH (MC)</td><td>18,76x</td><td>€222,24B</td><td>2,99x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-horse"></i> Hermès (RMS)</td><td>32,55x</td><td>€163,03B</td><td>8,72x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-clock"></i> Richemont (CFR)</td><td>26,00x</td><td>CHF110,05B</td><td>4,45x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shoe-prints"></i> Nike (NKE)</td><td>23,04x</td><td>$58,57B</td><td>1,33x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bag-shopping"></i> Kering (KER)</td><td>30,16x</td><td>€30,31B</td><td>2,67x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-person-running"></i> adidas (ADS)</td><td>14,50x</td><td>€26,55B</td><td>1,14x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-briefcase"></i> Tapestry (TPR)</td><td>16,31x</td><td>$25,94B</td><td>3,36x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shirt"></i> Ralph Lauren (RL)</td><td>18,50x</td><td>$21,60B</td><td>2,58x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 26/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-arrow-trend-up"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Hold</strong>", con un <strong>target price a dodici mesi di €38,89</strong> e un rendimento atteso dell'1,9%, mantenendo accesi tre allarmi contemporaneamente: <strong>divario fra i motori</strong>, <strong>incertezza elevata</strong> e <strong>distanza dalla Street</strong>. Tradotto dal linguaggio da trading floor, il caso resta aperto. Nemmeno gli analisti, del resto, riescono a chiuderlo: undici coprono il titolo, <strong>nove restano neutral</strong> e l'<strong>obiettivo medio di €40,61</strong> si colloca appena il 6% sopra il prezzo, cioè dentro la stessa fascia in cui Hugo Boss si muove da due anni. Per uscirne serve che qualcuno dimostri qualcosa. Frasers ci ha provato con i soldi senza riuscirci. Adesso tocca ai margini.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il trade della sfiducia]]></title> <link>https://moneyfeel.it/economia/il-trade-della-sfiducia-20260825024820809/</link> <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 06:00:15 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260825200030-701ceabd-3a9e-4d45-b955-178a9317a43q.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/economia/il-trade-della-sfiducia-20260825024820809/</guid> <description><![CDATA[Esiste una regola che i mercati obbligazionari applicano da sempre e che i governi riscoprono ogni volta a proprie spese: quando uno Stato prova a tenere fermo un prezzo contro i fondamentali, la pressione non scompare. Cambia bersaglio. L’ha ricordato Lunedì Stanley Druckenmiller in un editoriale sul Wall Street Journal, con una frase che sembra una sentenza: “i governi che difendono i prezzi contro i fondamentali perdono sempre“. A renderla una notizia non è solo il contenuto, ma il destinatario. Druckenmiller stava parlando di Scott Bessent, oggi segretario al Tesoro americano, che lui stesso aveva formato ai tempi di George]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Esiste una regola che i mercati obbligazionari applicano da sempre e che i governi riscoprono ogni volta a proprie spese: quando uno Stato prova a tenere fermo un prezzo contro i fondamentali, la pressione non scompare. Cambia bersaglio.</p><p>L'ha ricordato Lunedì <strong>Stanley Druckenmiller </strong>in un editoriale sul <strong>Wall Street Journal</strong>, con una frase che sembra una sentenza: "<em>i governi che difendono i prezzi contro i fondamentali perdono sempre</em>". A renderla una notizia non è solo il contenuto, ma il destinatario. Druckenmiller stava parlando di <strong>Scott Bessent</strong>, oggi segretario al Tesoro americano, che lui stesso aveva formato ai tempi di George Soros.</p><p>Per capire meglio cosa intende, basta pensare a qualcosa di molto più vicino a casa nostra: la benzina. Il governo sta provando a contenerne il prezzo mentre il <strong>petrolio</strong> continua a salire, può riuscirci per un po'. Ma se il conflitto che ha fatto salire il greggio continua, prima o poi il mercato presenta il conto: le risorse finiscono e il prezzo deve tornare a riflettere i fondamentali. È esattamente il rischio che Druckenmiller vede nell'intervento del Tesoro USA: tenere artificialmente basso il costo del debito non significa averne risolto il problema.</p> <p>Il motivo dello scontro nasce il 19 Agosto. Bessent ha raddoppiato la dimensione massima dei riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, portandola da 2 a 4 miliardi di dollari per operazione, con l'obiettivo di contenere i <strong>rendimenti trentennali</strong>, arrivati ai livelli più alti degli ultimi vent'anni. Pochi giorni dopo la <strong>Cnbc </strong>ha aggiunto un dettaglio importante: il Tesoro starebbe valutando di finanziare questi acquisti utilizzando parte dei 935 miliardi di dollari depositati nel proprio conto presso la Federal Reserve. In pratica comprerebbe debito a lunga scadenza finanziandosi con debito a breve, una manovra che lo stesso Bessent ha definito "<em>twist del Tesoro</em>". È il tipo di intervento che di solito si associa a una banca centrale. Questa volta lo sta facendo un governo.</p><p>Il mercato ha impiegato poche ore per dare la propria risposta. Lunedì mattina gli <strong>hedge fund hanno aumentato le posizioni contro il dollaro</strong>, mentre il costo per proteggersi da un suo ribasso è salito ai massimi da Febbraio. A metà giornata <strong>George Efstathopoulos </strong>di <strong>Fidelity International </strong>ha raccontato di aver raddoppiato in tre settimane l'esposizione del proprio fondo all'oro, portandola al limite che si era imposto. La motivazione è stata diretta: "<em>la credibilità della Fed si è indebolita</em>". Nel pomeriggio è arrivata anche <strong>Citadel Securities</strong>, che ha definito l'intervento del Tesoro una forma di repressione finanziaria: impedire ai titoli di trovare il proprio prezzo, ha scritto <strong>Nohshad Shah</strong>, non elimina la pressione. La sposta semplicemente altrove. Intanto l'<strong>oro</strong> toccava quota 4.700 dollari l'oncia, sostenuto anche dall'intervento di <strong>Ray Dalio</strong>, che continua a consigliare di mantenerne fino al 15% in portafoglio.</p><p>Martedì quella reazione ha assunto un nome preciso. La Cnbc ha parlato del ritorno del "<em>debasement trade</em>", la strategia con cui gli investitori cercano riparo quando temono che una valuta perda potere d'acquisto. Il <strong>bitcoin</strong> ha superato gli 80 mila dollari, sostenuto da afflussi record per 1,92 miliardi di dollari nei fondi quotati americani in una sola settimana, mentre l'oro si avviava a chiudere il mese migliore dal 1999. Poi è arrivato l'editoriale di Druckenmiller, che ha definito il rendimento del Treasury trentennale il prezzo più importante del mondo e l'ultimo vero disciplinatore fiscale rimasto agli Stati Uniti.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260825_BTCUSD.png" alt="image" title="Grafico Bitcoin USD"></div><p>Le ragioni di Bessent, però, non sono difficili da capire. Il debito federale americano ha superato i 40 mila miliardi di dollari, il Tesoro deve continuare a finanziarsi e ogni punto base in più sul rendimento dei titoli trentennali significa miliardi di interessi aggiuntivi. Cercare di contenerne il costo è amministrazione ordinaria. Il problema è che il mercato sembra aver reagito più all'intenzione che al risultato. I rendimenti hanno restituito gran parte dei guadagni già il giorno dopo l'annuncio, mentre il dollaro si indeboliva e l'oro continuava a salire.</p><p>C'è poi una contraddizione ancora più interessante. Bessent punta sulle stablecoin per creare nuova domanda di titoli americani, perché la legge approvata l'anno scorso obbliga chi emette monete digitali ancorate al dollaro a coprirle con attività molto liquide, fra cui buoni del Tesoro con scadenza inferiore a novantatré giorni. Secondo le stime citate dal segretario, <strong>questo mercato potrebbe crescere dagli attuali 300 miliardi a quasi 4 mila miliardi di dollari</strong>. Il paradosso è che, mentre prova a rafforzare il sistema delle stablecoin, la sua stessa manovra sta spingendo una parte dei capitali verso il bitcoin, cioè verso un'attività che vive proprio fuori da quel sistema. La cura e il sintomo, in questo caso, sembrano uscire dallo stesso laboratorio.</p><p>L'immagine che riassume meglio questa vicenda ha il volto di <strong>Zach Witkoff</strong>. L'amministratore delegato di <strong>World Liberty Financial</strong>, la piattaforma di stablecoin lanciata dalla <strong>famiglia Trump</strong>, è andato in televisione per respingere le accuse di conflitto d'interesse, ricordando che della sua moneta digitale circolano ormai oltre 4 miliardi di dollari. Le dichiarazioni patrimoniali del presidente parlano di circa 515 milioni incassati dalla vendita di token e di altri 65 milioni ottenuti cedendo quote della holding. In soldoni: la famiglia che guida il Paese guadagna anche da quello stesso clima di sfiducia nel dollaro che il governo dice di voler contenere.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Druckenmiller, Treasury e Debito USA: il Mercato Sposta la Pressione</h3><h4>Messaggio del Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Dato chiave</th><th>Lettura moneyfeel</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-landmark"></i> Treasury 30Y</td><td><strong>Prezzo più importante del mondo</strong></td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Se il governo lo difende contro i fondamentali, la pressione si sposta altrove</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-shield-alt"></i> Intervento Tesoro</td><td>Buyback fino a $4B per operazione</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Utile nel breve, ma rischia di diventare repressione finanziaria</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-coins"></i> Oro e Bitcoin</td><td>4.700$ / 80k$</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Il trade di protezione riflette sfiducia in dollaro e debito</td></tr></tbody></table><h4>Rischi e Catalizzatori</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>Impatto</th><th>Nota sintetica</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Debito federale USA</td><td><strong>$40T+</strong></td><td>Tassi lunghi alti = interessi più pesanti</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-sync-alt"></i> Stablecoin / debito breve</td><td>Nuova domanda potenziale</td><td>Supporto al Treasury, ma non risolve il nodo di fiducia</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Debasement trade</td><td>Flussi record su ETF e oro</td><td>Il mercato cerca copertura, non tranquillità</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 24/08/2026</p></div><p>Adesso tocca ai dati e alla Fed. Oggi arrivano quelli sull'inflazione americana e domani si apre il simposio di <strong>Jackson Hole</strong>, dove parlerà il presidente della Fed <strong>Kevin Warsh</strong>. Un tono duro potrebbe raffreddare la corsa di oro e bitcoin. Un tono più accomodante potrebbe alimentarla ancora. La questione di fondo, però, resta quella formulata da Druckenmiller: una cosa è abbassare il costo del debito. Un'altra è convincere chi lo compra che valga ancora la pena prestare quei soldi a quel prezzo.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Banca Ifis, il Book Value vale il doppio del prezzo]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/banca-ifis-il-book-value-vale-il-doppio-del-prezzo-20260824030715609/</link> <pubDate>Tue, 25 Aug 2026 06:01:01 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260824200126-bb9b8ec7-faaa-473c-8666-a653eb5b7b0c.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/banca-ifis-il-book-value-vale-il-doppio-del-prezzo-20260824030715609/</guid> <description><![CDATA[Il framework valutativo assegna a Banca Ifis un rendimento atteso dello 0,8%. Non è un giudizio negativo: è la definizione tecnica di un titolo che vale esattamente quello che costa. Sotto quello zero virgola otto, però, c’è una delle storie più interessanti del listino italiano, e conviene ricostruire come ci si è arrivati. Cominciamo dai conti. Nel primo semestre l’utile netto è sceso a 8 milioni di euro contro gli 88 dell’anno scorso, il 91% in meno. Non è però un problema operativo, tutt’altro. Il margine di intermediazione è salito a 406,5 milioni dai 351 di un anno fa,]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il framework valutativo assegna a <strong>Banca Ifis</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/if_mi_dark_full_1920_20260824030715609/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> un rendimento atteso dello 0,8%. Non è un giudizio negativo: è la definizione tecnica di un titolo che vale esattamente quello che costa. Sotto quello zero virgola otto, però, c'è una delle storie più interessanti del listino italiano, e conviene ricostruire come ci si è arrivati.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260824_IFMI.png" alt="image" title="Grafico Banca Ifis"></div><p>Cominciamo dai conti. Nel primo semestre l'utile netto è sceso a 8 milioni di euro contro gli 88 dell'anno scorso, il 91% in meno. Non è però un problema operativo, tutt'altro. Il margine di intermediazione è salito a 406,5 milioni dai 351 di un anno fa, il <strong>Cet1 sta al 13,4% </strong>contro un requisito di vigilanza del 9,9% e la liquidità disponibile sfiora i 2,1 miliardi. Quell'utile è stato schiacciato apposta.</p><p>A comprimerlo sono stati 84 milioni di accantonamenti, e conviene separarli perché raccontano due storie diverse. Circa 30 milioni derivano dai rilievi preliminari di un'<strong>ispezione della Banca d'Italia</strong>, che ha portato ad adottare criteri più conservativi sui crediti. Altri 34 sono <strong>rettifiche sugli attivi ereditati da Illimity Bank</strong>, prima tranche dei 70 milioni annunciati al mercato lo scorso Giugno. Gli altri 36 arriveranno nel secondo semestre. Detta in altre parole, il 2026 è l'anno in cui Banca Ifis paga in una volta sola il conto di due cose insieme, un'ispezione della vigilanza e un'acquisizione da digerire.</p><p>La domanda, allora, è cosa resti dopo. Il management ha confermato l'obiettivo di 100-110 milioni di utile per l'intero esercizio e le sinergie da 75 milioni annui dal 2027. Sul processo per cedere il business dei crediti deteriorati l'amministratore delegato <strong>Frederik Geertman </strong>parla di forte interesse da parte di investitori italiani e internazionali, e precisa che quella cessione non nasce da una richiesta della vigilanza. Nessuna scadenza è stata imposta.</p><p>Il mercato, però, ha smesso di crederci prima ancora di sapere come andrà a finire, e lo si vede da un confronto che di solito nessuno fa. A fine Giugno gli analisti indicavano un obiettivo medio di €22,80, col titolo a €12,71. Oggi il prezzo è salito a €15,15, il 19% in più, e l'obiettivo medio è sceso a €16,10, il 29% in meno. In due mesi la Street ha tagliato il giudizio mentre il titolo saliva. I consigli di acquisto sono passati da due a uno, su quattro analisti rimasti, e il <strong>rapporto fra obiettivo e prezzo è crollato dal 179% al 106%</strong>.</p> <p>Sulla stessa curva si muove il dividendo atteso, passato nelle stime a dodici mesi da €1,55 a €0,77 per azione. Dimezzato. Il rendimento, che a Giugno valeva il 12,2%, oggi è del 5,1%, e la decisione vera arriverà solo a fine anno, quando saranno noti gli esiti definitivi dell'ispezione e i numeri del deconsolidamento.</p><p>E qui arriviamo ai due numeri che si contraddicono, il cuore del caso. Rispetto al patrimonio netto contabile <strong>Banca Ifis tratta a 0,45×</strong>, cioè meno della metà di quanto vale sui libri: il valore contabile per azione è €33,56, il prezzo €15,15. Rispetto agli utili attesi tratta invece a 11,84×, contro una mediana di banche regionali europee e americane attorno a 7×. Sul patrimonio è a metà prezzo, sugli utili costa il 68% più dei propri concorrenti diretti.</p><p>La contraddizione è solo apparente, e la spiegazione sta nel denominatore. L'utile atteso per azione è crollato da 2,12 a 1,28 euro in due mesi, perché incorpora gli accantonamenti che la banca sta facendo apposta. Un rapporto prezzo-utili calcolato su un utile artificialmente compresso non dice quasi nulla, mentre il patrimonio, quello, non si comprime. Morale: chi compra Banca Ifis oggi non compra utili, compra libri.</p><p>Il modello, dal canto suo, ha fatto una cosa che merita di essere raccontata. I due motori convergono, il <strong>LEADING </strong>a <strong>€15,46 </strong>e il <strong>CASCADE </strong>a <strong>€15,28</strong>, poco più di un punto percentuale di distanza. Il costo del capitale proprio che il mercato chiede implicitamente è dell'8%, un livello ordinario per una banca. Il giudizio, però, si sta normalizzando. Il <strong>rapporto risk/reward</strong>, fermo a <strong>0,36</strong>, resta ben sotto la soglia di 1,0 necessaria per cambiare rating, mentre il punteggio di rischio composito sale a 72,85 su cento, in fascia molto alta, con la componente di mercato al massimo assoluto e un massimo ribasso a dodici mesi del 61%.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Banca IFIS (IF) – 24/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€15,15</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −40,3%</td><td>Da €25,38 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€928,46M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −40,0%</td><td>Da €1.550,20M Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€1,93B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −33,2%</td><td>Da €2,89B Q4 2025 – EV/MCap 2,08x</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Banks</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>11,84x</td><td>7,06x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +67,6% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>—</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Dato non disponibile</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,16x</td><td>2,95x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −60,7% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>14,76x</td><td>13,43x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +9,9% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>5,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −7,1pp</td><td>Da 12,2% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>6,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −10,6pp</td><td>Da 16,7% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€0,77</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −50,3%</td><td>Da €1,55 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Dato non disponibile</td><td>Cash flow non esplicitato</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,81B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,5%</td><td>Da €1,73B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€16,10</td><td>4 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,3% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€15,55</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,6%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€18,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +22,1%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€14,80</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,3%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>1</td><td>25,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>1</td><td>25,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>3</td><td>75,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€15,27</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +0,8% | DQS 0,70 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€675,1M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,1%</td><td>Da €674,6M Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Dato non disponibile</td><td>Non fornito</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€250,8M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −13,5%</td><td>Da €290,6M Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,77</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −50,3%</td><td>Da €1,55 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,81B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,5%</td><td>Da €1,73B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Banks</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-university"></i> <strong>Banca IFIS (IF)</strong></td><td>11,84x</td><td>€928,46M</td><td>1,16x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> TBC Bank Group (TBCG.L)</td><td>5,52x</td><td>$2,59B</td><td>—</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building-columns"></i> Commerzbank (CMBN.SW)</td><td>12,06x</td><td>$2,60B</td><td>8,68x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-university"></i> Santander Bank (STB.L)</td><td>5,05x</td><td>$0,29B</td><td>1,17x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> MBK (MBK.DE)</td><td>7,06x</td><td>$0,10B</td><td>2,78x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building"></i> FBK</td><td>11,77x</td><td>$2,93B</td><td>2,95x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 24/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-magnifying-glass-chart"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Hold</strong>", il giudizio attivo dal 9 Luglio in sostituzione del Reduce, con un <strong>target price a dodici mesi di €15,27</strong>. La direzione del momentum resta negativa e la qualità dei dati è media, il che su una banca a metà di un'integrazione sorprende poco. Tre date, adesso, valgono più di qualunque multiplo: gli esiti definitivi dell'ispezione di Banca d'Italia, attesi entro fine Settembre, le offerte vincolanti sui crediti deteriorati verso fine anno e la decisione sul dividendo, che arriverà insieme a quelle. Fino ad allora, un titolo che vale quanto costa.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Enel, il dividendo c’è. La cassa no]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/enel-il-dividendo-ce-la-cassa-no-20260823060629035/</link> <pubDate>Mon, 24 Aug 2026 06:00:50 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260823163813-e00c6723-d7f2-4fbe-9892-f276872e97fc.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/enel-il-dividendo-ce-la-cassa-no-20260823060629035/</guid> <description><![CDATA[Enel ha appena chiuso il miglior semestre degli ultimi anni, ha alzato la previsione sull’utile per azione e continua a offrire un dividendo che rende il 5,6%. Il titolo, a €9,50, ha guadagnato il 18% negli ultimi quattordici mesi e resta il più posseduto dai risparmiatori italiani. Eppure, dietro questa fotografia apparentemente rassicurante, c’è un numero che racconta una storia diversa: il Free Cash Flow atteso per i prossimi dodici mesi è negativo per 1,2 miliardi di euro, mentre un anno fa era positivo per 4,5 miliardi. La domanda, quindi, non è se Enel stia guadagnando denaro. Lo sta]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Enel</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/enel_mi_dark_full_1920_20260823060629035/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha appena chiuso il miglior semestre degli ultimi anni, ha alzato la previsione sull'utile per azione e continua a offrire un <strong>dividendo che rende il 5,6%</strong>. Il titolo, a €9,50, ha guadagnato il 18% negli ultimi quattordici mesi e resta il più posseduto dai risparmiatori italiani. Eppure, dietro questa fotografia apparentemente rassicurante, c'è un numero che racconta una storia diversa: il <strong>Free Cash Flow atteso per i prossimi dodici mesi è negativo per 1,2 miliardi di euro</strong>, mentre un anno fa era positivo per 4,5 miliardi. La domanda, quindi, non è se Enel stia guadagnando denaro. Lo sta facendo. La domanda è quanto di quella crescita riesca a trasformarsi in cassa.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260823_ENELMI.png" alt="image" title="Grafico Enel"></div><p>Per capirlo bisogna partire dai conti, che oggi sono tutt'altro che deboli. I risultati del primo semestre, pubblicati il 30 Luglio, hanno superato le attese con un margine operativo lordo ordinario di 11,84 miliardi contro gli 11,67 miliardi previsti e un <strong>utile netto ordinario di 3,93 miliardi </strong>contro 3,75 miliardi, con un vantaggio del 5% sulla riga che conta. <strong>Barclays </strong>ha confermato il giudizio <strong>Overweight </strong>e ha alzato dell'1% le stime sull'utile per azione fino al 2028, portandosi due o tre punti sopra il consenso raccolto da Bloomberg. Anche la composizione della crescita è significativa: Spagna e America Latina hanno più che compensato il calo dei margini italiani provocato dal decreto bollette. L'azienda, dunque, sta crescendo e sta facendo meglio delle aspettative. Il problema è che per sostenere questa crescita sta spendendo molto.</p><p>Il Free Cash Flow negativo è infatti il risultato di un <strong>ciclo di investimenti nelle reti e nelle rinnovabili</strong>. Non è un incidente operativo, ma una scelta industriale: Enel sta mettendo capitale oggi per aumentare la capacità e la redditività negli anni successivi. Il prezzo di questa strategia, però, finisce sul debito. Barclays stima che l'indebitamento netto salga dai 57,2 miliardi del 2025 a 64,9 miliardi quest'anno e a 73,8 miliardi nel 2028, mentre il rapporto fra debito e margine operativo lordo passa da 2,5 a 2,8 volte. Sono 16,6 miliardi di debito netto in più nell'arco di tre anni, anche se nel frattempo la generazione di cassa dovrebbe tornare positiva, raggiungendo 5,6 miliardi nel 2027 e 6,6 miliardi nel 2028. La tesi rialzista su Enel dipende quindi da una condizione precisa: che gli investimenti di oggi producano la crescita prevista senza portare l'equilibrio finanziario oltre il livello che il mercato è disposto ad accettare.</p><p>È qui che entra il dividendo, perché la cedola racconta come Enel intende distribuire quella crescita agli azionisti. Con un utile per azione atteso a €0,74 e un dividendo di €0,53, il payout è del 72%, esattamente in linea con la politica dichiarata dalla società. Barclays prevede inoltre che la distribuzione salga a €0,58 nel 2028. Finché gli utili continueranno a crescere, il meccanismo resta sostenibile. La questione cambia se il ciclo di investimenti dovesse durare più a lungo del previsto e mantenere il Free Cash Flow in territorio negativo per diversi esercizi. In quel caso il dividendo continuerebbe a uscire dagli utili, ma con una generazione di cassa insufficiente a finanziarlo interamente. È una differenza importante, perché una cedola sostenuta dagli utili è una cosa; una cedola sostenuta mentre la società aumenta il debito è un'altra.</p> <p>Il mercato, intanto, sembra aver già incorporato una parte significativa di questo rischio. Sulle stime a dodici mesi Enel tratta a <strong>12,88 volte gli utili</strong>, contro una mediana di settore di 16,45 volte, quindi con uno sconto del 22%. <strong>Iberdrola</strong> è a 19,15 volte, Terna a 17,60. Fin qui la valutazione appare semplicemente prudente. Ma il confronto più interessante è con <strong>Endesa</strong>, la società spagnola di cui Enel possiede circa il 70%: la controllata tratta a 17,46 volte gli utili, un quarto in più della controllante. E quella partecipazione, da sola, vale circa un terzo della capitalizzazione. Il mercato sta quindi attribuendo alla controllata un premio rispetto al gruppo che la possiede, segnalando che il problema non è soltanto quanto Enel guadagni, ma quanto rischio finanziario e regolatorio gli investitori associno al percorso necessario per arrivare ai risultati futuri.</p><p>La lettura del nostro modello va nella stessa direzione. Il <strong>CASCADE </strong>ricava dalla quotazione una crescita implicita dell'8,5% e un margine operativo del 18,2%, praticamente identico a quello realizzato dall'utility italiana negli ultimi dodici mesi. Il costo del capitale è invece del 13%, mentre la crescita perpetua si ferma all'1,1%. Sono parametri che descrivono un'azienda alla quale il mercato riconosce ancora una buona crescita nel prossimo ciclo, ma chiede contemporaneamente un premio per il debito, gli investimenti e l'incertezza regolatoria. In altre parole, una riserva sulla capacità di trasformarla in valore oltre il piano industriale.</p><p>Ed è proprio fuori dal piano che potrebbero trovarsi le sorprese più interessanti. Il management ha riferito di <strong>colloqui in corso per otto siti destinati a data center</strong>, ma nessun analista ha ancora attribuito un valore concreto a questi progetti. Se gli investimenti nell'intelligenza artificiale dovessero trasformarsi in nuovi contratti di lungo periodo per le reti e l'energia, una parte della crescita oggi non presente nelle stime potrebbe entrare nei numeri. Sul fronte regolatorio la direzione può essere opposta: le previsioni incorporano già l'<strong>effetto negativo del decreto Energia</strong>, ma se le modifiche italiane al mercato elettrico non ottenessero il via libera europeo, quelle stime si rivelerebbero prudenti. In entrambi i casi il mercato sta aspettando fatti prima di riconoscere un valore aggiuntivo.</p><p>La prudenza emerge anche dal comportamento degli analisti. Un anno fa, su ventitré analisti che seguivano Enel, dodici raccomandavano di comprare il titolo e sei erano Neutral. Oggi i Buy sono scesi a otto, i Neutral sono saliti a undici e sono comparsi due giudizi negativi. Nel frattempo, però, il titolo è salito del 18%. Il <strong>target medio si è fermato a €10,25</strong>, appena l'8% sopra la quotazione di €9,50. La Street, quindi, non ha seguito interamente la corsa del titolo: mentre il mercato saliva, il margine di rialzo indicato dagli analisti si restringeva.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Enel S.p.A. (ENEL) – 21/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€9,50</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,0%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €8,88 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€94,30B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,9%</td><td>Da €89,06B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€177,72B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,5%</td><td>EV/MCap 1,88x – debito netto impl. €83,42B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Utilities & Power</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>12,88x</td><td>16,45x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −21,7% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>7,37x</td><td>8,61x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −14,4% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>2,10x</td><td>2,75x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −23,6% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>(79,80x)</td><td>n.s.</td><td><i class="fas fa-times-circle"></i> FCF forward negativo – confronto non significativo</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>5,6%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Rendimento elevato e confermato</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>2,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,8pp</td><td>Da 5,5% Q4 – effetto acconto, saldo non ancora incluso</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€0,53</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,2%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €0,49 in Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>(1,3%)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −6,1pp</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da 4,8% Q4 – ciclo di investimenti</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€(1,18B)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Da positivo a negativo</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da €4,30B Q4 – capex in accelerazione</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€10,25</td><td>22 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,9% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€10,30</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,4% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€12,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +26,3% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€8,80</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −7,4% floor bear case</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>8</td><td>34,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>2</td><td>8,7%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>11</td><td>47,8%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>4,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-thumbs-down"></i> Sell</td><td>1</td><td>4,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€10,20</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> ER +7,4% | DQS 0,76 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€84,44B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,5%</td><td>Da €80,80B Q4 – crescita moderata</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€24,11B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,7%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 28,6%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€15,72B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,3%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 18,6%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,53</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,2%</td><td>Da €0,49 Q4 – politica di ritorno confermata</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€(1,18B)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Da positivo a negativo</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Da €4,30B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Utilities & Power</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> <strong>Enel (ENEL)</strong></td><td>12,88x</td><td>€94,30B</td><td>2,10x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-wind"></i> Iberdrola (IBE)</td><td>19,15x</td><td>€130,07B</td><td>4,29x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-plug"></i> Endesa (ELE)</td><td>17,46x</td><td>€42,20B</td><td>2,47x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-fire-flame-simple"></i> PG&E (PCG)</td><td>10,44x</td><td>$38,76B</td><td>3,90x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-atom"></i> CEZ (CEZ)</td><td>21,68x</td><td>CZK738,11B</td><td>3,03x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tower-broadcast"></i> Terna (TRN)</td><td>17,60x</td><td>€19,71B</td><td>7,03x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-snowflake"></i> Fortum (FORTUM)</td><td>19,96x</td><td>€17,91B</td><td>3,48x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-network-wired"></i> Elia Group (ELI)</td><td>18,21x</td><td>€13,81B</td><td>4,96x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-helmet-safety"></i> Acciona (ANA)</td><td>20,46x</td><td>€11,16B</td><td>1,00x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 21/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-line"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Accumulate</strong>", il giudizio assegnato il 23 Gennaio in sostituzione del Buy, con un <strong>target price a dodici mesi di €10,20 e un rendimento atteso del 7,4%</strong>. I due motori arrivano praticamente alla stessa valutazione: il <strong>LEADING </strong>indica <strong>€9,91 </strong>e il <strong>CASCADE €9,90</strong>, con appena un decimo di punto percentuale di distanza. È una <strong>convergenza particolarmente stretta per un titolo di questa dimensione, rafforzata da una validazione di 95 su 100</strong>.</p><p>A €9,50, quindi, Enel sembra prezzata in modo coerente con quello che oggi è già visibile nei suoi numeri: crescita degli utili, investimenti elevati, più debito e un dividendo ancora sostenibile. Il mercato non sembra invece disposto a pagare in anticipo ciò che potrebbe arrivare dopo. Data center, crescita della cassa e un eventuale miglioramento del quadro regolatorio sono ancora fuori dal prezzo.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Lovaglio va all in: 34 miliardi]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mergeracquisition/lovaglio-va-all-in-34-miliardi-20260821030136864/</link> <pubDate>Sat, 22 Aug 2026 06:00:17 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260821194919-a0c2afb1-2e3e-47f0-b615-1bf14ee43c83.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mergeracquisition/lovaglio-va-all-in-34-miliardi-20260821030136864/</guid> <description><![CDATA[Tutto è cominciato il 31 Luglio, quando le trattative fra Monte dei Paschi e Banco Bpm per una fusione fra pari sono state dichiarate concluse, senza esito, per la contrarietà di Credit Agricole, che di Bpm è il primo azionista col 29,3%. Tre settimane dopo, Venerdì mattina, quella stessa idea è tornata sul tavolo in una forma molto più grande e molto più rischiosa: non più una fusione fra due banche, ma due offerte pubbliche di scambio lanciate insieme, su Banco Bpm e su Banca Generali, per un controvalore complessivo di 34 miliardi di euro. Il piano B è nato]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Tutto è cominciato il 31 Luglio, quando le trattative fra <strong>Monte dei Paschi</strong> e <strong>Banco Bpm</strong> per una fusione fra pari sono state dichiarate concluse, senza esito, per la contrarietà di <strong>Credit Agricole</strong>, che di <strong>Bpm </strong>è il primo azionista col 29,3%. Tre settimane dopo, Venerdì mattina, quella stessa idea è tornata sul tavolo in una forma molto più grande e molto più rischiosa: non più una fusione fra due banche, ma due offerte pubbliche di scambio lanciate insieme, su Banco Bpm e su <strong>Banca Generali</strong>, per un controvalore complessivo di 34 miliardi di euro. Il piano B è nato dalle ceneri del piano A nello spazio di ventun giorni.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260821_BMPSMI.png" alt="image" title="Grafico Monte dei Paschi"></div><p>Il motivo per cui <strong>Luigi Lovaglio </strong>ha dovuto rifarlo così in fretta è noto da Giugno, quando <strong>Intesa Sanpaolo</strong> ha lanciato la propria offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps: senza una contromossa la banca senese finirebbe assorbita dal primo gruppo italiano. La difesa costruita in tre settimane consiste nel comprare due banche per non essere comprata.</p><p>Nell'arco di cinque giorni la vicenda si legge come un romanzo breve. Lunedì, ricevendo il Premio Mangia a Siena, l'amministratore delegato parla di "<em>integrità del Monte</em>" e di un valore che va "<em>oltre la banca</em>", difesa identitaria e nessuna strategia. Martedì <strong>Barclays </strong>elenca ai clienti i prossimi appuntamenti e ipotizza che Mps presenti alternative prima dell'assemblea Intesa del 10 Settembre. Mercoledì il Sole 24 Ore rompe la notizia e descrive Lovaglio come <em>"un vero giocatore di poker</em>" con "<em>un jolly da giocare</em>". Giovedì il consiglio approva. Venerdì all'alba le offerte sono formalmente sul mercato.</p><p>Il <strong>concambio è di 1,567 azioni Mps per ogni azione Bpm</strong>, che fanno 25,35 miliardi, e di <strong>6,958 azioni per ogni azione Banca Generali</strong>, con un premio del 10%, che ne fanno 8,72. Il jolly, però, è un altro: è il <strong>13,2% di Generali </strong>che Mps si è ritrovata in mano avendo acquisito Mediobanca l'anno scorso, e viene giocato in due mani diverse dello stesso tavolo. Da un lato serve a comprare il consenso dei propri azionisti, sotto forma di una distribuzione da 4 miliardi di cui 3 in azioni Generali, pari a circa il 4,5% del capitale del Leone. Dall'altro è l'architrave dell'offerta su Banca Generali, cioè sulla controllata della compagnia di cui Mps possiede quella quota. È una banca che usa una partecipazione ereditata da un'acquisizione per finanziarne un'altra, nello stesso pacchetto, nello stesso giorno.</p><p>Ne nascerebbe il terzo polo bancario italiano dopo Intesa e UniCredit, con 466 miliardi di attivo, 810 miliardi di masse finanziarie e una capitalizzazione di 80 miliardi; le sinergie attese valgono 2,6 miliardi lordi l'anno e il rapporto fra costi e ricavi scenderebbe dal 46% al 36%. "<em>Oggi non presentiamo solo due transazioni, ma una visione</em>", ha detto Lovaglio agli analisti, aggiungendo poi la frase destinata all'avversario: "<em>il nostro modello crea valore con l'aggregazione, non con lo spezzatino</em>".</p> <p>A bocciare il piano, poche ore dopo, è stata l'aritmetica prima ancora di un concorrente. <strong>Equita </strong>ha scritto che il principale elemento di criticità resta l'<strong>elevato rischio di execution</strong>, perché Mps si troverebbe a gestire contemporaneamente il completamento dell'integrazione di Mediobanca, l'aggregazione con Banco Bpm e l'acquisizione di Banca Generali. E ha aggiunto l'osservazione che pesa di più su chi possiede il titolo oggi, e cioè che il prezzo di Mps incorpora già il premio implicito nell'offerta di Intesa, sicché seguire Lovaglio significherebbe rinunciare a un premio che si ha in tasca per intraprendere un percorso più incerto. Nel report, in fondo, Equita dichiara di svolgere il ruolo di consulente finanziario di Intesa Sanpaolo nella stessa partita. Il che non toglie nulla all'argomento, ma va detto al lettore.</p><p>Restano poi due porte che nessuno ha ancora aperto. Credit Agricole, lo stesso socio che a Luglio aveva fatto naufragare la fusione, continua a preferire un'aggregazione fra Banco Bpm e la propria Credit Agricole Italia, e senza il suo consenso l'offerta sulla banca milanese non arriva da nessuna parte. Nessuno, poi, ha ancora spiegato perché Generali dovrebbe cedere il controllo della propria banca privata in cambio di una quota di minoranza in Mps, e il consiglio di Banca Generali si è riunito Venerdì stesso per una valutazione preliminare, non per decidere.</p><p>La spaccatura, del resto, è cominciata dentro casa. Il consiglio di Mps ha approvato la doppia offerta a maggioranza e non all'unanimità, con quattro consiglieri astenuti, tre dei quali vicini a <strong>Francesco Gaetano Caltagirone</strong>, che del Monte è azionista col 13,5%. Un management che chiama il proprio piano "<em>una visione</em>" e quattro amministratori che preferiscono non firmarla convivono male.</p><p>In un solo giorno, poi, la partita ha cambiato campo due volte. Sul terreno politico si sono ritrovati a difendere l'integrità della banca <strong>Giorgia Meloni</strong>, il <strong>Partito Democratico toscano </strong>e la <strong>Lega</strong>, mentre il governo dichiarava di non voler intervenire. Su quello regolamentare, invece, Intesa Sanpaolo ha presentato un esposto alla Consob sulle comunicazioni di Mps.</p><p>Una cosa simile, del resto, è già successa. Nel 1999 il San Paolo di Torino e UniCredit lanciarono due offerte, su Capitalia e sulla Comit, presentandole come consensuali mentre le banche bersaglio le consideravano ostili; la Banca d'Italia chiese che venissero qualificate per quello che erano, e gli offerenti preferirono ritirarle. <strong>Giovanni Agnelli</strong>, azionista del San Paolo, chiamò allora Palazzo Chigi, e <strong>Massimo D'Alema </strong>rispose che il governo non aveva poteri in materia. Le regole di oggi sono diverse, la lezione no: nelle offerte bancarie non decide chi fa l'annuncio più grande, decide chi ottiene i consensi che servono.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Mps: Comprare Due Banche per Non Essere Comprata | Agosto 2026</h3><h4>I Numeri della Doppia Offerta</h4><table><thead><tr><th>Voce</th><th>Dato</th><th>Dettaglio</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-file-signature"></i> Controvalore complessivo</td><td>€34,07B</td><td>Banco Bpm €25,35B (1,567 azioni Mps) + Banca Generali €8,72B (6,958 azioni, premio 10%)</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chess-knight"></i> Il jolly Generali</td><td>13,2%</td><td>Quota ereditata da Mediobanca, giocata due volte: €4B agli azionisti (di cui €3B in azioni) e leva sull'offerta a Banca Generali</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building-columns"></i> Il terzo polo che ne nascerebbe</td><td>€466B attivo</td><td>€810B di masse, €80B di capitalizzazione – dopo Intesa e UniCredit</td></tr><tr><td><i class="fas fa-scissors"></i> Sinergie dichiarate</td><td>€2,6B lordi/anno</td><td>Cost/income dal 46% al 36%</td></tr><tr><td><i class="fas fa-calendar-days"></i> Le tre date</td><td>10 set · 29 ott</td><td>Assemblea Intesa, assemblea Mps, perfezionamento atteso entro metà Febbraio 2027</td></tr></tbody></table><h4>La Lettura moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>La lettura</th><th>Cosa la smentirebbe</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-layer-group"></i> <strong>Tre integrazioni insieme</strong></td><td>Il nodo non è il prezzo, è la capacità: Mediobanca ancora da digerire, Bpm da aggregare, Banca Generali da acquisire. Le sinergie sono un numero, l'esecuzione un mestiere</td><td>Il completamento anticipato dell'integrazione Mediobanca, con sinergie verificabili a consuntivo</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-hand-holding-dollar"></i> <strong>Il premio già in tasca</strong></td><td>Il prezzo di Mps incorpora il premio dell'offerta Intesa: seguire Lovaglio significa rinunciare a un premio certo per un percorso incerto. L'argomento è di Equita, che però assiste Intesa nella stessa partita – vale l'aritmetica, non la firma</td><td>Una rivalutazione stand-alone di Mps sopra il valore implicito nell'offerta Intesa</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-door-closed"></i> <strong>Due porte mai aperte</strong></td><td>Credit Agricole col 29,3% di Bpm preferisce ancora la propria CA Italia, e nessuno ha spiegato perché Generali dovrebbe cedere la banca privata per una minoranza in Mps. Senza questi due sì, l'annuncio resta un annuncio</td><td>Un'apertura di Credit Agricole allo scambio, o una valutazione favorevole del consiglio di Banca Generali</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-users-slash"></i> <strong>La crepa interna</strong></td><td>Il consiglio ha approvato a maggioranza, non all'unanimità: quattro astenuti, tre vicini a Caltagirone che ha il 13,5%. Un piano chiamato "visione" e quattro amministratori che non lo firmano convivono male</td><td>Un voto compatto all'assemblea del 29 Ottobre</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Equita · Barclays · | Agosto 2026</p></div><p>Gli appuntamenti, adesso, sono tre. L'assemblea di Intesa il 10 Settembre, quella di Mps il 29 Ottobre, il perfezionamento delle offerte atteso entro metà Febbraio 2027. In mezzo c'è un dettaglio che dice quanto poco improvvisata sia stata questa settimana: il 12 Agosto, nove giorni prima del lancio, Barclays ha costruito una quota aggregata del 5,03% in Monte dei Paschi.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Moderna, il vaccino apre una nuova era]]></title> <link>https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/moderna-il-vaccino-apre-una-nuova-era-20260820015547393/</link> <pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:25:56 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260820231456-80b96035-0e07-47e8-a504-425d364f4708.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/moderna-il-vaccino-apre-una-nuova-era-20260820015547393/</guid> <description><![CDATA[Mercoledì Moderna ha chiuso in rialzo del 177%, la seduta più esplosiva della sua storia. Giovedì il titolo ne ha restituito circa un quinto, fermandosi a 133 dollari. Gli analisti che lo seguono, in media, lo valutano 76, e la metà esatta di loro si ferma a 50; il nostro modello, guardando soltanto i bilanci, arriva a 27. Su questo strappo avremmo voluto scrivere Mercoledì stesso. Abbiamo aspettato quarantotto ore perché dopo un movimento di tale violenza i numeri arrivano tutti insieme e disordinati, e servono giorni per separarli dall’entusiasmo e rimetterli in fila. Andiamo al fatto. Mercoledì mattina]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì <strong>Moderna</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/mrna_dark_full_1920_20260820015547393/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha chiuso in rialzo del 177%, la seduta più esplosiva della sua storia. Giovedì il titolo ne ha restituito circa un quinto, fermandosi a 133 dollari. Gli analisti che lo seguono, in media, lo valutano 76, e la metà esatta di loro si ferma a 50; il nostro modello, guardando soltanto i bilanci, arriva a 27.</p><p>Su questo strappo avremmo voluto scrivere Mercoledì stesso. Abbiamo aspettato quarantotto ore perché dopo un movimento di tale violenza i numeri arrivano tutti insieme e disordinati, e servono giorni per separarli dall'entusiasmo e rimetterli in fila.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260821_MRNA.png" alt="image" title="Grafico Moderna"></div><p><span class="blurred active">Andiamo al fatto. Mercoledì mattina Moderna e <strong>Merck</strong> hanno annunciato che il loro <strong>vaccino personalizzato contro il melanoma</strong> ha superato uno studio di fase tre su oltre 1.100 pazienti. È il primo risultato positivo in fase avanzata per una <strong>terapia oncologica a mRNA</strong>. Il vaccino, che si chiama <strong>intismeran autogene</strong>, si costruisce su misura sul tumore di ogni singolo paziente. Si preleva un campione, si analizzano le mutazioni, un algoritmo ne sceglie fino a 34 e con quelle informazioni viene fabbricata la dose. Ci vogliono circa sei settimane, durante le quali il malato continua la terapia standard.</span> </p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Tenaris, il prezzo resta ostaggio di Hormuz]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/tenaris-il-prezzo-resta-ostaggio-di-hormuz-20260819031309154/</link> <pubDate>Thu, 20 Aug 2026 06:00:59 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260819180119-5cd7995f-b668-42f6-80a1-fa25101a605e.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/tenaris-il-prezzo-resta-ostaggio-di-hormuz-20260819031309154/</guid> <description><![CDATA[Lo Stretto di Hormuz è largo trentanove chilometri nel punto più stretto e, da qualche mese, è diventato una variabile del conto economico di una società quotata a Milano. Tenaris fabbrica tubi senza saldatura per l’industria petrolifera, è il leader mondiale degli OCTG, cioè i tubi che rivestono i pozzi, ed è controllata dalla famiglia Rocca attraverso Techint. Nel secondo trimestre i ricavi sono scesi del 4% a 2,97 miliardi di dollari e l’utile del 9% a 492 milioni, ma entrambi i dati hanno superato le attese degli analisti. La spiegazione del calo è nella stessa nota della società]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lo Stretto di Hormuz è largo trentanove chilometri nel punto più stretto e, da qualche mese, è diventato una variabile del conto economico di una società quotata a Milano. <strong>Tenaris</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/ten_mi_dark_full_1920_20260819031309154/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> fabbrica tubi senza saldatura per l'industria petrolifera, è il <strong>leader mondiale degli OCTG</strong>, cioè i tubi che rivestono i pozzi, ed è controllata dalla famiglia Rocca attraverso <strong>Techint</strong>. Nel secondo trimestre i ricavi sono scesi del 4% a 2,97 miliardi di dollari e l'utile del 9% a 492 milioni, ma entrambi i dati hanno superato le attese degli analisti. La spiegazione del calo è nella stessa nota della società ed è molto semplice: le spedizioni verso il Medio Oriente sono state rinviate per la chiusura di fatto dello Stretto durante quasi tutto il trimestre. La domanda non è mancata. È mancata la rotta.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260819_TENMI.png" alt="image" title="Grafico Tenaris"></div><p>La differenza si vede soprattutto nel margine. L'<strong>Ebitda margin è sceso al 21,9% dal 23,7% </strong>del trimestre precedente per tre ragioni indicate dalla società: costi logistici unitari più elevati, minore assorbimento dei costi fissi e materie prime più care. Nessuna riguarda il prezzo di vendita o la concorrenza. Sono costi generati dal trasporto e dalla produzione che non ha potuto viaggiare a pieno regime. I tubi erano pronti, il cliente li aveva ordinati e sono rimasti in magazzino in attesa di una nave.</p><p><strong>Barclays </strong>ha provato a dare un valore a quella merce ferma e arriva a circa 130 milioni di dollari di ordini sull'Alto Golfo Arabico, <strong>esclusi dalla guidance perché nessuno sa quando potranno essere spediti</strong>. È fatturato già venduto che aspetta una rotta marittima, e proprio per questo la banca lo considera una fonte importante di crescita se il traffico dovesse tornare alla normalità. Sono poco più del 4% dei ricavi di un trimestre, ma è un 4% che il prezzo di oggi non sembra contenere.</p><p>La stessa guerra che sta bloccando Iraq, Kuwait e Qatar, però, sta offrendo a Tenaris un'altra occasione di crescita. Negli Stati Uniti l'attività di perforazione è aumentata di quasi il 10% dall'inizio del conflitto con l'Iran e i prezzi degli OCTG continuano a salire. La trivellazione cresce anche in Canada e Argentina, mentre in America Latina migliorano le prospettive per Guyana, Suriname, Venezuela e Messico. Tenaris si trova così su <strong>entrambi i lati dello stesso shock geopolitico</strong>: perde volumi dove le rotte sono bloccate, ma recupera parte di quella perdita attraverso prezzi più alti e una domanda più forte altrove.</p><p>La cosa più eloquente, però, la racconta la cedola. Nel trimestre in cui l'utile è sceso del 9%, il consiglio ha raddoppiato l'acconto sul dividendo a 0,59 dollari per azione, per circa 600 milioni contro i 300 dell'anno scorso, con pagamento previsto il 25 Novembre. <strong>Jefferies </strong>calcola che la decisione implichi almeno 1,8 miliardi di dollari di distribuzioni sull'intero esercizio, contro i 900 milioni del 2025, mentre Barclays stima un rendimento intorno al 5%. Un consiglio che raddoppia il dividendo mentre gli utili scendono sta dicendo al mercato che cosa si aspetta dal secondo semestre. Gli stessi analisti di Jefferies fanno però notare che manca un piano di riacquisto di azioni e che la distribuzione complessiva si ferma quindi a 2,2 miliardi.</p> <p>Anche il multiplo, preso da solo, rischia di raccontare una storia sbagliata. Va guardato nel tempo. A 8,32× l'EBITDA atteso, Tenaris tratta meno dei 9,83× di Marzo ma molto più dei 6,19× di un anno fa. Il P/E forward segue la stessa traiettoria: 13,33× contro 16,10× e 11,19×. Nello stesso periodo il titolo è passato da 15,98 a 22,88 euro, guadagnando il 43%, mentre l'utile atteso per azione è cresciuto del 16%. In altre parole, il prezzo è corso quasi tre volte più velocemente degli utili. E il multiplo si è allargato proprio per questo.</p><p>La cassa, invece, ha preso la direzione opposta. Il <strong>Free Cash Flow </strong>degli ultimi dodici mesi <strong>è sceso </strong>a <strong>865 milioni di dollari </strong>dai 1.679 di un anno fa, quasi la metà, mentre il mercato che allora lo pagava 11,9× oggi ne paga 30,9×. Anche qui la spiegazione torna: sono le scorte che aspettano di essere spedite, la stessa storia del primo paragrafo raccontata questa volta attraverso il capitale circolante. Se le rotte riaprono, quel numero può ridursi rapidamente. Se restano chiuse, rimane lì.</p><p>Fra gli analisti la divisione è netta, come raramente accade per questo titolo. Sono quattordici quelli che lo coprono: quattro dicono di comprare, due lo vedono meglio del mercato e otto restano fermi. Il <strong>target medio di 26,91 euro lascia il consenso il 18% sopra il prezzo attuale</strong>, mentre a fine Marzo lo stesso rapporto era al 91%: allora gli analisti ritenevano che Tenaris valesse già molto più di quanto il mercato riconoscesse. In cinque mesi il prezzo è sceso del 10%, mentre i target sono saliti del 16%. Barclays, pur avendo tagliato del 4% le stime di Ebitda per il 2026, mantiene <strong>Overweight </strong>con un obiettivo di 80 dollari per l'ADR.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Tenaris S.A. (TEN) – 19/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€22,88</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +38,6%</td><td>Da €16,51 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€23,10B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +38,1%</td><td>Da €16,73B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€21,28B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +44,1%</td><td>Da €14,77B Q4 2025 – cassa netta €1,82B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Steel Tubes & Industrial Components</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>13,33x</td><td>18,66x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −28,6% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>8,32x</td><td>8,97x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −7,2% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,96x</td><td>1,49x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +31,5% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>14,76x</td><td>16,11x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −8,4% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>4,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,3pp</td><td>Da 4,7% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>4,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,1pp</td><td>Da 4,4% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€1,17</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +27,2%</td><td>Da €0,92 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>6,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,9pp</td><td>Da 8,7% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,81B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,8%</td><td>Da €1,78B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€26,91</td><td>14 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,6% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€26,01</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,7%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€34,45</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +50,6%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€21,47</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −6,2%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>4</td><td>28,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>2</td><td>14,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>8</td><td>57,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€24,71</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +8,0% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€12,56B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,7%</td><td>Da €12,00B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€2,96B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td>Da €2,77B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€2,34B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,7%</td><td>Da €2,16B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€1,17</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +27,2%</td><td>Da €0,92 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,81B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,8%</td><td>Da €1,78B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Steel Tubes & Industrial Components</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-industry"></i> <strong>Tenaris (TEN)</strong></td><td>13,33x</td><td>€23,10B</td><td>1,96x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-oil-well"></i> SLB (SLB)</td><td>18,79x</td><td>$78,97B</td><td>2,30x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-gears"></i> Baker Hughes (BKR)</td><td>23,45x</td><td>$63,97B</td><td>2,02x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-hammer"></i> Halliburton (HAL)</td><td>13,59x</td><td>$28,88B</td><td>1,54x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-wrench"></i> NOV (NOV)</td><td>18,71x</td><td>$7,48B</td><td>0,98x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tower-broadcast"></i> Weatherford (WFRD)</td><td>15,40x</td><td>$6,60B</td><td>1,44x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-compress-arrows-alt"></i> Archrock (AROC)</td><td>16,95x</td><td>$5,98B</td><td>5,30x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-water"></i> Oceaneering (OII)</td><td>24,38x</td><td>$5,29B</td><td>1,82x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-toolbox"></i> Cactus (WHD)</td><td>22,81x</td><td>$5,10B</td><td>3,01x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-industry"></i> Vallourec (VK)</td><td>11,05x</td><td>€4,17B</td><td>1,01x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 19/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> continua a prezzare Tenaris "<strong>Accumulate</strong>", giudizio assegnato il 6 Febbraio al posto di Hold. Il target price a dodici mesi è di 24,71 euro, con un rendimento atteso dell'8%, e i due motori convergono: <strong>24,84 euro </strong>il <strong>LEADING</strong>, <strong>23,93 </strong>il <strong>CASCADE</strong>. Ancora più interessante è ciò che quet'ultimo modello è riuscito a leggere direttamente dalla quotazione: <strong>una contrazione dei ricavi del 3,9%</strong>, esattamente quella consegnata dalla società, un margine operativo del 16,7%, anch'esso coincidente con il dato effettivo, e un costo del capitale implicito dell'8%.</p><p>È come se il mercato avesse già messo in conto tutto quello che è successo, ma non ancora quello che potrebbe succedere. Finché Hormuz resta un ostacolo, il magazzino è soltanto merce ferma. Se le navi tornano a passare, può diventare ricavo.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il mercato è tutto dalla stessa parte. Il debito no]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-mercato-e-tutto-dalla-stessa-parte-il-debito-no-20260818031313679/</link> <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 06:00:14 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260818180650-aa23c888-6a18-47a1-a885-939fd35bb01s.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-mercato-e-tutto-dalla-stessa-parte-il-debito-no-20260818031313679/</guid> <description><![CDATA[Il consenso degli investitori, questo mese, si può riassumere in cinque “no“: nessun “soft landing” dell’economia, nessun rialzo della Federal Reserve, nessun rallentamento della corsa all’intelligenza artificiale, nessuna vittoria democratica alle elezioni di Novembre e, soprattutto, nessun ribassista rimasto. Michael Hartnett di Bank of America li ha messi in fila presentando il sondaggio mensile fra gli asset managers: il 56% degli intervistati è oggi sovrappesato sulle azioni, il livello più alto dal Novembre 2021, mentre la liquidità nei portafogli è scesa al 3,5%, una quota che gli stessi analisti definiscono estremamente bassa. In altre parole, quasi tutti sono già dalla]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il consenso degli investitori, questo mese, si può riassumere in cinque "<strong><em>no</em></strong>": nessun "<em>soft landing</em>" dell'economia, nessun rialzo della Federal Reserve, nessun rallentamento della corsa all'intelligenza artificiale, nessuna vittoria democratica alle elezioni di Novembre e, soprattutto, nessun ribassista rimasto. <strong>Michael Hartnett </strong>di <strong>Bank of America </strong>li ha messi in fila presentando il sondaggio mensile fra gli asset managers: il 56% degli intervistati è oggi sovrappesato sulle azioni, il livello più alto dal Novembre 2021, mentre la liquidità nei portafogli è scesa al 3,5%, una quota che gli stessi analisti definiscono estremamente bassa. In altre parole, quasi tutti sono già dalla stessa parte del mercato. E proprio mentre gli investitori si mostrano così fiduciosi, la Germania si è finanziata a trent'anni al rendimento più alto degli ultimi quindici anni.</p><p>È questo il dato che merita attenzione. L'agenzia del debito tedesca ha collocato €4 miliardi di titoli con scadenza nel 2056 al <strong>3,783%</strong>, raccogliendo ordini per €38 miliardi. Un rendimento che non si vedeva dall'estate del 2011, quando l'Europa era nel pieno della crisi del debito sovrano. Con una differenza non secondaria: allora la Germania era il rifugio a cui correvano gli investitori quando avevano paura; oggi è uno dei grandi debitori che devono convincere il mercato a prestare loro denaro. La Francia paga ancora di più: il trentennale è al <strong>4,89%</strong>, il livello più alto dal 2008, mentre i trader si posizionano in vista della battaglia sul bilancio 2027 e del giudizio di Fitch atteso il 28 Agosto. Negli Stati Uniti il Treasury a trent'anni è arrivato al <strong>5,32%</strong>, il massimo dal 2007, mentre nel Regno Unito i gilt si avvicinano al 6%.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260818_FranciaRendimento30yEUR.png" alt="image" title="Grafico Rendimento OAT 30y"></div><p>Sarebbe facile dare tutta la colpa all'inflazione, ma i numeri raccontano qualcosa di più interessante. A muoversi sono soprattutto i rendimenti reali, cioè il compenso aggiuntivo che gli investitori chiedono per prestare denaro a lungo termine una volta tenuto conto dell'inflazione attesa. Non è soltanto la paura che i prezzi possano tornare a salire: è la percezione che il rischio di prestare denaro sia diventato maggiore. E il motivo è semplice. Quest'anno i debitori sono diventati molti di più.</p><p>La teoria classica dice che quando lo Stato si indebita troppo lascia meno spazio alle imprese. Nel 2026 il problema sta prendendo una forma diversa: Stati e grandi aziende si stanno presentando contemporaneamente davanti allo stesso mercato del debito. Le società con rating investment grade hanno già collocato quasi $1.500 miliardi di obbligazioni dall'inizio dell'anno, il 36% in più rispetto allo stesso periodo precedente, e a guidare questa corsa sono soprattutto gli hyperscaler dell'intelligenza artificiale. Il meccanismo è intuitivo: che a chiedere denaro sia un governo o un gigante del cloud, il capitale disponibile è lo stesso. Se aumentano contemporaneamente le richieste, chi presta può pretendere un prezzo più alto. Il Bund trentennale costa come nel 2011 anche perché, nello stesso momento, a Wolfsburg, Washington e Mountain View qualcuno sta bussando alla stessa porta.</p><p>La fotografia più curiosa arriva dall'altra parte del mondo. Martedì <strong>Alphabet</strong> ha collocato circa cinque miliardi di dollari australiani attraverso quattro emissioni con scadenze fino a vent'anni. È la prima volta che il gruppo raccoglie capitale in questa valuta, dopo essersi già finanziato nel 2026 in dollari americani, franchi svizzeri, sterline, euro, dollari canadesi e yen. Il mercato australiano delle emissioni estere ha raggiunto un record di $60 miliardi dall'inizio dell'anno, il 40% in più rispetto allo stesso periodo. <strong>Helen Mason </strong>di <strong>Schroders </strong>individua il motivo: gli hyperscaler stanno finanziando investimenti che crescono molto più rapidamente della cassa prodotta dalle attività chiamate a sostenerli. Non è un dettaglio. Nel secondo trimestre Alphabet ha registrato il <strong>primo free cash flow negativo della propria storia</strong>.</p> <p>A questo punto entra in scena la Banca centrale europea, e la sua analisi aggiunge un'altra dimensione al problema. In un report pubblicato Lunedì, cinque economisti hanno calcolato che le famiglie dell'area euro hanno circa €440 miliardi investiti nel settore tecnologico americano, soprattutto attraverso fondi ed ETF. Le assicurazioni ne hanno altri €250 miliardi e i fondi pensione circa €200 miliardi. Il punto, però, non è soltanto quanto denaro sia stato investito: è quanto sia concentrato. Una correzione dell'intelligenza artificiale americana, osserva la BCE, non rimarrebbe confinata a Wall Street. Arriverebbe nei portafogli europei, nei fondi pensione, nelle compagnie assicurative e, alla fine, nei bilanci delle famiglie. Non capita spesso che una banca centrale trasformi l'esposizione dei propri risparmiatori a pochi grandi titoli tech americani in una questione di stabilità finanziaria.</p><p>E mentre il rischio si sposta da una parte all'altra dell'Atlantico, il Bel Paese sta vivendo una storia sorprendentemente diversa. Parigi paga il rendimento più alto dal 2008 e Berlino quello più elevato dal 2011; il BTP decennale, invece, si mantiene al 4,09%, con lo <strong>spread a 80 punti base</strong>. Negli ultimi sei mesi gli investitori stranieri hanno comprato altri €92,8 miliardi di debito italiano, portando le loro disponibilità a €1.156 miliardi, il 36% del totale. Nel 2022 erano €731 miliardi. Nello stesso periodo la quota della <strong>Banca d'Italia </strong>è scesa dal 26,1% al 16,7%. Il compratore di ultima istanza si è fatto da parte e il mercato, almeno finora, ha assorbito l'offerta senza chiedere un premio più alto. È una fotografia che vale la pena tenere a mente: gli stessi capitali che si posizionano contro la Francia stanno comprando Italia. Il reprincing del rischio sovrano europeo, quindi, non sta avvenendo nella stessa misura per tutti.</p><p>Naturalmente esiste anche una lettura opposta, e non è priva di argomenti. <strong>Goldman Sachs </strong>ritiene che il mercato stia esagerando nel prezzare un rialzo della Fed e, per ora, i numeri le danno ragione: la probabilità di un rialzo a Settembre è intorno al 35%, mentre il primo rialzo pienamente incorporato nei prezzi slitta a Gennaio 2027. L'inflazione americana rallenta, le trimestrali hanno retto e gli indici azionari globali continuano a segnare nuovi record. Il problema è che la parte breve della curva e quella lunga stanno raccontando due storie diverse: la prima guarda alla banca centrale, la seconda guarda a tutto ciò che viene dopo.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Cinque "No" del Consenso vs il Premio Chiesto dalla Curva Lunga | Agosto 2026</h3><h4>I Trentennali ai Massimi da Oltre un Decennio</h4><table><thead><tr><th>Emittente</th><th>Rendimento 30Y</th><th>Riferimento Storico</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Germania (Bund 2056)</td><td>3,783%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Massimo dal 2011 – €4B collocati, ordini €38B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-monument"></i> Francia (OAT)</td><td>4,89%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Massimo dal 2008 – giudizio Fitch il 28 Agosto</td></tr><tr><td><i class="fas fa-flag-usa"></i> Stati Uniti (Treasury)</td><td>5,32%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Massimo dal 2007</td></tr><tr><td><i class="fas fa-crown"></i> Regno Unito (Gilt)</td><td>~6%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> In avvicinamento alla soglia</td></tr><tr><td><i class="fas fa-pizza-slice"></i> Italia (BTP 10Y)</td><td>4,09%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Spread 80 pb – esteri a €1.156B (36% del totale)</td></tr></tbody></table><h4>Perché il Prezzo del Denaro a Lungo Sale</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>Evidenza</th><th>Implicazione</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-users"></i> <strong>Consenso saturo</strong></td><td>56% dei gestori sovrappesato sull'azionario, massimo da nov. 2021; liquidità al 3,5%</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Cinque "no" scommessi insieme: pochi compratori residui</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-hand-holding-dollar"></i> <strong>Affollamento sul debito</strong></td><td>$1.500B di bond investment grade da inizio anno, +36% a/a, guidati dagli hyperscaler AI</td><td><i class="fas fa-times-circle"></i> Stati e imprese alla stessa porta: sale il rendimento reale, non solo l'inflazione attesa</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-globe"></i> <strong>Contagio nei portafogli UE</strong></td><td>BCE: €440B delle famiglie, €250B assicurazioni, €200B fondi pensione sul tech USA</td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Una correzione AI diventa questione di stabilità finanziaria europea</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Bank of America · BCE · Goldman Sachs · Schroders | Agosto 2026</p></div><p>Oggi arrivano i verbali della riunione della Fed di Luglio, quella chiusa con tre dissensi a favore di un rialzo, mentre <strong>Christine Lagarde </strong>parlerà a Ginevra. <strong>Philip Lane </strong>ha intanto avvertito che l'inflazione dell'area euro potrebbe restare intorno al 3% per il resto dell'anno, rendendo possibile un nuovo rialzo entro Dicembre. Il consenso dei gestori, con la liquidità ridotta al 3,5%, scommette che non succederà niente su cinque fronti contemporaneamente. Il mercato obbligazionario, invece, sta iniziando a chiedere un premio per l'eventualità che qualcosa possa andare storto.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Amphenol, il prezzo corre ma gli utili di più]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/amphenol-il-prezzo-corre-ma-gli-utili-di-piu-20260817034827998/</link> <pubDate>Tue, 18 Aug 2026 06:00:55 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260817191405-1a5b1fd5-10d8-4398-8e00-013fd8f002a2.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/amphenol-il-prezzo-corre-ma-gli-utili-di-piu-20260817034827998/</guid> <description><![CDATA[Dentro ogni rack di server dell’intelligenza artificiale ci sono i chip, e poi ci sono i cavi che li tengono insieme. Amphenol fabbrica i secondi: connettori, antenne, sensori, sistemi di interconnessione. Novant’anni di storia, sede a Wallingford in Connecticut, stabilimenti in quaranta paesi. Il mercato la considera cara, e i numeri sembrano dargli ragione: 28,4 volte gli utili attesi dopo un rialzo del 57% in dodici mesi. Chi la segue da vicino, però, non è d’accordo. Su diciassette analisti quindici hanno un giudizio positivo e nessuno negativo, il target medio sta a $198, e perfino il più prudente si]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dentro ogni rack di server dell'intelligenza artificiale ci sono i chip, e poi ci sono i cavi che li tengono insieme. <strong>Amphenol</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/aph_dark_full_1920_20260817034827998/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> fabbrica i secondi: connettori, antenne, sensori, sistemi di interconnessione. Novant'anni di storia, sede a <strong>Wallingford </strong>in Connecticut, stabilimenti in quaranta paesi. Il mercato la considera cara, e i numeri sembrano dargli ragione: 28,4 volte gli utili attesi dopo un rialzo del 57% in dodici mesi. Chi la segue da vicino, però, non è d'accordo. Su diciassette analisti quindici hanno un giudizio positivo e nessuno negativo, il <strong>target medio sta a $198</strong>, e perfino il più prudente si ferma a $170, cioè al prezzo di oggi. Il nostro modello va più in alto di tutti, a $220. Tre letture della stessa azienda, e la distanza fra loro è l'oggetto di questa analisi.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260817_APH.png" alt="image" title="Grafico Amphenol"></div><p>Cominciamo dal multiplo, perché è il numero che tutti citano e nessuno colloca nel tempo. A Giugno dell'anno scorso Amphenol trattava a 36,58 volte gli utili prospettici, a fine Settembre a 38,49. Da allora il titolo ha guadagnato il 72%, ma le stime sull'utile per azione a dodici mesi sono passate da $3,22 a $5,88, cioè l'83%. Quando il denominatore corre più del numeratore il multiplo si comprime, e in questo caso si è compresso di un quinto proprio mentre il titolo diventava famoso. Amphenol non si è ri-prezzata: ha rincorso i propri utili senza raggiungerli.</p><p>La spinta arriva da una riga che nel conto economico non compare. Nel secondo trimestre gli ordini hanno toccato $10,7 miliardi contro $8,76 miliardi di fatturato, un rapporto di 1,23 a uno. La società acquisisce contratti più in fretta di quanto riesca ad evadere, e lo fa mentre la produzione viaggia già al 55% sopra l'anno precedente. Per il trimestre in corso l'azienda indica ricavi fra $9,3 e $9,4 miliardi, un'altra crescita del 50%.</p><p>Metà di quel salto, però, è stata comprata. Amphenol <strong>ha rilevato l'attività di connettività e cavi di CommScope</strong>, e in tre mesi ha alzato le attese sull'operazione da $4,1 a $4,6 miliardi di ricavi e da 15 a 30 centesimi di contributo all'utile per azione. Il direttore finanziario <strong>Craig Lampo </strong>ha precisato che il miglioramento nasce dall'esecuzione industriale, dalle fabbriche e dal controllo dei costi, non dai listini. È una distinzione che vale, perché separa un'integrazione riuscita da un ritocco di prezzo che il cliente prima o poi contesta.</p> <p>Sul confronto con i peers il numero grezzo va maneggiato con cautela. Contro la mediana di tredici società del comparto, ferma a 23,88 volte gli utili attesi, il premio di Amphenol è del 19%: poca cosa. Ma dentro quella mediana ci sono Arrow Electronics a 9,68×, che fa il distributore, e Quectel, che campa di moduli wireless. Il paragone vero è con <strong>TE Connectivity</strong>, l'unico concorrente della stessa taglia, che tratta <strong>17,30× gli utili e 11,71× l'EBITDA</strong>: lì il premio sale al 65% e al 48%. Dall'altra parte <strong>Delta Electronics </strong>costa 36,89× e <strong>Murata </strong>20,90× sull'EBITDA, entrambe più di Amphenol. Il titolo non è il più caro del settore. È il più caro fra quelli che gli somigliano. La Street, intanto, si è mossa nella direzione opposta al prezzo. Da fine Giugno l'obiettivo medio è salito da $184 a $198 mentre il titolo scendeva da $176 a $170, e il <strong>rapporto fra target e quotazione è passato dal 104% al 116%</strong>.<strong> </strong>Nessuno ha tagliato le stime: si è abbassato il prezzo.</p><p>Sui rischi il materiale disponibile è avaro, e li elenca una fonte sola: ciclicità dei dispositivi mobili, esposizione fiscale in Cina, costo del debito in aumento, possibile debolezza sulle reti di comunicazione. Ne aggiungiamo un quinto che i numeri mostrano da soli. Il <strong>mercato IT datacom </strong>pesa ormai circa il <strong>43% delle vendite </strong>ed è cresciuto dell'89% in un trimestre, mentre il patrimonio tangibile per azione resta negativo per $5,98 dopo anni di acquisizioni pagate a premio. Un'azienda che dipende per due quinti da un solo ciclo di investimenti, e che quella posizione l'ha comprata con l'avviamento, <strong>non è un titolo difensivo</strong>.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Amphenol Corporation (APH) – 17/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$170,35</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +26,1%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da $135,14 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$206,04B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +24,6%</td><td>Da $165,42B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>$219,57B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +29,4%</td><td>EV/MCap 1,07x – debito netto impl. $13,52B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Electronic Components & Connectors</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>28,41x</td><td>23,88x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +19,0% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>17,38x</td><td>13,45x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +29,2% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>5,69x</td><td>2,86x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +99,0% – crescita pagata cara</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>29,87x</td><td>26,14x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +14,3% – FCF yield 3,3%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>0,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,1pp</td><td>Yield strutturalmente basso – focus reinvestimento</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>0,5%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td>Payout contenuto vs generazione cassa</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>$1,04</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,1%</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Da $0,99 in Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>3,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,5pp</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da 2,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$6,90B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +47,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da $4,67B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$198,06</td><td>17 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +16,3% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$198,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +16,2% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$230,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +35,0% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$170,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> −0,2% – floor allineato al prezzo</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>11</td><td>64,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>4</td><td>23,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>2</td><td>11,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>BUY</strong></td><td>$220,43</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> ER +29,4% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$38,62B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +51,0%</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> Da $25,58B Q4 – accelerazione forte</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$12,63B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +61,4%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 32,7% – leva operativa</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$11,14B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +64,3%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Margin 28,8%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>$1,04</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,1%</td><td>Da $0,99 Q4 – crescita moderata</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$6,90B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +47,8%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> FCF/EBITDA 54,6%</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Electronic Components</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-plug"></i> <strong>Amphenol (APH)</strong></td><td>28,41x</td><td>$206,04B</td><td>5,69x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> Delta Electronics (2308)</td><td>36,89x</td><td>TWD4.896,37B</td><td>5,25x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-network-wired"></i> TE Connectivity (TEL)</td><td>17,30x</td><td>$62,60B</td><td>3,16x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shield-halved"></i> Littelfuse (LFUS)</td><td>23,88x</td><td>$11,62B</td><td>3,74x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-truck-fast"></i> Arrow Electronics (ARW)</td><td>9,68x</td><td>$10,89B</td><td>0,31x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-microchip"></i> Lotes (3533)</td><td>18,48x</td><td>TWD193,39B</td><td>4,11x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-server"></i> FIT Hon Teng (6088)</td><td>18,56x</td><td>HK$37,55B</td><td>1,00x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 17/08/2026</p></div><p>Sul giudizio il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-arrow-trend-up"></i> Fundamental Analysis Engine</a> non ha cambiato idea da metà Luglio: "<strong>Buy</strong>" dal 13, dopo l'Accumulate, con un <strong>target price a dodici mesi di $220,43 </strong>e un rendimento atteso del 29% sui livelli attuali. I due motori si trovano d'accordo, il <strong>LEADING </strong>a <strong>$186,00 </strong>e il <strong>CASCADE </strong>a <strong>$187,52</strong>, meno di un punto percentuale di distanza. Quanto alle condizioni implicite nella quotazione, il CASCADE ne ricava una <strong>crescita del 60%</strong> e un <strong>margine operativo del 29,8%</strong>. Il margine è esattamente quello che l'azienda ha appena realizzato. La crescita è dieci punti sopra quella che ha appena promesso.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Porsche SE, il valore c’è ma il comando resta a sconto]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/porsche-se-il-valore-ce-ma-il-comando-resta-a-sconto-20260816031242292/</link> <pubDate>Mon, 17 Aug 2026 06:00:57 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260816102038-1757da8d-f493-49df-ae4f-f6a8c05a4e26.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/porsche-se-il-valore-ce-ma-il-comando-resta-a-sconto-20260816031242292/</guid> <description><![CDATA[Esistono tre Porsche, e una sola costruisce automobili. C’è Porsche AG, il costruttore di Stoccarda, controllato al 75% da Volkswagen. C’è Volkswagen, il gruppo di Wolfsburg. E poi c’è Porsche Automobil Holding SE, quotata a Francoforte, che automobili non ne produce: possiede il 31,9% del capitale del gruppo, con il 53,3% dei diritti di voto ordinari, e un quarto più un’azione delle ordinarie di Porsche AG. Chi compra questa terza Porsche non compra fabbriche né modelli sportivi. Compra una posizione di comando. Il punto è capire quanto valga oggi. Il conto si può fare a mano, perché i numeri]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Esistono tre Porsche, e una sola costruisce automobili. C’è <strong>Porsche AG</strong>, il costruttore di Stoccarda, controllato al 75% da <strong>Volkswagen</strong>. C'è Volkswagen, il gruppo di Wolfsburg. E poi c’è <strong>Porsche Automobil Holding SE</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/pah3_de_dark_full_1920_20260816031242292/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span>, quotata a Francoforte, che automobili non ne produce: possiede il 31,9% del capitale del gruppo, con il 53,3% dei diritti di voto ordinari, e un quarto più un’azione delle ordinarie di Porsche AG. Chi compra questa terza Porsche non compra fabbriche né modelli sportivi. Compra una posizione di comando. Il punto è capire quanto valga oggi.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260816_PAH3DE.png" alt="image" title="Grafico Porsche SE"></div><p>Il conto si può fare a mano, perché i numeri sono pubblici. La partecipazione nel gruppo di Wolfsburg vale circa €12 miliardi ai prezzi attuali; quella nel costruttore di Stoccarda circa €5 miliardi. Tolti i €4,98 miliardi di debito netto della holding, rimangono poco più di €12 miliardi di valore netto degli asset. In borsa, Venerdì<strong>, Porsche SE ne valeva 8,5</strong>. Lo sconto è quindi vicino a un terzo. E non è una novità: il mercato lo applica da anni.</p><p>Uno sconto di queste dimensioni, di solito, si spiega con il debito o con la scarsa qualità degli attivi. Qui il problema è diverso, ed è quello che rende interessante la storia. Il 7 Agosto Porsche SE ha scritto che il gruppo industriale si trova davanti a un bivio storico e che, di fronte alle decisioni necessarie, tutte le altre considerazioni devono passare in secondo piano. È un azionista di riferimento che alza pubblicamente la voce nei confronti della società che controlla. Un mese prima, il 9 Luglio, il consiglio di sorveglianza aveva bocciato con dodici voti contro sette il piano dell’amministratore delegato Oliver Blume, costruito su esuberi e chiusure di stabilimenti.</p><p>La ragione è una legge degli anni Sessanta. La Legge Volkswagen assegna alla Bassa Sassonia il 20% dei voti, sufficiente a esercitare una minoranza di blocco, e richiede una maggioranza dei due terzi del consiglio di sorveglianza per chiudere gli stabilimenti storici. L’organo conta diciannove membri, dieci dei quali rappresentano i lavoratori: senza il loro consenso, quella maggioranza qualificata è aritmeticamente irraggiungibile.</p><p>C’è poi un dettaglio che racconta bene quanto sia particolare questa struttura. <strong>Hans Dieter Pötsch </strong>presiede il consiglio di gestione di Porsche SE e, contemporaneamente, il consiglio di sorveglianza del gruppo automobilistico. La stessa persona che il 7 Agosto ha parlato di un bivio storico presiede l’organo che poche settimane prima aveva respinto il piano industriale.</p> <p>Va riconosciuto che anche chi guarda alla holding con prudenza ha argomenti solidi. Il semestre si è chiuso con una perdita contabile di €2,22 miliardi, contro un utile di €338 milioni un anno prima, dopo svalutazioni per €3 miliardi sulla partecipazione nel gruppo automobilistico e altri €200 milioni su quella in Porsche AG. Non sono uscite di cassa: l’utile rettificato resta positivo a €949 milioni e la guidance annuale è stata confermata.</p><p>Ma quelle svalutazioni raccontano comunque qualcosa. A fine Luglio <strong>Morningstar DBRS </strong>ha declassato il debito del gruppo a BBB (high). Il valore contabile delle partecipazioni dice €35 miliardi; il mercato attribuisce loro circa €17 miliardi; la holding, in borsa, ne vale 8,5. Tre numeri per gli stessi asset, in ordine decrescente.</p><p>Nel frattempo, dentro lo stesso perimetro industriale, esiste già un esempio di come il piano possa funzionare. Porsche AG ha chiuso il semestre con consegne in calo del 16,5%, ma con un <strong>utile operativo salito del 33,9% a €1,35 miliardi</strong>, il margine risalito dal 5,5% al 7,8% e un miliardo di free cash flow industriale. Il 27 Luglio ha firmato con <strong>IG Metall </strong>un accordo che esclude i licenziamenti fino al 2035 in cambio di cinquemila uscite volontarie e del taglio del bonus natalizio. Il modello che la holding chiede a Wolfsburg di adottare è già stato applicato dalla controllata più piccola.</p><p>Sui multipli, per una holding, i confronti abituali servono a poco: il rapporto fra valore d’impresa e ricavi supera le seicentomila volte, perché di ricavi propri non ce ne sono. Quelli che contano raccontano un’altra storia. Il <strong>P/E forward sta a 2,01×</strong>, il rendimento della cassa attesa al 13% e il <strong>dividendo al 6,6%</strong>. Il consenso, con dieci analisti e un target medio di €35,63, resta il 29% sopra il prezzo, e non ha smesso di crederci: due giudizi positivi, sei neutral, due negativi.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Porsche Automobil Holding SE (PAH3) – 14/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€27,64</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −30,8%</td><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Da €39,92 in Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€8,46B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −30,8%</td><td>Da €12,23B in Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€13,45B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −22,1%</td><td>EV/MCap 1,59x – debito netto impl. €4,99B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Automotive Holding</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>2,01x</td><td>3,52x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −42,9% vs mediana peers</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>4,99x</td><td>n.s.</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Mediana peers negativa – confronto non valido</td></tr><tr><td>EV/EBIT</td><td>3,65x</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −19,4% vs Q4 2025 (4,53x)</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>7,66x</td><td>9,25x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −17,2% – FCF yield 13,0%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield Forward (NTM)</td><td>6,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,4pp</td><td><i class="fas fa-coins"></i> Yield elevato – da 5,2% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>5,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,7pp</td><td>Da 4,8% Q4 – effetto calo prezzo</td></tr><tr><td>Dividendo per Azione (NTM)</td><td>€1,82</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −12,5%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Stima limata da €2,08 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>13,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,8pp</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da 6,2% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,10B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +46,2%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €755,2M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€35,63</td><td>10 analisti</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +28,9% upside implicito</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€35,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +26,6% dalla mediana</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€43,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +55,6% bull case</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€26,25</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −5,0% floor bear case</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>2</td><td>20,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>6</td><td>60,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>2</td><td>20,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€29,19</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +5,2% | DQS 0,82 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€2,70B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −24,1%</td><td><i class="fas fa-exclamation-circle"></i> Da €3,55B Q4 – stime limate</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€3,68B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,5%</td><td>Da €3,82B Q4 – risultato da partecipate</td></tr><tr><td>NTM EPS Normalizzato</td><td>€13,72</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +12,1%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €12,24 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€1,82</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −12,5%</td><td>Da €2,08 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€1,10B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +46,2%</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Da €755,2M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Automotive</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/EBITDA Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-car-side"></i> <strong>Porsche SE (PAH3)</strong></td><td>2,01x</td><td>€8,46B</td><td>4,99x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-charging-station"></i> Volvo Car (VOLCAR B)</td><td>8,74x</td><td>SEK57,93B</td><td>1,79x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 14/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Hold</strong>", il giudizio che dal 31 Marzo ha sostituito il Reduce, con un <strong>target price a dodici mesi di €29,19</strong> e un rendimento atteso del 5,2%. I due motori si dividono: il <strong>LEADING </strong>si ferma a <strong>€37,35</strong>, il <strong>CASCADE </strong>a <strong>€31,21</strong>, il 16,5% più in basso. Il mercato applica alla holding uno sconto di rischio che i fondamentali, da soli, non spiegano, e quel rischio ha un nome: <strong>governance</strong>. Il modello stava per abbassare il giudizio, ma il gate lo ha trattenuto perché il <strong>rapporto risk/reward ai livelli attuali si ferma a 0,83 </strong>e non raggiunge la soglia di 1,0. Lo <strong>z-score</strong>, intanto, <strong>segna -5,4</strong>: il prezzo sta oltre cinque deviazioni standard sotto la propria norma recente. Chi compra Porsche SE non compra automobili. Compra la scommessa che un giorno quel 53% dei voti serva davvero a qualcosa.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il Ferragosto del salvadanaio]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-ferragosto-del-salvadanaio-20260814014252261/</link> <pubDate>Sat, 15 Aug 2026 06:00:18 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260814180539-6e7305e6-6565-4626-9fd2-e9f63e552ed4.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-ferragosto-del-salvadanaio-20260814014252261/</guid> <description><![CDATA[Gli americani hanno smesso di mettere da parte i soldi. Non per povertà: per fiducia. Il tasso di risparmio delle famiglie è sceso al 2,7%, meno della metà di due anni fa e vicino al minimo da quando esiste la statistica, cioè dal 1947. Chi ha finito i contanti li prende in prestito. Chi non può permetterselo compra meno, e infatti a Luglio le vendite al dettaglio sono calate dello 0,6%. Fin qui, nulla di allarmante. Questa settimana l’inflazione americana è perfino scesa: i prezzi al consumo di Luglio sono saliti dello 0,1% sul mese, la componente di fondo è]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Gli americani hanno smesso di mettere da parte i soldi. Non per povertà: per fiducia.</p><p>Il tasso di risparmio delle famiglie è sceso al 2,7%, meno della metà di due anni fa e vicino al minimo da quando esiste la statistica, cioè dal 1947. Chi ha finito i contanti li prende in prestito. Chi non può permetterselo compra meno, e infatti a Luglio le vendite al dettaglio sono calate dello 0,6%.</p><p>Fin qui, nulla di allarmante. Questa settimana l'inflazione americana è perfino scesa: i <strong>prezzi al consumo di Luglio sono saliti dello 0,1% sul mese</strong>, la componente di fondo è tornata al 2,5%, dov'era prima della guerra, e il mercato ha s<strong>messo di credere a un rialzo dei tassi a Settembre</strong>. Di solito, quando l'inflazione scende, il denaro costa meno. Questa volta il denaro è rincarato.</p><p>Il motivo è che non sono mai stati in così tanti a chiedere in prestito nello stesso momento. In prima fila c'è l'intelligenza artificiale. <strong>Nvidia</strong>, quella che fabbrica le schede per farla funzionare, ha appena chiesto ai fondi pensione americani di finanziare la propria corsa: 500 miliardi, insieme a mezza Wall Street. L'obiettivo, ha spiegato l'amministratore delegato <strong>Jensen Huang</strong>, è trasformare i chip in un'infrastruttura su cui investire, da mettere nella cassetta della previdenza accanto alle autostrade e agli aeroporti. Come dire: "<em>la vostra pensione, ma con la ventola</em>".</p><p>Volontari, per la verità, non ne mancano. In California i genitori di un liceo privato hanno messo in piedi un fondo d'investimento scolastico: al Saint Francis High School hanno investito 15 mila dollari in <strong>Snapchat</strong> e quell'investimento è arrivato a valere 34 milioni. Adesso aspettano <strong>Anthropic</strong>. Il comitato dei genitori ha un portafoglio migliore del vostro. Solo che 500 miliardi, alla riunione di classe, non li raccogli.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260814_SNAP.png" alt="image" title="Grafico Snapchat"></div><p>Il conto, intanto, arriva anche a chi non c'entra niente. Siccome i giganti dell'intelligenza artificiale si stanno prendendo tutto il denaro disponibile, assicurarsi contro il fallimento di <strong>Lvmh</strong>, <strong>Sanofi </strong>o <strong>Bae Systems </strong>costa oggi il 10% in più rispetto a Gennaio. Chi vende borsette paga di più perché qualcun altro compra schede grafiche.</p><p>Poi c'è la parte che non si vede. I giganti del cloud, i data center, non sempre li costruiscono: molto spesso li affittano da chi li ha costruiti per loro. <strong>Goldman Sachs</strong> ha calcolato che questi contratti di locazione valgono oggi 1.500 miliardi di dollari, contro i 200 di cinque anni fa. E di quei 1.500 circa mille riguardano capannoni non ancora consegnati: impegni già firmati che in bilancio non compaiono ancora. Soldi promessi che oggi non sono scritti da nessuna parte e che, prima o poi, qualcuno dovrà tirare fuori.</p><p>Allo stesso sportello, intanto, si è presentato anche il <strong>Tesoro americano</strong>: questa settimana ha pagato sul debito a trent'anni il tasso più caro dal 2001. Adesso a chiedere sono in due: l'intelligenza artificiale e lo Stato. A prestare è rimasto sempre lui, il risparmiatore, con il <strong>salvadanaio quasi vuoto</strong>.</p><p>Non tutti applaudono, per fortuna. <strong>Steve Eisman</strong>, quello che nel film scommise contro i mutui americani, ha fatto notare che due sole aziende, <strong>OpenAI </strong>e <strong>Anthropic</strong>, valgono circa il 70% dei ricavi da intelligenza artificiale di Microsoft, Amazon, Google e Oracle. Un'infrastruttura, di norma, ha più di due clienti. E le autostrade, quando le costruiscono, almeno sanno già dove portano.</p> <p>In Italia, nel frattempo, il debito pubblico ha toccato il <strong>record di 3.207 miliardi</strong>. Però la ricchezza finanziaria delle famiglie è arrivata a 6.409: il doppio. Ci hanno spiegato per trent'anni che il risparmiatore italiano è un <strong>pusillanime</strong>, uno che tiene i soldi fermi invece di farli fruttare.</p><p>Una cosa è non risparmiare perché come fanno gli americani ci si fida del futuro. Un'altra è scoprire, a Ferragosto, di essere rimasti gli unici con qualcosa da parte.</p><p>Buone Vacanze!</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Nexi, lo Stato si prende il controllo senza pagarlo]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/nexi-lo-stato-si-prende-il-controllo-senza-pagarlo-20260813031416988/</link> <pubDate>Fri, 14 Aug 2026 06:00:48 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260813153419-6e3aa9ce-c23e-4cd0-9f63-ce61b2546501.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/nexi-lo-stato-si-prende-il-controllo-senza-pagarlo-20260813031416988/</guid> <description><![CDATA[A Marzo Nexi valeva €2,87 e il nostro modello confermava il Reduce che le assegnava ormai da mesi. Oggi ne vale €4,29, il 49% in più, e i conti non hanno dato una mano. Il secondo trimestre ha visto l’Ebitda scendere dell’1,9%, la guidance è stata confermata e nient’altro, il patrimonio netto per azione è passato da €8,86 a €5,79 dopo una svalutazione da oltre tre miliardi. La società delle carte e dei POS, quella che incassa una frazione di ogni pagamento elettronico fatto in Italia, non è migliorata. È cambiato chi la possiede. La sequenza è cominciata l’anno]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>A Marzo <strong>Nexi</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/nexi_mi_dark_full_1920_20260813031416988/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> valeva €2,87 e il nostro modello confermava il Reduce che le assegnava ormai da mesi. Oggi ne vale €4,29, il 49% in più, e i conti non hanno dato una mano. Il secondo trimestre ha visto l'<strong>Ebitda scendere dell'1,9%</strong>, la guidance è stata confermata e nient'altro, il patrimonio netto per azione è passato da €8,86 a €5,79 dopo una svalutazione da oltre tre miliardi. La società delle carte e dei POS, quella che incassa una frazione di ogni pagamento elettronico fatto in Italia, non è migliorata. È cambiato chi la possiede.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260813_NEXIMI.png" alt="image" title="Grafico Nexi"></div><p>La sequenza è cominciata l'anno scorso, quando il <strong>fondo CVC </strong>ha esplorato un'acquisizione da circa €9 miliardi con l'ipotesi di togliere Nexi dal listino, e <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong>, che ne aveva il 19,6%, ha rifiutato di vendere. Da lì la decisione di salire. Il 3 Agosto <strong>Mediobanca </strong>è comparsa al 5,57% del capitale, quasi interamente come copertura di un total return swap acceso da un cliente istituzionale rimasto senza nome, dichiarando a <strong>Consob </strong>che non avrebbe esercitato il diritto di voto. Mediobanca è anche, insieme a <strong>JPMorgan </strong>e <strong>Pwc</strong>, l'advisor scelto da Cdp per l'operazione. E JPMorgan, nelle settimane precedenti, era comparsa al 4,01%. Ieri le indiscrezioni di stampa hanno dato Cdp pronta a salire al 29,9% nel breve termine.</p><p>Quel numero non è casuale. È un decimo di punto sotto il 30% che farebbe scattare l'offerta pubblica obbligatoria, cioè l'obbligo di comprare da tutti gli altri azionisti pagando un premio. Lo <strong>Stato prende il controllo di fatto della società </strong>che gestisce i pagamenti degli italiani, e lo prende senza pagarlo. Va detto che è tutto legittimo e che nessuna soglia viene violata: è proprio questo il punto, perché il 29,9% è il risultato di un calcolo, non di un caso.</p><p>Gli analisti, però, la guardano dall'altro punto di vista, e hanno i loro argomenti. Sedici coprono il titolo: due lo comprano, undici lo tengono, due dicono di venderlo. Il target medio è €3,98, cioè sotto il prezzo di mercato, e il <strong>rapporto fra obiettivo e quotazione è sceso al 96,2% dal 137,3% di Giugno 2025</strong>. Non capita spesso che una Street intera si trovi sotto il mercato su un titolo del Ftse Mib, e significa una cosa sola: per chi fa i conti sui fondamentali, a €4,29 il lavoro è finito.</p> <p>Chi compra, dal canto suo, guarda un altro dato. Sul P/E forward Nexi tratta 6,36× contro una mediana di comparabili a 20,55×, uno sconto del 69%. Vero, ma quel paniere contiene <strong>Visa</strong> a 24,87× e <strong>Mastercard</strong> a 26,33×, due circuiti globali che con un operatore di POS italiano condividono il settore e nient'altro. Ripulito fino ai nomi confrontabili lo sconto resta: <strong>PayPal</strong> sta a 10,66×, <strong>Edenred </strong>a 12,02×, e solo <strong>Worldline</strong>, in ristrutturazione profonda, costa meno a 3,46×. Sull'EV/EBITDA il divario è del 45%, la cassa rende il 15,3% e il dividendo il 7,3%. Sono numeri da società in liquidazione, non da leader di mercato.</p><p>Una spiegazione, però, c'è, e il modello la mette a fuoco meglio di qualunque commento. I parametri che il <strong>CASCADE </strong>ricava dal prezzo dicono che il mercato chiede a Nexi un <strong>costo del capitale del 14,1%</strong>, un livello che si applica alle società cicliche o indebitate, non a chi ha margini Ebitda sopra il 50%. Sulla crescita perpetua, però, cioè quanto si assume che l'azienda cresca da qui in avanti per sempre, lo stesso mercato è generoso e concede il 3,3%. Un tasso di sconto da azienda fragile e una crescita da azienda solida: la contraddizione è solo apparente, perché il mercato crede al business e non si fida del bilancio. Quattro anni di acquisizioni hanno lasciato debito e un avviamento che, se lo si toglie, porta il patrimonio netto a meno €4,52 per azione.</p><p>Ed è qui che i due motori del modello si dividono, per la prima volta in modo netto su questo titolo. Il <strong>LEADING</strong>, che costruisce il valore dai soli fondamentali, arriva a <strong>€4,87</strong>. Il <strong>CASCADE</strong>, che parte dal prezzo e ne estrae le condizioni implicite, si ferma a <strong>€4,34</strong>, il 10,7% più in basso. Il mercato applica uno sconto di rischio che i bilanci da soli non giustificano, e la ragione non è nei conti: è che il capitale si sta affollando di intermediari e nessuno ha spiegato pubblicamente perché.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Nexi S.p.A. (NEXI) – 13/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€4,29</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,7%</td><td>Da €4,22 Q4 2025; spot aggiornato +3,65%</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€4,86B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,5%</td><td>Da €5,04B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€8,89B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,8%</td><td>Da €9,05B Q4 2025 – EV/MCap 1,83x</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Pagamenti Digitali</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>6,36x</td><td>20,55x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −69,1% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>4,67x</td><td>8,54x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −45,3% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>2,41x</td><td>2,22x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +8,6% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>6,55x</td><td>13,43x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −51,2% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>7,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,8pp</td><td>Da 6,5% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>7,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,3pp</td><td>Da 5,9% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€0,30</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +11,1%</td><td>Da €0,27 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>15,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,0pp</td><td>Da 17,3% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€742,1M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −15,7%</td><td>Da €880,4M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€3,98</td><td>16 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −7,2% vs spot €4,29</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€4,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −6,8%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€6,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +39,9%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€2,60</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −39,4%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>2</td><td>12,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −5 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>11</td><td>68,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>2</td><td>12,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€4,44</td><td><i class="fas fa-minus"></i> ER +3,5% | DQS 0,82 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€3,69B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,5%</td><td>Da €3,67B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€1,91B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,2%</td><td>Da €1,95B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€1,41B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,1%</td><td>Da €1,41B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,30</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +11,1%</td><td>Da €0,27 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€742,1M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −15,7%</td><td>Da €880,4M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Pagamenti Digitali</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-credit-card"></i> <strong>Nexi (NEXI)</strong></td><td>6,36x</td><td>€4,86B</td><td>2,41x</td></tr><tr><td><i class="fab fa-cc-visa"></i> Visa (V)</td><td>24,87x</td><td>$659,75B</td><td>13,56x</td></tr><tr><td><i class="fab fa-cc-mastercard"></i> Mastercard (MA)</td><td>26,33x</td><td>$490,33B</td><td>12,75x</td></tr><tr><td><i class="fab fa-paypal"></i> PayPal (PYPL)</td><td>10,66x</td><td>$50,64B</td><td>1,51x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-mobile-alt"></i> Block (XYZ)</td><td>17,10x</td><td>$47,03B</td><td>1,74x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-globe"></i> Adyen (ADYEN)</td><td>24,01x</td><td>€28,73B</td><td>6,36x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-ticket-alt"></i> Edenred (EDEN)</td><td>12,02x</td><td>€6,40B</td><td>2,70x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 13/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Hold</strong>", il giudizio assegnato il 9 Giugno con il titolo a €3,34 in sostituzione del precedente Reduce, con un <strong>target price a dodici mesi di €4,44 </strong>e un rendimento atteso del 3,5%. La qualità dei dati è alta, 0,82 su una scala da zero a uno, ma il motore tiene accesi due segnali: incertezza elevata e distanza dalla Street. Il secondo è il più insolito, perché per una volta il modello si trova sopra gli analisti e non sotto. <a href="https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/nexi-a-e287-il-dividendo-al-10-e-unopportunita-o-una-trappola-20260309020108123/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-line"></i> A Marzo ci chiedevamo se il dividendo al 10% di <strong>Nexi</strong> fosse un'opportunità o una trappola</a>. La risposta, cinque mesi dopo, è che era la domanda giusta rivolta al bilancio sbagliato: a decidere non è stato il conto economico, è stato l'azionariato.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Lottomatica cresce, ma il mercato continua a tenerla a distanza]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/lottomatica-cresce-ma-il-mercato-continua-a-tenerla-a-distanza-20260812011626656/</link> <pubDate>Thu, 13 Aug 2026 06:00:49 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260812191113-0078c927-9fe6-4bf1-81f7-1240b0ce9ee7.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/lottomatica-cresce-ma-il-mercato-continua-a-tenerla-a-distanza-20260812011626656/</guid> <description><![CDATA[Quanto vale davvero Lottomatica? Sedici analisti la seguono, undici indicano Buy, cinque la giudicano meglio del mercato e nessuno consiglia di venderla. Il target medio è di €31,93, contro un prezzo di €24,42. Un divario del 31% che resiste da mesi e che, proprio per questo, merita di essere capito. Partiamo da quello che Lottomatica è diventata. Nel primo semestre l’EBITDA rettificato è cresciuto del 10% a €465,3 milioni, ma dietro quel numero convivono tre storie diverse. Il canale online è cresciuto del 21%, con un margine del 57,9%; le scommesse fisiche sono scese dell’1% e gli apparecchi del]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto vale davvero <strong>Lottomatica</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/ltmc_mi_dark_full_1920_20260812011626656/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span>? Sedici analisti la seguono, undici indicano Buy, cinque la giudicano meglio del mercato e nessuno consiglia di venderla. Il <strong>target medio è di €31,93</strong>, contro un prezzo di €24,42. Un divario del 31% che resiste da mesi e che, proprio per questo, merita di essere capito.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260812_LTMCMI.png" alt="image" title="Grafico Lottomatica"></div><p>Partiamo da quello che Lottomatica è diventata. Nel primo semestre l'<strong>EBITDA rettificato è cresciuto del 10% a €465,3 milioni</strong>, ma dietro quel numero convivono tre storie diverse. Il canale online è cresciuto del 21%, con un margine del 57,9%; le scommesse fisiche sono scese dell'1% e gli apparecchi del 2%. Il <strong>casinò digitale</strong>, da solo, rappresenta ormai oltre il 56% delle giocate attese per l'anno. Lottomatica non è più una società di ricevitorie con un sito internet. È diventata <strong>una società digitale che conserva una rete fisica</strong>. E il passaggio è avvenuto quasi senza rumore.</p><p>La crescita è vera o è fortuna? Nel gioco la domanda è legittima, perché una parte dei ricavi dipende da quanto vincono i giocatori, e quella variabile nessun amministratore può controllarla. Per questo Lottomatica presenta due versioni dei propri numeri: i ricavi crescono del 5% a dati dichiarati e del 9% a payout normalizzato, mentre l'EBITDA sale del 10% nella misura grezza e del 20% una volta depurato dalla componente aleatoria. La verità sta probabilmente nel mezzo, ma resta una crescita a doppia cifra. <strong>Guglielmo Angelozzi</strong>, alla guida del gruppo, rivendica del resto una continuità rara: EBITDA rettificato in aumento in ogni trimestre degli ultimi dieci anni, esclusi quelli delle chiusure per il Covid. Quaranta trimestri, meno tre.</p><p>E allora perché il mercato non paga? Perché <strong>sui multipli Lottomatica non è affatto economica</strong>. A <strong>3,18× i ricavi attesi vale circa il doppio della mediana del settore</strong>, ferma a 1,55×, mentre sull'EV/EBITDA il premio è del 32%, 7,79× contro 5,91×. Ma anche qui il confronto va fatto con i nomi giusti. Contro <strong>Flutter</strong>, che tratta a 9,91× l'EBITDA, e <strong>Entain</strong> a 6,96×, il premio si riduce fino quasi a scomparire. Sul <strong>P/E forward</strong>, invece, Lottomatica è a <strong>11,90×</strong>: meno della mediana del comparto e meno di Flutter, a 15,55×. Un'azienda con margini superiori al 39% può valere più delle concorrenti sul fatturato. Il punto è un altro: sugli utili, quel premio praticamente non esiste.</p> <p>È qui che il mercato racconta una storia interessante. Nell'ultimo anno il multiplo si è ristretto mentre l'azienda continuava a crescere. Il P/E prospettico è sceso da 15,57× nel Giugno 2025 a 11,90× oggi, il 24% in meno, mentre l'utile per azione atteso è salito da €1,67 a €2,05. Il prezzo, nello stesso periodo, è passato appena da €23,56 a €24,42. Gli utili attesi sono cresciuti del 23%, il titolo del 4%: il rendimento della cassa atteso, salito all'8,6%, dice la stessa cosa da un'altra angolazione.</p><p>Dove sarebbe, allora, il vantaggio competitivo? <strong>Banca Akros</strong>, che il 10 Agosto ha inserito il titolo fra le sue quindici migliori scelte con un <strong>target di 32 euro</strong>, lo scrive senza giri di parole: "<em>la regolamentazione italiana del settore crea barriere all'ingresso significative per i concorrenti</em>". Tradotto, il vantaggio competitivo di Lottomatica è <strong>una legge dello Stato</strong>. È una tesi solida e insieme il rischio principale del caso, perché le concessioni e il prelievo fiscale sul gioco sono materia politica, e a Giugno, fu sufficiente l'ipotesi di un disegno di legge sulle scommesse per far scivolare il titolo in fondo al listino.</p><p>Nel frattempo la società continua a fare una cosa molto semplice con il proprio capitale: <strong>compra sé stessa</strong>. Il programma di buyback procede ogni settimana dal 6 Maggio e le azioni proprie sono passate dal 7,091% del capitale al 17 Luglio al 7,365% del 7 Agosto, quasi 19 milioni di titoli. Fra dividendi e riacquisti, dal Giugno 2025 il gruppo dice di aver restituito agli azionisti oltre il 10% della propria capitalizzazione. Con €2,11 miliardi di debito e una leva pari a 2,3 volte l'EBITDA, non è una società senza alternative. È una società che, dovendo scegliere fra comprare un concorrente e comprare sé stessa, ritiene che oggi sia più conveniente la seconda opzione.</p><p>Il mercato, però, sembra ormai seguire un altro calendario. Il 29 Luglio, il giorno dopo la semestrale, Lottomatica ha perso il 3,5%, risultando il peggior titolo del Ftse Mib, mentre <strong>Mediobanca </strong>alzava il <strong>target a €31,40 </strong>e <strong>JPMorgan </strong>lo fissava a <strong>€33</strong>. Il 5 Agosto è accaduto l'opposto: i dati sull'iGaming, in crescita del 15% con Lottomatica al 31,1% del mercato, hanno accompagnato un rialzo del 3,7%, il migliore del listino. Il giorno dopo, mentre Piazza Affari stabiliva il proprio record storico, il titolo è tornato a perdere l'1,44%. Come se il mercato avesse smesso di leggere il bilancio trimestrale e avesse cominciato a seguire solo i dati mensili dell'<strong>Agenzia delle Dogane</strong></p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Lottomatica Group S.p.A. (LTMC) – 12/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€24,42</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +9,0%</td><td>Da €22,40 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€5,73B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,6%</td><td>Da €5,64B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€7,93B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,7%</td><td>Da €7,65B Q4 2025 – EV/MCap 1,38x</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Gaming & Betting</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>11,91x</td><td>12,38x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −3,8% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>7,79x</td><td>5,91x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +31,8% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>3,18x</td><td>1,55x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +105,2% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>11,69x</td><td>9,62x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +21,5% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>2,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,1pp</td><td>Da 2,4% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>1,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,5pp</td><td>Da 1,3% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€0,62</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,0%</td><td>Da €0,53 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>8,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,8pp</td><td>Da 7,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€490,1M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +12,0%</td><td>Da €437,7M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€31,93</td><td>16 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +30,7% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€31,35</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +28,4%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€35,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +45,4%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€30,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +22,8%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>11</td><td>68,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>5</td><td>31,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€26,24</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +7,4% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€2,50B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,6%</td><td>Da €2,41B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€1,02B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +9,2%</td><td>Da €932,5M Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€793,0M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,7%</td><td>Da €729,5M Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,62</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,0%</td><td>Da €0,53 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€490,1M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +12,0%</td><td>Da €437,7M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Gaming & Betting</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-dice"></i> <strong>Lottomatica (LTMC)</strong></td><td>11,90x</td><td>€5,73B</td><td>3,18x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-futbol"></i> Flutter Entertainment (FLUT)</td><td>15,55x</td><td>$17,18B</td><td>1,55x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-coins"></i> Entain (ENT)</td><td>9,34x</td><td>£3,55B</td><td>1,40x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-gamepad"></i> Rush Street Interactive (RSI)</td><td>33,34x</td><td>$2,91B</td><td>1,60x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-ticket-alt"></i> Cirsa Enterprises (CIRSA)</td><td>8,37x</td><td>€2,36B</td><td>1,65x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chess"></i> Playtech (PTEC)</td><td>12,38x</td><td>£1,04B</td><td>1,35x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-trophy"></i> Evoke (EVOK)</td><td>7,64x</td><td>£205,0M</td><td>1,01x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 12/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-magnifying-glass-chart"></i> Fundamental Analysis Engine</a> ha declassato Lottomatica ad "<strong>Accumulate</strong>" il 27 Luglio, alla vigilia della semestrale, e oggi conferma il giudizio con un <strong>target price a dodici mesi di €26,24 </strong>e un rendimento atteso del 7,4%. I due motori convergono: il <strong>LEADING </strong>arriva a <strong>€27,03 </strong>e il <strong>CASCADE </strong>a <strong>€26,70</strong>, con una <strong>validazione molto elevata</strong>, pari a 95 su 100. Il modello resta però lontanissimo dai 31,93 euro della Street, e la ragione sta nei parametri che ricava dal prezzo: crescita implicita al 4,3% e crescita terminale allo 0,6%. Il mercato paga la crescita di oggi e non compra quella di domani.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il barile tiene su Piazza Affari ma svuota il portafoglio]]></title> <link>https://moneyfeel.it/economia/il-barile-tiene-su-piazza-affari-ma-svuota-il-portafoglio-20260811023807936/</link> <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 06:00:15 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260811182214-6c5ca82f-7f55-403a-993f-1fac71afb039.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/economia/il-barile-tiene-su-piazza-affari-ma-svuota-il-portafoglio-20260811023807936/</guid> <description><![CDATA[Il petrolio sale, Piazza Affari resiste, i rendimenti dei titoli di Stato tornano a crescere e alla pompa il conto si fa più salato. Sembrano movimenti separati, ma hanno una stessa origine: la crisi dello Stretto di Hormuz. E raccontano una storia curiosa per l’Italia, dove alcuni titoli azionari beneficiano dello shock mentre famiglie, imprese e conti pubblici ne pagano progressivamente il prezzo. Da oltre cinque mesi il traffico attraverso Hormuz resta fortemente compromesso e Lunedì è saltato anche l’ultimo tentativo di riaprire il dialogo fra Washington e Teheran. Le navi commerciali costrette a cambiare rotta sono salite a 55]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il petrolio sale, Piazza Affari resiste, i rendimenti dei titoli di Stato tornano a crescere e alla pompa il conto si fa più salato. Sembrano movimenti separati, ma hanno una stessa origine: la <strong>crisi dello Stretto di Hormuz</strong>. E raccontano una storia curiosa per l'Italia, dove alcuni titoli azionari beneficiano dello shock mentre famiglie, imprese e conti pubblici ne pagano progressivamente il prezzo.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260811_FTSEMIBMI.png" alt="image" title="Grafico FTSE MIB Index"></div><p>Da oltre cinque mesi il traffico attraverso Hormuz resta fortemente compromesso e Lunedì è saltato anche l'ultimo tentativo di riaprire il dialogo fra <strong>Washington </strong>e <strong>Teheran</strong>. Le navi commerciali costrette a cambiare rotta sono salite a 55 al 9 Agosto, contro le 35 della settimana precedente, mentre Venerdì gli attraversamenti confermati erano appena otto. Il <strong>Brent</strong> ha reagito immediatamente: dagli 83 dollari di Lunedì è salito oltre quota 90, prima di ripiegare sotto gli 88 in attesa dei dati americani. Da Luglio le quotazioni oscillano fra 72 e 102 dollari. È un mercato ancora nervoso, nel quale basta poco perché il premio per il rischio torni a crescere.</p><p>Per alcune società italiane, però, il conto è diverso. <strong>Eni</strong>, <strong>Tenaris</strong> e <strong>Saipem</strong> hanno sostenuto Piazza Affari, mentre lo <strong>Stoxx Europe 600 Oil & Gas</strong> ha guadagnato oltre l’1,66%. Saipem è salita anche sulle indiscrezioni relative al <strong>progetto Dorra in Kuwait</strong>. Il <strong>Ftse Mib</strong> ha chiuso a 53.706 punti, appena sopra la parità. Per chi vende infrastrutture e servizi al settore, il caro petrolio può significare più investimenti e nuove commesse.</p><p>Il resto dell'economia, invece, guarda al gas. Il <strong>Ttf olandese</strong> ha raggiunto €62 per megawattora, dopo l'8% guadagnato nella seduta precedente. In un mese il rialzo è del 21%, dall'inizio dell'anno del 92%. Hormuz spiega soltanto una parte del movimento. L'altra si trova nei depositi europei, pieni per meno del 57% contro una media quinquennale del 71%. Le temperature elevate hanno aumentato la domanda di gas per produrre elettricità proprio durante la stagione in cui gli stoccaggi dovrebbero riempirsi. L'Europa arriva quindi all'inverno con meno margine e con un mercato che, nel frattempo, è diventato molto più caro.</p> <p>La pressione si trasferisce anche sul costo del denaro. Il <strong>rendimento del Btp decennale è tornato sopra il 4%</strong>, mentre lo spread con il Bund è rimasto nell'area dei 78-79 punti base. Il motivo è semplice: a salire non è stato soltanto il debito italiano, ma quello europeo nel suo complesso, con il Bund arrivato al 3,2%. Sullo sfondo torna così la Bce. Una parte crescente del mercato considera possibile un rialzo di 25 punti base a Settembre, proprio perché un petrolio più caro rischia di riaccendere l'inflazione. Lo shock passa dal barile ai prezzi e dai prezzi ai tassi.</p><p>Poi c'è il passaggio più immediato, quello che non richiede né un terminale Bloomberg né un grafico dei rendimenti per essere percepito. La benzina è arrivata a €1,99 al litro e il diesel a €2,079, rispettivamente il 16% e il 27% in più rispetto a un anno fa. Per un pieno di gasolio sono circa €22 in più. Durante il primo esodo, con oltre 25 milioni di auto in movimento, il <strong>Codacons </strong>ha stimato una spesa aggiuntiva di circa €370 milioni in due giorni.</p><p>Il dato più interessante, però, è forse quello che riguarda la velocità con cui il rincaro arriva ai consumatori. Nella prima settimana di Agosto il Brent era sceso dell'8,8%; nello stesso periodo il prezzo del gasolio in Italia era diminuito appena dello 0,04% e quello della benzina dello 0,45%. Il petrolio può perdere valore rapidamente. Alla pompa, il ribasso arriva con molto più ritardo.</p><p>A questo punto la questione non riguarda più soltanto energia e carburanti. Entra nei conti dello Stato. Secondo <strong>Allianz</strong>, se fra il 2026 e il 2030 si ripetessero le cinque annate più calde mai registrate, l'Italia potrebbe perdere 147 miliardi di dollari di Pil, con una riduzione del gettito fiscale dell'1,3% l'anno e il rischio di riportare il deficit oltre il 3%. È un rischio di lungo periodo che si sovrappone a una pressione molto più immediata sui conti pubblici, mentre il governo cerca risorse per la prossima manovra. Fra le proposte sul tavolo c'è anche quella del vicepremier <strong>Matteo Salvini </strong>di un contributo pari al 5% degli utili per le prime dieci banche italiane.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Crisi di Hormuz: Petrolio, Energia e Impatto sull’Italia</h3><h4>Shock Energetico e Mercati</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore / Movimento</th><th>Implicazioni</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-oil-can"></i> Brent</td><td><strong>Oltre $90</strong></td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premio per il rischio elevato; quotazioni da Luglio fra $72 e $102</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-fire"></i> Gas TTF</td><td><strong>€62/MWh</strong></td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +21% in un mese e +92% da inizio anno</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-warehouse"></i> Stoccaggi europei</td><td><strong><57%</strong></td><td>Contro una media quinquennale del 71%; margine ridotto verso l’inverno</td></tr></tbody></table><h4>Beneficiari e Costi per l’Italia</h4><table><thead><tr><th>Area</th><th>Dato chiave</th><th>Lettura</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-industry"></i> Titoli Oil & Gas</td><td><strong>Eni, Tenaris, Saipem in rialzo</strong></td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Lo shock può sostenere investimenti e nuove commesse</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-landmark"></i> Btp e politica monetaria</td><td><strong>Btp decennale sopra il 4%</strong></td><td>Bund al 3,2%; spread a 78–79 punti base e timori di rialzo Bce di 25 punti base</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-gas-pump"></i> Famiglie e imprese</td><td><strong>Benzina €1,99 | Diesel €2,079</strong></td><td>Rincari annui del 16% e 27%; circa €22 in più per un pieno diesel</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 11/08/2026</p></div><p>I prossimi dati diranno quanto dello shock sia già entrato nell'economia. I prezzi al consumo americani di Luglio, attesi al 3,4% dal 3,5%, e il dato definitivo sull'inflazione tedesca, prevista al 2,8% dal 2,3% di Giugno, saranno due indicatori importanti per capire se l'aumento dei costi energetici sta ancora viaggiando lungo la catena dei prezzi o se una parte significativa dell'impatto è già stata assorbita.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Venti giorni per decidere se vendere Recordati]]></title> <link>https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/venti-giorni-per-decidere-se-vendere-recordati-20260810031633094/</link> <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:22:01 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260810183949-3f24c074-7b11-4482-8ebf-e846df31e558.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/venti-giorni-per-decidere-se-vendere-recordati-20260810031633094/</guid> <description><![CDATA[Recordati compie cent’anni nel 2026 e li festeggia lasciando la borsa. Il 31 Agosto si aprono le adesioni all’offerta che porterà fuori da Piazza Affari, dopo quarantadue anni di quotazione e un rialzo del 10.240%, una delle pochissime multinazionali farmaceutiche del listino italiano. I fondi CVC e GBL offrono €51,29 per azione. In borsa, questa settimana, quelle stesse azioni ne valgono 53,25. Il conto alla rovescia è cominciato Lunedì, quando la Commissione europea ha rimosso l’ultimo ostacolo antitrust. E quella differenza fra ciò che l’offerta promette e ciò che il mercato paga non è una distrazione: è il modo]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recordati</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/rec_mi_dark_full_1920_20260810031633094/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> compie cent'anni nel 2026 e li festeggia lasciando la borsa. Il 31 Agosto si aprono le adesioni all'offerta che porterà fuori da Piazza Affari, dopo quarantadue anni di quotazione e un rialzo del 10.240%, una delle pochissime multinazionali farmaceutiche del listino italiano. I fondi <strong>CVC </strong>e <strong>GBL </strong>offrono €51,29 per azione. In borsa, questa settimana, quelle stesse azioni ne valgono 53,25.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260810_RECMI.png" alt="image" title="Grafico Recordati"></div><p><span class="blurred active">Il conto alla rovescia è cominciato Lunedì, quando la Commissione europea ha rimosso l'ultimo ostacolo antitrust. E quella differenza fra ciò che l'offerta promette e ciò che il mercato paga non è una distrazione: è il modo in cui gli investitori dicono che si aspettano un rilancio, oppure che <strong>restare fuori convenga</strong>. Il premio del 12,89% di cui parla il comunicato, del resto, si misura sul 25 Marzo, l'ultimo giorno prima che si sapesse dell'interesse di CVC, quando il titolo chiuse a €46,06. Il Giovedì precedente all'annuncio le azioni ne valevano già 51,70, cioè più di quanto i fondi avrebbero offerto il giorno dopo.</span> </p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Commerzbank, troppo estero e poca Germania: Orcel e Orlopp divisi]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/commerzbank-troppo-estero-e-poca-germania-orcel-e-orlopp-divisi-20260809105258007/</link> <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:00:57 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260809184143-5c63edc8-3a27-4c4a-a50f-cdcd15e654b5.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/commerzbank-troppo-estero-e-poca-germania-orcel-e-orlopp-divisi-20260809105258007/</guid> <description><![CDATA[Ci sono trimestrali che servono a informare gli azionisti e trimestrali che servono a vincere una discussione. Quella pubblicata Giovedì da Commerzbank appartiene alla seconda categoria, e si capisce dalla prima riga: utile netto del semestre a €1,81 miliardi, il 40% in più e il migliore della storia della banca, col secondo trimestre quasi raddoppiato a €898 milioni contro i €856 attesi dal consenso. Sopra tutto questo, un riacquisto di azioni fino a €1,2 miliardi già autorizzato dalla Bce. È il modo più educato che esista per dire a un socio ingombrante che qui le cose funzionano già così.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono trimestrali che servono a informare gli azionisti e trimestrali che servono a vincere una discussione. Quella pubblicata Giovedì da <strong>Commerzbank</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/cbk_de_dark_full_1920_20260809105258007/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> appartiene alla seconda categoria, e si capisce dalla prima riga: <strong>utile netto del semestre a €1,81 miliardi</strong>, il 40% in più e il migliore della storia della banca, col secondo trimestre quasi raddoppiato a €898 milioni contro i €856 attesi dal consenso. Sopra tutto questo, un riacquisto di azioni fino a €1,2 miliardi già autorizzato dalla Bce. È il modo più educato che esista per dire a un socio ingombrante che qui le cose funzionano già così.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260809_CBKDE.png" alt="image" title="Grafico Commerzbank"></div><p>Il socio ingombrante è <strong>UniCredit</strong>, arrivata al 49,75% dei diritti di voto con l'offerta chiusa a Luglio e attesa oltre il 60% a fine operazione, in attesa del via libera della Bce per superare il 30% del capitale. <strong>Andrea Orcel </strong>ha promesso cambiamenti profondi. <strong>Bettina Orlopp</strong>, che guida la banca tedesca da quasi due anni e ha il contratto fino al 2029, ha passato la conferenza stampa a rispondere quasi soltanto su quel dossier. Alla domanda se qualcuno le avesse chiesto di farsi da parte ha risposto che è successo l'opposto, visto che il titolo è più che raddoppiato da quando è arrivata lei.</p><p>La partita, però, non si gioca sulle persone. Si gioca su una domanda tecnica che vale miliardi: da dove arriva quella crescita. I ricavi salgono del 7% a €6,52 miliardi, con il margine di interesse stabile a €4,11 miliardi nonostante i tassi in discesa e le commissioni su dell'8% a €2,18 miliardi. Ma nella divisione Corporate Clients i volumi medi dei prestiti sono cresciuti del 16% a €123 miliardi, trainati soprattutto dal finanziamento delle attività estere delle imprese tedesche e dalla clientela internazionale. È esattamente il pezzo di banca che Orcel vuole ridimensionare, ed è quello che sta producendo i numeri con cui Orlopp difende il proprio operato.</p><p>La replica di UniCredit sta in quattro parole: <strong>troppo estero</strong>, <strong>poca Germania</strong>. Va detto che il fronte domestico ha risposto meglio di quanto quella tesi lascerebbe pensare, con il risultato operativo della divisione privati e piccole imprese in crescita del 31% a €896 milioni e €285 miliardi di patrimonio amministrato. Il <strong>cost/income è sceso al 53%</strong>, il rendimento sul capitale tangibile è salito al 12,6%, e nel frattempo il piano Momentum 2030 ha già spento circa il 10% dei sistemi informatici. Chi sostiene che Commerzbank non si stia muovendo affatto deve spiegare questi numeri.</p> <p>C'è però una riga che nessuna delle fonti ha commentato e che, in un'analisi, conta più delle dichiarazioni. Il <strong>CET1 ratio è sceso al 14,4% dal 14,6% di un anno fa</strong>, mentre la banca si impegna a distribuire il 100% dell'utile netto, circa €3,2 miliardi fra dividendi e riacquisti, a fronte di un obiettivo di utile di almeno €3,4 miliardi. Restituire tutto quello che si guadagna è la strategia giusta quando bisogna convincere il mercato che il capitale è meglio nelle tasche degli azionisti che reinvestito. È anche il modo più efficace per rendere meno appetibile ciò che si possiede: una banca che ha già distribuito la propria eccedenza patrimoniale è una preda con meno da spolpare.</p><p>Sui multipli il quadro è cambiato parecchio in dodici mesi. Il <strong>P/E prospettico sta a 11,25× contro i 10,80× </strong>di un anno fa, quindi praticamente fermo, ma nel frattempo il titolo è passato da €26,78 a €39,00, il 46% in più. La spiegazione è tutta nel denominatore: le stime sull'utile normalizzato a dodici mesi sono salite da €2,77 a €3,47 per azione. Il mercato, in altre parole, non ha ri-prezzato Commerzbank: ha inseguito gli utili mentre arrivavano. Dove il re-rating c'è stato per davvero è sul patrimonio, col price/tangible book passato da 0,92× a 1,68×. La banca che un anno fa si comprava sotto il proprio valore contabile tangibile oggi costa il 68% in più.</p><p>Il confronto coi peer, invece, dice poco a favore di chi compra adesso. Sui 44 titoli del campione la mediana del P/E prospettico è 11,44×, quindi Commerzbank tratta appena il 2% sotto. <strong>Santander </strong>sta a 11,24×, <strong>Intesa Sanpaolo</strong> a 11,01×, <strong>UniCredit </strong>stessa a 10,75×, <strong>Bnp Paribas </strong>addirittura a 9,14×. Lo sconto che rendeva ovvia questa storia si è chiuso mentre la storia diventava famosa, e a questi prezzi il premio da conquistare non è più di valutazione: è di execution.</p><p>La Street lo ha già capito. Tredici analisti coprono il titolo, quattro con Buy e tre con Outperform contro cinque Hold, con un <strong>target medio di €40,61 e una mediana di €42</strong>. Il rapporto fra <strong>target e prezzo è però sceso al 104,1% dal 122,6% di fine Marzo</strong>: nessuno ha tagliato le stime, si è alzato il prezzo. Quando il consenso e il mercato si incontrano a quattro punti percentuali di distanza, lo spazio è finito.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Commerzbank AG (CBK) – 08/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€39,00</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,0%</td><td>Da €36,10 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€42,12B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,4%</td><td>Da €39,58B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Non disponibile</td><td>EV non fornito nei dati</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Banche</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Settore</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>11,25x</td><td>11,44x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −1,7% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>—</td><td>—</td><td>Non disponibile per il settore bancario</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>—</td><td>—</td><td>EV non disponibile</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>—</td><td>—</td><td>FCF non disponibile</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>4,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,3pp</td><td>Da 3,2% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>2,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,0pp</td><td>Da 1,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€1,77</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +25,5%</td><td>Da €1,41 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Non disponibile</td><td>FCF non fornito</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Non disponibile</td><td>FCF non fornito</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€40,61</td><td>13 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,1% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€42,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,7%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€45,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +15,4%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€31,60</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −19,0%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Moderatamente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>4</td><td>30,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>3</td><td>23,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>5</td><td>38,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>7,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€44,37</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +13,8% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€13,77B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,7%</td><td>Da €12,91B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Non disponibile</td><td>Dato non fornito</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€6,53B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,4%</td><td>Da €5,92B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€1,77</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +25,5%</td><td>Da €1,41 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Non disponibile</td><td>FCF non fornito</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Banche</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-university"></i> <strong>Commerzbank (CBK)</strong></td><td>11,25x</td><td>€42,12B</td><td>—</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Banco Santander (SAN)</td><td>11,24x</td><td>€182,79B</td><td>—</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building-columns"></i> BBVA (BBVA)</td><td>11,40x</td><td>€136,15B</td><td>—</td></tr><tr><td><i class="fas fa-coins"></i> UniCredit (UCG)</td><td>10,75x</td><td>€126,46B</td><td>—</td></tr><tr><td><i class="fas fa-vault"></i> BNP Paribas (BNP)</td><td>9,14x</td><td>€123,23B</td><td>—</td></tr><tr><td><i class="fas fa-piggy-bank"></i> Intesa Sanpaolo (ISP)</td><td>11,01x</td><td>€119,64B</td><td>—</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Lloyds Banking Group (LLOY)</td><td>10,31x</td><td>£66,75B</td><td>—</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 08/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-line"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Accumulate</strong>", il giudizio assegnato il 6 Febbraio in sostituzione del Buy, con <strong>un target price a dodici mesi di €44,37 </strong>e un rendimento atteso del 13,8%. I due motori convergono, con il <strong>LEADING </strong>a €41,41 e il <strong>CASCADE </strong>a €39,72, appena il 4,1% di distanza, e il costo del capitale che il mercato chiede implicitamente è del 13,1%: alto, e coerente con una banca il cui futuro dipende da una trattativa. Il momentum, con un punteggio a +87%, rimane molto positivo. Commerzbank ha vinto la discussione sui numeri. Deve ancora vincere quella su chi la governa.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il record di Piazza Affari non parla italiano]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-record-di-piazza-affari-non-parla-italiano-20260807021519608/</link> <pubDate>Sat, 08 Aug 2026 06:00:17 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260807181738-2410a601-40ef-446b-ac67-862cac202495.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-record-di-piazza-affari-non-parla-italiano-20260807021519608/</guid> <description><![CDATA[Nei mercati circola una convinzione così comoda da sembrare vera: che quando un listino tocca il massimo storico, il merito sia del Paese che lo ospita. Prendiamo il 6 Agosto. Il Ftse Mib supera per la prima volta i 54.000 punti, arriva a 54.041 e si prende il titolo di miglior indice d’Europa mentre l’Italia intera è in ferie. Nella stessa mattina l’Istat comunica che a Giugno la produzione industriale è scesa dell’1%. Due notizie, un Paese solo. Va detto subito che i conti delle banche italiane sono veri, e sono ottimi. Bper ha chiuso il miglior semestre della sua]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nei mercati circola una convinzione così comoda da sembrare vera: che quando un listino tocca il massimo storico, il merito sia del Paese che lo ospita. Prendiamo il 6 Agosto. Il <strong>Ftse Mib</strong> supera per la prima volta i 54.000 punti, arriva a 54.041 e si prende il titolo di miglior indice d'Europa mentre l'Italia intera è in ferie. Nella stessa mattina l'Istat comunica che a Giugno la produzione industriale è scesa dell'1%. Due notizie, un Paese solo.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260807_FTSEMIBMI.png" alt="image" title="Grafico Ftse Mib"></div><p>Va detto subito che i conti delle banche italiane sono veri, e sono ottimi. <strong>Bper</strong> ha chiuso il miglior semestre della sua storia con 1,33 miliardi di utile, ha alzato la guidance e ha promesso 7,5 miliardi ai soci entro il 2028, portando il payout oltre l'85%. <strong>Banco Bpm</strong> è salita del 5,4% in una seduta dopo aver rivisto al rialzo gli obiettivi su utili e cedola. <strong>Generali</strong> ha messo a segno 2,54 miliardi con un riacquisto di azioni da 500 milioni, <strong>Mediobanca </strong>711 milioni, <strong>Mps </strong>1,1 miliardi. Il cost/income di Bper è al 41,4%, un numero che dieci anni fa in Italia non esisteva. Chi ha comprato banche italiane ha vinto, e non per fortuna. Resta il fatto che una borsa non sale del 3% in poche sedute solo perché le banche fanno utili. Le banche facevano utili anche a Maggio.</p><p>La spiegazione vera arriva da lontano, e più precisamente da <strong>Washington</strong>. Il presidente della <strong>Fed Kevin Warsh </strong>continua a non spiegare come intende riportare l'inflazione al 2%, e i creditori dell'America hanno cominciato a chiedergli il conto: il rendimento reale del Tips trentennale è al 2,93%, il massimo dal 2008, e il premio a termine sul Treasury a trent'anni è salito ai livelli più alti dal 2013. Gli equivalenti tedesco e britannico, nello stesso periodo, non si sono mossi. Nel recente riassetto dei flussi globali, <strong>miliardi di dollari hanno lasciato il debito americano per rifugiarsi nei Bund</strong>, spinti da una convinzione che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile: oggi il decennale tedesco è considerato il debito più credibile del mondo. Il denaro non è arrivato a Milano perché l'Italia sia improvvisamente migliorata. È arrivato perché doveva trovare un'altra destinazione.</p> <p>Il momento che riassume la settimana, però, è un altro, e sembra scritto da un umorista. Venerdì 31 Luglio, il Tesoro americano è intervenuto per sostenere lo <strong>yen</strong>, che era ai <strong>minimi da quarant'anni</strong>. Per farlo aveva due scelte: vendere dollari, come si è sempre fatto, o vendere qualcos'altro. <strong>Ha venduto euro</strong>. Un movimento di oltre il 4% sul cambio con la valuta giapponese, e <strong>Christine Lagarde </strong>lo ha scoperto il giorno dopo, da una telefonata di <strong>Scott Bessent</strong>, a operazione conclusa. Alla Bce l'hanno definita una violazione senza precedenti delle convenzioni fra autorità monetarie occidentali, e un funzionario ha aggiunto al <strong>Financial Times </strong>che è una faccenda triste e molto eclatante. Che è il modo diplomatico per dire un'altra cosa.</p><p>Ricapitolando: il continente che viene comprato perché offre il debito più credibile del pianeta è lo stesso la cui valuta viene venduta senza preavviso per stabilizzarne un'altra. L'Europa è contemporaneamente <strong>il rifugio e la merce di scambio</strong>, e su nessuna delle due cose le è stato chiesto un parere. È una posizione che ha i suoi vantaggi, come li ha il divano di casa d'altri: si sta comodi finché il padrone non torna.</p><p>E il padrone, prima o poi, torna. Venerdì il mercato ha ricevuto il primo promemoria: i dati americani sull'occupazione hanno mostrato 23.000 posti in meno a Luglio, con revisioni negative per altri 103.000 nei due mesi precedenti e una crescita dei salari al ritmo più lento da oltre cinque anni. In poco più di mezz'ora le scommesse su un rialzo dei tassi a Settembre si sono ridotte drasticamente. La prossima settimana arrivano i dati sull'inflazione: se i prezzi confermeranno il raffreddamento, la Fed recupererà credibilità, il dollaro potrebbe rafforzarsi e il motivo tecnico che oggi spinge i capitali verso l'Europa perderebbe forza. Nessuno venderà Bper per questo. Ma il vento, quello sì, potrebbe cambiare direzione.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Ftse Mib oltre i 54.000: Record Italiano o Effetto Estero?</h3><h4>Metriche di Contesto</h4><table><thead><tr><th>Metrica</th><th>Valore</th><th>Implicazione</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Ftse Mib</td><td><strong>54.041</strong></td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Record storico, miglior indice d'Europa</td></tr><tr><td><i class="fas fa-percentage"></i> Btp-Bund Spread</td><td><strong>78 pb</strong></td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Tensione debito contenuta</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Decennale Italiano</td><td><strong>3,90%</strong></td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Riflusso estero verso debito europeo</td></tr></tbody></table><h4>Tesi vs Rischi</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>Valutazione</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-university"></i> <strong>Banche italiane</strong></td><td>Utili record e payout crescente</td><td>Bper 1,33 mld, Mps 1,1 mld, Mediobanca 711 mln; cost/income Bper al 41,4%</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-blue"><td><i class="fas fa-globe-europe"></i> <strong>Flussi internazionali</strong></td><td>Wellington: 6 mld $ da Treasury a Bund</td><td>Decennale tedesco visto come debito più credibile al mondo</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-exchange-alt"></i> <strong>Rischio dollaro</strong></td><td>Occupazione USA debole, inflazione in calo</td><td>Se la Fed recupera credibilità, il vento favorevole all'Europa può girare</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 06/08/2026</p></div><p>Nel frattempo <strong>lo spread Btp-Bund </strong>sta a 78 punti base, il <strong>decennale rende il 3,90%</strong>, e chi ha un fondo azionario Italia in portafoglio guarda il proprio indice più in alto di quanto sia mai stato. È una bella notizia e va goduta, a una condizione: sapere quanta parte di quel record dipende da noi. Un listino che tocca il massimo storico sta sempre dicendo qualcosa. Bisogna solo capire in che lingua.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Tesmec, lo sconto c’è ancora, ma non dove sembra]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/tesmec-lo-sconto-ce-ancora-ma-non-dove-sembra-20260806023505558/</link> <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 06:00:55 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260806191612-85600f60-413a-4481-86ad-f51783ecccee.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/tesmec-lo-sconto-ce-ancora-ma-non-dove-sembra-20260806023505558/</guid> <description><![CDATA[Un anno fa Tesmec valeva cinque centesimi ad azione. Oggi ne vale quarantadue, e la capitalizzazione è passata da €32 a €236 milioni. Non è una società nuova né una scommessa sull’intelligenza artificiale: è una micro-cap bergamasca quotata su Euronext STAR Milan che costruisce e mantiene le infrastrutture per trasportare energia elettrica, dati e materiali. In pratica fabbrica le macchine che tendono i cavi delle linee elettriche, le trencher che scavano trincee per condotte e fibra, e i sistemi per tenerle in efficienza. Un mestiere poco fotogenico che si è ritrovato al centro di due cicli di investimento insieme,]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un anno fa <strong>Tesmec</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/tes_mi_dark_full_1920_20260806023505558/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> valeva cinque centesimi ad azione. Oggi ne vale quarantadue, e la capitalizzazione è passata da €32 a €236 milioni. Non è una società nuova né una scommessa sull'intelligenza artificiale: è una micro-cap bergamasca quotata su Euronext STAR Milan che costruisce e mantiene le infrastrutture per trasportare energia elettrica, dati e materiali. In pratica fabbrica le macchine che tendono i cavi delle linee elettriche, le trencher che scavano trincee per condotte e fibra, e i sistemi per tenerle in efficienza. Un mestiere poco fotogenico che si è ritrovato al centro di due cicli di investimento insieme, la rete elettrica e la banda larga.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260806_TESMI.png" alt="image" title="Grafico Tesmec"></div><p>I conti del primo semestre, pubblicati Mercoledì, sono quelli di un'azienda che ha voltato pagina. I <strong>ricavi sono saliti del 12,2% a €144,2 milioni</strong>, l'EBITDA del 14,7% a €24,3 milioni con il margine al 16,8%, l'EBIT del 25,1% a €13,5 milioni. Ma il numero che conta è l'ultimo: l'<strong>utile netto è di €4,5 milioni</strong>, contro una perdita di €0,5 milioni nello stesso periodo del 2025. Dopo anni sottozero, Tesmec guadagna.</p><p>La parte più solida, però, sta in due voci che il mercato di solito guarda dopo. L'<strong>indebitamento finanziario netto è sceso a €120,3 milioni</strong> dai €146,4 di un anno fa e dai €130,4 di Dicembre, quindi il debito si sta riducendo mentre l'azienda cresce, che è la combinazione più rara e più difficile. E il <strong>portafoglio ordini totale è arrivato a €498,3 milioni</strong>, dai €396,1 di Giugno 2025 e dai €416,2 di Dicembre. Fa quasi due anni di fatturato già firmato, con una crescita che il gruppo definisce diffusa anche nelle divisioni con minore visibilità temporale. Per un'azienda che vive di commesse, è la differenza tra sperare e sapere.</p><p>Il mercato ha reagito come fa sempre quando si accorge in ritardo di qualcosa: il titolo ha guadagnato l'8,2% Mercoledì e un altro 7,3% Giovedì. <strong>Intermonte</strong>, l'unico broker che copre il nome, <strong>ha alzato il target price a €0,54 </strong>dai precedenti €0,46 confermando <strong>Outperform</strong>, dopo un EBITDA del secondo trimestre superiore del 15% alle proprie stime e trainato da Energy e Trenchers. Ha aumentato le stime sull'utile per azione del 17% sul 2026 e del 12% sul biennio successivo, e osserva che a 6,6× l'EV/EBITDA 2026 <strong>resta spazio per un ulteriore re-rating se l'esecuzione continua</strong>.</p><p>Sui multipli, però, il quadro va smontato un gradino alla volta, perché due numeri dicono cose opposte. Sull'EV/Sales atteso Tesmec tratta 1,45× contro una mediana di comparabili a 1,74×, quindi il 17% a sconto. Sul P/E atteso, 21,75× contro 16,07×, è il 35% a premio. Vero, ma in quel paniere ci sono <strong>Rotork </strong>a 26,70× e <strong>Georg Fischer </strong>con un margine operativo negativo, due società che con questa condividono la classificazione industriale e poco altro. Il confronto vero è con <strong>Interpump</strong> a 16,07× e <strong>Bucher</strong> a 16,02×, ed è lì che il premio del 35% resta intero.</p><p>La spiegazione di quella forbice è tutta nei margini, ed è il punto che decide il caso. Il margine operativo che il modello ricava dai conti sfiora il 7,2%, contro il 15,8% di Interpump e il 26,1% di Rotork. <strong>Tesmec vende quasi come i concorrenti e guadagna la metà</strong>: il mercato quindi la <strong>paga poco sul fatturato e cara sugli utili</strong>, perché sta scommettendo che quei margini salgano. Un premio del 35% su una società che ha appena smesso di perdere denaro non è una valutazione, è un'ipotesi.</p><p>C'è poi un dettaglio che conviene spiegare, perché sugli schermi appare come un errore. Il P/E degli ultimi dodici mesi è negativo, dato che la somma dei quattro trimestri include ancora i periodi in rosso, mentre quello prospettico sta a 21,75×. Il salto fra i due numeri non è un'anomalia contabile, è il punto di svolta: il passato di questa azienda e il suo futuro sono due imprese diverse. Il rendimento della cassa atteso, al 4,8%, dice intanto che il contante c'è ma non abbonda.</p><p>Sul valore il modello lavora in una condizione particolare, e va detto. Il <strong>LEADING</strong>, che costruisce la stima dai soli fondamentali, <strong>arriva a €0,46</strong>; il <strong>CASCADE</strong>, che parte dal prezzo di mercato e ne estrae le condizioni implicite, <strong>si ferma a €0,40</strong>. La qualità dei dati disponibili su questo nome è però bassa, 0,57 su una scala da zero a uno, e il motore assegna alla lettura fondamentale un peso ridotto. Non è un dettaglio tecnico: su una micro-cap con copertura di un solo analista significa che la stima va presa con riserva. I parametri che il CASCADE ricava dal prezzo chiedono una <strong>crescita del 7,4% </strong>e un <strong>costo del capitale dell'11,5%</strong>, che per un'azienda a questi margini è un livello onesto.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Tesmec S.p.A. (TES.MI) – 06/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€0,42</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +162,5%</td><td>Da €0,16 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€235,58M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +144,6%</td><td>Da €96,28M Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€409,20M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +56,9%</td><td>EV/MCap 1,74x – debito netto impl. €173,62M</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Specialty Industrial Machinery</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>21,75x</td><td>16,07x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +35,3% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>8,12x</td><td>—</td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Dato peer non disponibile</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,45x</td><td>1,74x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −16,7% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>21,03x</td><td>—</td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Dato peer non disponibile</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>5,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −7,4pp</td><td>Da 12,5% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>6,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −9,2pp</td><td>Da 15,6% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> n/d</td><td>Dato non disponibile</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>4,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −5,7pp</td><td>Da 10,5% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€11,20M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +194,7%</td><td>Da €3,80M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€0,50</td><td>1 analista</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +19,0% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€0,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +19,0%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€0,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +19,0%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€0,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +19,0%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentimento Ristretto ma Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>1</td><td>100,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€0,50</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +19,0% | DQS 0,57 (Low)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€281,40M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,6%</td><td>Da €279,70M Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€50,40M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,5%</td><td>Margin 17,9% – dato 06/08/2026</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€28,30M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +14,1%</td><td>Margin 10,1%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>—</td><td><i class="fas fa-minus"></i> n/d</td><td>Dato non disponibile</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€11,20M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +194,7%</td><td>Da €3,80M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Specialty Industrial Machinery</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-cogs"></i> <strong>Tesmec (TES.MI)</strong></td><td>21,75x</td><td>€235,58M</td><td>1,45x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-cog"></i> Renold (RNO.L)</td><td>8,78x</td><td>£164,10M</td><td>0,84x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tint"></i> Interpump (IP.MI)</td><td>16,07x</td><td>€3,94B</td><td>1,95x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-truck"></i> Bucher Industries (BUCN.SW)</td><td>16,02x</td><td>CHF 3,02B</td><td>0,94x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-cog"></i> Rotork (ROR.L)</td><td>26,70x</td><td>£3,96B</td><td>4,83x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-water"></i> Georg Fischer (GF.SW)</td><td>19,96x</td><td>CHF 4,24B</td><td>1,74x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 06/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-arrow-trend-up"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma "<strong>Accumulate</strong>", il giudizio assegnato il 21 Luglio in sostituzione dell'Hold, con un <strong>target price a dodici mesi di €0,50 </strong>e un <strong>rendimento atteso del 19,9%</strong>. A sostenere la valutazione è soprattutto il forte momentum del titolo. Nel frattempo il <strong>rapporto tra target medio degli analisti e prezzo si è ridotto al 117,5% dal 144,2% di fine Marzo</strong>, perché le quotazioni sono salite più rapidamente delle stime. Tesmec ha smesso di essere un caso di ristrutturazione. Non è ancora un caso di qualità.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Reply ritrova slancio e il mercato torna a premiarla]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/reply-ritrova-slancio-e-il-mercato-torna-a-premiarla-20260805022518613/</link> <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 06:00:56 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260805193133-d2091594-8791-4955-b0fd-a3970b85a137.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/reply-ritrova-slancio-e-il-mercato-torna-a-premiarla-20260805022518613/</guid> <description><![CDATA[Reply è una di quelle aziende che tutti hanno incrociato senza saperlo. Non vende un prodotto e non ha un’insegna in centro: vende ingegneri e progetti, e li vende alle grandi imprese che devono rifare i propri sistemi. Nata a Torino nel 1996 e cresciuta comprando piccole società specializzate, oggi è una federazione di un centinaio di aziende con nomi diversi, ognuna esperta di un pezzo di mondo digitale, dai pagamenti alla logistica fino ai modelli linguistici. Vale €4,25 miliardi in borsa, fattura €2,54 miliardi ed è probabilmente la società italiana che sta guadagnando di più dall’intelligenza artificiale, senza]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Reply</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/rey_mi_dark_full_1920_20260805022518613/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> è una di quelle aziende che tutti hanno incrociato senza saperlo. Non vende un prodotto e non ha un'insegna in centro: vende ingegneri e progetti, e li vende alle grandi imprese che devono rifare i propri sistemi. Nata a Torino nel 1996 e cresciuta comprando piccole società specializzate, oggi è una federazione di un centinaio di aziende con nomi diversi, ognuna esperta di un pezzo di mondo digitale, dai pagamenti alla logistica fino ai modelli linguistici. Vale €4,25 miliardi in borsa, fattura €2,54 miliardi ed è probabilmente la società italiana che sta guadagnando di più dall'intelligenza artificiale, senza produrne nemmeno una riga.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260805_REYMI.png" alt="image" title="Grafico Reply"></div><p>Il primo semestre lo racconta bene. Il <strong>fatturato consolidato è salito del 7,4% a €1.311,9 milioni</strong>, l'EBITDA a €233,2 milioni con un margine del 17,8%, e il secondo trimestre da solo ha accelerato all'8,7%. La posizione finanziaria netta resta positiva per €402 milioni: l'<strong>azienda ha più cassa che debiti</strong>, condizione rara che le consente di comprare senza chiedere niente a nessuno. Il presidente <strong>Mario Rizzante </strong>ha spiegato il perché con una frase che vale più dei numeri, dicendo che gli investimenti in tecnologia si concentrano ormai su iniziative di AI con impatto diretto sulla competitività. Le imprese non comprano più licenze, comprano gente che sappia farla funzionare dentro i propri processi, ed è esattamente il mestiere di Reply.</p><p>Il vero cambio di passo, però, sta nell'allocazione del capitale. A Luglio la società ha comprato 203.146 azioni proprie, portando il portafoglio al 2,9% del capitale, e nello stesso mese ha chiuso un'acquisizione negli Stati Uniti nel settore governativo e della difesa. Vale circa il 4% dei ricavi di gruppo, intorno ai €100 milioni di fatturato, con una redditività non lontana da quella del gruppo e un multiplo che Equita stima attorno a 10× l'EBIT. Un'azienda piena di cassa che ricompra le proprie azioni e insieme entra nella difesa americana sta dicendo due cose: <strong>che si considera a sconto e che ha trovato dove crescere</strong>.</p><p>Sui multipli il numero grezzo non dice nulla, e conviene smontarlo un gradino alla volta. A 7,58× l'EV/EBITDA atteso Reply esprime un premium del 9% sulla mediana del peer set, ferma a 6,68×. Vero, ma in quel paniere ci sono <strong>Globant</strong> a 3,88× e <strong>EPAM</strong> a 5,27×, che con questa società condividono il codice settoriale e poco altro. Il confronto vero è coi grandi europei: Reply costa più di <strong>Capgemini</strong> a 6,37× e di <strong>Sopra Steria </strong>a 6,68×, e meno di <strong>Netcompany </strong>a 10,72×. Sul P/E il premium sale al 40%, 14,53× contro 10,35×, ed è il prezzo che il mercato paga per una crescita organica dell'8% in un settore che viaggia a una cifra bassa.</p> <p>Il punto è che quel premium fino a Marzo non c'era. L'EV/EBITDA atteso è passato da 11,22× di Giugno 2025 a 5,27× di fine Marzo, per poi risalire a 7,58×: un dimezzamento e un recupero a metà strada in dodici mesi. Nello stesso periodo l'EBITDA atteso non è mai sceso, anzi è salito da €470 a €508 milioni. Le stime, quindi, hanno sempre tenuto: a franare e poi a riprendersi è stato il multiplo. Il titolo che a Marzo trattava €80,75 oggi ne vale €118,40, il 47% in più, e resta comunque sotto i €146,60 di un anno fa.</p><p>La cassa conferma la qualità, ed è il punto dove le società di consulenza di solito deludono. Il <strong>free cash flow levered </strong>degli ultimi dodici mesi <strong>è salito del 21% a €249,5 milioni</strong>, e il rendimento atteso della cassa resta al 6,0%. Con un margine EBIT del 14,5% e una conversione di questo tipo, l'azienda trasforma in denaro quasi tutto quello che dichiara, e in un business fatto di persone e progetti <strong>non è affatto scontato</strong>.</p><p>La Street si è mossa quasi all'unisono. <strong>Deutsche Bank </strong>ha confermato <strong>Buy </strong>alzando il <strong>target a €140 </strong>dai precedenti €130, <strong>Intesa Sanpaolo </strong>ha ribadito Buy con <strong>obiettivo a €155 </strong>ed <strong>Equita </strong>ha portato il proprio a <strong>€130</strong>, definendo ancora compresse le valutazioni. Undici analisti seguono il titolo: dieci consigliano Buy e uno solo Hold, con un target medio di €153,36. Il dato più interessante, però, è un altro. Da fine Marzo nessuno ha ridotto le stime; è stato il prezzo a colmare una parte dello sconto, facendo scendere il <strong>Target/Close Ratio dal 187,6% al 131,8%</strong>.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Reply S.p.A. (REY) – 05/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€118,40</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,2%</td><td>Da €114,70 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€4,25B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,6%</td><td>Da €4,28B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€3,85B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,6%</td><td>EV/MCap 0,91x – cassa netta impl. €0,40B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Software & IT Services</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>14,53x</td><td>10,35x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +40,4% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>7,58x</td><td>6,68x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +13,5% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>1,37x</td><td>1,16x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +18,1% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>16,60x</td><td>11,26x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +47,4% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>1,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,1pp</td><td>Da 1,3% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>1,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 1,0% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€1,59</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,4%</td><td>Da €1,44 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>6,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 5,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€256,2M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,6%</td><td>Da €249,7M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€153,36</td><td>11 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +29,5% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€155,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +30,9%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€195,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +64,7%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€121,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,2%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>10</td><td>90,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>1</td><td>9,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€130,53</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +12,1% | DQS 0,82 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€2,82B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,6%</td><td>Da €2,62B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€508,0M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,4%</td><td>Margin 18,0% – dato 05/08/2026</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€425,4M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,5%</td><td>Margin 15,1%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€1,59</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,4%</td><td>Da €1,44 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€256,2M</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,6%</td><td>Da €249,7M Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Software & IT Services</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-laptop-code"></i> <strong>Reply (REY)</strong></td><td>14,53x</td><td>€4,25B</td><td>1,37x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-globe-americas"></i> Cognizant (CTSH)</td><td>9,27x</td><td>$25,28B</td><td>1,16x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-cogs"></i> Capgemini (CAP)</td><td>8,12x</td><td>€18,23B</td><td>1,00x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-code"></i> EPAM Systems (EPAM)</td><td>8,40x</td><td>$5,85B</td><td>0,88x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-server"></i> Sopra Steria (SOP)</td><td>10,35x</td><td>€3,73B</td><td>0,83x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-network-wired"></i> Tieto (TIETO)</td><td>11,48x</td><td>€2,14B</td><td>1,43x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-cloud"></i> Netcompany (NETC)</td><td>15,85x</td><td>DKK14,17B</td><td>1,88x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-robot"></i> Globant (GLOB)</td><td>6,06x</td><td>$1,65B</td><td>0,79x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-satellite"></i> Indra Sistemas (IDR)</td><td>19,89x</td><td>€10,44B</td><td>1,28x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-laptop-code"></i> Wipro (507685)</td><td>14,16x</td><td>₹1.849,85B</td><td>1,69x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 05/08/2026</p></div><p>Anche il modello arriva alla stessa conclusione, pur seguendo una strada diversa. Il <strong>LEADING </strong>valuta Reply €142,60, mentre il <strong>CASCADE </strong>si ferma a €125,82, circa il 12% più in basso: una distanza che riflette un premio al rischio ancora incorporato dal mercato, non un peggioramento dei fondamentali. Per questo il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-money-bill-trend-up"></i> Fundamental Analysis Engine</a> porta il titolo ad "<strong>Accumulate</strong>", sostituendo l'Hold il 3 Agosto. Il <strong>target price sale a €130,53 </strong>con un rendimento atteso del 12,1%: il cambiamento non nasce da conti migliori, ma da un momentum che nel frattempo è tornato favorevole.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il clima entra nel prezzo del rischio]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-clima-entra-nel-prezzo-del-rischio-20260804023440507/</link> <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 06:00:14 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260804193757-06ac2183-caf0-4e76-9dff-230068ea76e4.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-clima-entra-nel-prezzo-del-rischio-20260804023440507/</guid> <description><![CDATA[Domenica scorsa l’Ungheria ha dovuto fermare la centrale nucleare di Paks. Il Danubio era diventato troppo caldo per raffreddarne i reattori e, nel giro di poche ore, il prezzo dell’elettricità è balzato oltre i €500 per megawattora. Non è stata una decisione politica, né un dazio o una banca centrale. È bastato un fiume. Per vent’anni il prezzo del rischio è stato deciso da Washington e Francoforte; quest’estate, invece, lo stanno decidendo il livello dell’acqua e lo Stretto di Hormuz. La fotografia dell’Europa spiega più di qualsiasi commento. Il Reno naviga sui minimi storici, in Francia i reattori vengono fermati]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa l'Ungheria ha dovuto fermare la <strong>centrale nucleare di Paks</strong>. Il Danubio era diventato troppo caldo per raffreddarne i reattori e, nel giro di poche ore, il prezzo dell'elettricità è balzato oltre i €500 per megawattora. Non è stata una decisione politica, né un dazio o una banca centrale. È bastato un fiume. Per vent'anni il prezzo del rischio è stato deciso da <strong>Washington </strong>e <strong>Francoforte</strong>; quest'estate, invece, lo stanno decidendo il livello dell'acqua e lo Stretto di Hormuz.</p><p>La fotografia dell'Europa spiega più di qualsiasi commento. Il Reno naviga sui minimi storici, in Francia i reattori vengono fermati sempre più spesso perché l'acqua dei fiumi è troppo calda e, tra i Paesi nordici e l'arco alpino, gli invasi idroelettrici sono insolitamente vuoti proprio mentre il caldo spinge i consumi per il condizionamento ai massimi. Il problema, inoltre, non si risolve in pochi giorni: riavviare un reattore richiede circa una settimana dal ritorno di condizioni accettabili e, storicamente, Agosto e Settembre coincidono con il minimo stagionale dei grandi fiumi europei. Per questo il mercato teme che il momento più difficile debba ancora arrivare.</p> <p>L'Italia si trova nel punto più vulnerabile di questa mappa. Il prezzo all'ingrosso dell'elettricità è salito a €208 per megawattora, il livello più alto dal Dicembre 2022, mentre la domanda di Luglio ha raggiunto il massimo dal 2019. Nello stesso mese il gas ha coperto il 38% della produzione nazionale, poco sotto il record del 2022, perché la scarsità d'acqua nei bacini del Nord ha limitato il contributo dell'idroelettrico. Per compensare, il Paese ha importato in media 7,8 gigawatt nella settimana conclusa il 3 Agosto, soprattutto da una Francia che, però, a causa dello stesso caldo dispone di meno reattori e quindi di meno elettricità da esportare. Affidarsi al vicino funziona soltanto finché il vicino non affronta gli stessi problemi.</p><p>Sul fronte delle materie prime il <strong>petrolio</strong> sembra aver già assorbito l'emergenza. Dopo un balzo del 10% fino a sfiorare i $100 al barile nella terza settimana di Luglio, alimentato dalla guerra tra Stati Uniti e Iran e dal timore di un blocco del Mar Rosso, le quotazioni sono tornate nell'area dei $79. Chi guarda soltanto il Brent potrebbe pensare che il peggio sia passato. Il gas racconta invece una storia diversa. Mentre gran parte dell'Europa rinviava gli acquisti, l'Italia ha scelto di riempire gli stoccaggi in anticipo, diventando a Luglio il primo importatore europeo di GNL. Oggi i depositi nazionali sono al 75%, contro il 56% della Francia e il 47% della Germania. La Commissione europea ritiene che l'obiettivo dell'80% sia ancora raggiungibile grazie alla capacità di importazione inutilizzata, e probabilmente ha ragione. La vera incognita è un'altra: quanto costerà completare quei riempimenti quando, con l'arrivo dell'inverno, l'Asia tornerà a competere per gli stessi carichi.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260804_BZF.png" alt="image" title="Grafico Brent Crude Oil"></div><p>Va anche riconosciuto che l'economia continua a sorprendere per resilienza. <strong>Vincent Chagneau</strong>, Head of Research di <strong>Generali Investments</strong>, attribuisce questa tenuta al superciclo di investimenti nell'intelligenza artificiale e prevede per il 2026 una crescita del <strong>PIL del 2% negli Stati Uniti</strong>, dello <strong>0,7% nell'Eurozona</strong> e del <strong>4,4% in Cina</strong>, con rischi orientati più al rialzo che al ribasso. Anche <strong>BlackRock </strong>mantiene un giudizio positivo sul tema. <strong>Wei Li</strong>, <strong>Chief Investment Strategist </strong>globale del gruppo, osserva che la crescente concorrenza cinese sui modelli di AI potrebbe comprimere il potere di prezzo, ma allo stesso tempo accelerarne l'adozione. Aggiunge però un'osservazione che vale ben oltre il settore tecnologico: "<em>con tassi reali e premi a termine in aumento, anche fondamentali solidi devono superare un'asticella molto più alta</em>".</p><p>È proprio in questo contesto che il capitale sta cambiando direzione. Sempre più gestori stanno riducendo l'esposizione ai Treasury americani per aumentare quella verso il debito europeo. <strong>Barings </strong>ha comprato <strong>Italia</strong>, <strong>Spagna </strong>e <strong>Francia</strong>, <strong>UBS </strong>e <strong>Guinness </strong>hanno aumentato i <strong>Bund</strong>, <strong>Aviva </strong>resta sovrappesata sull'Eurozona. Il rendimento del <strong>Treasury trentennale</strong> è tornato sui livelli del 2007 e il differenziale rispetto al Bund decennale è il più ampio degli ultimi dodici mesi, mentre la credibilità anti-inflazionistica del presidente della Fed <strong>Kevin Warsh </strong>viene rimessa in discussione a ogni riunione. Chi cerca rifugio in Europa, però, scopre subito che anche il concetto di porto sicuro è diventato relativo. <strong>JPMorgan Asset Management</strong>, ha ridotto l'esposizione ai BTP a lunga scadenza in vista della legge di bilancio italiana e preferisce la Francia, che oggi offre circa 80 punti base in più della Germania. Nella stessa settimana, quindi, l'<strong>Italia è stata acquistata da chi prende le distanze dagli Stati Uniti e venduta da chi teme la prossima manovra</strong>.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Crisi Energetica Estiva: Rischio e Rotazioni di Mercato</h3><h4>Shock Energetico: Dati Chiave</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Dato</th><th>Implicazione</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-bolt"></i> Picco elettricità Ungheria</td><td><strong>>€500/MWh</strong></td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Reattori Paks fermati: acqua del Danubio troppo calda</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-plug"></i> Prezzo all'ingrosso Italia</td><td><strong>€208/MWh</strong></td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Massimo da Dicembre 2022</td></tr><tr><td><i class="fas fa-fire"></i> Gas su produzione Italia (Luglio)</td><td><strong>38%</strong></td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Vicino al record 2022</td></tr><tr><td><i class="fas fa-exchange-alt"></i> Importazioni nette Italia</td><td><strong>7,8 GW</strong></td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Dipendenza da Francia anch'essa in crisi</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-warehouse"></i> Stoccaggi gas Italia</td><td><strong>75%</strong></td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Sopra Francia (56%) e Germania (47%)</td></tr><tr><td><i class="fas fa-oil-can"></i> Brent</td><td><strong>~$79/barile</strong></td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Rientrato dopo spike a $100</td></tr></tbody></table><h4>Rotazioni di Mercato e Posizionamento</h4><table><thead><tr><th>Tema</th><th>Lettura moneyfeel</th><th>Segnale</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-globe-europe"></i> Debito europeo vs Treasury USA</td><td>Flussi da Treasury a Bund, BTP, Francia</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Yield EU più attrattivi, differenziale widest 12M</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-landmark"></i> BTP lunga scadenza</td><td>Acquistati da Barings, ridotti da JPM AM</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Incertezza manovra bilancio vs appeal yield</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-flag-usa"></i> Treasury 30Y USA</td><td>Rendimenti ai livelli del 2007</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Credibilità Fed sotto pressione</td></tr><tr><td><i class="fas fa-robot"></i> AI / Tech</td><td>Resilienza confermata ma asticella più alta</td><td><i class="fas fa-filter"></i> Selezionare fondamentali solidi</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-umbrella-beach"></i> Consiglio pre-ferie</td><td>"Non fare nulla" è valido solo se si capisce l'esposizione</td><td><i class="fas fa-balance-scale"></i> Verificare concentrazione azionaria e duration</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: Agosto 2026</p></div><p>Il consiglio più diffuso in queste settimane è di non fare nulla prima delle ferie. Può essere una scelta corretta, ma solo dopo aver compreso cosa quel "<em>nulla</em>" lascia realmente esposto. Un portafoglio con il 50% del patrimonio investito in azioni, concentrato su semiconduttori e intelligenza artificiale, e costruito su una concezione del rischio rimasta ferma al passato, non è necessariamente diversificato. È semplicemente un portafoglio nato per un ciclo di mercato che nel frattempo è cambiato.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Intesa Sanpaolo: il prezzo ha raggiunto il valore]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/intesa-sanpaolo-il-prezzo-ha-raggiunto-il-valore-20260803032632297/</link> <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:58:56 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260803192131-379e7cff-c12e-4e7b-9d59-497a5b0bd211.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/intesa-sanpaolo-il-prezzo-ha-raggiunto-il-valore-20260803032632297/</guid> <description><![CDATA[Un’occasione si chiude in due modi. Il primo è che l’azienda deluda. Il secondo, molto più comune, è che il prezzo arrivi dove doveva arrivare. A Intesa Sanpaolo è successo il secondo: il 20 Luglio, nei giorni del semestre migliore di sempre, il nostro modello è passato da Buy ad Accumulate. Conviene separare i numeri, perché è lì che si legge il meccanismo. Il fair value fondamentale non si è quasi mosso in due settimane, restando attorno ai €7, e altrettanto vale per i parametri con cui il mercato lo costruisce. A muoversi sono state le altre due gambe:]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un'occasione si chiude in due modi. Il primo è che l'azienda deluda. Il secondo, molto più comune, è che il prezzo arrivi dove doveva arrivare. A <strong>Intesa Sanpaolo</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/isp_mi_dark_full_1920_20260803032622206/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> è successo il secondo: il 20 Luglio, nei giorni del semestre migliore di sempre, il nostro modello è passato da Buy ad Accumulate.</p><p>Conviene separare i numeri, perché è lì che si legge il meccanismo. Il <strong>fair value fondamentale non si è quasi mosso </strong>in due settimane, restando attorno ai €7, e altrettanto vale per i parametri con cui il mercato lo costruisce. A muoversi sono state le altre due gambe: il prezzo, salito da €6,28 a €6,70, e il sovrapprezzo che il modello concede alla direzione del trend, passato dal 15,2% al 3,9%. Messe insieme, portano il rendimento atteso dal 27,5% all'11,4% senza che nessuno abbia cambiato idea sulla banca. <strong>È la definizione operativa di un titolo che ha fatto il suo lavoro</strong>.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260803_ISPMI-1.png" alt="image" title="Grafico Intesa Sanpaolo"></div><p>I motivi per cui quel Buy era giustificato, del resto, c'erano tutti. Da fine Giugno 2025 il titolo è passato <strong>da €4,89 a €6,70</strong>, con la capitalizzazione salita da €86 a €113 miliardi, e nello stesso arco le stime sull'utile normalizzato a dodici mesi sono cresciute da €0,57 a €0,62 per azione. Anche il dividendo atteso è salito, da €0,40 a €0,48, il che lascia il rendimento al 7,2% su un titolo cresciuto del 37%.</p><p>Il problema, semmai, è che il mercato lo ha capito. L'<strong>NTM P/E è salito a 10,88× </strong>dai 9,00× di un anno fa, e il divario con i peer si è chiuso quasi del tutto: la mediana di 41 banche sta a 11,67×, quindi lo sconto residuo vale appena il 7%. Verso i confronti che contano non ce n'è più nessuno. <strong>UniCredit</strong> tratta <strong>10,41×</strong>, <strong>Santander 10,79×</strong>, <strong>BNP Paribas</strong> addirittura <strong>8,91×</strong>, tutte sotto Intesa. Restano più care <strong>CaixaBank </strong>a <strong>12,61× </strong>e <strong>JPMorgan</strong> a <strong>14,58×</strong>, ma la seconda è un'altra industria. Sul patrimonio il quadro è ancora più netto, con un price/tangible book a 1,69× contro l'1,57× dell'anno scorso: la banca migliore d'Italia viene pagata come tale, che è una buona notizia per chi c'era e una meno buona per chi arriva adesso.</p> <p>Poi c'è Siena, che è il vero motivo per cui il titolo si muove. <strong>Banco BPM </strong>ha interrotto le consultazioni con <strong>Monte dei Paschi</strong> ritenendo che non ci fossero le condizioni per un accordo condiviso, e <strong>Crédit Agricole</strong>, primo azionista di BPM con una quota appena sotto il 30%, non vede valore aggiunto nella fusione con Siena. Il campo, per Intesa, è libero. <strong>Carlo Messina </strong>è andato in televisione a citare Mario Draghi, promettendo che l'offerta si farà "<em>whatever it takes</em>" e definendo l'integrazione a rischio zero perché tutta domestica. Con Monte dei Paschi, sostiene, il gruppo arriverebbe a gestire circa €2.000 miliardi di masse tra risparmio gestito e asset management, anticipando di tre anni gli obiettivi del piano, e diventerebbe la seconda banca dell'Eurozona per capitalizzazione dopo Santander.</p><p>Va detto che il ragionamento industriale regge. Intesa non è una banca commerciale che cresce solo prestando denaro, è una macchina di commissioni sul patrimonio dei clienti, e in quel mestiere la scala conta più che altrove. Il margine operativo che il modello ricava dai conti sfiora il 67%, un livello che nel settore hanno in pochi, e la crescita implicita nel prezzo è del 6,3%, cioè quella che la banca sta già producendo. Il mercato, in altre parole, non sta chiedendo a Messina nulla di eroico: gli sta chiedendo di continuare.</p><p>C'è però una fattura che il consolidamento presenta e che nessun conto economico registra. Nei primi sei mesi del 2026 <strong>le banche italiane hanno chiuso altri 126 sportelli</strong>, portando il totale a 19.016, e i comuni rimasti senza filiale sono aumentati di nove, coinvolgendo ormai quasi 11,5 milioni di persone. Dal 2021 il calo supera la media nazionale del 12,2% a Milano, Roma, Torino, Napoli e Genova, mentre l'internet banking cresce di appena un punto l'anno e in Veneto arretra. L'osservatorio di <strong>First Cisl </strong>avverte che <strong>il nuovo giro di fusioni accelererà la desertificazione</strong>. Per un azionista è efficienza, e la si vede nei numeri: per il paese è un costo che qualcun altro pagherà.</p><p>Sul valore, intanto, i due motori del modello si danno ragione a vicenda. Il <strong>LEADING </strong>arriva a <strong>€7,11</strong>, il <strong>CASCADE </strong>a <strong>€7,23</strong>, meno di due punti percentuali di distanza, e quando due letture indipendenti convergono così la fiducia nella stima sale. Anche la Street si è allineata: <strong>RBC </strong>ha alzato il <strong>target a €7,25 </strong>dai €7,00 precedenti confermando <strong>Outperform</strong>, e il consensus medio sta a €7,05, cioè appena il 5% sopra il prezzo di Lunedì. Lo spazio, per tutti, si è ristretto allo stesso modo.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Intesa Sanpaolo S.p.A. (ISP.MI) – 03/08/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€6,70</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,2%</td><td>Da €5,92 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€113,47B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +10,2%</td><td>Da €102,93B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Banche e Financial Services</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>10,62x</td><td>11,67x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −9,0% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>7,3%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,4pp</td><td>Da 6,9% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>5,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,2pp</td><td>Da 6,0% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€0,48</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,1%</td><td>Da €0,41 Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€7,05</td><td>15 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,2% vs prezzo corrente</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€7,46</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +11,4% | DQS 0,84 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€29,12B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,6%</td><td>Da €27,84B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€17,88B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,9%</td><td>Margin 61,4%</td></tr><tr><td>NTM EPS Norm.</td><td>€0,62</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,8%</td><td>Da €0,57 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,48</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +17,1%</td><td>Da €0,41 Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Banche e Financial Services</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-university"></i> <strong>Intesa Sanpaolo (ISP.MI)</strong></td><td>10,62x</td><td>€113,47B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-university"></i> JPMorgan Chase (JPM)</td><td>14,58x</td><td>$935,13B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Banco Santander (SAN)</td><td>10,79x</td><td>€175,25B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building"></i> BBVA (BBVA)</td><td>11,27x</td><td>€133,94B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-piggy-bank"></i> UniCredit (UCG)</td><td>10,41x</td><td>€122,28B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-credit-card"></i> BNP Paribas (BNP)</td><td>8,91x</td><td>€120,19B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-coins"></i> CaixaBank (CABK)</td><td>12,61x</td><td>€87,44B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-globe"></i> Westpac (WBC)</td><td>17,83x</td><td>A$129,32B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-chart-line"></i> Lloyds Banking (LLOY)</td><td>10,26x</td><td>£66,48B</td></tr><tr><td><i class="fas fa-wallet"></i> ANZ Group (ANZ)</td><td>14,88x</td><td>A$112,41B</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 03/08/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-arrow-trend-up"></i> Fundamental Analysis Engine</a> tiene Intesa Sanpaolo su "<strong>Accumulate</strong>", il giudizio che il 20 Luglio ha sostituito il Buy, con un <strong>target price a dodici mesi di €7,46 </strong>e un rendimento atteso dell'11,4%. La <strong>qualità dei dati resta alta a 83,8 su 100</strong>, mentre la stima poggia su due sole gambe di calcolo invece che sull'intero ventaglio, il che spiega una validazione ferma a 67,5. Il rally di Intesa non è finito perché la banca ha smesso di funzionare. È semplicemente finito lo sconto.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il turnaround di Société Générale è riuscito. Ora parla il prezzo.]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/il-turnaround-di-societe-generale-e-riuscito-ora-parla-il-prezzo-20260802035749889/</link> <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 06:00:53 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260802110857-c066fb0a-cd66-422e-8d25-33b4a38502ee.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/il-turnaround-di-societe-generale-e-riuscito-ora-parla-il-prezzo-20260802035749889/</guid> <description><![CDATA[Ci sono titoli che il mercato smette di guardare, e Société Générale è stata uno di questi per quasi un decennio. Nel Febbraio 2025 valeva €34,96, meno di un terzo del proprio patrimonio contabile, ed era probabilmente il modo più economico per comprare una grande banca europea. Venerdì ha chiuso a €81,31. La domanda non è più se il turnaround sia riuscito, perché i conti hanno ormai dissipato ogni dubbio, ma quanto di quel successo il mercato abbia già scontato nel prezzo. I numeri del secondo trimestre raccontano una banca che ha ritrovato continuità. L’utile netto è salito del]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono titoli che il mercato smette di guardare, e <strong>Société Générale</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/gle_pa_dark_full_1920_20260802035749889/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> è stata uno di questi per quasi un decennio. Nel Febbraio 2025 valeva €34,96, meno di un terzo del proprio patrimonio contabile, ed era probabilmente il modo più economico per comprare una grande banca europea. Venerdì ha chiuso a €81,31. La domanda non è più se il turnaround sia riuscito, perché i conti hanno ormai dissipato ogni dubbio, ma quanto di quel successo il mercato abbia già scontato nel prezzo.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260802_GLEPA.png" alt="image" title="Grafico Société Générale"></div><p>I numeri del secondo trimestre raccontano una banca che ha ritrovato continuità. L'<strong>utile netto è salito del 25% a €1,79 miliardi</strong>, oltre gli €1,60 miliardi attesi dal consensus, mentre i ricavi sono cresciuti del 6% a €7,10 miliardi. Il <strong>ROTE è passato dal 9,7% al 12,2% in dodici mesi</strong>, il semestre si è chiuso con €3,5 miliardi di utile e un CET1 al 13,2%. L'amministratore delegato <strong>Slawomir Krupa</strong>, che nei primi anni del mandato ha concentrato gli sforzi sulla semplificazione del gruppo e sul rafforzamento del capitale, ha alzato l'obiettivo di redditività a circa l'11%, annunciando un secondo buyback da €1,5 miliardi e un acconto sul dividendo di 75 centesimi.</p><p>L'aspetto più interessante è però l'origine di quei risultati. Non arrivano dal trading, l'attività per cui Société Générale è conosciuta nel mondo, ma dalla rete commerciale francese, storicamente il punto più debole del gruppo. La divisione che riunisce retail domestico, private banking e assicurazioni ha visto l'utile netto crescere del 38% a €675 milioni, con un margine di interesse in aumento del 15% e commissioni dell'11%. Sui mercati finanziari, invece, la banca è rimasta indietro: l'equity trading è cresciuto del 5,5%, contro il +42% di <strong>BNP Paribas</strong> e il +45% di <strong>Barclays</strong>, mentre il reddito fisso è sceso dell'11% nello stesso trimestre in cui <strong>Deutsche Bank </strong>registrava un +16%. <strong>Anke Reingen</strong>, analista di <strong>RBC</strong>, continua a sottolineare la qualità del controllo dei costi. Ed è proprio lì che si concentra il vero valore creato negli ultimi diciotto mesi: non nelle sale operative, ma nella gestione della banca.</p><p>Poi c'è il capitolo che due anni fa nessuno metteva in conto. Giovedì SocGen ha dichiarato <strong>€7,7 miliardi di esposizione ai data center</strong>, una delle pochissime banche europee ad aprire esplicitamente questa voce, precisando che il 70% riguarda gli hyperscaler. Parallelamente sta chiudendo un'operazione di <strong>significant risk transfer su circa $5 miliardi di project finance</strong>, uno strumento con cui una banca trasferisce a investitori terzi una parte del rischio di credito, liberando capitale da destinare a nuovi finanziamenti. Chi acquista queste esposizioni può ottenere cedole superiori al 10%, e solo nel primo semestre questo mercato ha superato i $18 miliardi. In pratica, Société Générale mantiene il rendimento legato al boom dell'intelligenza artificiale e ne trasferisce parte del rischio a chi è disposto ad assumerlo.</p> <p>Sul fronte delle valutazioni, invece, il quadro è cambiato profondamente. L'<strong>NTM P/E è pari a 9,58×</strong> contro una mediana di 11,50× per un campione di 71 banche. Lo sconto resta evidente rispetto ai grandi gruppi globali, come <strong>JPMorgan</strong> a <strong>14,64×</strong>, <strong>Bank of America </strong>a <strong>12,51× </strong>e <strong>HSBC </strong>a <strong>12,07×</strong>, ma si riduce sensibilmente nel confronto europeo: <strong>Santander </strong>tratta a <strong>10,79× </strong>e <strong>UniCredit</strong> a <strong>10,41×</strong>. Anche il <strong>price/book </strong>è cambiato radicalmente, salendo a <strong>0,83× </strong>dallo 0,54× di un anno fa, quando <a href="https://moneyfeel.it/mercato-azionario/societe-generale-la-call-perfetta-di-Febbraio-20250731031211519/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-money-bill-trend-up"></i> raccontavamo <strong>Société Générale</strong> come la call perfetta di Febbraio</a> e il titolo quotava €55,96. Da allora il prezzo è salito di un altro 45%, consumando quasi del tutto quello sconto patrimoniale che rappresentava il cuore della tesi d'investimento.</p><p>Anche i multipli raccontano una storia interessante. Il P/E forward è rimasto quasi invariato rispetto a un anno fa, 9,58× contro 8,32×, nonostante il titolo abbia guadagnato il 67%. La spiegazione è semplice: nello stesso periodo le stime sugli utili normalizzati a dodici mesi sono passate da €6,46 a €8,49. Il mercato, quindi, non ha semplicemente rivalutato il titolo, ma ha seguito la crescita degli utili. Sul patrimonio è accaduto l'opposto: il <strong>tangible book per azione è aumentato dell'8%</strong>, mentre il <strong>price/book è salito di oltre il 50%</strong>. Il re-rating c'è stato, ma ormai appartiene al passato.</p><p>Nemmeno il consenso degli analisti offre molto sostegno a chi compra oggi. Venti seguono il titolo e dieci mantengono un giudizio Buy, ma il <strong>target medio è pari a €85,02</strong> contro un prezzo di €81,31, mentre il <strong>Target/Close Ratio è sceso al 104,6% dal 129,7% di fine Marzo</strong>. Negli ultimi quattro mesi il titolo ha guadagnato il 32%, mentre i target sono aumentati appena del 6%. A muoversi è stato soprattutto il prezzo.</p><p>Il modello arriva alla stessa conclusione per un'altra strada, e i due motori concordano. Il <strong>LEADING </strong>si ferma a <strong>€89,71 </strong>e il <strong>CASCADE </strong>a <strong>€86,45</strong>, appena il 3,6% più in basso. Una convergenza così stretta aumenta la fiducia nella valutazione. Anche i parametri impliciti ricavati dal CASCADE sono perfettamente coerenti con i fondamentali: crescita dello 0,2% contro lo 0,2% realizzato e margine operativo del 37,0%, identico a quello effettivo. Il mercato, in sostanza, non sta chiedendo a SocGen nulla di diverso da ciò che sta già producendo. È proprio questo il punto: se il presente è ormai interamente riflesso nelle quotazioni, il potenziale futuro dipenderà soprattutto dal nuovo piano strategico che Krupa presenterà il 21 Settembre.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Société Générale (GLE.PA) – 31/07/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€81,31</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +18,2% da €68,72</td><td>Rally forte da inizio anno</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€59,64B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +14,5% da €52,02B</td><td>Consolidamento mid-cap financials</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€67,32B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,0% da €59,55B</td><td>Leva finanziaria moderata</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Bancario Europeo</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>9,58x</td><td>10,84x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −11,6% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>1,48x</td><td>1,78x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −16,9% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>2,10x</td><td>2,98x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −29,5% – valutazione compressiva</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>45,34x</td><td>62,78x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −27,8% – FCF robusto</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>2,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,0pp da 2,6%</td><td>Stabile, payout sostenibile</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>2,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,3pp da 2,5%</td><td>Prezzo crescita compensa tagli</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€2,09</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,5%</td><td>Da €2,00 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>2,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,3pp da 1,9%</td><td>FCF generazione forte</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€17,51B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +65,3% da €10,59B</td><td>Normalizzazione post-volatilità 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€85,02</td><td>20 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,6% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€86,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +6,4%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€96,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +18,1%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€62,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −23,7%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Positivo Moderato</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>10</td><td>50,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>4</td><td>20,0%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>6</td><td>30,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€92,75</td><td>ER +14,1% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€28,36B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,0% da €28,08B</td><td>Gestione della riduzione volumi</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€6,91B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,2% da €6,39B</td><td>Margin expansion pressione tassi</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€4,23B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,9% da €4,11B</td><td>Margin 14,9%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€2,09</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,5% da €2,00</td><td>Payout ratio robusto</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€17,51B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +65,3% da €10,59B</td><td>FCF normalizzato post-2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Bancario Europeo</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/EBITDA Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-building"></i> <strong>Société Générale (GLE)</strong></td><td>9,58x</td><td>€59,64B</td><td>1,48x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bank"></i> BNP Paribas (BNPP)</td><td>10,91x</td><td>€72,51B</td><td>1,52x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Crédit Agricole (ACA)</td><td>8,12x</td><td>€31,86B</td><td>1,15x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Santander (SAN)</td><td>9,77x</td><td>€74,45B</td><td>1,78x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-piggy-bank"></i> BBVA (BBVA)</td><td>10,50x</td><td>€67,89B</td><td>1,65x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-coins"></i> Commerzbank (CBK)</td><td>8,34x</td><td>€22,45B</td><td>1,22x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-credit-card"></i> UniCredit (UCG)</td><td>11,23x</td><td>€63,27B</td><td>1,89x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 31/07/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> porta Société Générale ad "<strong>Accumulate</strong>" dal 31 Luglio, dopo il Buy in vigore dal 4 Settembre 2025. Il titolo ha raggiunto l'obiettivo, comprimendo naturalmente il proprio margine di apprezzamento. Il <strong>target price a dodici mesi resta €92,75</strong>, ma il rendimento atteso scende al 14,1%. Il <strong>momentum continua a fornire un contributo positivo</strong>, con un punteggio del +90% che aggiunge il 6,6% al target, mentre la validazione si ferma a 67,5 su 100 e il consenso tra i metodi resta alto. Chi ha comprato a Febbraio ha raccolto il frutto del re-rating. Per chi arriva oggi, la storia ricomincia da un punto molto diverso.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Il bond fa la Fed, Citadel fa il regolatore, l’Italia fa l’Europa]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-bond-fa-la-fed-citadel-fa-il-regolatore-litalia-fa-leuropa-20260731015959046/</link> <pubDate>Sat, 01 Aug 2026 06:00:16 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/immagine_20260731174603-d24e23ef-7603-431c-8da2-5dbea5828ce4.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/il-bond-fa-la-fed-citadel-fa-il-regolatore-litalia-fa-leuropa-20260731015959046/</guid> <description><![CDATA[Il mercato obbligazionario ha stretto al posto della Federal Reserve. Citadel ha liquidato al posto del regolatore. L’Italia ha riempito gli stoccaggi al posto dell’Europa. È stata una settimana in cui il lavoro delle istituzioni lo ha fatto qualcun altro, e questo di solito funziona. Finché funziona. Il primo caso è il più chiaro. Il presidente della Fed Kevin Warsh ha lasciato i tassi fermi con l’inflazione americana al 3,5%, sopra l’obiettivo per il quinto anno di fila, senza spiegare in conferenza stampa cosa intende fare se non scende. Il verdetto è arrivato in tempo reale: rendimenti a trent’anni ai]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato obbligazionario ha stretto al posto della Federal Reserve. Citadel ha liquidato al posto del regolatore. L'Italia ha riempito gli stoccaggi al posto dell'Europa. È stata una settimana in cui il lavoro delle istituzioni lo ha fatto qualcun altro, e questo di solito funziona. Finché funziona.</p><p>Il primo caso è il più chiaro. Il presidente della <strong>Fed Kevin Warsh </strong>ha lasciato i tassi fermi con l'inflazione americana al 3,5%, sopra l'obiettivo per il quinto anno di fila, senza spiegare in conferenza stampa cosa intende fare se non scende. Il verdetto è arrivato in tempo reale: rendimenti a trent'anni ai massimi dal 2007, <strong>aspettative d'inflazione in rialzo</strong>, dollaro giù e azioni giù. La parte breve della curva è invece scesa, perché nessuno crede più a un rialzo imminente, e la combinazione ha prodotto uno degli "<em>steepening</em>" post-FED più ampi dalla metà degli anni Novanta. <strong>Torsten Slok </strong>di <strong>Apollo </strong>l'ha detta in una riga che vale l'intera settimana: "<em>se non alzate voi i tassi, li alziamo noi</em>".</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/08/20260731_TYX.png" alt="image" title="Grafico Treasury Yield 30 Years"></div><p>Il conto lo si vede nei flussi. <strong>Schroders</strong>, che gestisce $1.100 miliardi, ha <strong>aumentato le posizioni ribassiste sui Treasury </strong>e comprato la parte breve di Australia, Regno Unito ed Euro, dove la responsabile del fixed-income <strong>Kellie Wood </strong>ritiene che le banche centrali resteranno ferme più di quanto il mercato stia prezzando. <strong>Rajeev De Mello</strong>, gestore macro di <strong>Gama Asset Management</strong>, sta aggiungendo Australia, Corea, Singapore e Norvegia mentre alleggerisce la parte lunga americana. I numeri gli danno ragione: negli ultimi tre mesi il trentennale americano ha reso 27 punti base in più, quello australiano otto, il gilt quattro. Quando la credibilità di una banca centrale si incrina, il capitale non protesta, trasloca.</p><p>Il secondo caso ha una forma diversa e un finale, per ora, migliore. <strong>Situational Awareness</strong>, il fondo di <strong>Leopold Aschenbrenner</strong>, è passato da $45 miliardi di attivi a inizio Luglio a circa dieci, costretto a liquidare per far fronte alle richieste di marginazione. Ogni vendita abbassava il prezzo dei semiconduttori, ogni ribasso faceva scattare altre richieste di margine, e il giro si è avvitato per settimane fino a portare l'indice <strong>PHLX Semiconductor</strong> sotto del 20% in un mese, il peggior Luglio dalla crisi finanziaria. Poi Giovedì <strong>Ken Griffin</strong>, il fondatore di <strong>Citadel</strong>, si è comprato a sconto il grosso delle partecipazioni quotate del fondo, e il cerchio si è chiuso. Venerdì il <strong>Kospi</strong> ha guadagnato il 18%, il massimo di sempre, <strong>Taiwan</strong> l'8%, il <strong>Nikkei</strong> il 4%.</p> <p>Nessuno però festeggia, perché la domanda giusta l'ha posta <strong>Ulrich Urbahn</strong>, responsabile della strategia multi-asset di <strong>Berenberg</strong>: se esiste un fondo così, quanti altri ce ne sono con la stessa concentrazione sui chip? <strong>Cusson Leung</strong>, che guida gli investimenti del wealth management internazionale di <strong>KGI</strong>, ha ricordato che nel 2008 il mercato tirò un sospiro di sollievo quando <strong>JPMorgan </strong>comprò <strong>Bear Stearns</strong>, sei mesi prima di <strong>Lehman</strong>. Vale però la pena aggiungere che nella stessa settimana <strong>Microsoft</strong> ha guadagnato mezzo trilione di dollari in una seduta, il maggior rialzo giornaliero mai registrato da un titolo. Non è un mercato che ha smesso di credere all'intelligenza artificiale, è un mercato che sta smettendo di pagarla a leva.</p><p>Il terzo caso riguarda l'<strong>Italia</strong>, e a differenza degli altri due è una scelta deliberata. A Luglio il Bel Paese è diventato il <strong>primo importatore europeo di gas naturale liquefatto</strong>, per la prima volta da quando esistono i dati di tracciamento navale, cioè dal 2017. Gli incentivi pubblici e gli obblighi di riempimento, con le relative sanzioni, hanno spinto i trader a comprare cargo mentre il resto d'Europa si tirava indietro davanti a prezzi saliti del 35% in un mese, a €59 per megawattora. Il risultato si legge negli stoccaggi: Italia al 75%, Francia al 56%, Germania al 47%, il livello più basso per il periodo da quando si registra il dato, cioè dal 2009. È una scommessa vera, con due esiti opposti. Se il Golfo resta chiuso e <strong>Goldman Sachs </strong>ha ragione a ipotizzare €100 a Dicembre, Roma avrà comprato bene. Se le navi tornano a passare, avremo riempito i depositi con gas caro pagato in bolletta.</p><p>Il quadro europeo, però, <strong>non è quello di un continente in difficoltà</strong>. L'<strong>inflazione dell'area euro è salita al 2,9%</strong> con l'energia a più 10%, la Francia ha sorpreso al 2,4% quando nessun economista si aspettava più del 2%, e la <strong>Bce ha ormai il 90% di probabilità di alzare i tassi a Settembre</strong>. Nello stesso trimestre l'economia dell'area è però cresciuta al ritmo più forte da oltre un anno e al doppio delle attese, con tutte e quattro le maggiori economie in espansione. Un'inflazione da energia dentro un'economia che tiene è un problema diverso da una stagflazione, e conviene non confonderli.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Istituzioni Assenti, Mercati Inventano Soluzioni</h3><h4>Tre Shock: Quando il Settore Privato Sostituisce i Regolatori</h4><table><thead><tr><th>Caso</th><th>Evento Chiave</th><th>Intervento Privato</th><th>Risultato</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-chart-line"></i> <strong>Treasury USA</strong></td><td>30Y max dal 2007, Fed ferma con inflazione 3,5%</td><td>Schroders/Gama short Treasury lunghi, long altre BC</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Mercato alza tassi al posto Fed</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-microchip"></i> <strong>Semiconduttori</strong></td><td>SOX −20% Luglio, Situational Awareness crolla $45B→$10B</td><td>Citadel compra portfolio a sconto</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> Kospi +18% record, Taiwan +8%</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-fire"></i> <strong>Gas Europa</strong></td><td>Prezzi +35% a €59/MWh, Europa tira indietro</td><td>Italia compra LNG aggressivamente (incentivi pubblici)</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Stoccaggi: IT 75%, FR 56%, DE 47%</td></tr></tbody></table><h4>Lunedì: Tre Meccanismi che Muoveranno il Mercato</h4><table><thead><tr><th>Fattore</th><th>Stato</th><th>Implicazione</th><th>Catalizzatore</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-link"></i> <strong>Correlazione Azioni</strong></td><td>In rialzo da 3 settimane</td><td>Rallentamento trend indiscriminato, ritorno stock-picking</td><td>Utili deludenti o macro shock</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-robot"></i> <strong>Hedge Sistematici</strong></td><td>Sotto soglia attivazione</td><td>−2,3% dalla quota massima attiva $15,7B vendite/week</td><td>Calo ulteriore −2–3%</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-coins"></i> <strong>Riacquisti Azionari</strong></td><td>31%→90% entro mid-Agosto</td><td>Supporto strutturale da corporate demand</td><td>Offset 50% delle vendite sistematiche</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 01/08/2026</p></div><p>Da Lunedì il conto si riapre. La <strong>correlazione tra i titoli americani risale </strong>da tre settimane dopo aver toccato il minimo storico, e lo <strong>skew tra put e call è il più alto da Aprile</strong>. L'indice sta 2,3% sotto il record, ma gli hdge fund sistematici sono già sotto la loro soglia di attivazione: bastano altri ribassi per generare $15,7 miliardi di vendite in una settimana. Dall'altra parte tornano i riacquisti azionari, dal 31% delle società a più del 90% entro metà Agosto. Il <strong>mercato obbligazionario continuerà a stringere al posto della Fed</strong>, Citadel non potrà comprarsi tutti i fondi, e nessun governo può stoccare l'inverno di qualcun altro.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[A2A, il mercato vede la crescita ma aspetta la redditività]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/a2a-il-mercato-vede-la-crescita-ma-aspetta-la-redditivita-20260730033452828/</link> <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:00:50 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260730170402-7045d848-7a57-49e1-b1ed-aa4d07e267c2.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/a2a-il-mercato-vede-la-crescita-ma-aspetta-la-redditivita-20260730033452828/</guid> <description><![CDATA[Il fatturato di chi vende energia assomiglia al contachilometri di un taxi: dice quanta strada è stata fatta, non quanto è rimasto in tasca all’autista. A2A ha chiuso il primo semestre con ricavi adjusted a €8,4 miliardi, il 22% in più di un anno fa, e con un margine operativo lordo di €1,18 miliardi, il 3% in meno. Due numeri apparentemente compatibili che, letti insieme, raccontano una storia molto diversa. La ragione è nella composizione di quel 22%. I ricavi sono cresciuti soprattutto grazie alle maggiori quantità di elettricità intermediate all’ingrosso e ai volumi venduti al dettaglio, arrivati a]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il fatturato di chi vende energia assomiglia al contachilometri di un taxi: dice quanta strada è stata fatta, non quanto è rimasto in tasca all'autista. <strong>A2A</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/a2a_mi_dark_full_1920_20260730033452828/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha chiuso il primo semestre con <strong>ricavi adjusted a €8,4 miliardi</strong>, il 22% in più di un anno fa, e con un margine operativo lordo di €1,18 miliardi, il 3% in meno. Due numeri apparentemente compatibili che, letti insieme, raccontano una storia molto diversa.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260730_A2AMI.png" alt="image" title="Grafico A2A"></div><p>La ragione è nella composizione di quel 22%. I ricavi sono cresciuti soprattutto grazie alle maggiori quantità di elettricità intermediate all'ingrosso e ai volumi venduti al dettaglio, arrivati a 15,9 TWh nel semestre, con un balzo del 24% trainato dal B2B. È un'attività che porta grandi volumi di denaro nei ricavi, ma solo una parte resta nel margine. Il <strong>MOL è infatti sceso</strong> per i maggiori canoni concessori idroelettrici e per il minor contributo di alcuni impianti di trattamento, compensati solo in parte dalla crescita di eolico, fotovoltaico e attività regolate. L'<strong>utile netto adjusted si è fermato a €374 milioni</strong>, l'11% in meno rispetto all'anno precedente. Nell'ultimo anno le stime sui ricavi a dodici mesi sono salite del 18%, a €14,0 miliardi, mentre quelle sull'EBITDA sono rimaste ferme a €2.250 milioni e quelle sull'EBIT sono scese del 3%. Il fatturato, quindi, racconta soprattutto quanta attività A2A sta gestendo, non quanto sta guadagnando.</p><p>Il passaggio successivo riguarda la cassa e il costo della crescita. Gli investimenti del semestre hanno raggiunto €718 milioni, il 5% in più, con il 70% destinato a reti elettriche, fotovoltaico ed economia circolare. La posizione finanziaria netta è salita a €5.786 milioni dai €5.474 di fine 2025, mentre il rapporto con l'EBITDA è passato da 2,4× a 2,6×. Negli ultimi dodici mesi il <strong>free cash flow levered è rimasto positivo per €561 milioni</strong>, ma le stime prospettiche lo vedono sotto zero. Nel frattempo il titolo offre un <strong>dividendo con un rendimento del 4,8%</strong>. Il debito, dunque, non sta servendo soltanto a finanziare infrastrutture green: sta sostenendo una trasformazione industriale che deve ancora tradursi pienamente nei risultati.</p><p>Va riconosciuto che chi valuta il rating sul debito la vede in modo diverso, e con argomenti seri. <strong>S&P Global </strong>ha appena alzato il business risk profile di A2A da Satisfactory a <strong>Strong</strong>, citando la crescita degli investimenti green e la stabilità dei flussi generati dalle attività regolate e dai contratti di lungo termine. L'agenzia ha inoltre ridotto le soglie richieste sul rapporto tra flussi e debito netto, portandole al 20-26% dal precedente 24-30%, e ha confermato il <strong>rating BBB </strong>con <strong>outlook stabile</strong>. Il debito sta crescendo insieme ad attività capaci di generare cassa con una maggiore prevedibilità, e il miglioramento del profilo industriale permette di considerarlo meno rischioso.</p> <p>Poi c'è il capitolo che nessuno sta ancora pagando. L'amministratore delegato <strong>Renato Mazzoncini </strong>ha detto di avere già le aree per i primi <strong>due data center </strong>e di avere avviato gli iter autorizzativi. Ha poi annunciato una partnership con <strong>Equinix</strong> per recuperare il calore di quegli impianti e immetterlo nel teleriscaldamento di Milano. È probabilmente l'elemento più interessante della strategia futura di A2A, ma oggi non compare ancora nel conto economico. E, come vedremo, nemmeno nelle valutazioni.</p><p>Anche il confronto con i peer va letto con attenzione. La media del campione è pari a 1,87× i ricavi attesi, contro gli 0,94× di A2A, e a prima vista il titolo sembrerebbe trattare a metà prezzo. Ma il confronto è poco significativo: nel paniere ci sono <strong>National Grid</strong> a 5,30× e REN a 4,12×, società concentrate sulle reti regolate e prive dell'attività di trading che contribuisce in modo importante al fatturato di A2A. Sui ricavi, quindi, il multiplo dice poco. Più utile guardare all'EBITDA: la mediana del campione è a 7,00× contro i 5,87× di A2A, che implica uno sconto del 16%. Tra le italiane la distanza si riduce ulteriormente: <strong>Hera</strong> tratta a 6,59×, <strong>Acea</strong> a 6,90× e <strong>Iren</strong> a 5,50×. A2A costa meno delle prime due e più della terza.</p><p>I due motori del modello arrivano a conclusioni diverse, ed è proprio questa divergenza a meritare attenzione. Il <strong>LEADING </strong>arriva a €2,99, mentre il <strong>CASCADE </strong>si ferma a €2,57, il 14,1% più in basso: una distanza che segnala uno sconto di mercato non completamente spiegato dai fondamentali. Le ipotesi implicite nel prezzo aiutano a capire il perché: il CASCADE incorpora una crescita del 14,7% e un margine operativo dell'8,2%. In sostanza, il mercato sta ancora prezzando ciò che A2A ha dimostrato finora, cioè molta attività accompagnata da una redditività più contenuta, mentre la <strong>storia dei data center non ha ancora prodotto effetti misurabili nei numeri</strong>. Anche gli indicatori di mercato confermano una fase debole: lo <strong>z-score a -1,95 </strong>indica un prezzo quasi due deviazioni standard sotto la sua norma recente, il <strong>momentum è negativo a -0,37 </strong>e la <strong>pendenza di breve resta orientata verso il basso</strong>.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo A2A S.p.A. (A2A) – 30/07/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€2,28</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,3%</td><td>Da €2,31 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€7,15B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,3%</td><td>Da €7,23B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€13,23B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> +2,0%</td><td>EV/MCap 1,85x – debito netto impl. €6,08B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Utilities</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>10,99x</td><td>12,06x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −8,9% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>5,87x</td><td>7,00x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −16,1% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>0,94x</td><td>1,15x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −18,3% – valutazione compressiva</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>(127,01x)</td><td>20,28x</td><td><i class="fas fa-times-circle"></i> FCF negativo – niente yield</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>4,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 4,6% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>4,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,3pp</td><td>Da 4,3% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€0,11</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,0%</td><td>Stabile da Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>(0,8%)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Deterioramento</td><td>FCF negativo – capex trascinante</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>(56,26)M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Negativo</td><td>Da −281M Q4 2025 – transizione</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€2,83</td><td>7 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +23,9% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€2,80</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +22,8%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€3,14</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +37,7%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€2,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +9,6%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Positivo Moderato</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>2</td><td>28,6%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>2</td><td>28,6%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>3</td><td>42,9%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>€2,45</td><td><i class="fas fa-pause-circle"></i> ER +7,3% | DQS 0,76 (High) | Rating ribadito dal 21/04/26</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€14,03B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,5%</td><td>Da €13,05B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€2,25B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> +0,4%</td><td>Margin 16,0% – flattish</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€1,15B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,1%</td><td>Margin 8,2%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,11</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td>Da €0,11 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>(56,26)M</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Deterioramento</td><td>Capex infrastrutturale sostenuto</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Utilities</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/EBITDA Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-plug"></i> <strong>A2A (A2A)</strong></td><td>10,99x</td><td>€7,15B</td><td>5,87x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> National Grid (NG.)</td><td>13,44x</td><td>£59,36B</td><td>11,42x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-water"></i> Engie (ENGI)</td><td>13,03x</td><td>€63,16B</td><td>7,24x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-industry"></i> E.ON (EOAN)</td><td>16,62x</td><td>€48,91B</td><td>9,57x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-recycle"></i> Veolia (VIE)</td><td>14,08x</td><td>€25,74B</td><td>6,20x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-leaf"></i> Hera (HER)</td><td>11,91x</td><td>€5,66B</td><td>6,59x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-wrench"></i> Iren (IRE)</td><td>10,57x</td><td>€3,25B</td><td>5,50x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 30/07/2026</p></div><p>Gli analisti, intanto, mostrano una lettura più ottimista. Sette coprono il titolo, due con un giudizio Buy e due con Outperform, mentre il <strong>target medio è salito a €2,83</strong>. Il <strong>Target/Close Ratio è passato al 124,1% dal 108,5% di un anno fa</strong>. Eppure, nello stesso periodo, il titolo è rimasto quasi immobile: da €2,29 a €2,28. Le aspettative sono salite mentre il mercato non si è mosso.</p><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> ribadisce il giudizio "<strong>Hold</strong>", assegnato il 21 Aprile in sostituzione dell'Accumulate, con un target price a dodici mesi di €2,45 e un rendimento atteso del 7,3%. La <strong>validazione resta alta, a 82,5 su 100</strong>, anche se il consenso tra i metodi è ancora medio-basso. Il piano industriale è convincente. Il conto economico deve ancora accorgersene.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Verizon alza la guidance, il FAE la declassa lo stesso]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/verizon-alza-la-guidance-il-fae-la-declassa-lo-stesso-20260729030748729/</link> <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 06:00:57 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260729184907-abf62a47-aeb4-4d29-a370-d774c822a072.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/verizon-alza-la-guidance-il-fae-la-declassa-lo-stesso-20260729030748729/</guid> <description><![CDATA[Verizon ha alzato la guidance per il secondo trimestre di fila. Quattro sedute dopo, il nostro modello l’ha declassata. Non è una contraddizione ma semplice aritmetica: il titolo è passato da $46,38 a $48,19 mentre il target restava dov’era, e il rendimento atteso a dodici mesi è sceso dal 15,9% al 10,1% senza che nessuno abbia cambiato idea sull’azienda. I conti di Venerdì meritano comunque di essere letti, perché sono migliori di come li racconta la prima riga. Il fatturato è sceso dello 0,7% a $34,3 miliardi e l’utile per azione ha perso il 22%. Dentro quei due numeri]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Verizon</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/vz_dark_full_1920_20260729030748729/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha alzato la guidance per il secondo trimestre di fila. Quattro sedute dopo, il nostro modello l'ha declassata. Non è una contraddizione ma semplice aritmetica: il titolo è passato da $46,38 a $48,19 mentre il target restava dov'era, e il rendimento atteso a dodici mesi è sceso dal 15,9% al 10,1% senza che nessuno abbia cambiato idea sull'azienda.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260729_VZ.png" alt="image" title="Grafico Verizon"></div><p>I conti di Venerdì meritano comunque di essere letti, perché sono migliori di come li racconta la prima riga. Il fatturato è sceso dello 0,7% a $34,3 miliardi e l'utile per azione ha perso il 22%. Dentro quei due numeri ci sono però un calo del 20% dei ricavi da apparati, voluto perché la società ha tagliato i sussidi sui dispositivi, e $746 milioni di minusvalenza sulla cessione della rete. Tolti quelli, l'<strong>EPS rettificato sale del 6,6%</strong> e l'<strong>EBITDA rettificato tocca il record di $13,7 miliardi</strong>, in crescita del 7,2%. I ricavi da servizi mobili e banda larga crescono del 2,8%, con 184.000 attivazioni postpaid e il miglior secondo trimestre consumer da cinque anni.</p><p>La cassa è la ragione per cui questo titolo sta nei portafogli di molti gestori. Nel primo semestre il <strong>free cash flow è salito del 16% </strong>a $10,2 miliardi contro $5,9 miliardi di dividendi pagati: il dividendo assorbe meno del 60% di quello che l'azienda genera, e la <strong>guidance sul flusso di cassa è stata alzata a una crescita del 9-10%</strong>. A $48,19 il <strong>dividend yield atteso è del 6,0% </strong>e il levered free cash flow yield dell'11,9%.</p><p>Poi c'è la novità, che conviene misurare prima di celebrarla. <strong>Dan Schulman</strong>, amministratore delegato, ha annunciato un contratto da oltre $1 miliardo per fornire dark fiber ad <strong>Alphabet</strong>, cioè fibra che il cliente accende "<em>on demand</em>" coi propri apparati per collegare i data center, e si attende altri accordi entro fine anno per svariati miliardi. Su $34,3 miliardi di ricavi trimestrali un miliardo spalmato su più anni non sposta il conto economico. Sposta il segmento business, fermo da anni, cresciuto del 2,6% a $7,2 miliardi con l'utile operativo su del 37%.</p> <p>Sul confronto coi peer il numero grezzo non serve a nulla. La media del campione sta a 10,91× i ricavi attesi e 30,02× gli utili, che accostati ai 2,72× e 9,49× di Verizon la farebbero sembrare regalata. Vero, ma nel paniere ci sono <strong>SpaceX</strong> a <strong>192,76× </strong>gli utili e <strong>Anterix</strong> a <strong>81,07× </strong>i ricavi, due società che con un operatore telefonico maturo non condividono nulla. La mediana è più onesta e si ferma a 2,19× i ricavi e 11,95× gli utili. Ripulita fino ai soli operatori confrontabili il quadro cambia di nuovo: <strong>Deutsche Telekom</strong> tratta <strong>6,28× </strong>l'EBITDA atteso, <strong>BT</strong> <strong>4,95×</strong>, <strong>Telefónica</strong> <strong>5,06×</strong>, e Verizon sta a <strong>7,08×</strong>.</p><p>I due motori del modello non concordano appieno, e la distanza è la parte interessante. Il <strong>LEADING </strong>si ferma a <strong>$59,39</strong>, il <strong>CASCADE </strong>a <strong>$51,47</strong>, il 13,3% più in basso. È il caso meno frequente, quello in cui <strong>il mercato applica uno sconto che i fondamentali da soli non spiegano</strong>. I parametri che il CASCADE ricava dalla quotazione dicono che lo sconto non sta nelle ipotesi: crescita al 3,0% contro il 2,9% consegnato, margine operativo al 25,2%, esattamente quello realizzato, costo del capitale implicito al 10% e crescita terminale al 2,5%. Sta nell'<strong>incertezza della valutazione</strong> stessa, che nel <strong>punteggio di rischio pesa 82,28 su 100</strong> ed è la componente più pesante. Con un beta a 0,03 Verizon non si muove col mercato, <strong>si muove con il suo dividendo</strong>.</p><p>La Street arriva alla stessa aritmetica per un'altra strada. Ventitré analisti coprono il titolo, otto lo hanno a Buy e quindici a Hold, con un target medio di $51,56, sceso appena dai $51,90 di fine Giugno. Nello stesso periodo il prezzo è salito del 13,8% e il <strong>Target/Close Ratio è crollato dal 122,6% al 107,0%</strong>. Nessuno ha alzato i target dopo la trimestrale: il rialzo se l'è preso il prezzo.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Verizon Communications Inc. (VZ) – 29/07/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$48,19</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +18,3%</td><td>Da $40,73 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$200,23B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +16,6%</td><td>Da $171,74B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>$388,21B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +14,1%</td><td>EV/MCap 1,94x – debito netto impl. $188,00B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Telecom & Wireless</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>9,50x</td><td>11,95x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −20,5% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>7,08x</td><td>6,57x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +7,8% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>2,72x</td><td>2,19x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +24,2% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>8,40x</td><td>14,60x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Sconto −42,5% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>6,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,8pp</td><td>Da 6,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>5,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,9pp</td><td>Da 6,7% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>$2,88</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,0%</td><td>Da $2,77 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>11,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 11,7% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$23,84B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +18,8%</td><td>Da $20,06B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$51,56</td><td>23 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,0% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$51,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,8%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$71,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +47,3%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$44,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −8,7%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>8</td><td>30,8%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>3</td><td>11,5%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>15</td><td>57,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>$53,04</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +10,1% | DQS 0,85 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$142,89B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,2%</td><td>Da $139,75B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$54,86B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,9%</td><td>Margin 38,4%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$34,83B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,6%</td><td>Margin 24,4%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>$2,88</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,0%</td><td>Da $2,77 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>$23,84B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +18,8%</td><td>Da $20,06B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Telecom & Wireless</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-broadcast-tower"></i> <strong>Verizon (VZ)</strong></td><td>9,50x</td><td>$200,23B</td><td>2,72x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-signal"></i> Deutsche Telekom (DTE)</td><td>11,95x</td><td>€132,41B</td><td>2,43x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-phone"></i> BT Group (BT.A)</td><td>11,42x</td><td>£20,14B</td><td>2,14x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-mobile-alt"></i> Telefónica (TEF)</td><td>10,36x</td><td>€20,98B</td><td>1,80x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-wifi"></i> Telekom Malaysia (TM)</td><td>17,08x</td><td>MYR 29,51B</td><td>2,54x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-network-wired"></i> Tata Communications (TATACOMM)</td><td>28,74x</td><td>INR 502,91B</td><td>2,23x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-satellite-dish"></i> LG Uplus (A032640)</td><td>8,31x</td><td>KRW 6.205,13B</td><td>0,78x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 29/07/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> declassa Verizon ad "<strong>Accumulate</strong>" dal Buy precedente, con un <strong>target price a dodici mesi di $53,04 </strong>e un rendimento atteso del 10,1%. Il <strong>momentum resta rialzista, con un punteggio a +47,5% </strong>che ha aggiunto l'1,4% al target. Il rapporto risk/reward calcolato sui livelli attuali degenera, perché il prezzo sta sotto entrambe le letture di valore. La qualità dei dati è alta, ma la <strong>validazione si ferma a 70 su 100 </strong>e il consenso tra metodi resta basso. Il trimestre ha migliorato l'azienda ma il rally ne ha peggiorato l'investimento.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[La calma dell’S&P 500 è un’illusione aritmetica]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/la-calma-dellsp-500-e-unillusione-aritmetica-20260728023248429/</link> <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 06:00:23 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260728202514-c0ba3c67-5828-443e-bdc9-21cb87d5ad25.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/la-calma-dellsp-500-e-unillusione-aritmetica-20260728023248429/</guid> <description><![CDATA[L’S&P 500 è a meno del 3% dai massimi storici. Il VIX è fermo a 18 punti. Le trimestrali americane sono le migliori degli ultimi cinque anni. Eppure questa apparente tranquillità nasconde un mercato molto più movimentato di quanto sembri: la correlazione attesa a tre mesi tra i titoli che compongono l’indice è scesa a 0,08, il livello più basso da quando viene misurata. In altre parole, le azioni non stanno più seguendo tutte la stessa direzione: alcune salgono, altre scendono, e il risultato finale è un indice che resta stabile nonostante grandi differenze al suo interno. L’esempio più chiaro]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L'<strong>S&P 500</strong> è a meno del 3% dai massimi storici. Il <strong>VIX</strong> è fermo a 18 punti. Le trimestrali americane sono le migliori degli ultimi cinque anni. Eppure questa apparente tranquillità nasconde un mercato molto più movimentato di quanto sembri: la <strong>correlazione attesa a tre mesi </strong>tra i titoli che compongono l'indice è scesa a <strong>0,08</strong>, il livello più basso da quando viene misurata. In altre parole, le azioni non stanno più seguendo tutte la stessa direzione: alcune salgono, altre scendono, e il risultato finale è un indice che resta stabile nonostante grandi differenze al suo interno.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260728_GSPC.png" alt="image" title="Grafico S&P 500"></div><p>L'esempio più chiaro arriva dalle due società più grandi del mondo. Martedì <strong>Apple</strong> ha superato quota $5.000 miliardi di capitalizzazione, diventando la seconda azienda nella storia a raggiungere questo traguardo. <strong>Nvidia</strong>, che quel livello lo aveva raggiunto il 14 Maggio arrivando a $5.700 miliardi, da allora ha perso circa mille miliardi di valore. Due titoli, la stessa borsa, due percorsi completamente diversi e un indice quasi immobile. Nel 2026 si contano già otto settimane in cui la distanza tra il settore migliore e quello peggiore dell'S&P 500 ha superato i dieci punti percentuali. Le uniche altre volte in cui, alla fine di Luglio, si erano registrati livelli simili erano state il 2000, il 2001 e il 2009.</p><p>Chi continua a puntare sull'azionario, però, ha ancora argomenti solidi dalla propria parte. Le società americane stanno registrando una <strong>crescita degli utili del 27%</strong>, contro il 23,2% previsto prima dell'inizio della stagione, mentre l'85% delle aziende ha superato le stime degli analisti. Anche in Europa gli utili stanno crescendo al ritmo più forte degli ultimi tre anni. <strong>Max Kettner </strong>di HSBC mantiene il <strong>massimo sovrappeso sull'equity</strong>, e il suo punto più convincente riguarda proprio le valutazioni: nell'ultimo anno le stime sugli utili sono cresciute al doppio della velocità dell'indice, permettendo al <strong>P/E forward di scendere da circa 23 di Ottobre a 19,5</strong>. Non è quindi un mercato sostenuto soltanto dall'entusiasmo: gli utili, almeno per ora, stanno arrivando davvero.</p><p>Il punto messo in discussione è chi guadagna. Molti analisti preferiscono parlare di "<em>smontaggio di posizioni</em>" più che di rotazione. La differenza è importante: una vera rotazione avviene quando gli investitori vendono un gruppo di titoli perché cambiano le prospettive fondamentali e spostano il capitale verso altri settori. Qui, invece, il denaro sembra muoversi senza che i bilanci abbiano registrato cambiamenti altrettanto significativi. L'indicatore <strong>Cboe Dispersion Index</strong> che misura la <strong>dispersione attesa a trenta giorni ha raggiunto a Luglio il massimo storico</strong>, superando anche il livello toccato nell'Aprile 2025 durante la fase più intensa dei dazi. I pareri, però, non sono unanimi. C'è chi vede un mercato che comincia a mettere in discussione la narrativa alla base del rialzo degli ultimi tre anni e mezzo. Il desk di <strong>JPMorgan</strong>, al contrario, legge il movimento come una normale rotazione verso nuovi rialzi, non come un segnale di riduzione del rischio.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260728_DSPX.png" alt="image" title="Grafico Cboe SP500 Dispersion Index"></div><p>A rendere il quadro ancora più complesso c'è poi un elemento che fino a poco tempo fa aveva un peso minore: la finanza a leva costruita sui derivati. Su <strong>Binance </strong>il volume medio giornaliero dei contratti legati alle azioni è passato <strong>da $85 milioni di Febbraio a $5,5 miliardi di Luglio</strong>. Su <strong>Hyperliquid</strong>, i contratti su <strong>SK Hynix</strong>, <strong>Micron</strong> e <strong>SanDisk </strong>hanno superato $8 miliardi di scambi in una sola settimana, con leve fino a venti volte. Si tratta di <strong>perpetual futures</strong>, strumenti senza una scadenza che seguono il prezzo del titolo attraverso pagamenti periodici tra chi punta al rialzo e chi punta al ribasso. Il meccanismo funziona finché il mercato mantiene l'equilibrio. Ma quando troppi investitori sono posizionati dalla stessa parte, basta poco per far partire vendite automatiche: i prezzi scendono, le posizioni vengono liquidate e il movimento accelera. Detto senza diplomazia: <strong>non è un rialzo costruito sui fondamentali</strong>, è una <strong>torre di liquidità messa su dal retail</strong>.</p><p>In Europa il conto è già arrivato. Lo <strong>steepener 10s30s</strong>, la scommessa più affollata sulla curva dei tassi continentale, si è ridotto a otto punti base dopo essersi ampliato oltre i cinquanta lo scorso anno, il secondo livello più alto mai registrato dopo il 2009. La guerra ne ha cancellato il 60% del valore e il mercato ora prezza <strong>42 punti base di rialzi BCE </strong>entro Dicembre. <strong>Barclays, </strong>nel suo daily outlook, la definisce una scommessa sulla speranza a beta contenuto, che è un modo garbato per dire che funziona solo se la guerra finisce.</p> <p>Oggi decide la <strong>Fed </strong>di <strong>Kevin Warsh</strong>, e nelle stesse ore riportano <strong>Microsoft</strong> e <strong>Meta</strong>; poi toccherà ad <strong>Apple </strong>e <strong>Amazon</strong>, con la <strong>Bank of England</strong>, l'inflazione europea e i <strong>PMI cinesi </strong>nel mezzo. Il mercato dei tassi sconta per intero un rialzo americano a Settembre, il <strong>decennale</strong> ha superato il massimo di Maggio al 4,70% e <strong>JPMorgan </strong>avverte che sopra il 4,8% i titoli sensibili cominciano a soffrire. Una nota positiva arriva però da <strong>Deutsche Bank</strong>: gli hedge fund discrezionali hanno già ridotto l'esposizione ai livelli di inizio Aprile, suggerendo che una parte delle vendite potrebbe essere già alle spalle. Secondo l'istituto tedesco, la fragilità sta altrove: nei sistematici ancora al settantesimo percentile e in quello strato di retail a leva che nessuno censiva un anno fa.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[AstraZeneca, il mercato riprezza il dopo-2030]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/astrazeneca-il-mercato-riprezza-il-dopo-2030-20260727032703104/</link> <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 06:00:50 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260727184358-89860da8-db95-4bf7-a00a-df3cee8ede3a.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/astrazeneca-il-mercato-riprezza-il-dopo-2030-20260727032703104/</guid> <description><![CDATA[Niente di quello che AstraZeneca ha messo sul tavolo Lunedì mattina era una sorpresa, ed è proprio per questo che la reazione merita attenzione. L’utile core per azione del trimestre è salito del 21% a $2,63 contro i $2,48 attesi dal consensus, i ricavi sono cresciuti del 5% a cambi costanti a $15,38 miliardi, la guidance 2026 è stata confermata e con lei l’obiettivo di $80 miliardi di fatturato al 2030. Il titolo ha guadagnato l’1,72% e resta sotto del 7% da inizio anno, quasi il 20% sotto il massimo. Il mercato non discute i numeri di ieri, riprezza]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Niente di quello che <strong>AstraZeneca</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/azn_l_dark_full_1920_20260727032703104/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha messo sul tavolo Lunedì mattina era una sorpresa, ed è proprio per questo che la reazione merita attenzione. L'utile core per azione del trimestre è salito del 21% a $2,63 contro i $2,48 attesi dal consensus, i ricavi sono cresciuti del 5% a cambi costanti a $15,38 miliardi, la guidance 2026 è stata confermata e con lei l'obiettivo di $80 miliardi di fatturato al 2030. Il titolo ha guadagnato l'1,72% e resta sotto del 7% da inizio anno, quasi il 20% sotto il massimo. Il mercato non discute i numeri di ieri, riprezza quelli di dopodomani.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260727_AZNL.png" alt="image" title="Grafico AstraZeneca"></div><p>Il de-rating si misura bene. A fine Dicembre il mercato pagava AstraZeneca <strong>14,51× </strong>l'EBITDA atteso a dodici mesi, oggi ne paga <strong>12,34×</strong>. Nello stesso periodo l'EBITDA atteso non è sceso, è salito da $21,6 a $23,4 miliardi. Le stime, quindi, hanno tenuto: a cedere è stato il multiplo, di quindici punti percentuali. Sul NTM P/E la traiettoria è identica, da 18,37× a 15,97×, e il prezzo è sceso da £137,90 a £126,70. Quando le stime salgono e il multiplo scende, il mercato non sta rivedendo l'anno prossimo, sta rivedendo il decennio.</p><p>Chi guarda il P/E trailing, a 25,42×, vede un farmaceutico caro. Chi guarda l'NTM, a 15,97×, ne vede uno a sconto. Hanno ragione entrambi: una parte del divario è crescita vera, con l'<strong>EPS core in aumento del 21% nel trimestre</strong>, l'altra è lo scarto tra l'utile diluito che finisce in bilancio e quello normalizzato su cui lavora la Street. In mezzo c'è la ricerca, salita del 5% a $3,7 miliardi nel semestre, il 24% dei ricavi. <strong>Sean Conroy </strong>di <strong>Shore Capital </strong>lo ha scritto senza giri di parole: l'equilibrio tra crescita dei ricavi e progressione degli utili è meno favorevole di prima, perché servono più investimenti per crescere oltre il 2030.</p><p>La cassa, intanto, è andata dall'altra parte. Il free cash flow levered degli ultimi dodici mesi è sceso da $9,98 a $6,56 miliardi in sei mesi, e il mercato che a Dicembre lo pagava 28,88× oggi lo paga 39,91×. Sugli utili il multiplo si è compresso, sulla cassa si è dilatato: è lo stesso titolo, letto da due righe diverse dello stesso bilancio.</p> <p>Conviene allora guardare cosa serve perché £126,70 sia il prezzo corretto. I parametri che il <strong>CASCADE </strong>ricava dalla quotazione sono quasi tutti allineati alla realtà: <strong>crescita al 12,5%</strong>, esattamente quella consegnata, <strong>margine operativo al 27,9%</strong>, esattamente quello realizzato, costo del capitale implicito al 10,5%. Stona l'ultimo, una crescita terminale dello 0,65%, sotto l'inflazione di qualunque paese in cui la società venda. Detta in altre parole: il mercato non contesta il piano fino al 2030, dice che dopo il 2030 non ci sarà granché. È esattamente il punto su cui <strong>Pascal Soriot </strong>ha costruito la conference call.</p><p>Le ragioni per cui il modello resta prudente, nonostante un rendimento atteso a doppia cifra, sono tre e conviene separarle. La prima è la binarietà della pipeline. Dopo il fallimento dello studio CARDIO-TTRansform su Wainua il mercato ha esteso il dubbio dal singolo trial al disegno degli studi, come ha osservato <strong>James Gordon </strong>di <strong>Barclays</strong>, e nei prossimi diciotto mesi arriveranno oltre venti readout ad alto valore, tra cui Datroway sul polmone e camizestrant sul seno. La seconda è il <strong>rischio di mercato</strong>, che nel <strong>punteggio composito pesa 86,28 su 100 </strong>e porta l'indicatore complessivo a 56,57, in fascia alta, con un <strong>beta a 1,17 </strong>e una <strong>volatilità realizzata a ventun giorni del 37%</strong>. La terza è la geografia: la Cina, secondo mercato del gruppo, ha perso il 13% tra generici e gare a volume, Farxiga ha perso l'esclusiva negli Stati Uniti e i costi di logistica sono saliti per la guerra nel Golfo, come ha segnalato il <strong>CFO Aradhana Sarin</strong>.</p><p>La Street non si è mossa. Ventidue analisti coprono il titolo, quattordici lo hanno a Buy e quattro a Outperform, con un target medio di £159,27 e un range tra £114,06 e £186,37 che dice quanto il caso dipenda dai readout. Il <strong>Target/Close Ratio è salito al 125,7% dal 108,6% </strong>di fine Dicembre mentre il titolo scendeva: nessuno ha tagliato le stime, si è lasciato scendere il prezzo. La coda però si è ingrossata, perché i Sell erano zero un anno fa e oggi sono due.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo AstraZeneca PLC (AZN.L) – 27/07/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>£126,70</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −8,1%</td><td>Da £137,90 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>£196,51B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −8,1%</td><td>Da £213,85B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>£216,51B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −6,7%</td><td>EV/MCap 1,10x – debito netto impl. £20,00B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Pharmaceuticals & Healthcare</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>15,51x</td><td>13,88x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +11,7% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>12,21x</td><td>8,77x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +39,2% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>4,44x</td><td>3,14x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +41,4% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>22,53x</td><td>14,60x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +54,3% vs mediana</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>2,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 1,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>1,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 1,7% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>£3,39</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,9%</td><td>Da £3,36 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>4,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,2pp</td><td>Da 3,9% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>£10,83B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,5%</td><td>Da £11,23B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>£159,27</td><td>22 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +25,7% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>£163,30</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +28,9%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>£186,37</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +47,1%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>£114,06</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −10,0%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>14</td><td>63,6%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>4</td><td>18,2%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>4</td><td>18,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-thumbs-down"></i> Sell</td><td>2</td><td>9,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>HOLD</strong></td><td>£138,28</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +9,1% | DQS 0,86 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>£64,10B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +4,4%</td><td>Da £61,40B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>£23,37B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +8,4%</td><td>Margin 36,5%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>£21,70B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,7%</td><td>Margin 33,9%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>£3,39</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +0,9%</td><td>Da £3,36 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>£10,83B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,5%</td><td>Da £11,23B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Pharmaceuticals & Healthcare</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-flask"></i> <strong>AstraZeneca (AZN.L)</strong></td><td>15,51x</td><td>£196,51B</td><td>4,44x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-capsules"></i> Roche Holding (ROP)</td><td>16,83x</td><td>CHF 283,45B</td><td>4,94x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-tablets"></i> Novartis (NOVN)</td><td>17,08x</td><td>CHF 241,20B</td><td>5,66x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-vial"></i> Pfizer (PFE)</td><td>8,60x</td><td>$139,86B</td><td>3,14x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-prescription-bottle"></i> Bristol-Myers Squibb (BMY)</td><td>10,13x</td><td>$126,79B</td><td>3,47x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-briefcase-medical"></i> Sanofi (SAN)</td><td>8,77x</td><td>€91,40B</td><td>2,22x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-heartbeat"></i> GSK (GSK)</td><td>10,47x</td><td>£76,44B</td><td>2,67x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-microscope"></i> Merck KGaA (MRK)</td><td>16,89x</td><td>€60,50B</td><td>3,22x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 27/07/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> porta AstraZeneca a "<strong>Hold</strong>" dal 27 Luglio, con un <strong>target price a dodici mesi di £138,28 </strong>e un <strong>rendimento atteso del 9,1%</strong>. I due motori convergono, con il <strong>LEADING </strong>a <strong>£148,54 </strong>e il <strong>CASCADE </strong>a <strong>£140,13</strong>, meno di sei punti di distanza. Il rapporto risk/reward calcolato sui livelli attuali degenera, perché il prezzo sta sotto entrambe le letture di valore: non c'è cuscinetto da misurare e l'asimmetria è tutta al rialzo. La qualità dei dati è alta, con validation a 95 su 100 e confidence al 79%, ma il modello tiene acceso un flag di alta incertezza. Con venti readout in diciotto mesi, aspettare costa poco. Sbagliare potrebbe costare molto.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Google, due terzi dell’utile record sono ancora sulla carta]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/google-due-terzi-dellutile-record-sono-ancora-sulla-carta-20260726051427615/</link> <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 06:00:57 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260725154419-5da8d157-a3c0-46ec-a7be-704856087489.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/google-due-terzi-dellutile-record-sono-ancora-sulla-carta-20260726051427615/</guid> <description><![CDATA[Alphabet ha appena chiuso il trimestre più redditizio della sua storia, $112,1 miliardi di utile netto contro i $28,2 di un anno fa, e il mercato ha reagito vendendo il titolo del 7% in una sola seduta. Il motivo è nei dettagli: circa $77,1 miliardi sono rivalutazioni su carta delle partecipazioni, quasi tutte legate al 14% di Anthropic, passata da $380 a $965 miliardi di valutazione in un trimestre. Utili veri sul piano contabile, che però in banca non sono ancora arrivati. Il risultato è una fotografia distorta dei multipli. Il P/E trailing è sceso a 16,03× e Alphabet]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alphabet</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/goog_dark_full_1920_20260726051427615/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha appena chiuso il trimestre più redditizio della sua storia, <strong>$112,1 miliardi di utile netto contro i $28,2 di un anno fa</strong>, e il mercato ha reagito vendendo il titolo del 7% in una sola seduta. Il motivo è nei dettagli: circa $77,1 miliardi sono rivalutazioni su carta delle partecipazioni, quasi tutte legate al 14% di <strong>Anthropic</strong>, passata da $380 a $965 miliardi di valutazione in un trimestre. Utili veri sul piano contabile, che però in banca non sono ancora arrivati.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260725_GOOGL.png" alt="image" title="Grafico Alphabet"></div><p>Il risultato è una fotografia distorta dei multipli. Il <strong>P/E trailing è sceso a 16,03× </strong>e Alphabet sembra improvvisamente a sconto. L'utile per azione degli ultimi dodici mesi è salito da $13,10 a $19,94 in un solo trimestre, senza che a generare l'incremento siano stati né la pubblicità né il cloud. Il P/E forward è infatti a 24,01×, quasi una volta più alto del trailing: non è il mercato a scontare un peggioramento, è l'utile di oggi a essere gonfiato da una componente che difficilmente si ripeterà l'anno prossimo.</p><p>La cassa racconta invece la parte più concreta della valutazione. Nel trimestre il free cash flow è diventato negativo per $5,9 miliardi, primo segno meno da quando Alphabet è quotata. Su base annuale è sceso da $58,2 a $28,7 miliardi, mentre le stime prospettiche lo vedono ancora sotto zero. Nel frattempo il capex previsto per il 2026 è salito a $195-205 miliardi, contro i $52,5 miliardi del 2024.</p><p>Eppure Alphabet non è un'azienda in affanno. I ricavi trimestrali sono cresciuti del 24% a $119,8 miliardi, Search del 17% nonostante i timori sul possibile cannibalismo dell'AI, mentre il Cloud è avanzato dell'82%, sostenuto da ordini già firmati per $514 miliardi. Il punto, quindi, non è se Alphabet stia crescendo: è quanto capitale debba investire per sostenere quella crescita e quanto rapidamente quegli investimenti riusciranno a trasformarsi in cassa.</p><p>Sul confronto coi peers il numero grezzo inganna. Alphabet tratta a 6,92× i ricavi attesi e 14,62× l'EBITDA, contro una mediana di campione a 1,55× e 7,62×: sarebbero premi del 346% e del 92%. Solo che quel campione contiene <strong>Snap</strong> a 1,27× i ricavi e altri nomi digitali che quella scala non ce l'hanno. Il confronto che conta è con <strong>Meta</strong>, a 10,01× l'EBITDA e 18,27× gli utili attesi, e lì il premio scende al 46% e al 31%. <strong>Reddit</strong>, a 19,37× l'EBITDA, tratta perfino sopra.</p> <p>I due motori del nostro modello arrivano quasi nello stesso posto per strade opposte. Il <strong>LEADING</strong>, che guarda soltanto i fondamentali, si ferma a <strong>$376,24</strong>. Il <strong>CASCADE</strong>, che parte dal prezzo di mercato e ne estrae le condizioni implicite, arriva a <strong>$387,31</strong>. Meno di tre punti percentuali di distanza, e col titolo a $319 stanno sopra entrambi. I parametri che il CASCADE ricava dal prezzo dicono cosa serve perché regga. Una crescita del 25,4% contro il 21,8% di oggi, un margine operativo del 36,1% contro il 36% effettivo, un costo del capitale implicito del 10%. Il mercato chiede tre punti e mezzo di crescita in più di quella che l'azienda sta già producendo, e non è una richiesta eroica.</p><p>I rischi hanno nomi e cifre. Bruxelles ha multato Google per <strong>€890 milioni </strong>sotto il <strong>Digital Markets Act</strong>, portando il conto europeo sopra i €10 miliardi. I riassunti automatici in cima ai risultati hanno tagliato quasi a metà il traffico di <strong>Usa Today </strong>e dell'85% quello di <strong>Business Insider</strong>. Gli editori stanno valutando di chiudere il rubinetto dei contenuti, che poi è la materia prima di Search.</p><p>Il quadro, però, va guardato per intero, perché il <strong>traffico non è sparito</strong>: ha semplicemente cambiato porta d'ingresso. Oggi un sito è davvero "<em>AI friendly</em>" quando è costruito in modo che i modelli possano comprenderne i contenuti, interpretarli correttamente e citarli nelle proprie risposte: dati strutturati, testi chiari e informazioni facilmente leggibili dalle macchine. È la strada scelta da <span>moneyfeel.it</span>, dove l'infrastruttura editoriale è pensata per i crawler quanto per i lettori. Il vecchio schema, carta contro digitale, non descrive più la realtà: la vera frattura passa tra chi scrive soltanto per gli occhi e chi scrive anche per le macchine che oggi leggono, selezionano, citano e distribuiscono le informazioni.</p><p>La Street, intanto, non ha cambiato idea. Dei 54 analisti che seguono il titolo, 44 sono a Buy e sei a Hold, con un target medio di $428,12 e una forbice tra $340 e $515. Il dato più interessante è che il <strong>rapporto tra target medio e prezzo è salito al 135,6% dal 121,3% di fine Giugno</strong>, mentre il titolo scendeva. La Street non ha tagliato le stime: ha lasciato che fosse il prezzo a scendere. <strong>JPMorgan</strong>, infatti, ha indicato la debolezza come un'opportunità d'acquisto.</p><p>Il punto interessante è che Google oggi costa meno proprio mentre il business vale di più. Da <a href="https://moneyfeel.it/moneyfeel-alpha/alphabet-non-rincorre-piu-google-ora-punta-a-guidare-lai-20260511085326766/" target="_blank" class="mf-link-article" rel="noopener"><i class="fas fa-magnifying-glass-chart"></i>Maggio, quando il titolo quotava $390</a>, i ricavi sono cresciuti del 25%, ma il P/E forward è passato da 32,07× a 24,01×.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Alphabet Inc. (GOOGL) – 24/07/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>$319,74</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,2%</td><td>Da $313,00 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>$3.906,83B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,3%</td><td>Da $3.781,30B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>$3.803,17B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,0%</td><td>EV/MCap 0,97x – cassa netta implicita</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Internet & Interactive Media</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>25,13x</td><td>9,81x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +156,2% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>15,60x</td><td>7,62x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +104,7% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>7,43x</td><td>1,55x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +379,4% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>(141,43x)</td><td>11,03x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> FCF NTM negativo – investimenti Cloud/AI</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>0,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td>Da 0,3% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>0,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td><td>Da 0,3% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>$0,89</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4,3%</td><td>Da $0,93 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>(0,7%)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2,5pp</td><td>Da +1,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>($27,62B)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Da +$69,85B Q4 2025</td><td>Capex AI/Cloud in accelerazione</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>$428,12</td><td>54 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +33,9% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>$430,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +34,5%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>$515,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +61,1%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>$340,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> +6,3%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Fortemente Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>44</td><td>81,5%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> −1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>14</td><td>25,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>6</td><td>11,1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-question-circle"></i> No Opinion</td><td>1</td><td>1,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −2 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>BUY</strong></td><td>$370,25</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +16,0% | DQS 0,75 (Medium)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>$549,73B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +24,9%</td><td>Da $440,19B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>$260,06B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +27,1%</td><td>Margin 47,3%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>$191,45B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +28,6%</td><td>Margin 34,8%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>$0,89</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4,3%</td><td>Da $0,93 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>($27,62B)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Da +$69,85B Q4 2025</td><td>Capex AI/Cloud in accelerazione</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Internet & Interactive Media</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fab fa-google"></i> <strong>Alphabet (GOOGL)</strong></td><td>25,13x</td><td>$3.906,83B</td><td>7,43x</td></tr><tr><td><i class="fab fa-meta"></i> Meta Platforms (META)</td><td>18,27x</td><td>$1.510,84B</td><td>5,74x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-comments"></i> Reddit (RDDT)</td><td>22,78x</td><td>$32,48B</td><td>8,58x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-hashtag"></i> Pinterest (PINS)</td><td>11,71x</td><td>$12,40B</td><td>2,47x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-camera"></i> Snap (SNAP)</td><td>6,77x</td><td>$7,32B</td><td>1,27x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-users"></i> People Inc. (PPLI)</td><td>17,62x</td><td>$3,10B</td><td>1,89x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-car"></i> CarGurus (CARG)</td><td>12,83x</td><td>$3,01B</td><td>3,01x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-newspaper"></i> Ziff Davis (ZD)</td><td>9,94x</td><td>$1,90B</td><td>1,86x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 24/07/2026</p></div><p>Il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> porta Alphabet a "<strong>Buy</strong>" dal 21 Luglio, quando ha sostituito l'Accumulate attivo dal 2 Febbraio, con un <strong>target price a dodici mesi di $370,25 </strong>e un rendimento atteso del 16%. Il rapporto risk/reward calcolato sui livelli attuali non è misurabile, perché il prezzo sta sotto entrambe le letture di valore: non c'è cuscinetto da quantificare e l'asimmetria è tutta al rialzo. La qualità dei dati resta media, con <strong>validation a 70 e confidence al 61%</strong>, e il modello ha alzato una sola bandierina di incertezza. Il conto dell'AI è arrivato a Mountain View prima del ricavo, ed è un problema di calendario, non di valore.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Utili record, Borse ferme: il costo del denaro presenta il conto]]></title> <link>https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/utili-record-borse-ferme-il-costo-del-denaro-presenta-il-conto-20260724024919304/</link> <pubDate>Sat, 25 Jul 2026 06:00:14 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260724193922-b5ee1973-9710-43ed-a27b-2205b0a952cqw.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/analisi-e-ricerca/utili-record-borse-ferme-il-costo-del-denaro-presenta-il-conto-20260724024919304/</guid> <description><![CDATA[Le trimestrali americane sono andate meglio di quanto ci si aspettasse, e Wall Street non ha battuto ciglio. Più di otto società su dieci hanno superato le stime, come non capitava da cinque anni, eppure il giorno dopo i conti il titolo medio si è mosso esattamente come tutto il resto del listino. Niente premio, niente rally. Chi invece ha deluso, foss’anche di un soffio, si è visto rifilare un sell-off da 4 o 5 punti percentuali. Un mercato che smette di pagare le buone notizie e continua a far pagare care quelle cattive sta dicendo qualcosa, e non ha]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Le trimestrali americane sono andate meglio di quanto ci si aspettasse, e <strong>Wall Street </strong>non ha battuto ciglio. Più di otto società su dieci hanno superato le stime, come non capitava da cinque anni, eppure il giorno dopo i conti il titolo medio si è mosso esattamente come tutto il resto del listino. Niente premio, niente rally. Chi invece ha deluso, foss'anche di un soffio, si è visto rifilare un sell-off da 4 o 5 punti percentuali. Un mercato che smette di pagare le buone notizie e continua a far pagare care quelle cattive sta dicendo qualcosa, e non ha a che fare con l'intelligenza artificiale. Ha a che fare con il costo del denaro, tornato nel frattempo ai livelli del 2008.</p><p>Funziona così, e vale la pena dirlo semplice. Un'azione è i soldi che l'azienda porterà a casa negli anni a venire, scontati per quello che nel frattempo rende un investimento senza rischi. Se quel rendimento sale, gli stessi soldi di domani valgono meno oggi. Profitti identici, prezzo più basso. Ed è salito dappertutto, tanto che i titoli di Stato dei paesi solidi rendono in media il 3,68% e il Bund decennale è arrivato a pagare fino al 3,21%. Non capitava dal 2011.</p> <p>Sul fronte dell'inflazione torna a pesare il <strong>Brent</strong>, sopra i 95 dollari al barile mentre lo scontro tra Stati Uniti e Iran si riaccende. Un barile più caro prima o poi si presenta alla cassa, sotto forma di trasporti, plastica e bolletta della luce. Le banche centrali hanno capito l'antifona. Il mercato, che fino a poco fa aspettava tagli, dà ormai una probabilità su tre a un rialzo dei tassi americani già la settimana prossima.</p><p>C'è poi una cosa che i titoli dei giornali non raccontano, ed è quanto i prezzi siano diventati imprevedibili. La variabilità dell'inflazione è tornata vicina ai picchi del dopo pandemia, e <strong>Simon White</strong>, macro strategist di <strong>Bloomberg</strong>, la considera il vero rischio del momento. Il ragionamento è terra terra. Una famiglia che non sa quanto costerà la spesa fra sei mesi rimanda il cambio dell'auto, e una banca che non sa quanto varrà il denaro fra dieci anni si fa pagare di più per prestarlo.</p><p>Le borse hanno fatto spallucce. L'indice <strong>S&P 500</strong> ha lasciato sul terreno l'1% da quando è cominciata la stagione dei conti. <strong>Sebastian Raedler</strong>, capo dell'equity research europeo di <strong>Bank of America</strong>, l'ha detta chiara. Le attese sugli utili futuri sono ai massimi di sempre, mentre quello che gli investitori pretendono per rischiare non era così basso da vent'anni. Il suo scenario base è un calo del 7-8%, con l'esempio della Corea del Sud, dove il listino ha perso oltre un quarto del valore senza che i conti peggiorassero di una virgola.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260724_GSPC.png" alt="image" title="Grafico S&P 500"></div><p>L'immagine che riassume la settimana arriva però dalle banche americane. Tre grandi istituti hanno piazzato un <strong>titolo ibrido</strong>, via di mezzo tra azione e obbligazione, che irrobustisce il capitale e paga una cedola. Il compenso per quel rischio non è mai stato così basso, e <strong>Bank of New York Mellon</strong> ha fissato l'asticella a 187 punti base sopra i titoli di Stato. Meno di due punti in più per un rischio molto più grande. Gli investitori che definivano quel prezzo una follia hanno comprato lo stesso, e i tre titoli sono già scivolati sotto il prezzo di collocamento. Nessuno ha vuluto restare fuori, nemmeno chi era convinto che "<em>fosse una sola</em>".</p><p>Non è tutto da buttare. Le sei maggiori banche americane hanno chiuso il primo semestre con oltre $100 miliardi di utili, un record. E chi presta denaro incassa oggi cedole che non si vedevano da anni, un punto e mezzo sopra la media dell'ultimo quindicennio. <strong>James Turner</strong>, che guida il fixed income di <strong>BlackRock </strong>in Europa, lo dice senza fronzoli: per portare a casa un buon rendimento non serve più fare gli eroi, serve schivare le trappole.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Stagione Trimestrali USA: Quando le Buone Notizie Non Bastano Più</h3><h4>Indicatori di Mercato e Tassi Chiave</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend / Segnale</th><th>Implicazione</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-chart-line"></i> S&P 500 Post-Trimestrali</td><td>−1%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Da inizio stagione conti</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Mercato non premia i beat</td></tr><tr><td><i class="fas fa-percentage"></i> Beat Stime EPS</td><td>>80%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5 anni massimo</td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Buone notizie già scontate</td></tr><tr><td><i class="fas fa-university"></i> Bund 10Y</td><td>3,20%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Massimo dal 2011</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Discount rate risale</td></tr><tr><td><i class="fas fa-globe"></i> Titoli Stato Paesi Solidi</td><td>3,68%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Livelli 2008</td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Alternativa risk-free più cara</td></tr><tr><td><i class="fas fa-oil-can"></i> Brent</td><td>>$95</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Rialzo tensioni USA-Iran</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Pressione inflazione incombente</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-dollar-sign"></i> Probabilità Rialzo Fed</td><td>~33%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Mercato non più tagliassu</td><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> Pivot attese rialziste</td></tr></tbody></table><h4>Tesi vs Rischi del Momento</h4><table><thead><tr><th>Categoria</th><th>Elemento</th><th>Valutazione</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> <strong>Tesi di Supporto</strong></td><td>6 maggiori banche USA: >$100B utili nel primo semestre, record storico</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Solidità settore bancario</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-green"><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> <strong>Tesi di Supporto</strong></td><td>Cedole fixed income +1,5pp sopra media 15 anni: rendimento senza eroismi</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> Alternativa obbligazionaria attraente</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> <strong>Rischio Chiave</strong></td><td>Premium rischio equity ai minimi da 20 anni mentre attese utili sono ai massimi</td><td><i class="fas fa-times-circle"></i> Asimmetria negativa</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-red"><td><i class="fas fa-exclamation-triangle"></i> <strong>Rischio Chiave</strong></td><td>Raedler (BofA): scenario base calo S&P 7-8%, esempio Corea del Sud −25% senza peggioramento utili</td><td><i class="fas fa-times-circle"></i> Ristretti margini di errore</td></tr><tr class="mf-adaptive-row-orange"><td><i class="fas fa-balance-scale"></i> <strong>Variabile da Monitorare</strong></td><td>Variabilità inflazione vicina ai picchi post-pandemia → incertezza consumi e credito</td><td><i class="fas fa-hourglass-half"></i> Fed, BoJ, BoE + Big Tech nella settimana</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Bloomberg, Bank of America, BlackRock | Luglio 2026</p></div><p>La settimana che si apre metterà alla prova entrambe le letture. <strong>Federal Reserve</strong>, <strong>Bank of Japan </strong>e <strong>Bank of England </strong>decidono sui tassi, e nel frattempo <strong>Microsoft</strong>, <strong>Meta</strong> e <strong>Apple</strong> presentano i conti. Se anche loro batteranno le attese senza che il prezzo si muova di un centesimo, la faccenda smetterà di chiamarsi intelligenza artificiale. È già successo a <strong>Texas Instruments</strong>, che ha alzato le previsioni e si è ritrovata giù del 3% in una seduta. Un listino che punisce chi sbaglia di poco e non premia più nessuno ha già speso in anticipo tutto il buono che aveva. I rialzi, in fondo, raramente si spengono per una cattiva notizia, in genere si spengono quando le buone smettono di essere pagate.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Iberdrola, il mercato la prezza ormai come un’obbligazione]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/iberdrola-il-mercato-la-prezza-ormai-come-unobbligazione-20260723032712744/</link> <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:00:52 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260723194320-c10b6a55-128d-4d55-a7e8-0a4ea266185a.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/iberdrola-il-mercato-la-prezza-ormai-come-unobbligazione-20260723032712744/</guid> <description><![CDATA[Iberdrola ha smesso da tempo di essere un produttore di elettricità, e oggi è soprattutto un proprietario di reti regolate. Il mercato lo aveva capito prima dei conti, e Mercoledì ne ha avuto conferma: il semestre si è chiuso con un utile netto di €4,34 miliardi, in crescita del 22%, mentre il titolo scendeva alla borsa di Madrid. Quel 22% va letto con attenzione, perché include le plusvalenze della cessione degli impianti termoelettrici messicani. Al netto, l’utile rettificato cresce dell’8%, che diventa 14% senza l’effetto cambio, e la società conferma un anno comodamente sopra quella soglia. La sostanza però]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Iberdrola</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/ibe_mc_dark_full_1920_20260723032712744/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha smesso da tempo di essere un produttore di elettricità, e oggi è soprattutto un proprietario di reti regolate. Il mercato lo aveva capito prima dei conti, e Mercoledì ne ha avuto conferma: il semestre si è chiuso con <strong>un utile netto di €4,34 miliardi</strong>, in crescita del 22%, mentre il titolo scendeva alla borsa di Madrid.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260723_IBEMC.png" alt="image" title="Grafico Iberdrola"></div><p>Quel 22% va letto con attenzione, perché <strong>include le plusvalenze della cessione degli impianti termoelettrici messicani</strong>. Al netto, l'<strong>utile rettificato cresce dell'8%</strong>, che diventa 14% senza l'effetto cambio, e la società conferma un anno comodamente sopra quella soglia. La sostanza però sta negli investimenti, saliti del 25% a €7 miliardi nel solo semestre. Quasi €4,4 miliardi sono finiti nelle reti, in crescita del 42% e ormai pari a due terzi del totale. La base patrimoniale regolata è salita dell'11% a €55 miliardi. Nella stessa direzione va l'acquisto dell'80% della finlandese <strong>Caruna</strong>, pagato €2 miliardi.</p><p>Questa trasformazione il mercato l'ha già pagata, e generosamente, perché il <strong>titolo tratta a 20,34 volte gli utili attesi </strong>contro le 17,05 volte di un anno fa. Sull'<strong>EV/EBITDA forward</strong> il movimento è identico, da <strong>10,44 a 12,21 volte</strong>. Il confronto con i peer europei è ancora più netto, perché la mediana del settore si ferma a 16,80 volte gli utili e 8,56 volte l'EBITDA. Iberdrola paga così un premio del 21% sul primo multiplo e del 43% sul secondo, mentre <strong>Enel</strong> resta a <strong>13,80 volte</strong>.</p><p>Il conto di quella crescita si legge nella cassa. Con il <strong>capex in accelerazione</strong>, il <strong>free cash flow atteso </strong>nei prossimi dodici mesi <strong>è negativo </strong>per circa €2,8 miliardi, e il rendimento del flusso di cassa è scivolato sotto zero, al −2%, da un +0,9% di dodici mesi prima. Il dividendo, intanto, rende il 3,5% contro il 4,2% di un anno fa, semplicemente perché il prezzo è salito più della cedola. Il gruppo ha comunque distribuito <strong>€4,5 miliardi di dividendi</strong>, in crescita del 12%, e Lunedì stacca €0,427 per azione. A fare da cuscinetto restano un rating creditizio BBB+ e €21,5 miliardi di liquidità, pari a ventidue mesi di fabbisogno.</p> <p>Le attese implicite raccontano una storia diversa da quella della crescita. Il modello legge nella quotazione ricavi in calo del 4,5% e un margine operativo del 21,6%, entrambi in linea con i valori che l'azienda realizza davvero. Il punto vero è il costo del capitale implicito, fermo al 5%, perché a quel livello il mercato non sta pagando Iberdrola per quanto crescerà, ma per la certezza con cui incasserà, scontando flussi regolati a un tasso obbligazionario.</p><p>Su questo i due motori del modello concordano, ed è il segnale di massima convinzione. La lettura bottom-up del <strong>LEADING </strong>vale il titolo <strong>€19,67</strong>, quella ancorata al prezzo del <strong>CASCADE €20,71</strong>, una distanza del 5,3% che è convergenza piena. La <strong>validazione della stima è alta, 95 su 100</strong>, ma entrambe le letture siedono sotto i €21,27 della quotazione attuale. Anche lo Street si ferma prima, con un <strong>target medio di €20,47 </strong>e quindici giudizi neutrali su ventitré analisti.</p><p>Da dove arriva, allora, il rendimento atteso a dodici mesi? Dal <strong>momentum</strong>, che con uno <strong>score di +0,77 ha alzato il target del 12,7%</strong>. È un dato che conviene tenere a mente, perché sposta la fonte del potenziale rialzo da uno sconto sui conti a una dinamica di prezzo. Il resto del profilo è quello di un titolo tranquillo, con un <strong>rischio composito di classe Low </strong>e un <strong>beta di 0,52</strong>. Il <strong>drawdown massimo dell'ultimo anno si è fermato al 7%</strong>, ed è già stato recuperato.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Iberdrola, S.A. (IBE.MC) – 23/07/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€21,27</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +15,2%</td><td>Da €18,47 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€138,06B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +13,5%</td><td>Da €121,69B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€208,45B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +12,7%</td><td>EV/MCap 1,51x – debito netto impl. €70,39B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Utilities & Energia Rinnovabile</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>20,34x</td><td>16,80x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +21,1% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>12,21x</td><td>8,56x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +42,6% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>4,57x</td><td>2,39x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +91,2% vs mediana</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>(49,22x)</td><td>23,68x</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> FCF NTM negativo – fase capex intensiva</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>3,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,3pp</td><td>Da 3,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>2,0%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,6pp</td><td>Da 3,6% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€0,75</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td>Da €0,70 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>(2,0%)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,8pp</td><td>Da +1,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>(€2,81B)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> vs +€2,16B Q4 2025</td><td>Capex reti e rinnovabili in crescita</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€20,47</td><td>23 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −3,8% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€20,00</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −6,0%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€23,80</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +11,9%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€17,30</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −18,7%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Prevalenza Hold</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>5</td><td>21,7%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>2</td><td>8,7%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>15</td><td>65,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Underperform</td><td>1</td><td>4,3%</td><td><i class="fas fa-minus"></i> Stabile</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€23,45</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +10,3% | DQS 0,79 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€45,65B</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −5,3%</td><td>Da €48,19B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€17,07B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1,5%</td><td>Margin 37,4%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€10,96B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +2,5%</td><td>Margin 24,0%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€0,75</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td>Da €0,70 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>(€2,81B)</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> Da +€2,16B Q4 2025</td><td>Investimenti reti e rinnovabili</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Utilities & Energia</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> <strong>Iberdrola (IBE.MC)</strong></td><td>20,34x</td><td>€138,06B</td><td>4,57x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-bolt"></i> Enel (ENEL)</td><td>13,80x</td><td>€100,69B</td><td>2,18x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-plug"></i> Endesa (ELE)</td><td>17,80x</td><td>€43,09B</td><td>2,55x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-building"></i> PG&E (PCG)</td><td>10,94x</td><td>$39,88B</td><td>3,88x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-industry"></i> CEZ (CEZ)</td><td>20,83x</td><td>719,33 CZKB</td><td>3,05x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-water"></i> Verbund (VER)</td><td>18,29x</td><td>€20,79B</td><td>3,16x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-fire"></i> Fortum (FORTUM)</td><td>20,99x</td><td>€18,65B</td><td>3,57x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-sun"></i> Acciona (ANA)</td><td>26,12x</td><td>€13,78B</td><td>1,08x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-broadcast-tower"></i> Copel (CPLE3)</td><td>15,81x</td><td>44,40 BRLB</td><td>2,23x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 23/07/2026</p></div><p>L'<strong>Accumulate</strong> del <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> non nasce oggi, perché è attivo dal 4 Febbraio, quando ha sostituito un <strong>Buy</strong>. Il modello lo conferma, con un <strong>target price di €23,45 </strong>e un <strong>rendimento atteso del 10,3% a dodici mesi</strong>. Il senso di quel declassamento è tutto qui, perché mentre il titolo saliva il cuscinetto tra prezzo e valore si assottigliava, fino a sparire. Accumulate significa <strong>comprare sulla debolezza e non inseguire la forza</strong>, e su un titolo che quota sopra le stime di entrambi i framework valutativi la differenza non è accademica.</p>]]></content:encoded> </item> <item> <title><![CDATA[Da ufficio postale a cloud: la scommessa di Poste su TIM]]></title> <link>https://moneyfeel.it/mercato-azionario/da-ufficio-postale-a-cloud-la-scommessa-di-poste-su-tim-20260722014223177/</link> <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 06:00:59 +0000</pubDate> <dc:creator><![CDATA[moneyfeel.it]]></dc:creator> <enclosure url="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/immagine_20260722193608-1ae65b07-1470-4612-bc48-76bb4ee96f49.jpg" type="image/jpeg" length="50000" /> <guid isPermaLink="false">https://moneyfeel.it/mercato-azionario/da-ufficio-postale-a-cloud-la-scommessa-di-poste-su-tim-20260722014223177/</guid> <description><![CDATA[Per anni Poste Italiane ha lavorato per convincere il mercato di non essere più soltanto una rete di sportelli. L’offerta da €13,4 miliardi su Telecom Italia è il passaggio più ambizioso di questa trasformazione, e il titolo ha già cominciato a rifletterlo: in tre mesi è salito di circa il 25%, fino a toccare un massimo di €29,48. È il segnale che il mercato sta iniziando a valutare Poste come una piattaforma più ampia, meno difensiva di quanto apparisse e più centrale nell’infrastruttura italiana. L’idea industriale dietro l’OPAS è chiara. Integrare TIM dentro un perimetro che unisca distribuzione fisica,]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Per anni <strong>Poste Italiane</strong> <span class="my_quant_block"><span class="my_symbol_quote">|</span><a href="https://moneyfeel.it/research/pst_mi_dark_full_1920_20260722014223177/" target="_blank" rel="noopener" class="mf-link"><i class="fas fa-chart-line"></i> Quant ↗</a><span class="my_symbol_quote">|</span></span> ha lavorato per convincere il mercato di non essere più soltanto una rete di sportelli. L’offerta da €13,4 miliardi su <strong>Telecom Italia</strong> è il passaggio più ambizioso di questa trasformazione, e il titolo ha già cominciato a rifletterlo: in tre mesi è salito di circa il 25%, fino a toccare un massimo di €29,48. È il segnale che il mercato sta iniziando a valutare Poste come una piattaforma più ampia, meno difensiva di quanto apparisse e più centrale nell’infrastruttura italiana.</p><div class="moneyfeel-graph"><img src="https://moneyfeel.it/wp-content/uploads/2026/07/20260722_PSTMI.png" alt="image" title="Grafico Poste Italiane"></div><p>L’idea industriale dietro l’OPAS è chiara. Integrare TIM dentro un perimetro che unisca distribuzione fisica, rete, cloud e dati. Da una parte ci sono i 13mila uffici postali, dall’altra i 4mila negozi Telecom; in mezzo, il controllo di asset strategici come il <strong>Polo Nazionale Strategico</strong>, il cloud sovrano dello Stato, dove Poste salirebbe al 65%. La quota costruita in TIM dall’amministratore delegato <strong>Matteo Del Fante </strong>ha già generato circa <strong>€1,5 miliardi di valore</strong>. Il passaggio successivo è trasformare quella partecipazione in leva operativa, con sinergie che il mercato stima nell’ordine di €0,7 miliardi l’anno. È qui che si gioca la parte più interessante della storia: non nella rivalutazione già avvenuta, ma nella capacità di trasformare un investimento finanziario in un’infrastruttura integrata.</p><p>Nel frattempo Poste resta una macchina da cassa molto solida. <strong>BancoPosta </strong>detiene circa €91 miliardi di depositi della clientela investiti interamente in BTP, con un rendimento medio vicino al 3%. Non è credito bancario tradizionale, ma un’esposizione diretta alla curva dei tassi italiani, con un margine d’interesse destinato a crescere man mano che i titoli in scadenza verranno reinvestiti a cedole più elevate. A questo si aggiungono €4,3 miliardi di free cash flow negli ultimi dodici mesi e un <strong>dividendo di circa il 5%</strong>, pari a €1,31 per azione. Con un beta di 0,67 e un profilo di rischio classificato come medio, Poste non è un titolo che vive di entusiasmo. Il suo pregio, semmai, è la prevedibilità.</p> <p>La rivalutazione ha già fatto il suo lavoro sui multipli. I parametri di enterprise value sono di fatto illeggibili, perché gli oltre €80 miliardi di passività finanziarie di BancoPosta e Poste Vita gonfiano l'EV e svuotano di senso l'EV/EBITDA. Il mercato la valuta su utili, cassa e dividendo, e dopo il balzo del 25% lo sconto storico sul P/E rispetto ai postali europei si è in gran parte chiuso. Poste tratta ora più o meno in linea con una <strong>Deutsche Post</strong>, non più l'anomalia a buon mercato che era a €22.</p><p>È qui che i due motori del modello sono allineati, il segnale più forte che possano dare. La lettura bottom-up del <strong>LEADING </strong>vede il titolo a €28,15, quella price-anchored del <strong>CASCADE </strong>a €29,19, una distanza del 3,7% che è convergenza piena. Il DCF implicito nella quotazione sconta una crescita dell'8,7% e un margine operativo del 24,4%, entrambi in linea con ciò che Poste realizza davvero, a un costo del capitale implicito del 10%. Vuol dire che a €27,59 il mercato paga <strong>numeri realistici e non un sogno</strong>, ed è la ragione per cui il fair value siede appena sopra il prezzo.</p><p>Da dove arriva, allora, l'upside in più? <strong>Dal deal, non dai fondamentali </strong>di oggi. Il sell-side ha virato con decisione al rialzo, con <strong>Intermonte </strong>a <strong>€33</strong> e <strong>Bank of America </strong>a <strong>€32</strong>. Prezzano una somma delle parti che incorpora i circa €0,7 miliardi di sinergie annue e la franchigia del cloud sovrano, valore che nei conti ancora non c'è. Quel divario tra il fair value realistico del modello, vicino a €31, e i €32-33 dello Street è l'opzionalità TIM. Ed è il motivo per cui il nostro modello resta un gradino più prudente, perché contabilizza ciò che è realizzato e non ciò che è promesso.</p><div class="mf-financial-table"><h3>Quadro Valutativo Poste Italiane (PST.MI) – 22/07/2026</h3><h4>Valutazioni di Mercato</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore Attuale</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Prezzo Corrente</td><td>€27,59</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +28,4%</td><td>Da €21,48 Q4 2025</td></tr><tr><td>Market Cap</td><td>€35,70B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +28,4%</td><td>Da €27,80B Q4 2025</td></tr><tr><td>Enterprise Value</td><td>€129,42B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,8%</td><td>EV/MCap 3,62x – debito netto impl. €93,7B</td></tr></tbody></table><h4>Multipli Forward (NTM) – Insurance & Logistics</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Mediana Peers</th><th>Posizionamento</th></tr></thead><tbody><tr><td>P/E Forward</td><td>14,64x</td><td>12,98x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +12,8% vs mediana</td></tr><tr><td>EV/EBITDA</td><td>28,93x</td><td>n/d</td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> Peer mix assicurativo/logistica, dato non disponibile</td></tr><tr><td>EV/Sales</td><td>9,42x</td><td>0,94x</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Premium +902% – modello diversificato</td></tr><tr><td>MC/FCF</td><td>13,55x</td><td>n/d</td><td><i class="fas fa-info-circle"></i> FCF yield 7,4%</td></tr></tbody></table><h4>Rendimento e Cash Flow</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Dividend Yield NTM</td><td>4,9%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,0pp</td><td>Da 5,9% Q4 2025</td></tr><tr><td>Dividend Yield LTM</td><td>4,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,9pp</td><td>Da 5,4% Q4 2025</td></tr><tr><td>DPS NTM</td><td>€1,36</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td>Da €1,27 Q4 2025</td></tr><tr><td>FCF Yield NTM</td><td>7,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −1,4pp</td><td>Da 8,8% Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€2,64B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,7%</td><td>Da €2,45B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Target Price Analisti</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Coverage</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>Target Medio</td><td>€27,48</td><td>13 analisti</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −0,4% vs prezzo corrente</td></tr><tr><td>Target Mediano</td><td>€29,10</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,5%</td></tr><tr><td>Target Massimo</td><td>€35,20</td><td>—</td><td><i class="fas fa-rocket"></i> +27,6%</td></tr><tr><td>Target Minimo</td><td>€16,50</td><td>—</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −40,2%</td></tr></tbody></table><h4>Raccomandazioni Analisti – Sentiment Positivo</h4><table><thead><tr><th>Rating</th><th>Numero</th><th>% sul Totale</th><th>Trend vs Q4 2025</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-thumbs-up"></i> Buy</td><td>6</td><td>46,2%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> Outperform</td><td>2</td><td>15,4%</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +1 vs Q4</td></tr><tr><td><i class="fas fa-minus"></i> Hold</td><td>5</td><td>38,5%</td><td><i class="fas fa-arrow-down"></i> −4 vs Q4</td></tr></tbody></table><h4>Rating Fundamental Analysis Engine moneyfeel</h4><table><thead><tr><th>Framework</th><th>Rating</th><th>Target Price</th><th>Insight</th></tr></thead><tbody><tr class="mf-ft-rating-row mf-ft-clickable"><td><img src="https://moneyfeel.it/favicon/favicon-16x16.png"><span>FA Engine</span></td><td><strong>ACCUMULATE</strong></td><td>€30,89</td><td><i class="fas fa-check-circle"></i> ER +12,0% | DQS 0,76 (High)</td></tr></tbody></table><h4>Metriche Operative Forward (NTM)</h4><table><thead><tr><th>Indicatore</th><th>Valore</th><th>Trend vs Q4 2025</th><th>Note</th></tr></thead><tbody><tr><td>NTM Revenues</td><td>€13,73B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +3,5%</td><td>Da €13,27B Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM EBITDA</td><td>€4,47B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,9%</td><td>Margin 32,6%</td></tr><tr><td>NTM EBIT</td><td>€3,47B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +5,0%</td><td>Margin 25,3%</td></tr><tr><td>NTM Dividend/Share</td><td>€1,36</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,1%</td><td>Da €1,27 Q4 2025</td></tr><tr><td>NTM Levered FCF</td><td>€2,64B</td><td><i class="fas fa-arrow-up"></i> +7,7%</td><td>Da €2,45B Q4 2025</td></tr></tbody></table><h4>Confronto con Principali Competitor Insurance & Logistics</h4><table><thead><tr><th>Azienda</th><th>P/E Forward</th><th>Market Cap</th><th>EV/Sales Forward</th></tr></thead><tbody><tr><td><i class="fas fa-mail-bulk"></i> <strong>Poste Italiane (PST.MI)</strong></td><td>14,64x</td><td>€35,70B</td><td>9,42x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-umbrella"></i> Allianz (ALV.DE)</td><td>13,18x</td><td>€160,40B</td><td>0,71x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shield-alt"></i> AXA (CS.PA)</td><td>10,31x</td><td>€91,14B</td><td>0,70x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-shipping-fast"></i> DHL Group (DHL.DE)</td><td>15,90x</td><td>€63,68B</td><td>0,98x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-landmark"></i> Generali (G.MI)</td><td>12,78x</td><td>€63,19B</td><td>0,90x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-truck"></i> Kuehne+Nagel (KNIN.SW)</td><td>24,32x</td><td>CHF 24,98B</td><td>1,14x</td></tr><tr><td><i class="fas fa-hand-holding-usd"></i> Unipol (UNI.MI)</td><td>12,58x</td><td>€18,68B</td><td>1,19x</td></tr></tbody></table><p class="mf-ft-source">Fonte: moneyfeel research | Data: 22/07/2026</p></div><p>Non è una novità, perché <a href="[URL-analisi-Aprile]" target="_blank" rel="noopener">la nostra analisi di Aprile</a> portava già un Accumulate, con un fair value di €24,53 e il titolo a €22, e da allora il modello ha alzato l'asticella con l'avanzare del deal. Oggi il <a href="https://moneyfeel.it/analisi-fondamentale/" target="_blank" class="mf-engine-link" rel="noopener"><i class="fas fa-chart-bar"></i> Fundamental Analysis Engine</a> conferma quell'"<strong>Accumulate</strong>", assegnato il 06 Dicembre, con un <strong>target price di €30,89 </strong>e un <strong>rendimento atteso del 12%</strong>. Il <strong>momentum rialzista sostiene il target</strong> e la qualità dei dati è alta, ma la validazione resta ferma a 57 su 100. È il giudizio di chi accumula sulla debolezza, non di chi insegue. Poste è ormai al centro dell'infrastruttura digitale italiana: ora la partita si gioca sull'execution, con il mercato che ne ha già pagato parte del biglietto.</p>]]></content:encoded> </item> </channel></rss>